Manifestazione giovani a Francoforte davanti a BCE

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00468
Atto n. 2-00468

Pubblicato il 22 maggio 2012, nella seduta n. 727

LANNUTTI – Ai Ministri degli affari esteri, dell’interno e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

il 18 maggio 2012 alle ore 16,56, l’agenzia “Asca” ha battuto la notizia dal titolo: “Occupy Frankfurt, proteste pacifiche, 40 arresti fuori da sede da Bce”, in cui si legge: «La polizia tedesca ha arrestato circa 40 manifestanti impegnati nelle dimostrazioni anticapitaliste davanti alla sede della Banca Centrale Europea a Francoforte, organizzate dal gruppo ”Blockupy Frankfurt”. Lo ha riferito all’AFP una portavoce della stessa polizia. Il sindaco della città aveva vietato la gran parte delle manifestazioni, concedendo solo l’autorizzazione a una marcia prevista domani. Alcune centinaia di dimostranti, in buona parte molto giovani, hanno comunque preso d’assedio in modo che la stessa polizia ha definito del tutto pacifico la Willy Brandt Platz, dove ha sede la BCE. Da mercoledì la città è presidiata dalle forze dell’ordine. Davanti alla sede della banca, come riportano i siti web degli attivisti, si possono contare almeno 50 camionette a presidiare le vie di accesso, cannoni ad acqua, centinaia di agenti che cercano di bloccare i gruppi di dimostranti. C’è anche un reparto speciale di ”Polizei Communicator” che avvisa ”con il sorriso sulle labbra” i manifestanti seduti che verranno arrestati se non abbandonano la piazza. ”Abbiamo ridato vita alla disobbedienza civile”, ha dichiarato all’emittente tedesca Phoenix il portavoce di Blockupy, Erik Buhn»;

da oltre due anni, un movimento di giovani manifesta pacificamente nell’intero globo, sia per riappropriarsi di un futuro ipotecato dai Governi, che hanno delegato a tecnocrati ed oligarchi funzioni proprie che attengono ai valori di democrazia e di sovranità popolare, sta contro i “banksters” e l’1 per cento delle élite, che decidono le sorti del 99 per cento dei popoli;

nelle stesse ore veniva resa nota una consistente perdita sui prodotti derivati, armi finanziarie di distruzione di massa, della banca statunitense JP Morgan sull’indice CDX che espone i commercianti al rischio di credito in una vasta gamma di attività, e prende il suo valore da un paniere di derivati su crediti individuali. In sostanza, JP Morgan ha fatto una serie di scommesse molto azzardate, al punto che ha spinto persino i membri del Congresso americano a stigmatizzarle. Il senatore degli Stati Uniti Carl Levin ha rilasciato poche ore dopo la seguente dichiarazione: «La perdita enorme che JPMorgan ha annunciato oggi è solo l’ultima prova che quello che le banche chiamano “coperture” sono spesso scommesse rischiose che le cosiddette banche “troppo grandi per fallire” non devono fare»;

ma ciò che a giudizio dell’interpellante è diventato evidente, dopo questo ennesimo scandalo, è che Wall Street è completamente incapace di auto regolarsi, perché inattendibile per gestire o anche valutare correttamente i propri rischi. I derivati sono titoli, derivati da altri titoli. Le variabili alla base della quotazione dei titoli derivati sono dette attività sottostanti e possono avere diversa natura: azioni, obbligazioni, indici finanziari, prodotti di commodity come il petrolio, soia, o anche di un altro derivato, ma esistono derivati basati sulle più diverse variabili, perfino sulla quantità di neve caduta in una determinata zona. Spesso chi compra o vende questi titoli non si informa più di tanto sulla loro composizione, anche perché spesso non si sa nemmeno realmente su cosa si basano. Spesso i derivati contengono altri derivati, a volte si formano pure degli anelli chiusi, per cui tu compri un derivato che si basa su un altro derivato che si basa sul titolo che compri tu. Questi titoli si gonfiano in base alla pubblicità che se ne fa, e più sono pubblicizzati più gente li compra facendo salire il loro valore a livelli assurdi rispetto alle azioni e obbligazioni basate sul mercato reale. I soldi guadagnati con questi strumenti possono poi essere usati per comprare beni reali, gonfiando il prezzo di case e terreni, petrolio, grano, soia, mais, ma quando arriva il tempo di tramutare in denaro quei pezzi di carta acquistati per milioni di euro, possono valere nulla, facendo crollare l’intera piramide finanziaria e bruciare l’economia reale ed il risparmio vero degli investitori;

i banchieri di Wall Street e delle altre piazze finanziarie importanti, come Londra o Singapore, solo per fare un esempio, giocano i destini del mondo con il denaro dal nulla, immesso su piattaforme opache con i meccanismi ad alta frequenza che riescono a manipolare il regolare corso dei titoli, per procurare guadagni speculativi ad una schiera di pochi eletti, e perdite sicure ai risparmiatori;

gli strumenti di gioco che le banche utilizzano sono così complicati e sofisticati, basati su algoritmi matematici oscuri da ingegneri strutturatori, al punto che Warren Buffett, un esperto del ramo ha descritto i derivati come “armi di distruzione di massa”;

negli algoritmi dei derivati che gonfiano ad arte i valori di alcuni titoli o beni, per tempi determinati, vengono previste anche le strutture degli incentivi di Wall Street, Londra, Singapore, eccetera, fatte in modo tale che i banchieri incassino centinaia di milioni di incentivi, come bonus, se vincono le scommesse, addossando a Governi, agli Stati od agli azionisti, le perdite. Il mondo non ha mai imparato una delle lezioni fondamentali che si sarebbe dovuto apprendere dalla crisi finanziaria del 2008, e dal crac della Lehman Brothers: i banchieri di Wall Street assumono rischi enormi perché il rapporto tra rischio e ricompensa è strutturato sempre a vantaggio dei banchieri i quali, quando fanno scommesse enormi e vincono, vincono per se stessi, ma se fanno scommesse enormi e perdono, allora il Governo federale o altri Governi ripianano le perdite addossandole ai contribuenti ed alla fiscalità generale, per salvare le banche. La maggior parte dei cittadini non ha idea che ci si sta rapidamente avvicinando ad una terribile crisi dei derivati, che farà sembrare la crisi del 2008 come una passeggiata;

il web ha diffuso un articolo intitolato “The economic collapse” del 17 aprile, da cui si apprende che secondo il Comptroller of the Currency, le banche “troppo grandi per fallire” hanno un’esposizione ai derivati arrivata a livelli pericolosissimi, per la stabilità monetaria, a giudizio dell’interpellante senza che le autorità vigilanti, come le banche centrali, abbiano posto alcun controllo, e senza che i Governi abbiano mai imposto regole ferree per evitare i fallimenti a catena. Solo in America, i dati dell’esposizione in derivati, secondo un rapporto ufficiale del Governo degli Stati Uniti, sono strabilianti e pericolosi: JPMorgan Chase – 70,1 trilioni di dollari; Citibank – 52,1 trilioni di dollari; Bank of America – 50,1 trilioni di dollari; Goldman Sachs – 44,2 trilioni di dollari. Quindi, la perdita di 2 miliardi di dollari per JP Morgan sarebbe niente in confronto alla sua esposizione totale di oltre 70 trilioni di dollari in derivati. Nel complesso, le 9 banche più grandi degli Stati Uniti avrebbero un totale di oltre 200 trilioni di dollari di esposizione ai derivati, oltre 3 volte le dimensioni di tutta l’economia globale. È difficile per le persone comuni comprendere quanto sia enorme questa immensa “bolla” dei derivati. Inoltre, è stato stimato che il valore nominale di tutti i derivati del mondo è all’incirca 600 trilioni di dollari e 1,5 quadrilioni di dollari. Nessuno conosce veramente la quantità reale, ma quando questa “bolla” dei derivati alla fine scoppierà non ci sarà abbastanza denaro in tutto il pianeta per sistemare le cose,

si chiede di sapere:

se il Governo, alla luce delle proteste dei giovani di tutto il mondo contro la finanza speculativa e la vera e propria truffa dei derivati, abbia intenzione di sottoporre la questione nell’ambito dei summit internazionali di adottare idonee regolamentazioni volte a prevenire l’imminente catastrofe che potrebbe travolgere le economia sane degli Stati e mettere a rischio i risparmi dei cittadini;

se non abbia il dovere di attivare tutti gli strumenti di competenza in sede interna ed internazionale, per evitare che la bolla dei derivati possa scoppiare, contagiando le economie degli Stati e i cittadini, messi a rischio dall’avidità dei banchieri;

quali iniziative urgenti intenda attivare anche per evitare la dura repressione dei giovani, che effettuano sacrosante e pacifiche proteste per riappropriarsi del loro futuro, ipotecato da veri e propri “bankster” senza scrupoli, da oligarchie finanziarie e da banchieri centrali, criminali seriali, che a giudizio dell’interpellante utilizzano gli apparati degli Stati e le Forze di polizia per difendere il loro status quo;

quali misure urgenti di competenza intenda attivare per garantire i diritti e le libertà agli italiani arrestati ingiustamente a Francoforte, per aver osato esprimere le loro libertà di opinione, consentite dalle democrazie liberali e negate dai regimi autoritari;

quali iniziative vorrà porre per far sì che le libere e pacifiche manifestazioni, consentite dalla Carta costituzionale, possano essere garantite in futuro in Italia ai giovani che intendono protestare contro le oligarchie finanziarie e le banche centrali, che, oltre a non rispondere ad alcuno di un operato spesso losco, si sostituiscono ai Governi liberamente eletti ipotecando la sovranità popolare.

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