GAT- Colonnello Rapetto

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07311
Atto n. 4-07311

Pubblicato il 18 aprile 2012, nella seduta n. 711

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e dell’interno. -

Premesso che:

la Guardia di finanza si è distinta in questi ultimi anni per straordinarie capacità investigative nei più moderni contesti in cui gli strumenti tecnologici sono il mezzo con cui compiere un reato o il contesto in cui le condotte criminali hanno luogo e trovano terreno fertile;

il merito è da attribuire alla progressiva affermazione del Gruppo Anticrimine Tecnologico (GAT) divenuto poi Nucleo Speciale Frodi Telematiche, reparto resosi protagonista di successi operativi considerati vere e proprie pietre miliari nel contrasto ai reati informatici (tra questi risultati spicca la condanna in via definitiva degli hacker entrati abusivamente nei sistemi informatici del Pentagono, della NASA, di Governi stranieri, del Senato e di dicasteri ed enti italiani);

tra i più importanti traguardi raggiunti ci sono: l’Operazione “Macchianera”, su delega della Procura della Repubblica di Castrovillari, che ha portato già nel 2005 alla scoperta di centinaia di false posizioni previdenziali create attraverso l’uso fraudolento del sistema informatico dell’INPS (matrice investigativa complessa diventata uno standard riutilizzato in altre indagini anche recentemente); l’Operazione “Stamina RX”, che ha coinvolto 10 Procure della Repubblica sull’intero territorio, nel 2006 ha sgominato un’organizzazione che commercializzava via Internet farmaci pericolosi per la salute; l’Operazione “Pentathlon”, su delega della Procura di Napoli, che ha portato all’arresto del primo “ladro seriale” di identità, reo di aver rubato ed utilizzato illegalmente i dati di migliaia di avvocati; l’Operazione “Carta da pacchi”, su delega della Procura di Roma, che ha smascherato una banda che offriva l’opportunità di pagare bollette e cartelle esattoriali con sconti significativi, provvedendo in realtà a migliaia di operazioni con carte di credito rubate o clonate; l’Operazione “SIM è Napule”, su delega della Procura della Repubblica (DDA) di Napoli, con decine di arresti, che ha consentito di individuare le dinamiche di attivazione di decine di migliaia di SIM telefoniche a nome di soggetti inesistenti o inconsapevoli (con vantaggi commerciali per gli operatori del settore), nonché di delineare lo spiccato interesse e di scoprire le pericolose infiltrazioni del crimine organizzato nel comparto delle telecomunicazioni; l’indagine (tutt’ora in corso per conto della Procura della Repubblica di Roma) sulle procedure informatiche utilizzate dal Comune di Roma per il trattamento delle pratiche di condono edilizio, accertando gravissime irregolarità da parte dell’Ente pubblico e delle società incaricate in outsourcing con enorme pregiudizio erariale; l’indagine svolta su delega della Procura della Corte dei conti del Lazio e durata circa 3 anni, che ha portato all’individuazione di incredibili irregolarità nel contesto del cosiddetto “gioco legale” delle slot-machine installate negli esercizi pubblici di tutta Italia; all’originario addebito di diverse decine di miliardi di euro di penali contrattuali non applicate dai Monopoli di Stato; alla revisione normativa e ad altri interventi irrituali per la riduzione dell’importo dovuto dai responsabili (Monopoli e società concessionarie); alla condanna al pagamento di 2 miliardi e 500 milioni di euro, somma immediatamente messa a bilancio dello Stato; la scoperta di falle nel sistema telematico della Borsa Italiana, l’individuazione del primo caso mondiale di furto di identità compiuto con tanto di firma digitale, l’identificazione dei responsabili di minacce ed estorsioni via Internet a decine di personaggi politici o pubblici, e numerosi altri servizi che hanno meritato l’attenzione della carta stampata e dei mezzi di informazione radiotelevisiva;

l’ideazione, la progettazione, la creazione, la gestione, la crescita e l’attuale eccellenza del Nucleo Speciale è opera del colonnello Umberto Rapetto, ufficiale particolarmente versatile che ha consentito il soddisfacente percorso evolutivo offrendo con grande generosità e spirito di sacrificio la massima competenza e il più trascinante entusiasmo;

il colonnello Rapetto, negli anni, per la sua professionalità: si è guadagnato una posizione di spicco a livello internazionale come esperto di lotta al cyber crime e di sicurezza informatica, tematiche di estrema attualità ma soprattutto settori in cui le più importanti Nazioni stanno investendo nella consapevolezza dei rischi correlati; è ritenuto interlocutore ideale di moltissime Procure della Repubblica, che riconoscono in lui la persona cui affidare gli incarichi più delicati o con cui confrontarsi per le più difficili questioni metodologiche di investigazione (come recentemente dimostrato dalla assegnazione delle operazioni tecniche per l’esame della scatola nera e dei computer di bordo della nave Costa Concordia);

in ragione degli ordinari criteri di rotazione del personale, e quindi senza tenere assolutamente conto della particolarità della situazione, il colonnello Rapetto – su cui poggia il brillante funzionamento del Nucleo Speciale – è stato trasferito (con decorrenza ancora da definirsi ma presumibile nel settembre 2012) alla frequenza di un corso di formazione al Centro Alti Studi Difesa (realtà dove paradossalmente Rapetto da oltre 15 anni è invitato a tenere attività di docenza);

l’assolvimento del ruolo di comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche comporta competenze tecnologiche e giuridiche non di poco conto (frutto di studio ed esperienza pluriennale), atteso che è indispensabile una conoscenza viscerale delle problematiche tecniche (peraltro in costante ed accelerata evoluzione) e di quelle legali e procedurali (in assenza spesso di norme che forniscano un compiuto indirizzo di azione);

considerato che:

a giudizio dell’interrogante la rimozione del colonnello Rapetto va a mutilare la capacità operativa del Nucleo Speciale (e forse la sua stessa esistenza); priva la Guardia di finanza di una significativa opportunità di azione e di visibilità, in un momento storico in cui è fondamentale dimostrare l’efficacia dell’apparato pubblico; punisce, invece di premiare, chi si è sempre impegnato anche nei frangenti più ostici (come ad esempio nelle indagini sulle slot machine); rischia di sfociare nelle dimissioni di un ufficiale particolarmente motivato e capace (ma assolutamente disinteressato ad un impiego non corrispondente al proprio profilo professionale e potenzialmente appetibile per il “libero mercato” sempre a caccia di persone qualificate soprattutto in questo ambito), con inevitabili riverberazioni sul reparto da lui diretto e sulle indagini in corso ma in buona sostanza sull’intera collettività che lo ha sempre identificato come un punto di riferimento nella lotta alle nuove forme di criminalità,

si chiede di sapere:

quali risultino essere i motivi per cui il colonnello Rapetto sia stato destinato ad un incarico diverso senza prevedere la formazione di un altro ufficiale cui far acquisire competenze ed esperienze per la guida di un così delicato Nucleo Speciale;

perché, se l’indispensabile rotazione del personale “ordinario” comporta simili decisioni, non si sia valutata l’opportunità di istituire un ruolo “tecnico-investigativo” in cui far confluire i militari della Guardia di finanza che attualmente svolgono funzioni estremamente specialistiche (analogamente a quanto accade per Polizia scientifica o per il RACIS dei Carabinieri), incentivando chi ha cercato e cerca di mantenere un livello di eccellenza nelle attività non consuetudinarie delle Forze dell’ordine;

per quali ragioni risulti che non è stata presa in considerazione la proposta di promozione per meriti eccezionali di servizio formulata dal Procuratore della Corte dei conti, dottor Ribaudo, che avrebbe premiato Rapetto e i suoi collaboratori per lo straordinario esito delle indagini svolte sulle slot machine;

per quale motivo l’ufficiale in questione sia definitivamente congelato nel grado di colonnello e continui ad esser valutato, in sede di avanzamento al grado superiore, in possesso di “buone” qualità intellettuali mentre lo stesso è unanimemente considerato un brillante comunicatore, un valido collaboratore di quotidiani e periodici, un apprezzato autore di decine di libri e manuali, un efficace docente e conferenziere;

quale criterio, se non quello persecutorio, possa, a giudizio dei Ministri in indirizzo, aver determinato la rimozione dal comando e l’invio dell’ufficiale a frequentare un corso di cui il medesimo è docente e relatore da più di una decina d’anni.

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