Intervento in Aula su Riforma Mercato del Lavoro

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 730 del 24/05/2012

Seguito della discussione del disegno di legge:

(3249) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, signora Ministro del lavoro (che non c’è), colleghi, la nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non sui licenziamenti facili e sulla dittatura dello spread e della Banca centrale europea. Oggi, nell’atto Senato che riguarda la riforma del lavoro, discutiamo invece di abrogare uno dei capisaldi delle conquiste dei lavoratori, quell’articolo 18 della legge n. 300, che offre ai lavoratori tutela di rango costituzionale, con la centralità della persona umana che si concretizza nel lavoro.

Nei giorni scorsi sono state fornite le statistiche sulla disoccupazione che, tra i giovani fino a 24 anni, è volata al 35,9 per cento. Ieri l’ISTAT, nel rendere nota la fiducia dei consumatori, il cui indice del clima a maggio è diminuito da 88,8 a 86,5, con l’indice economico generale sceso da 71,6 a 64,4, e la situazione economica calata da 140 ad 80, ha segnalato che l’unico indice che aumenta è il saldo relativo alle aspettative sulla disoccupazione, che da 106 è passato a 113.

La signora Ministro del lavoro (che non c’è), che ha prorogato il «collezionista di poltrone» Antonio Mastrapasqua come commissario unico nella super-INPS fino al 2014, senza peritarsi dei gravissimi conflitti di interessi, anche di ordine coniugale, all’interno di una pletora di collegi sindacali e consigli di amministrazione, qualche giorno fa in Messico ha gettato la maschera, affermando che la sua riforma del mercato del lavoro avrà la finalità di rendere più facili i licenziamenti per ragioni economiche e disciplinari: un vero e proprio smantellamento delle conquiste dei lavoratori, quelle sì costate lacrime e sangue, non lacrime di coccodrillo.

Non certo per vostre responsabilità, ma a fronte di stipendi medi degli italiani tra i più bassi dell’Eurozona, addirittura inferiori a quelli della Grecia, con un precariato spaventoso e con un lavoratore italiano che in media ha guadagnato 23.406 euro lordi (la metà che in Lussemburgo), l’unica ricetta del liberalismo d’accatto che trovate è quella di smantellare le garanzie che danno dignità al lavoro.

Nell’ultima relazione presentata nei giorni scorsi l’ISTAT ha fotografato la situazione di gravissima crisi economica del Paese con il divario tra Nord e Sud, livelli di povertà che aumentano e una serie di altri dati. Tra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali in Italia in termini reali sono rimaste ferme con una crescita per le retribuzioni congelata a quella di 20 anni fa, mentre corrono prezzi e tariffe con un gravame di ben 2.200 euro su base annua e una pressione fiscale che ha raggiunto livelli insostenibile. L’ISTAT ha confermato ciò che associazioni come Adusbef e Federconsumatori denunciano da molti mesi: retribuzioni ferme, perdita del potere di acquisto, gravissima iniquità sociale, evasione fiscale, pressione fiscale arrivata ai limiti della decenza con il tributo IMU che darà il colpo di grazia, mentre banchieri ed assicuratori festeggiano l’esenzione IMU sulle fondazioni bancarie e le ricche trimestrali con utili derivanti da 278,8 miliardi di prestiti triennali della BCE di Mario Draghi e Goldman Sachs al tasso dell’1 per cento.

Se tra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali reali sono ferme e dall’inizio della recente crisi economica, dal 2008, le famiglie hanno visto crescere del 2,1 per cento il reddito disponibile in valori correnti, cui é corrisposta una riduzione del potere d’acquisto 5 per cento, nel 2011 lo stesso potere d’acquisto delle famiglie per abitante è del 4 per cento inferiore a quello del 1992. Questo vuol dire che la riduzione forzosa dei consumi impedisce la ripresa economica e getta il Paese nella disperazione per il credito negato o revocato e per la persecuzione fiscale a danno dei contribuenti onesti. L’Italia è in fondo alla classifica europea per il cosiddetto contributo rosa e non mi dilungo su questo.

Lei, signora Ministro del lavoro, che non è presente in Aula, ha già fatto molti danni ai lavoratori, ai pensionati ed agli esodati e ha aggravato la situazione con la nomina del professor De Felice all’INAIL (un’occupazione militare del potere dal Governo tecnico per smantellare le garanzie pubbliche e magari appaltare a qualche banca amica o assicurazione i bocconi ghiotti dell’infortunistica, lasciando al pubblico gli eventuali deficit).

Lei, signora Ministro, che non c’è, ha prorogato fino al 2014 il collezionista Mastrapasqua ed una super INPS che, con un uomo solo, gestisce oltre 700 miliardi di euro l’anno, che vanta sistemi informatici all’avanguardia contesi da tutto il mondo, ma che però non è in grado di fornire l’esatto numero degli esodati, gettati nella disperazione dal suo pressapochismo e dalle sue teorie accademiche distanti dalla realtà. Questa super INPS annuncia un bilancio positivo di 800 milioni (lo presenterà il 29), dimenticando di conteggiare il fondo svalutazione crediti per oltre tre miliardi. I magistrati contabili di questa super INPS che dovrebbero verificare i conti viaggiano gratis sulle auto blu messe a disposizione da Mastrapasqua.

Voi, Governo di tecnocrati ed ottimati, eterodiretti da Goldman Sachs, Bilderberg, dalla Trilatera e da quelle cancellerie europee che prediligono l’ortodossia monetaria che sta uccidendo l’Europa, dopo aver cancellato la sovranità popolare, non avete approvato provvedimenti urgenti di ripristino delle commissioni bancarie o di sanatorie per l’abuso del diritto dei banchieri che hanno sottratto al fisco 3,3 miliardi di euro; voi, Governo senz’anima, figli della dittatura dello spread, che nel cosiddetto provvedimento Salva Italia avete imposto l’obbligo di apertura di conto corrente ai vecchi per farli cadere nelle grinfie dei banchieri che stanno strozzando il Paese dopo aver avuto prestiti triennali al tasso dell’l per cento, avete offerto la garanzia statale settennale a 940 miliardi di obbligazioni bancarie tossiche o semi tossiche, avete peggiorato le condizioni creditizie e il futuro dei cittadini della povera gente a causa di quei banchieri che rifiutano o revocano gli affidamenti con un preavviso di 24 ore ad aziende e famiglie stremate dalla crisi.

Voi, che avete addossato ai vecchi ricoverati negli ospizi il pagamento dell’IMU o costretto gli agricoltori a svegliarsi la mattina all’alba per cercare di produrre essendo soggetti alla grandine. Ebbene, loro devono pagare, le fondazioni bancarie no. Loro pagano sui cascinali e pagano perfino i terremotati sulle case inagibili, mentre le fondazioni bancarie, che hanno ricevuto dividendi per 2,1 miliardi di euro dalle banche, sono esentate.

Voi, che avevate promesso il miracolo della riduzione dello spread senza riuscirvi, voi, signor Governo degli ottimati, dei tecnocrati, siete direttamente responsabili di una disperazione generale, perché colpisce alla cieca la povera gente facendo gravare su di loro una pressione fiscale insostenibile. Ma il vento che soffia nel Paese spazzerà via una politica e un Governo di tecnocrati che invece di salvaguardare l’interesse generale ed il bene comune continua tutelare i soliti faccendieri, le cricche e i piduisti di complemento, ancora molto presenti, e che tirano le fila di un Paese stremato che non ce la fa più a sopportare l’illegalità.

Per questo, signora Ministro del lavoro che non c’è, il Gruppo dell’IdV non potrà votare questa controriforma ad uso e consumo dei banchieri e della Goldmann Sachs. (Applausi del senatore Rizzi).

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