Diritto d’autore

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02814
Atto n. 3-02814

Pubblicato il 23 aprile 2012, nella seduta n. 714

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

da indiscrezioni di stampa si apprende che il Governo, nella persona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, avrebbe all’esame un provvedimento con il quale legittimare l’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) a realizzare un sistema di rimozione e oscuramento di contenuti e siti web;

il “Corriere delle comunicazioni”, il 30 marzo 2012, con un articolo titolato “Copyright: Catricalà, nessuna censura su siti web” ha riportato la smentita del Sottosegretario Antonio Catricalà relativamente alle indiscrezioni secondo cui il Governo vorrebbe affidare all’Agcom poteri di censura con tanto di disabilitazione e disconnessione nei confronti dei siti Internet e degli utenti che veicolano contenuti digitali illegali. Nell’articolo citato si riporta quanto dichiarato dallo stesso Sottosegretario in un intervista al quotidiano “La Stampa”. Secondo il Sottosegretario «”la norma non è affatto censoria, non ha niente a che vedere con l’Hadopi francese, non prevede mai in alcuna maniera la disabilitazione né la disconnessione degli utenti, ma solo la rimozione dei contenuti illegali. Cioè non siano accessibili i siti che li ospitano, se non li tolgono entro un tempo ragionevole”»;

il Sottosegretario ha altresì sottolineato che «”finché si tratta di indiscrezioni non esiste niente, né dal punto di vista politico né dal punto di vista giuridico”»;

a seguito di quanto riferito in precedenza, sul tema del diritto d’autore è tornato anche Assoprovider, l’associazione dei provider indipendenti, preoccupata per un provvedimento «”che trasformerebbe l’Autorità Garante per le Comunicazioni nell’unico sceriffo della Rete con enormi poteri che consistono nell’accertamento e nell’inibizione dei reati legati alla violazione del diritto d’autore che oggi sono giustamente demandati alla Magistratura coadiuvata dalle forze di Polizia”»;

nella nota diffusa da Assoprovider si legge che: «”I promotori della notte della Rete (Adiconsum, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studio Legale Sarzana), a cui si sono aggiunti, il movimento “La rete dell’innovazione”, l’associazione NetLeft, l’associazione “Rifondazione Italia per la legalità”, l’associazione “Stati generali dell’innovazione” (…) denunciano il grave comportamento del Governo che in modo inusuale, dietro il paravento del fornire un’interpretazione autentica della normativa vigente, consentirebbe invece una inaccettabile violazione dei diritti di cittadini e utenti con gravi ripercussioni sulla libertà dell’informazione nel nostro Paese. La stessa Agcom (…) ha riconosciuto agli organizzatori della notte della Rete di non avere le necessarie prerogative giuridiche per deliberare la propria proposta di regolamento sul diritto d’autore ed è per questo che tale decisione è stata finora rinviata”»;

l’associazione ha altresì sottolineato come la discussione sul diritto d’autore, come più volte richiesto, sia in discussione in Parlamento, «”ma con il blitz di Catricalà […], tutte le modalità democratiche in atto verrebbero spazzate via di colpo, scavalcando il Parlamento e permettendo subito l’approvazione del regolamento Agcom […]. Con tali atteggiamenti non si mette in discussione solo il diritto d’autore ma tutto il nostro ordinamento giuridico e la Costituzione”». A ciò occorre aggiungere che tutto questo accadrebbe in un momento in cui il mandato dei commissari Agcom è in scadenza;

l’articolo prosegue: «Assoprovider chiede dunque al Governo “di non emanare questo assurdo provvedimento che non ha nulla di interpretativo e che violerebbe la Costituzione, chiediamo di lasciare al Parlamento la discussione democratica sulla nuova legge sul diritto d’autore e di concentrarsi invece, con l’adeguata trasparenza nei confronti della società civile, sulle nomine dei prossimi vertici Agcom in modo che nel prossimo futuro possano sedere in quelle posizioni rilevantissime per la libertà d’informazione nel nostro Paese persone non solo competenti ma che abbiano soprattutto quale unico mandato la salvaguardia dell’interesse generale e lo sviluppo democratico anche nel panorama digitale”»;

per delineare un quadro completo di tale vicenda occorre ricordare che in occasione dell’audizione informale tenuta presso gli Uffici di Presidenza, integrati da rappresentanti dei Gruppi parlamentari e dalle Commissioni riunite 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) e 8a (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato del 21 marzo 2012, in materia di diritto d’autore sul web, il Presidente dell’Agcom, dottor Corrado Calabrò, ha auspicato l’elaborazione di una proposta normativa da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri che ribadisca la legittimazione dell’Agcom e definisca meglio la competenza della stessa Autorità nonché gli specifici poteri in materia di diritto d’autore, per poi procedere all’adozione di uno specifico regolamento sul tema;

anche alla luce dell’interesse che l’opinione pubblica ha dimostrato di nutrire nei confronti della questione, è opportuno che sull’intera materia vi sia una riflessione di carattere generale volta a valutare ogni singola questione nel contesto della già invocata riforma del diritto d’autore,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di pervenire alla definizione di una normativa sul diritto d’autore sul web, che sia il più possibile condivisa per evitare il rischio che l’attività di regolazione dell’Agcom possa in futuro diventare uno strumento lesivo della libertà d’informazione e di espressione su Internet, in particolar modo in un momento in cui viene quotidianamente messa in discussione l’indipendenza e la trasparenza delle procedure di nomina all’interno dell’Autorità;

se non ritenga che una questione così delicata, che inciderà in maniera profonda sulla società e che costituisce, per certi versi, già un’anomalia rispetto alle altre democrazie occidentali, meriti una approfondita analisi parlamentare e se a tal fine il Governo intenda sostenere, per quanto di competenza, l’avvio dell’esame dei disegni di legge in materia di riforma della disciplina del diritto d’autore, già depositati in Parlamento;

se effettivamente sia al vaglio della Presidenza del Consiglio l’elaborazione di una specifica normativa sul diritto d’autore che attribuisca all’Agcom la legittimazione ad agire in materia, nonché quali siano, limitatamente agli aspetti di propria competenza, le valutazioni del Governo rispetto ai contenuti del regolamento Agcom di cui all’allegato A della delibera 398/2011/CONS, la cui adozione potrebbe avvenire a breve.

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