Consulenze Ministero Sviluppo Econonico

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07350
Atto n. 4-07350

Pubblicato il 24 aprile 2012, nella seduta n. 715

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

risulta all’interrogante che il Ministero dello sviluppo economico si avvale e si avvarrà anche per gli anni a venire di un lungo elenco di consulenti esterni;

detti incarichi riguardano compensi che raggiungono anche somme di 100.000 euro relativamente a svariate funzioni;

considerato che il principio ispiratore della manovra di cui al decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, è stato quello della responsabilizzazione. Tale principio deve essere attuato con tagli mirati e selettivi che i singoli Ministri, per le parti di propria competenza, definiscono e implementano con l’obiettivo di raggiungere i target di risparmio a loro imputati,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni di dette consulenze e se i compiti, a cui sono chiamati i consulenti esterni, non possano essere svolti o già non lo siano da personale interno al Ministero stesso;

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di rivedere le spese per le consulenze, anche tenuto conto del momento di crisi economica che impone una seria riflessione;

se non ritenga che l’avvalersi di numerose consulenze esterne, nonostante i dipendenti presenti nell’amministrazione, non rappresenti l’ennesimo sperpero di denaro pubblico;

se non ritenga che, in un momento di crisi come quello che sta attraversando il Paese, con manovre lacrime e sangue che costeranno 2.103 euro l’anno a famiglia, con balzelli, tasse e rincari a loro carico, destinati ad aumentare con il previsto aumento di 2 punti di Iva, sia doveroso intraprendere le opportune misure al fine di tagliare la spesa pubblica, a partire dagli sprechi e dalle spese inutili, garantendo comunque la spesa sociale insopprimibile;

quali urgenti iniziative intenda intraprendere per impedire che siano sempre i cittadini a pagare i costi della crisi, ed evitare che lavoratori e pensionati, oltre al danno, debbano subire perfino la beffa di prediche ed esortazioni al risparmio, da parte di coloro che non vogliono mai offrire soluzioni reali e concrete.

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