Rai- Trasferta in Asia del Pres. Monti

 

Mostra rif. normativi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07189
Atto n. 4-07189

Pubblicato il 28 marzo 2012
Seduta n. 700

LANNUTTI – Ai Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

come si legge su “Libero” on line del 27 marzo 2012 che per la trasferta in Asia del Presidente Monti, dopo litigate e «telefonate ai politici di riferimento (di tutti gli schieramenti) e scenate dei giornalisti “papabili” con i rispettivi direttori, (…) l’ha spuntata il Tg1: la squadra Rai sarà composta da due persone» del Tg1 «(giornalista e operatore, più un uomo per il Gr Radio Rai. In totale saranno tre le persone» che beneficeranno dell’aereo di Stato fornito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con un costo per la Rai di 2.500 euro ad ospite tra vitto, alloggio, diaria e rimborsi spese e pasti esclusi;

si legge ancora nel citato articolo che, poiché «i posti sul volo di Stato sono limitati» la Rai avrebbe deciso di «spedire dall’altra parte del mondo altre dieci persone (del Tg2, del Tg3 più rispettivi operatori, tecnici del suono) che voleranno su normali aerei di linea. L’aereo partirà da Roma, quindi arriverà e Seoul, Tokyo e Pechino, prima di tornare nella capitale. Per un totale che nella più rosea delle ipotesi si aggira intorno ai 3mila euro, che moltiplicati per 10 fanno trentamila euro (somma decisamente rivista al ribasso). Dagospia sottolinea come “la Rai – con una pattuglia di almeno 13 persone – spenderà per seguire la trasferta asiatica» del Presidente del Consiglio dei ministri «minimo 35mila euro di solo aereo (il conto è al ribasso, più verosimilmente si arriverà sui 45.000 euro). Il tutto esclusi alberghi, vitto, taxi, diaria per servizio fuori sede e le solite ‘varie ed eventuali’ a piè di lista… (…) Però viale Mazzini manderà ben quattro troupe: il Tg1, il Tg2, il Tg3 e RadioRai (…)”. La Rai, continua Dagospia, tra voli, alberghi, vitto, diaria e rimborsi vari “per un minimo di 13 stipendiati che saranno almeno 15 se non di più”, arriverà a spendere “qualcosa più, qualcosa meno, intorno ai 100mila euro»;

considerato che:

Mediaset e Sky hanno deciso di comprare le immagini a prezzi irrisori dai circuiti internazionali con una spesa per la copertura asiatica che ammonterà al massimo a un migliaio di euro da sborsare in diritti televisivi;

riporta “Dagospia” che l’azienda pubblica avrebbe «un bilancio tecnicamente “in pari” ma che in realtà, secondo i ben informati, nasconde voragini da far paura»;

in un precedente atto di sindacato ispettivo l’interrogante chiedeva spiegazioni su quanto portato alla luce dalla stampa relativamente ai costi sommersi dell’azienda che allargano il grande buco delle casse delle Rai (atto 4-06768);

in un articolo de “Il Fatto Quotidiano” del 27 marzo 2012 si legge: «Il direttore generale Lorenza Lei è in campagna elettorale, a caccia di un improbabile secondo mandato in Rai. Ci prova, nonostante la sponda politica che l’aveva proiettata ai vertici di viale Mazzini, cioè berlusconiani e cardinali amici, sia più gracile. Al tempo di professori e tecnici, funziona benissimo, pensa, la sobrietà dei toni e l’austerità nei conti: “Sono fiera di aver raggiunto il pareggio del bilancio per l’esercizio 2011 dopo cinque anni di perdite”, ripete ossessivamente fra interviste ufficiali e incontri ufficiosi. Un’azienda moribonda che trasmette segnali di vita, però, non va incensata e soprattutto sottovalutata. Quando ha chiesto udienza al sottosegretario Antonio Catricalà per sondare le intenzioni del governo, forse Lorenza Lei avrà dimenticato di spiegare il terribile 2012 che s’abbatte sul servizio pubblico, già azzoppato per un debito consolidato di oltre 350 milioni di euro. La concessionaria Sipra ha ripreso la raccolta pubblicitaria con cifre negative: -17 per cento nel primo trimestre – e qui ballano 100 milioni di euro se la tendenza non migliora – mentre l’anno scorso ha racimolato a fatica 980 milioni. Poi Catricalà, che ha respinto l’offensiva del direttore generale con qualche imbarazzo, dovrebbe sapere che le previsioni di spesa indicano un buco di 100 milioni di euro, un capitale che può trasformarsi in debito se viale Mazzini non decide di tagliare le già martoriate risorse per le reti e i programmi. La Lei ha avuto la fortuna di guidare l’azienda durante un anno dispari, quando non ci sono diritti sportivi da acquistare né eventi particolari, così può vantare le sue mirabolanti ricostruzioni finanziarie. Ma nel 2012 vanno staccati assegni per 150 milioni di euro perché la Rai, seppur ridimensionata per quantità e qualità di palinsesto dal satellite di Sky, deve mandare in onda gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Londra. Dunque, quei 4 milioni di euro di attivo che dovrebbero risplendere nel bilancio 2011 in arrivo nel Consiglio di amministrazione, mentre le casse si dilaniano in più crepe, valgono nient’altro che briciole: nulla in mezzo ai 350 milioni di euro di debiti pregressi e 200 milioni di possibili perdite fra le voci di spesa che non ritornano e la raccolta pubblicitaria estremamente preoccupante. Tonfi clamorosi come la serie televisiva Barbarossa – 13 % di share domenica sera – non aiutano il lavoro di Sipra. Qualcuno poteva avvisare che il film leghista, voluto fortemente da Bossi e costato 6, 8 milioni di euro a viale Mazzini, al cinema non l’aveva visto nessuno. Evidentemente nemmeno Lorenza Lei. Sempre riservata e silenziosa, appena il governo di Mario Monti ha iniziato a parlare di rinnovo del Cda, la Lei ha scoperto la voce e la diplomazia. Ha più volte parlato a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi, ieri avrebbe anche sollecitato (…) dichiarazioni di Angelino Alfano in sua difesa (…). Lo spirito di Bruxelles (rigore, rigore, rigore…) che pervade viale Mazzini soffre quando l’azienda spedisce gruppi di giornalisti al seguito di Mario Monti in Asia ed evapora completamente quando – venerdì e sabato prossimo a Firenze – andrà in scena Screenings Florence. Padroni di casa il sindaco Matteo Renzi e il consigliere Giorgio Van Straten (Pd), seminari e convegni, Bruno Vespa a moderare, e poi un bellissimo aperitivo sulle terrazze che dominano piazza della Signoria, cena di gala nel salone dei Cinquecento per 250 invitati e un pranzo al Circolo Canottieri»;

considerato altresì che a giudizio dell’interrogante sono difficilmente spiegabili i motivi per cui ci saranno quattro testate differenti e relativi giornalisti per coprire il medesimo evento e per la stessa azienda, quando sarebbe stato molto più economico spedire in Asia un solo operatore video delle cui immagini avrebbero potuto usufruire i diversi Tg della Rai;

considerati, infine, gli impegni assunti sulla base del Contratto di servizio tra la Rai e il Ministro dello sviluppo economico, con specifico riferimento alla trasparenza nella gestione economico-finanziaria del servizio pubblico,

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di evitare ogni forma di spreco nella gestione dell’azienda pubblica, pagata con il canone dei cittadini, tali da innescare un’inversione di tendenza significativa nella dirigenza che, a giudizio dell’interrogante, fino ad oggi ha solo saccheggiato l’azienda e praticato una informazione di parte, in violazione dell’oggettività ed obiettività dell’informazione, usando il servizio pubblico per assecondare le proprie clientele.

Senza categoria

Leave a Reply