Prof. Luigi Frati

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00445
Atto n. 2-00445

Pubblicato il 27 marzo 2012
Seduta n. 699

LANNUTTI – Ai Ministri della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca. -

Premesso che:

in un articolo di Claudio Alberti intitolato: “Luigi Frati, lo Schettino dell’Università?” pubblicato sul blog “Roma MAXI” si legge: «L’accusa di nepotismo portata avanti dall’inchiesta del Corriere della Sera è gravissima. Il Rettore de La Sapienza potrebbe essere indegno come il comandante della Concordia». La videoinchiesta del “Corriere della Sera” sul nepotismo della facoltà di Medicina dell’università La Sapienza mette in luce un possibile meccanismo a dir poco disdicevole. «Al centro di tutto ci sarebbe (uso il condizionale, ve lo dico, forse solo per scrupolo) il rettore Luigi Frati. Se le accuse suggerite dall’inchiesta dovessero rivelarsi fondate, non sarebbe azzardato dire che Frati è lo Schettino dell’Università italiana. Il comandante della Costa Concordia aveva l’amante a bordo, Frati porta la moglie in Facoltà. Tra le due, la seconda è senza dubbio la più grave, perché Frati oltre alla moglie ha portato anche la figlia e il figlio. E mentre l’amante di Schettino dopotutto non poteva fare troppi danni, una docente universitaria può farne tantissimi agli studenti italiani. E mentre io non ho mai pagato lo stipendio all’amante di Schettino, lo faccio da tempo alla moglie e alla famiglia di Frati, e come me tutti voi che leggete. Come Schettino è venuto meno al suo ruolo, abbandonando la nave e probabilmente causando la morte di molte delle persone a bordo, allo stesso tempo l’aver imposto il figlio come primario a Latina senza che questi ne avesse merito, e aver consentito che nella sua unità il tasso di mortalità dei pazienti fosse più del doppio della media, metterebbe sulla coscienza del Rettore la responsabilità di morti innocenti, la vita di sfortunati pazienti che, come i viaggiatori della Costa non avevano colpe per la negligenza di Schettino, in questo caso non avevano colpe per l’inettitudine di un raccomandato. Mi piacerebbe avere la possibilità di far parlare Frati con i familiari delle vittime dell’équipe del figlio, chissà se hanno qualcosa da chiedergli. Come Schettino, poi, Frati avrebbe giocato a prenderci in giro. Ricordate la telefonata del comandante con la Capitaneria? Bene, non c’è molta differenza tra le scuse pietose di Schettino per non risalire a bordo e i tentativi, altrettanto pietosi, di Frati di piazzare il figlio in una corsa contro il tempo, contro la riforma Gelmini, contro il TAR, contro tutti. Come Schettino – che aveva più volte ripetuto il rito del saluto all’isola del Giglio – anche Frati era “recidivo”, come dimostra il numero di persone col suo cognome all’interno dell’Università. Come Schettino, soprattutto, Frati sarebbe indegno di ricoprire il suo incarico (…). Purtroppo dell’indegnità del primo ci siamo accorti dopo che la sua nave è affondata: con La Sapienza siamo ancora in tempo, possiamo salvarla prima che Frati le faccia fare la fine della Concordia»;

la trasmissione “Report” di Milena Gabanelli ha mandato in onda il 25 marzo 2012 l’ennesimo servizio su Luigi Frati dopo l’inchiesta su “Parentopoli” all’università La Sapienza, che il 15 maggio 2012 aveva posto l’accento sullo scandalo di concorsi pubblici e università. Il caso di Luigi Frati, rettore de La Sapienza di Roma, è una delle manifestazioni dei problemi più gravi, più radicati e condannati da tutti, a prescindere dall’area politica di appartenenza. Si parla del fenomeno di quello che molti chiamano “Parentopoli” e dei cosiddetti baroni. Il problema è tornato ancora una volta sotto i riflettori grazie alla richiamata puntata di “Report”. Nel programma si è parlato di concorsi per diventare notai, per diventare magistrati e professori universitari. Nell’angolo “Com’è andata a finire” infatti, un aggiornamento sull’inchiesta “Concorso nel reato” di Sabrina Giannini, trattata nella puntata del 15 maggio 2011, la trasmissione “Report” è tornata sulla vicenda del Magnifico rettore dell’Università La Sapienza di Roma Luigi Frati, a quasi un anno dopo il servizio “Concorso nel reato” nel corso della quale era stata mostrata la fulminea carriera dei suoi parenti più stretti tutti precocemente saliti sul gradino più alto della carriera accademica nella stessa facoltà di cui Frati è stato Preside per 16 anni. Frati inoltre, in qualità di Preside ieri e oggi Rettore, continua a mantenere altri importanti incarichi: primario (ma non presente), direttore scientifico della clinica privata Neuromed e presidente di una associazione. Senza che nulla sia cambiato. Nell’inchiesta di Sabrina Giannini, aggiornata a maggio 2011, si legge: «Ci eravamo occupati di parentopoli nell’Università, e spiccavano i parenti del Magnifico Rettore della Sapienza, Luigi Frati. Il Magnifico Rettore però è anche direttore scientifico di una clinica privata e primario del reparto di oncologia dell’Umberto I. Bene, l’anno scorso avevamo documentato – e adesso rivedremo qualche spezzone – del fatto che dentro quel reparto sembrava non mettere piede. Lo stipendio però lo incassa lo stesso… È passato quasi un anno: cosa è successo? Qualcuno, nell’interesse dei pazienti, ha trovato il coraggio di esporsi. (…) Tanto per fare un esempio: mentre questo paziente stava male nel reparto a causa dei farmaci, il primario forse si stava occupando proprio di quei farmaci, ma con chi li produce traendone profitto, ossia le case farmaceutiche. E non solo in veste di primario, ma per propri interessi personali. Infatti Luigi Frati è da anni il presidente dell’Accademia della medicina, un’associazione che si avvaleva di una agenzia di servizi: la Forum Service. Il giro di affari della Forum Service è nell’ordine di milioni di euro l’anno. Tre mesi dopo il nostro servizio l’Accademia della medicina non compariva più tra i soci. Resta il fatto che l’associazione di cui Frati è presidente riceve donazioni anche dalle case farmaceutiche che vendono al Policlinico i farmaci destinati al reparto oncologico che dirige: 800 mila euro di forniture a trimestre. Ma questo dato l’avevamo trovato noi, perché nel sito dell’Accademia non compariva l’elenco dei donatori (…) Luigi Frati è anche direttore scientifico della clinica privata Neuromed, dove a fargli da vice è un altro medico del Policlinico, Mario Manfredi. Alla clinica, che è in provincia di Isernia, arrivano anche pazienti dal Policlinico di Roma, con relativo disagio e costo per la sanità del Lazio.» Intervistato, così risponde – tra l’altro- Tommaso Longhi – direttore generale del Policlinico Umberto I 2001- 2003: «Intorno a luglio, giugno del 2003 sono stato investito da alcune interrogazioni del Consiglio regionale della regione Lazio (…) sulle attività assistenziali espletate dal professor Frati, preside della facoltà di medicina allora, e oncologo nella facoltà di medicina. Lui, senza autorizzazione, era contestualmente professore ordinario di oncologia, nonché preside della facoltà di medicina, direttore, quindi primario, dell’oncologia A del Policlinico e direttore scientifico di Neuromed, ma in più nemmeno firmava le cartelle cliniche. Centinaia di cartelle cliniche non firmate. Quindi, in sostanza, che vuol dire? Che lui non si assumeva nemmeno la responsabilità medico-legale dei pazienti oncologici che arrivavano al suo reparto. Allora, che cos’ho fatto? Intanto l’ho dichiarato decaduto dal ruolo primariale e ho informato con un esposto la Procura della Repubblica di Roma su queste evenienze. Poi io sono andato da un’altra parte, non sono stato più al Policlinico, e ho saputo per via indiretta che era stato archiviato. (…) Un’archiviazione che, pur escludendo ogni responsabilità penale di Frati, conferma che era tenuto a rispettare il rapporto di esclusività con il servizio pubblico, quindi con il Policlinico. Eppure ha continuato per anni a mantenere il doppio incarico. Cos’hanno fatto i direttori generali che sono seguiti a Tommaso Longhi? Hanno modificato gli accordi con Frati oppure hanno fatto finta di non vedere? (…) Se un magistrato la venisse a chiamare lei testimonierebbe esattamente questa versione?» chiede Sabrina Giannini, ponendo la domanda a Maria Luisa Basile, medico nel reparto di oncologia del Policlinico Umberto I. «Guardi, quando si dice la verità, quando si lavora in maniera onesta, nel rispetto delle regole, nel rispetto degli altri, con senso di responsabilità, non si ha paura. Cioè, uno dice la verità e la verità vera e io non ho paura e risponderò: è la verità»;

considerato che il 26 marzo 2012 sull’edizione on line di “Informa Molise” è uscito un articolo dal titolo: “Petraroia: sollecito accesso agli atti su primari, consulenze esterne e facoltà di medicina”, in merito alla trasmissione “Report”, andata in onda il 25 marzo 2012, dove si è fatto riferimento «al Prof. Luigi Frati, Rettore dell’Università La Sapienza, circa il conflitto di interesse tra i suoi incarichi pubblici di Preside della Facoltà di Medicina nello stesso Ateneo, Primario presso il Policlinico Umberto I e la sua funzione di Direttore Scientifico del Neuromed di Pozzilli (IS) e/o di consulente del medesimo IRCCS molisano per un svariati anni, tanto è vero che in occasione delle audizioni dell’ultimo Piano Sanitario Regionale del 2008, il Prof. Luigi Frati intervenne in Quarta Commissione proprio in rappresentanza del NEUROMED; acquisito che presso le strutture ospedaliere pubbliche e private del Molise ci sono diverse Unità Operative Complesse prive di Primario assunti con contratto a tempo indeterminato o impegnati nell’esclusivo svolgimento di quella funzione, nel mentre prevalgono casi di Primari a termine o con più funzioni tra incarichi in diversi Ospedali, Facoltà Universitarie e varie consulenze che spaziano tra ruoli pubblici e privati; tenuto conto che in base alla riforma universitaria “Gelmini” le Facoltà di Medicina sono orientate a strutturarsi per sottoscrivere specifiche intese per i posti letto, l’utilizzo dei plessi ospedalieri, la cooperazione con il sistema sanitario pubblico ed il relativo riparto del Fondo Regionale di copertura dei costi stante l’assoluta inadeguatezza dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica»; nel citato articolo si sollecita la consegna in copia degli atti inerenti gli intercorsi e prolungati rapporti avuti dal Prof. Lugi Frati con l’Istituto Neuromed di Pozzilli (IS) formalmente protocollati presso le competenti sedi della Regione Molise, dell’Assessorato alla Sanità e dell’ASREM; l’elenco dei Primari assunti con contratto a tempo indeterminato e con rapporto esclusivo che dirigono Reparti o Unità Operative Complesse presso gli Ospedali Pubblici e Privati convenzionati della Regione Molise; l’elenco dei Primari con contratti a termine e quelli che svolgono contestualmente più funzioni presso diverse strutture ospedaliere pubbliche e private o in carico a Facoltà Universitarie, con relative responsabilità ricoperte e compensi percepiti a vario titolo, ragione o causa, comunque rimborsati direttamente o indirettamente dall’ASREM; copia delle intese intercorrenti tra la Regione Molise, l’Azienda Sanitaria Regionale e le Facoltà Universitarie de La Sapienza di Roma, dell’Università Cattolica, dell’Università S. Pio V, dell’Università del Molise e di altri eventuali Atenei convenzionati con relativi Statuti, Accordi, costi, attribuzione di funzioni, assegnazioni di strumentazione e disponibilità di personale o spazi logistici; copia di Convenzioni sottoscritte con Facoltà di Medicina in applicazione della riforma universitaria ” Gelmini ” tese ad assegnare posti letto, personale, spazi, strumenti e riconoscere rimborsi per tali finalità a valere sul Fondo Sanitario Regionale; copia di atti assunti dal Commissario ad Acta e dal Direttore Generale dell’ASREM tese a rimuovere conflitti d’interesse tra pubblico e privato, a superare primariati spot di medici provenienti da fuori regione e che permangono frettolosamente nei reparti a loro affidati nelle nostre strutture ospedaliere, a consolidare dirigenze mediche con contratti a tempo indeterminato per assicurare massima funzionalità, efficienza ed autonomia nella gestione delle Unità Operative Complesse»;

considerato altresì che a giudizio dell’interrogante sono oscure le ragioni che hanno indotto la magistratura ad archiviare una notizia di reato così lampante che riguarda un potente barone, Luigi Frati, che utilizza le strutture pubbliche come fossero suoi feudi privati,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti rispondente al vero che il rettore Luigi Frati abbia ignorato i suoi pazienti del reparto di Oncologia dell’Umberto I a Roma che accusavano disturbi a causa dei farmaci, mentre si stava occupando proprio degli stessi farmaci, con le case farmaceutiche, al fine di trarne profitto;

se risulti vero che non solo in veste di primario, ma per propri interessi personali, Luigi Frati è da anni il presidente dell’Accademia della medicina, un’associazione che si avvaleva di un’agenzia di servizi, la Forum Service, con un giro di affari di milioni di euro all’anno e che, a tre mesi dal primo servizio di “Report”, l’Accademia della medicina non compariva più tra i soci;

se sia vero che l’associazione di cui Frati è presidente riceve donazioni anche dalle case farmaceutiche che vendono al Policlinico i farmaci destinati al reparto oncologico che egli dirige, dato portato alla luce dall’inchiesta di “Report”, considerato che nel sito della richiamata Accademia non compariva l’elenco dei donatori, e al contempo lo stesso Frati svolge anche la funzione di direttore scientifico della clinica privata Neuromed, dove a fargli da vice è un altro medico del Policlinico, Mario Manfredi;

se risulti vero che alla clinica Neuromed, in provincia di Isernia, vengono dirottati pazienti dal Policlinico di Roma, con relativo disagio e costo per la sanità del Lazio, e quali risulti essere le ragioni di questi comportamenti;

quali misure urgenti si propria competenza il Governo intenda attivare per promuovere la decadenza dalle sue funzioni del professor Luigi Frati, come già auspicato dall’ex direttore del Policlinico Tommaso Longhi nel giugno 2003, visto che lo stesso Frati era preside della facoltà di Medicina allora ed oncologo nella facoltà di Medicina, senza autorizzazione, ed era contestualmente professore ordinario di oncologia, nonché preside della facoltà di Medicina, direttore, quindi primario del reparto di oncologia A del Policlinico e direttore scientifico di Neuromed, ed inoltre non firmava le cartelle cliniche, non assumendosi neppure la responsabilità medico-legale dei pazienti oncologici che arrivavano al suo reparto;

se il Governo, tenuto conto dei due servizi di “Report”, non ritenga opportuno trasmetterli alla Corte dei conti al fine di promuovere la valutazione del danno erariale derivante da tali comportamenti, ed alla Procura della Repubblica di Roma, per permettere la verifica di profili penalmente rilevanti che coinvolgono un rettore che utilizza strutture pubbliche sia per collocare i propri familiari, che per far conseguire eventuali affari a case farmaceutiche aduse a sistemi noti di comparaggio ed a speculare sul dolore e sulle disgrazie degli ammalati.

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