Titoli derivati-Procura Acqui Terme

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02811
Atto n. 3-02811 (in Commissione)

Pubblicato il 23 aprile 2012, nella seduta n. 714

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

le vendite, a giudizio dell’interrogante illegali, di derivati avariati di Banca Unicredit, sotto la gestione di Alessandro Profumo, che hanno portato in malora floride aziende, come Divania di Bari, si arricchiscono di nuove fattispecie di reati: il reato di usura da aggiungere a quello della truffa aggravata;

migliaia di imprenditori, “strangolati” dalle banche perché costretti a sottoscrivere prodotti derivati, che, invece di offrire coperture ai rischi dei clienti, hanno protetto gli esclusivi interessi degli istituti di credito, ma anche gli enti locali, come Comuni e Regioni, che hanno un annoso contenzioso per aver subito la sottoscrizione di swap per un valore nozionale di circa 62 miliardi di euro, possono contestare anche questo ulteriore reato di usura;

è la novità positiva della Procura di Acqui Terme (la stessa che ha indagato sugli swap del Comune piemontese chiedendo il rinvio a giudizio di Unicredit, che vede Adusbef costituita parte civile) – diretta dal dottor Antonio Rustico – che il 18 aprile 2012 ha chiesto ed ottenuto dal giudice dell’udienza preliminare (Gup), Laura Galli, il rinvio a giudizio di due funzionari di Unicredit per truffa aggravata ed usura nei confronti della Nuova BB Srl (azienda idro-termosanitaria di Bistagno, Alessandria) dell’imprenditrice Piera Petrini Levo, che, dopo essere stata truffata ed usurata dalla banca, ha iniziato una lotta senza quartiere fino alla vittoria ed al risarcimento dei danni (si veda l’articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore – Plus 24″ del 4 dicembre 2010);

la Procura ha contestato all’istituto di credito, nel decreto di rinvio a giudizio, di avere ottenuto con l’inganno la sottoscrizione della dichiarazione di operatore qualificato (articolo 31 del regolamento della Consob n. 11522/98), e per la prima volta in assoluto il reato d’usura, in riferimento al secondo swap (presentato come la naturale conseguenza del primo contratto), in occasione del quale la banca avrebbe finanziato le perdite derivanti dal primo contratto (chiuso contestualmente al momento della stipula del secondo) con tassi del 28,39 per cento (a fronte di soglie usurarie che nel periodo 2001-2002 andavano dal 9,89 per cento all’11,36 per cento), con l’aggravante di aver commesso il fatto nell’esercizio di un’attività bancaria e in danno di un soggetto che svolgeva attività imprenditoriale;

il rinvio a giudizio dei due dipendenti di Unicredit (la prima udienza si terrà il 26 settembre dinanzi al Tribunale di Acqui Terme) è avvenuto nonostante la banca abbia concluso una transazione con la Nuova BB, restituendo il doppio del valore del danno patito dall’azienda, ed anche il risarcimento di una somma così consistente non è riuscita ad influenzare minimamente il Gup, che ha giustamente disposto il rinvio a giudizio dei due funzionari;

l’indagine della Procura di Acqui Terme, scaturita dalla querela degli avvocati di Piera Petrini Levo, ha accertato grazie a una consulenza tecnica di parte (Ctp) un illecito profitto complessivo di circa 55.000 euro per il mancato riconoscimento da parte della banca dell’upfront al momento della stipula dei tre contratti; in pratica l’ applicazione di costi occulti che secondo la Procura rappresentano “il grave danno monetario” subìto dall’azienda con la conseguente indebita appropriazione ad opera della banca;

Adusbef sta portando avanti una battaglia senza quartiere contro i derivati truffa, emessi con l’esclusiva finalità di far realizzare illeciti profitti alle banche e perdite consistenti ai contraenti, sia imprenditori che enti locali, che potranno così far valere il nuovo reato di usura nei processi,

si chiede di sapere:

se il Governo sia consapevole della enorme truffa consumata dalle banche estere, italiane e da Unicredit in particolare, che hanno collocato derivati avariati presso fiorenti imprese, con la minaccia che la mancata sottoscrizione avrebbe costituito pregiudizio al rinnovo del fido;

se sia a conoscenza della sentenza della Procura della Repubblica di Acqui Terme, che, oltre ai reati di truffa aggravata, ha contestato a due funzionari di Unicredit il reato di usura;

quale sia l’esatto ammontare dei derivati che le banche hanno collocato presso enti locali, con la promessa di risolvere problemi di finanza locale, che al contrario sono stati aggravati, e se la cifra di 62 miliardi di euro di valore nozionale alla data dal 31 marzo 2012 sia ritenuta attendibile o sottostimata per difetto;

quali misure urgenti intenda attivare per approvare l’importante schema di regolamento, bloccato al Ministero dell’economia e delle finanze, che tuttavia vede consulenti di primarie banche quali attori che dovrebbero assicurare la neutralità, e se consideri tollerabile che il professor Mottura possa continuare a svolgere la sua opera consulenziale per il Ministero dell’economia e delle finanze, a giudizio dell’interrogante volta a penalizzare i contraenti per favorire gli esclusivi interessi degli istituti di credito.

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