IMU -file e costi bancari

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02867
Atto n. 3-02867 (in Commissione)

Pubblicato il 17 maggio 2012, nella seduta n. 725

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

la reintroduzione dell’imposta municipale unica (Imu), che genererà un incasso di 21,5 miliardi di euro in ragione di anno e che riguarda tantissime famiglie travolte dalla crisi le quali dovranno pagare, anche se esodati o se hanno perso il posto di lavoro, mentre sono state esentate le ricche fondazioni bancarie, rischia di produrre, oltre al danno, la beffa di lunghe file agli sportelli bancari e postali per l’enorme platea di contribuenti che dovranno adempiere ai propri obblighi versando la prima rata entro metà giugno;

in un articolo pubblicato il 17 maggio 2012 sul quotidiano “Libero”, Francesco De Dominicis descrive l’ipotetica situazione che occorrerebbe scongiurare: «È sempre più caos per l’Imu: adesso c’è il rischio di un vero e proprio ingorgo sui pagamenti in banca. A poco più di un mese dalla scadenza sui versamenti dell’imposta sulla casa, scatta l’allarme rosso. A lanciarlo è l’Abi, la Confindustria del credito. Che in una comunicazione riservata, che Libero ha potuto visionare, mette in guardia gli istituti associati sulla valanga di operazioni che verranno eseguite dai cittadini e dalle imprese. Senza dimenticare che i contribuenti, peraltro, sono ancora alle prese con faticosi calcoli e sono nella più totale incertezza in relazione all’esatto importo da pagar con le tre rate previste (giugno, settembre, dicembre). Insomma, un pasticcio dietro l’altro. La questione sollevata dall’Assobancaria, nel dettaglio, ruota attorno ai nuovi modelli F24. Le banche sono in attesa del decreto che sblocchi le bozze fatte circolare dall’agenzia delle Entrate, in modo da poter aggiornare rapidamente sistemi operativi. Il tempo stringe e l’Abi calcola che saranno circa 32 milioni gli “F24″ da gestire. Una bella gatta da pelare per l’industria creditizia che, in ogni caso», ottengono «circa 64 milioni di euro grazie alle commissioni pagate dai clienti (2 euro per ciascun F24). Rispetto allo scorso anno, quando la vecchia ici si applicava solo per le “seconde case”, l’aumento del numero dei versamenti è del 400-500%, secondo le stime dei tecnici di palazzo Altieri. Le operazioni legate all’imu saranno assai più complesse rispetto all’ici. Anzitutto perché oltre il classico modello F24 sarà affiancato da una versione “semplificata”: un doppio binario destinato a cagionare problemi sia agli operatori di sportello sia ai clienti. Rispetto allo scorso anno, poi, invece delle coordinate bancarie (abi, cab, numero conto) dovrà essere indicato l’iban del conto corrente. Non solo. È previsto anche un doppio codice tributo: uno per la quota imu di competenza dello Stato e un altro per la quota destinata ai comuni. La confusione è dietro l’angolo. E il flusso di denaro che passerà dalle banche alle casse dell’Erario è enorme: si parla di diversi miliardi di euro. L’Abi – che teme “disagi agli sportelli” – confida nel fatto che “l’agenzia delle Entrate ha assicurato che darà ampia informativa ai contribuenti sulle modalità di versamento dell’imu e sulla compilazione del nuovo modello semplificato”. Poi l’appello alle associate: “Si raccomanda alle banche di adottare tutti gli accorgimenti necessari a garantire il corretto svolgimento del servizio F24 nei giorni di scadenza”»;

gli istituti di credito, negli ultimi mesi, hanno già attivato tutta una serie di rincari dei costi dei servizi bancari, introducendo ulteriori balzelli, con una fantasia così fertile, come banca Unicredit, che ha addirittura introdotto, per i pagamenti con la carta di credito all’estero, una lucrosa commissione pari al 2,1 per cento avendo applicato 12 euro su una spesa di 590 euro,

si chiede di sapere:

se l’allarme lanciato dall’Abi sul rischio di ingorgo allo sportello sia stato raccolto dal Governo e dall’Agenzia delle entrate, per evitare che, oltre al danno degli esborsi, i cittadini debbano subire anche la beffa di lunghe file agli sportelli;

se il Governo non intenda attivarsi per quanto di competenza per promuovere la riduzione delle commissioni bancarie, pari ad almeno 2 euro per ogni F24, oltre alle spese di singola scrittura, al fine di contenere gli esborsi in favore degli istituti di credito, che già applicano spese di gestione sui conti correnti più elevati d’Europa, con costi di 295,66 euro contro una media dell’Unione europea a 27 di 114, ed evitare che essi possano continuare a vessare gli utenti dei servizi bancari e le famiglie in crisi;

quali misure urgenti intenda attivare sia per rendere più equa l’Imu, che dovrebbe essere corrisposta anche dalle ricche fondazioni bancarie, invece esentate, sia assicurando una trasparenza minimale alle banche, già beneficate dall’obbligo di apertura del conto corrente a carico dei pensionati al minimo e dalla garanzia statale di 7 anni sulle obbligazioni bancarie, pari a 940 miliardi di euro, oltre che dal ripristino della commissione di massimo scoperto con decretazione d’urgenza, con la finalità di moderare e riconsiderare la loro cupidigia con un abbattimento degli elevatissimi costi, a danno della clientela.

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