Mobbing dirigente Alitalia

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07358
Atto n. 4-07358

Pubblicato il 26 aprile 2012, nella seduta n. 716

LANNUTTI – Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

è pervenuta all’interrogante la segnalazione di una dirigente dell’Alitalia che lamenta di essere stata vittima di metodi poco ortodossi e pressioni ricevute dal direttore dell’amministrazione dirigenti nel passaggio alla Compagnia aerea italiana (Cai);

in particolare nel gennaio 2009 Cai assume la dottoressa P.R. da Alitalia confermando il ruolo di dirigente, ma contestualmente mantenendole il distacco, in qualità di direttore, presso il consorzio ETL, European Transport Law, area scientifica di formazione post lauream, dove era stata distaccata dalla precedente Alitalia nel 2000;

il distacco sarebbe avvenuto senza che la dirigente sia consultata e senza tenere conto delle sue richieste all’ingegner Sabelli e al dottor Sammartino, suo assistente, di rientrare in Alitalia, consapevole che per norme statutarie ETL cessava la sua attività il 31 dicembre 2010 e soprattutto conoscendo i rapporti poco chiari tra Cai e i soci del Consorzio (ADR, Grimaldi e Fimeccanica);

la dottoressa si sarebbe trovata suo malgrado coinvolta nella difficile situazione dei rapporti tra il consorzio e Cai. Paradossalmente la prima azione messa in pratica da Cai sarebbe stata convocare la dirigente nell’aprile 2010 dal dottor Roascio, direttore dell’amministrazione dirigenti, per informarla della revoca del distacco e dell’opportunità che volontariamente lei rassegnasse le sue dimissioni, insieme alla minaccia che, se ciò non fosse stato, si sarebbe creata per lei una situazione molto difficile e pesante;

a nulla sarebbero valse le richieste della dottoressa di proseguire il rapporto di lavoro per almeno altri due anni e nonostante avesse fatto presente di avere un figlio ancora universitario e totalmente a suo carico e, inoltre, nonostante non avesse posto alcuna condizione in merito alla sua ricollocazione in azienda;

sarebbero seguite altre pressioni da parte dell’azienda per indurre la dirigente a presentare le dimissioni, tra l’altro a nessuna condizione. Successivamente, nel luglio 2010, Alitalia-Cai avrebbe proceduto ad un ingiustificato e illegittimo licenziamento motivando il provvedimento per la mancanza di una posizione in Alitalia adeguata alla sua professionalità;

inoltre, lamenta la dottoressa, il dottor Roascio avrebbe concretizzato le minacce a lei rivolte con le seguenti azioni: revoca della concessione dei biglietti aerei e di poter accedere alla cassa dirigenti Alitalia in pensione, misura che avviene solo quando il dirigente si rende colpevole di atti gravi; mancato riconoscimento del beneficio supplementare di uscita, come previsto per i dirigenti; impedimento all’accesso agli uffici del consorzio, nonostante il Presidente di ETL, con l’accordo del consiglio direttivo, avesse immediatamente stipulato un contratto di collaborazione confermandola nel ruolo di direttore. Tale carica era regolarmente registrata presso la Camera di commercio. Il consorzio aveva la sua sede in affitto presso gli uffici Alitalia della Magliana a Roma e pertanto l’illegittimo divieto di accesso le impediva di svolgere le mansioni di direttore costringendola a firmare i documenti di ETL nel piazzale antistante all’ingresso del palazzo, con inevitabile svilimento della sua professionalità, della sua storia e immagine e della sua sensibilità;

tale “persecuzione” sarebbe proseguita da luglio a novembre allorché il consorzio ha deciso di trasferire i suoi uffici presso Aeroporti di Roma, per proteggerla da un atteggiamento inqualificabile e persecutorio di un dirigente Alitalia, il dottor Roascio, conosciuto come persona dai metodi alquanto discutibili;

relativamente a tutta la vicenda la dirigente si è rivolta alla magistratura;

considerato che all’epoca dei fatti la dirigente era stata nominata cavaliere della Repubblica per l’impegno profuso nell’approfondimento del diritto comunitario dell’economia e dei trasporti e per la realizzazione di nove master di secondo livello e l’organizzazione di oltre 60 seminari e convegni sull’argomento,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

se risulti al Ministro in indirizzo che vi siano altri casi di atti di pressione e/o persecuzione esercitati a danno di lavoratori presso l’azienda e quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di tutelare i dipendenti da atti arbitrari di esecuzione del potere dirigenziale;

quali azione concrete, nell’ambito delle proprie competenze, voglia intraprendere al fine di valutare, nelle opportune sedi normative, una specifica disciplina per il contrasto di fenomeni di mobbing.

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