Assemblea Telecom- Tronchetti,Buora,Ruggero

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00469
Atto n. 2-00469

Pubblicato il 22 maggio 2012, nella seduta n. 727

LANNUTTI – Ai Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

il 16 maggio 2012, è stata celebrata l’assemblea degli azionisti della Telecom, che, come riferisce su “Il Giornale” Maddalena Camera, ha visto sfilare un’impressionante fila di auto blu, retaggio dei tempi d’oro, nel cortile della sede Telecom di Rozzano, alle porte di Milano, ad aprire l’assemblea della società. Non c’era Beppe Grillo, né le associazioni di consumatori a contestare le scorribande di Marco Tronchetti Provera, “il tronchetto dell’infelicità” che ha “saccheggiato” una delle più importanti aziende del Paese, per trasferire alcuni asset strategici alla Pirelli Re, in palese conflitto di interessi e che dovrebbe essere sanzionato penalmente da qualche Procura della Repubblica, a giudizio dell’interpellante distratta, che pure è stata interessata dalle denunce;

nel citato articolo, dal titolo “Telecom accusa i suoi «ex»: nel mirino Buora e Ruggiero”, si legge: «Dopo i convenevoli di rito il presidente Franco Bernabè dà la notizia: la società convocherà un’assise ad hoc per proporre un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex vicepresidente e ad, Carlo Buora, e dell’ex ad Riccardo Ruggiero, entrambi oggetto di indagini. Buora lo è per le vicende legate alla “security”, mentre a Ruggiero vengono contestate operazioni legate a sim irregolarmente intestate. Dopo quasi cinque anni di richieste da parte di Asati, l’associazione dei piccoli azionisti, contro gli ex amministratori della società, vengono dunque proposte le azioni di responsabilità. Ma non verso l’ex presidente Marco Tronchetti Provera che, in ogni caso, sarebbe coperto dalla prescrizione. Le cifre sono importanti: per le sim il danno valutato si aggira tra i 19 e i 27 milioni che si aggiunge alle richieste di risarcimento presentate per la vicenda security (oltre 27 milioni). Inoltre Telecom ha già chiesto a Pirelli 1,2 milioni per le investigazioni riconducibili alla Bicocca. E agli imputati dinanzi alla Corte di Assise di Milano 15,4 milioni per il contenzioso tributario, 750 milioni per le transazioni con la pubblica amministrazione, 1,8 milioni per la solidarietà ai dipendenti “dossierati”. Il cda ha deciso di chiedere le azioni di responsabilità il 9 maggio scorso per interrompere la prescrizione, in scadenza il 3 dicembre. Non sono state prese, invece, decisioni verso gli altri indagati della vicenda sim, ossia Mauro Castelli e Luca Luciani, che si è però dimesso dal ruolo di ad in Brasile. A Luciani la società ha versato, come buona uscita, 4,4 milioni, senza però assumere impegni di manleva per eventuali azioni nei suoi confronti. Nel corso dell’assemblea Asati ha chiesto l’azione di responsabilità anche per Tronchetti e per l’attuale cda, reo di aver fatto decadere i termini di prescrizione, ma la mozione è stata bocciata. “Il comportamento dei nostri manager deve essere corretto – ha detto il presidente Bernabè -; e dunque abbiamo deciso di scindere il nostro futuro da quello di Luciani anche se in Brasile non sono state individuate irregolarità». La società sta cercando un manager per la controllata oltreoceano, che con l’Argentina, rappresenta ormai il 35% del giro d’affari. Per ridurre il debito, ha spiegato ancora Bernabè, “venderemo Ti Media tutta o a blocchi, in base alle manifestazioni di interesse entro la fine dell’anno”. La vendita di Ti Media, potrebbe fruttare circa 300 milioni. Quanto al debito, una delle maggiori preoccupazioni di Telecom, dovrebbe portarsi sui 25 miliardi entro il 2013. Per questo Bernabè ha ribadito che dal 2014 la cedola potrebbe anche ricominciare a crescere. In Borsa, però, il titolo è sceso dell’1,89%»;

considerato che:

Luca Luciani, il manager reso famoso da una clamorosa gaffe su Napoleone Bonaparte, è stato costretto ad andar via dal Brasile per il business delle sim falsificate con la finalità di garantire ai manager lucrose prebende. Ma attorno a Luciani si era costituita una barriera forte capeggiata da Generali visti gli interessi anche di Michelangelo Agrusti, il cui fratello Raffaele è presidente di Onda Communications, che aveva già visto presidente nella stessa società il re di tutti i pensionati, Mauro Sentinelli, con un appannaggio mensile di 98.000 euro, oggi in Cda di Telecom Italia in quota Generali, tutti allegri compagni di quel fiorente business;

il presidente di Telecom Franco Bernabè, soprattutto dopo le pressioni dei piccoli azionisti dell’associazione Asati, ideata e presieduta da Franco Lombardi, e le apposite denunce indirizzate verso Consob, a giudizio dell’interpellante distratta e spesso contigua, alla Procura della Repubblica di Milano ed all’americana Sec, è stato costretto dalle ultime vicende giudiziarie, ultima la sentenza di Cassazione del 20 settembre 2011, il cui articolato è stato pubblicato il 5 maggio 2012, 10 giorni prima dell’assemblea Telecom Italia, a proporre, nel Consiglio d’amministrazione del 9 maggio, l’interruzione della prescrizione verso Renato Ruggero e Riccardo Buora ex ad di Telecom del periodo 2001-2007, annunciando che per ottobre si poteva indire un’assemblea straordinaria per promuovere l’azione di responsabilità verso gli stessi Ruggero e Buora, longa manus quest’ultimo di Marco Tronchetti Provera, saccheggiatore seriale di una grande azienda telefonica oltre che autore di un dossieraggio illegale – come dagli atti giudiziari – per proprie finalità di potere,

si chiede di sapere:

se risulti al Governo l’annuncio di un’azione di responsabilità verso Ruggero e Buora, che deve essere approvata in un’apposita assemblea straordinaria degli azionisti, che dovrà essere convocata ad ottobre, non rappresenti l’ennesimo escamotage per far decorrere i termini di prescrizione, che scadono il 2 dicembre 2012, nonché per replicare quanto già accaduto con Marco Tronchetti Provera;

se a quanto risulta al Governo gli attuali soci di Telecom Italia, come Generali e Mediobanca, che hanno già osteggiato l’azione di responsabilità verso Marco Tronchetti Provera, che l’ufficio studi di Asati ha quantificato in almeno un miliardo di euro, non intendano offrire ampie coperture ai comportamenti illegali di Buora e Ruggero, negando od ostacolando l’azione doverosa di responsabilità;

se i danni inferti a Telecom dal trio Tronchetti-Buora-Ruggero non risultino mettere a rischio migliaia di posti di lavoro di Telecom Italia, con i ventilati aumenti dei giorni di solidarietà, l’eliminazione del premio di produzione, ed altri sacrifici addossati come sempre ai lavoratori, anche a causa delle spese legali, che solo per i primi tre o quattro spiati eccellenti, nel dossieraggio illegale di Tronchetti, ammontano secondo quanto comunicato all’ultima assemblea degli azionisti, ad almeno 40 milioni di euro;

se il Governo sia al corrente delle pressioni, esercitate sui soci Telco anche sul presidente Bernabè, per impedire di toccare il dominus di tutte queste illegali operazioni, cioè Tronchetti Provera ed i suoi sodali Buora e Ruggero, beneficati di buone uscite milionarie, per questo in grado di offrire congrui, doverosi risarcimenti alle numerose vittime di Tronchetti Provera;

quali misure urgenti intenda attivare per evitare che aziende solide, come Telecom Italia, possano essere saccheggiate da avventurieri coadiuvati dai banchieri ed assicuratori, come Mediobanca e Generali, che tramano contro la trasparenza societaria ed impediscono che gli artefici dei danni enormi, inferti agli azionisti, agli utenti ed ai lavoratori di Telecom Italia e del discredito internazionale, possano finalmente essere chiamati a rispondere.

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One comment on “Assemblea Telecom- Tronchetti,Buora,Ruggero

  1. Sam 14 ottobre 2012 23:48

    Il signor Busetto non trova di melgio che mettermi sul libro paga della Granarolo. Invece di fare insinuazioni sul mio conto (passibili di querela), farebbe melgio a dichiarare di essere un produttore di latte non pastorizzato con distributori automatici sparsi tra Pesaro e Urbino. Farebbe bene a spiegare anche perche9 sul sito web della sua azienda compare solo la scritta “latte crudo” anziche9 “latte crudo non pastorizzato” e magari potrebbe mostrare le foto dei suoi distributori per consentirci di verificare se la stessa scritta compare anche lec, in violazione dell’intesa governo-regioni del 2007.Curraman mi accusa di inesattezze scientifiche. Vorrei rassicurarlo: so esattamente quello che scrivo. Se il nome del batterio in alcune parti del testo non e8 dato per intero (specificando il ceppo, che e8 O157, e dilungandomi sul fatto che fa parte di quelli verocitotossici e non di quelli abitualmente presenti nel corpo umano) e8 solo perche9 un articolo di giornale non lo si puf2 riempire di sigle e avevo cose pif9 importanti da dire: forse dimentica che qui si parla di bambini finiti in dialisi dopo aver bevuto latte non pastorizzato (probabilmente 9 tra il 2007 e il 2008, secondo il Ministero della salute) e di un sistema di comando-comunicazione-controllo da Roma agli enti locali che non garantisce la nostra la salute. Se vuole comunque posso mandarle copia del mio certificato di laurea in biologia e il pezzo di carta conseguito dopo il master in comunicazione della scienza. Non credo che le fare0 piacere sapere perche9 ho scritto che “non e8 chiaro” quanti stiano applicando la circolare ministeriale. Non l’ho fatto perche9 non conosco la situazione ma per understatement. Avrei potuto scrivere che il responsabile della Regione Lombardia (la regione che ha mostrato maggiore trasparenza pubblicando i dati dei monitoraggi annuali) ha ammesso con me al telefono che per ora loro non si sono adeguati alla circolare. Altrove la situazione e8 del tutto simile: significa che i capi portatori di E. coli O157 vengono riammessi alla produzione e quindi la contaminazione del latte puf2 continuare. Perche9 non parliamo di questo?Mi si dice che la colpa non e8 dei produttori, ma e8 un po’ troppo comodo per la categoria pretendere di uscire immacolata da questo scandalo. Diciamo che la colpa e8 in gran parte di chi ha autorizzato il far-west dei distributori senza verificare che fosse gestibile dal punto di vista sanitario. Ma i produttori non sono tutti degli angioletti. Ad esempio, tanto per dirne una, mi risulta che il 10% del latte non pastorizzato sia annacquato. E’ una truffa dettata da avidite0 oppure un trucco per abbassare la carica batterica e le cellule somatiche in modo da restare (fraudolentemente) sotto le soglie previste?Giuseppe Savo non capisce perche9 l’espressione “latte crudo non pastorizzato” sia fuorviante. Di fatti non lo e8. Il problema (prenda nota anche Giovanni) e8 che invece di scrivere “latte crudo non pastorizzato” viene scritto solo “latte crudo”. E questo e8 fuorviante, non solo secondo me, ma anche secondo l’intesa governo-regioni e secondo il Ministero del lavoro e della salute. Savo mi ricorda che esistono normative europee ben precise e certo che esistono. Peccato perf2 che non siano correttamente applicate. Non lo dico io ma gli ispettori comunitari della DG Sanco (Direzione generale per la salute e la tutela dei consumatori), che mandano periodiche reprimenda al nostro paese segnalando l’inadeguatezza del sistema dei controlli veterinari (non solo in Veneto). Per la cronaca esiste anche un decreto legislativo che vieta di dare informazioni fuorvianti ai consumatori, perche9 nessuno lo applica contro quei produttori che si fanno pubblicite0 affermando che il loro latte non pastorizzato e8 una manna per la salute?Giovanni mi chiede di essere pif9 precisa. Se vuole andiamo insieme a contare i 2.000 distributori per verificarli uno ad uno. Forse a lui non sembra inquietante che in Lombardia (ribadisco: la regione che ha dimostrato la maggiore trasparenza pubblicando i dati dei monitoraggi annuali) nel 2007 siano stati scoperti ben 29 distributori in cui il latte era fuori norma (e8 il caso di specificare che i controlli sono eseguiti sui distributori quando il latte e8 gie0 entrato in commercio e qualcuno l’ha gie0 bevuto). Riporto la casistica per intero: in 3 distributori era eccessiva la carica batterica, in 8 il tenore di cellule somatiche, in 1 entrambi i parametri, in 2 c’era Listeria monocytogenes, in 1 salmonella, in 4 c’erano campylobacter termotolleranti, in 4 Streptococcus agalactiae, in 4 E. coli O157, in 1 stafilococco coagulasi positivo, in 1 c’era un sospetto di brucellosi. E’ contento adesso, Giovanni? Perche9 non vuole che i consumatori siano informati sui rischi che corrono? La testimonianza di Nina (e potrei aggiungerne molte altre) dimostra che molte persone non sanno cosa bevono.

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