Aeroporto Taranto-Grottaglie

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07535
Atto n. 4-07535

Pubblicato il 23 maggio 2012, nella seduta n. 729

LANNUTTI – Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che a quanto risulta all’interrogante:

l’aeroporto di Taranto-Grottaglie, nonostante i lavori effettuati per gli adeguamenti strutturali rimane ad oggi chiuso ai voli civili, sia di linea che charter, rimanendo aerostazione a vocazione prevalentemente cargo;

la società Aeroporti di Puglia SpA, detentrice della concessione quarantennale Enac per gli aeroporti di Puglia, ignora sistematicamente le problematiche dello scalo ionico persino nella assemblea annuale dei soci. Nel report annuale 2010, per esempio, afferma semplicemente che per quanto riguarda l’aeroporto di Grottaglie nel 2010 è stato registrato un forte incremento delle merci trasportate (57,1 per cento), confermando la vocazione di questa importante infrastruttura aeroportuale ai servizi logistici e cargo;

l’aeroporto stesso è registrato come aeroporto civile nazionale e comunitario;

nel 1999, in occasione del conflitto bellico in Kosovo, gli aeroporti di Bari e Brindisi, per motivi di sicurezza, furono chiusi facendo transitare i voli civili sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie, trasformando quest’ultimo in “idoneo” al trasporto passeggeri;

nel 2006, a seguito dell’insediamento del Gruppo Alenia-Aeronautica presso il citato scalo per la produzione delle fusoliere della Boing, lo scalo è stato adeguato per consentire l’atterraggio dei pesantissimi Boing Cargo, risultando a fine lavori una delle piste più lunghe d’Italia. Costo dell’operazione 200 milioni di euro;

considerato che:

dal Piano regionale dei trasporti – Piano attuativo 2009-2013 della Regione Puglia-Assessorato ai trasporti e alle vie di comunicazione, si evince che l’aeroporto di Grottaglie, ferma restando la possibilità di sviluppare traffico passeggeri a servizio della domanda generata dal proprio territorio di riferimento (il Piano prospetta l’attivazione di voli charter anche a valenza internazionale con caratteristiche stagionali), è chiamato principalmente ad integrarsi nel sistema logistico-portuale dello Ionio, costituendone uno dei punti di forza grazie alle caratteristiche dei suoi impianti e alla sua elevata accessibilità ulteriormente migliorata attraverso la previsione dell’adeguamento dello svincolo sulla SS7. L’aeroporto potrà costituire un ulteriore incentivo per attrarre investimenti privati nel Distripark completando il network di feederaggio multimodale a supporto del sistema portuale; dallo stesso Piano si apprende che l’accessibilità stradale dell’aeroporto di Grottaglie è stata migliorata attraverso il collegamento diretto con la viabilità di interesse nazionale. La realizzazione dei numerosi potenziamenti stradali previsti in Salento consentono di migliorare i collegamenti dell’aeroporto con il porto di Taranto e le principali aree produttive e turistiche della zona;

nell’atto integrativo del Settore aeroportuale dell’Accordo di programma quadro “Trasporti: Aeroporti e Viabilità” del 23 febbraio 2005, la Regione Puglia, l’Enac e l’Enav sottoscrivono che allo stato era necessario completare il quadro della programmazione con gli investimenti necessari alla destinazione dell’aeroporto di Grottaglie ad aeroscalo merci. Tali interventi avrebbero consentito la valorizzazione delle infrastrutture esistenti ed il potenziamento del sistema della logistica intermodale in relazione, anche, alla presenza di Taranto Container Terminal (TCT);

nella Convenzione stipulata il 22 gennaio 2002 tra Enac ed Aeroporti di Puglia si stabilisce per tutti gli aeroporti pugliesi (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto) di erogare con continuità e regolarità, nel rispetto e secondo le regole di non discriminazione dell’utenza, i servizi di propria competenza;

nella citata Convenzione la concessionaria assicura la piena operatività di ciascun aeroporto e che, nel caso di mancato ed immotivato rispetto del programma di interventi e del piano degli investimenti o di grave e immotivato ritardo nell’attuazione degli stessi, l’Enac dispone la revoca della concessione;

dalle caratteristiche e dai dati riguardanti lo scalo di Taranto-Grottaglie riportati nelle pubblicazioni aeronautiche risulterebbe che l’aeroporto è aperto al traffico aereo civile, mentre in realtà si configura solo la presenza sporadica di piccoli velivoli charter nei mesi estivi e/o voli privati;

la pista di 3.200 metri dello scalo è tra le più lunghe d’Italia, per cui dovrebbero essere garantiti quotidianamente i servizi aeroportuali, handling, antincendio, carburante, controllo del traffico aereo, informazioni volo, meteorologia, manutenzione di impianti luminosi, di telecomunicazioni e radioassistenze, oltre che, su richiesta, dogana, polizia e servizio sanitario, con costi gestione annui di 20 milioni di euro;

l’aeroporto di Taranto nel Piano regionale dei trasporti, destinato prioritariamente ai movimenti cargo, non impedisce l’utilizzo dello scalo anche per il trasporto passeggeri, considerato anche il fatto che i voli cargo non sono stati incentivati da Aeroporti di Puglia, e costituiscono ad oggi un numero lirnitato di voli (uno o due settimanali per conto della Boeing per Alenia);

Taranto è collocata in un’area strategica per le comunicazioni intermodali, a ridosso di due Regioni (la Calabria e la Basilicata) che, non avendo aeroporti vicino, potrebbero sostenere la domanda di una notevole utenza per i voli civili;

l’utilizzo a pieno regime dello scalo grottagliese, unitamente al Porto di Taranto, rappresenterebbe il volano per lo sviluppo economico, turistico e sociale di tutta la terra ionica;

il territorio ionico sarebbe fortemente avvantaggiato da un incremento dei flussi turistici nell’area essendo una delle principali mete turistiche della Regione;

la valorizzazione delle locazioni naturali, della cultura, delle tradizioni con i partner pubblici e privati che perseguono i medesimi obiettivi rappresenta un’efficace forma di sviluppo sostenibile del territorio;

il Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera ha confermato la volontà del Governo di razionalizzare il sistema degli aeroporti italiani e che un singolo aeroporto non va valutato in quanto tale, ma va valutato alla luce del contesto regionale e territoriale;

visti:

la delibera della Giunta del Comune di Martina Franca, n. 111 del 22 aprile 2011 avente ad oggetto “Manifestazione adesione iniziativa costituendo consorzio le Rotte del Sole” con la quale l’Ente esplicita la condivisione dell’iniziativa al fine di predisporre e raggiungere l’obiettivo di rendere l’aeroporto di Taranto-Grottaglie disponibile a tutto il traffico aereo, passeggeri e commerciale, promuovere l’attivazione di voli turistici da e per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie, promuovere iniziative per incrementare i flussi turistici nel territorio;

la delibera del Consiglio comunale di Taranto del 25 giugno 2010, pubblicata all’Albo Pretorio dal 13 luglio 2010 al 23 luglio 2010, n. 6644 del Registro Pubblico, in cui l’Ente approva l’ordine del giorno relativo all’aeroporto Arlotta Taranto-Grottaglie al fine di intraprendere iniziative concrete per la riapertura dell’aeroporto di Taranto al traffico passeggeri;

la richiesta del Consiglio comunale di Grottaglie del 25 novembre 2010 che le Autorità competenti e la Regione Puglia (socio di maggioranza) facciano pressione su Aeroporti di Puglia; Aeroporti di Puglia renda fruibile, da subito, l’aeroporto di Taranto-Grottaglie rendendolo disponibile anche a richiesta di operatori privati; Aeroporti di Puglia promuova ogni azione utile ad attivare vettori italiani o comunitari; l’aeroporto debba poter funzionare regolarmente così come avviene per altri aeroporti di Puglia; infine che sia istituito un tavolo tecnico per trovare una compagnia che possa utilizzare l’aeroporto;

l’interessamento della Provincia di Taranto, che ha dedicato una seduta consiliare ad hoc, affinché vengano istituiti voli passeggeri da/per lo scalo Arlotta con principali destinazioni Roma e Milano, con cadenza giornaliera;

le risultanze dell’audizione tenutasi nella V Commissione regionale con all’argomento la riattivazione dei voli civili nell’aeroporto Taranto-Grottaglie del 12 aprile 2011, in cui la Provincia di Taranto, i Sindaci di Taranto, di Grottaglie, di altri Comuni dell’arco ionico, l’Associazione Tarantovola, le organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL hanno richiesto con forza all’Assessore ai trasporti e al Direttore di Aeroporti di Puglia di riattivare lo scalo di Grottaglie anche ai voli civili;

l’ordine del giorno del Consiglio regionale Puglia, approvato all’unanimità il 27 settembre 2011, che impegna il Governo regionale a proseguire nell’utile interlocuzione con il territorio della Provincia di Taranto e con Aeroporti di Puglia per la valorizzazione dell’importante infrastruttura aeroportuale di Grottaglie predisponendola anche ai voli civili;

la raccolta di firme per riattivare l’aeroporto “Arlotta” di Grottaglie che il Movimento Aeroporto Taranto ha fatto pervenire al Presidente della Repubblica e ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

il procedimento aperto dalla Procura della Repubblica di Taranto, a seguito di un esposto denuncia dell’associazione “Taranto c’e”, sull’operato della società Aeroporti di Puglia SpA che avrebbe utilizzato in maniera anomala oltre 100 milioni di euro di fondi europei destinati all’aeroporto Arlotta di Grottaglie,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti che la società Aeroporti di Puglia nella governance dell’aeroporto “Arlotta” di Taranto-Grottaglie abbia rispettato la Convenzione stipulata con Enac, nell’erogazione delle risorse con continuità e regolarità nel rispetto e secondo le regole di non discriminazione dell’utenza;

se risulti che le risorse nazionali ed europee ricevute per Taranto da Aeroporti di Puglia siano state utilizzate per altre esigenze;

se risulti che le varie procedure di gara avviate da Aeroporti di Puglia nei vari settori di competenza siano state espletate secondo le Convenzioni stipulate con Enac e nel rispetto del Piano regionale dei trasporti.

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