Voli di Stato

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07148
Atto n. 4-07148

Pubblicato il 22 marzo 2012
Seduta n. 698

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa. -

Premesso che

il Presidente del Consiglio dei ministri Monti ha ordinato di pubblicare sul web tutti i voli di Stato;

per tale ragione, a giudizio dell’interrogante, dopo anni di superlavoro, gli aerei del 31° stormo, il reparto dell’Aeronautica che si occupa del trasporto delle autorità, hanno cominciato a ridurre la loro attività. In un articolo del settimanale “L’espresso” (pubblicato nel relativo sito Internet il 20 marzo 2012) si legge che nei primi due mesi del 2012 ci sono state soltanto 300 ore di volo: nel 2011 erano state 600 e due anni fa ben 900. Tanto che ora palazzo Chigi spera di risparmiare oltre 23 milioni da questa sforbiciata a carburante e manutenzione;

un altro articolo del 16 marzo 2012 si sofferma sulla figura di Raffaele Di Loreto «funzionario dalla tripla vita e dai tripli privilegi», insediatosi a palazzo Chigi nel 1985 grazie alla fiducia di Bettino Craxi e confermato dal nuovo Governo; si legge che «Di Loreto è un pensionato dell’Aeronautica militare, un dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri e l’amministratore della compagnia aerea più misteriosa, quella dei Servizi Segreti, costata quasi 40 milioni di euro solo nel 2010 (..) quando un ministro o un sottosegretario hanno bisogno di un passaggio celeste, lui è sempre pronto a mettersi a disposizione. È stato lui ad autorizzare il circo volante dell’era berlusconiana, con ballerine di flamenco, olgettine assortite e cantanti napoletani che affollavano la navetta Roma-Olbia al seguito del premier a Villa Certosa. Grazie a Di Loreto nessuno restava mai a terra: sfruttava i suoi superpoteri per trovare sempre un bimotore disponibile, bruciando milioni e milioni di euro. Tutto perfettamente legale, tutto terribilmente caro»;

l’articolo prosegue affermando che per aggirare la decisione dei voli di Stato pubblicati on line viene offerta una soluzione molto discreta mettendo a disposizioni gli aerei dei servizi segreti;

si legge inoltre che il feudo personale di Raffaele Di Loreto è la Cai. «Da anni la compagnia dei Servizi è una SpA: formalmente registrata come una società charter per non tradirne la vera natura. I bilanci vengono approvati negli uffici distaccati di Palazzo Chigi, mentre gli atti raccontano la storia ufficiale del vettore di copertura. Con alcune scelte che lasciano sbalorditi, a partire dai professionisti ingaggiati. A presiedere il collegio dei sindaci che devono vigilare sui conti c’è un commercialista con parecchie grane giudiziarie: Ascanio Turco, studio a Matera e buone entrature nella capitale, è stato condannato in primo grado a due anni e sei mesi di carcere per il crac della Hdc del sondaggista berlusconiano Luigi Crespi ed è finito nei guai in Molise per una storia di regali agli ispettori del Fisco. Per carità, nessuna sentenza definitiva: ma forse l’intelligence dovrebbe rivolgersi a figure al di sopra di ogni sospetto. Ed è inquietante rilevare chi è il notaio che da un decennio autentica gli atti della Air Spioni: Gianluca Napoleone, il professionista delle case della Cricca, incluso l’appartamento di Claudio Scajola con vista sul Colosseo. Stando alle indagini, Napoleone ha eseguito il rogito di altri immobili finanziati dal giro del costruttore Anemone, tra cui quello di un generale dei Servizi. Di soldi nella Cai ne girano tanti. Il capitale sociale è di 40 milioni, con quote date in pegno a Intesa Sanpaolo. Il fatturato nel 2010 è stato di 28 milioni: ossia quello che lo Stato ha pagato per le missioni segrete dei Falcon. Il gioco della contabilità sotto copertura fa sì che spunti pure un utile di 2 milioni. I dipendenti invece costano poco più di 10 milioni, metà dei quali per gli equipaggi dei jet. Quindi ai contribuenti la gestione della squadriglia top secret è venuta oltre 38 milioni di euro. Spiccano alcune delle voci in bilancio. Anzitutto il compenso di Di Loreto: 149.000 euro l’anno, a cui si sommano i 118.000 dello stipendio di Palazzo Chigi e una cifra simile come pensione da colonnello. Ci sono poi 470.000 euro per consulenze non meglio specificate. Altre 448.000 per soggiorni e alberghi e 190.000 per le auto del personale. In realtà lo staff resta contenuto rispetto alle missioni svolte: 87 operatori; piloti e tecnici d’alto livello, che gestiscono tutta l’attività e la manutenzione della flotta. Numeri che sottolineano l’efficienza della struttura. Il problema è come viene utilizzata. Sono stati frequenti i casi di missioni senza senso: trireattori mandati a trasportare una squadra ad Abu Dhabi – il trampolino per l’Afghanistan – fatti tornare vuoti a Ciampino e rispediti negli Emirati a recuperare i passeggeri dopo sole 36 ore. (…) In genere, questi dispendiosi tour de force sarebbero serviti per mettere l’aereo a disposizione di qualche sottosegretario e scarrozzarlo da Roma a Parma o Imperia. Sul web si trovano foto dei Falcon dei Servizi sorpresi a Firenze o Napoli, città a un’ora di Frecciarossa dalla capitale: spedizioni sprecone, coperte dal segreto di Stato. altrettanto discutibile è la gestione degli acquisti, interamente nelle mani di Di Loreto: compra e vende a suo piacimento, in un settore dove le commissioni possono arrivare al 10 per cento del valore. A dicembre 2010 la Cai ha fatto una scelta singolare: ha deciso di rimpiazzare il Falcon 900 Ex, un trireattore moderno e lussuoso, in linea da soli nove anni. Aveva davanti oltre un decennio di vita operativa ma è stato sostituito con una versione più nuova, più costosa e più lussuosa: il Falcon LX, sempre della francese Dassault. Dagli atti ne risultano ordinati ben due. Il contratto è nato durante il boom del via-vai aereo berlusconiano, quando le pietose condizioni delle casse pubbliche erano ancora nascoste agli italiani: così si è deciso di buttare via 80 milioni di euro per rinnovare la flotta dei viaggi più riservati. Difficile fare il punto delle vendite. Stando ai bilanci, nel marzo 2009 sono stati ceduti due vecchi Falcon 50 con una plusvalenza di solo un milione e mezzo. Nel 2010 sono finiti sul mercato due Falcon 900A: solo per revisionarne uno si è speso più di un milione. A gennaio di quest’anno è stato piazzato all’estero anche il moderno Falcon 900EX. Si vocifera che sia stato dato via per poco più di 13 milioni di dollari, contro quotazioni di 18,5 milioni. Solo rumors, perché tutto sfugge ai radar della contabilità pubblica. Forse oggi con l’austerity che domina a Palazzo Chigi, qualcuno dovrebbe andare a mettere il naso nell’attività della Cai. E magari rivedere le regole dei voli di Stato: restituendo all’Aeronautica il controllo sul trasporto delle autorità ufficiali e facendo sì che gli aerei dei Servizi vengano usati solo per l’intelligence. Quanto al comandante Di Loreto, nessuno contesta la correttezza formale delle sue scelte. Anche se qualche conflitto di interessi lo ha messo a segno anche lui. Nel 2005, di fronte al dilagare dei politici che volevano un posto in cielo, il suo ufficio a Palazzo Chigi fece un contratto da 1,9 milioni per noleggiare i velivoli della Servizi Aerei (Eni): una società dove lavora come dirigente suo figlio»,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero quanto riferito dall’inchiesta del settimanale “L’espresso” e quali siano le valutazioni del Governo;

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di dirimere ogni eventuale conflitto di interessi che possa interessare Raffaele Di Loreto;

se non ritenga opportuno rendere pubblica la documentazione relativa ai voli di Stato chiarendone il numero, l’utilizzo e i costi;

se non ritenga opportuno, in un momento di crisi come l’attuale, difficile e caratterizzato da una recessione economica, con il bilancio dello Stato in grave sofferenza, quando non ci sono risorse per pagare straordinari e avanzamenti di carriera delle Forze dell’ordine o carburante per le volanti, attivarsi per un risparmio di tutte le spese non necessarie da cui possono scaturire somme di danaro utili per investimenti più producenti a sostegno dell’economia italiana;

quali iniziative voglia intraprendere il Governo al fine di rivedere le regole dei voli di Stato rendendo all’Aeronautica il controllo sul trasporto delle autorità ufficiali e garantendo che l’uso degli aerei dei Servizi segreti sia riservato solo alle finalità istituzionali di questi ultimi.

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