Matilde Carla Panzeri-Conflitto interessi Equitalia

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07564
Atto n. 4-07564

Pubblicato il 29 maggio 2012, nella seduta n. 732

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che si apprende da notizie di stampa che Matilde Carla Panzeri presidente di Equitalia Nomos, la struttura che sovrintende Torino e provincia in attesa di essere inglobata in Equitalia Nord, sarebbe anche presidente di una società pubblica che cura il recupero dei crediti dello Stato e degli enti locali;

premesso altresì che a quanto risulta all’interrogante:

la presidente, già funzionario della Banca d’Italia, avrebbe la possibilità di accedere alle informazioni sullo stato patrimoniale dei cittadini di Torino, sulla solvibilità degli imprenditori della provincia ed inoltre negli ultimi quattro anni avrebbe, attraverso i suoi dirigenti, firmato 43.000 ipoteche sulle case della zona;

a questo si aggiunge che la Panzeri, dal 2008, sarebbe anche presidente di una società privata con sede a Milano, la Non Performing Loans (NPL), che cura l’acquisizione di immobili, la riscossione di crediti in sofferenza, il finanziamento dei terzi ed è leader nella cartolarizzazione dei crediti bancari;

riporta “la Repubblica” del 21 agosto 2011 che alcune inchieste giornalistiche e di magistratura hanno già messo in evidenza come spesso nei consigli di amministrazione delle sedici società satellite di Equitalia (oggi in via di scioglimento) vi siano ex politici che controllano come nel collegio di riferimento i controlli fiscali non siano troppo serrati. L’inchiesta della Procura di Napoli sulla P4, secondo il citato articolo, sta rivelando come il braccio destro di un noto esponente del Pdl (per il quale il pm John Woodcock ha chiesto l’arresto), ha usato anche la società pubblica di riscossione per sistemare uomini a sé vicini. Come si legge nell’articolo: «Tra questi, Guido Marchese, commercialista del sindaco di Voghera Carlo Barbieri (Pdl). Marchese è stato figura di riferimento in Equitalia Esatri (la struttura che cura la riscossione a Milano e provincia). Entrambi, il sindaco di Voghera e il suo commercialista Marchese, oggi sono agli arresti domiciliari per corruzione (…). E spulciando negli elenchi del personale di Equitalia, si scopre che dal 2008 vi lavora Flavio Pagnozzi, figlio del segretario generale del Coni, Lello. Più o meno nello stesso periodo, ai servizi legali del Comitato Olimpico è stato contrattualizzato Marco Befera, figlio di Attilio. Potrebbe sembrare un caso di “assunzioni incrociate”»;

considerato che:

milioni di italiani ricevono cartelle esattoriali per multe non pagate, contributi non versati e tasse evase. Equitalia è diventata un carro armato fiscale che, solo nel 2010, ha recuperato 8,9 miliardi di euro, ma gli errori sono tanti e molte le ingiustizie. Spesso a rimetterci sono i cittadini che hanno piccoli debiti con il fisco mentre restano indenni i grandi evasori, che hanno il patrimonio in società offshore all’estero;

il paradosso italiano è rappresentato dai due pesi e due misure che vengono usati nei confronti dei clienti morosi. Da una parte, c’è infatti un intero universo di italiani che, dopo l’accertamento del mancato pagamento di una cartella, si vedono immediatamente piovere addosso provvedimenti di pignoramento o sequestro, dall’altra, quello degli evasori totali, cioè quel mondo di furbi che nei giorni scorsi è stato quantificato in 2.192 unità, per cui il criterio cambia e le stesse misure si applicano solo dopo l’accertamento, con il risultato che gli evasori totali quando vengono scoperti non rischiano di vedersi subito pignorare o sequestrare i beni;

alla già tragicamente lunga lista di suicidi per debiti, si aggiunge quella recente di un artigiano edile di 64 anni, morto impiccato nella sua casa dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia da 30.000 euro e dopo che gli è stata pignorata la casa. Da quattro anni era senza lavoro e non sapeva più come pagare i debiti;

ogni giorno che passa si registra l’incremento di episodi di cosiddetti suicidi da insolvenza fra gli imprenditori che non riescono a far fronte ai propri impegni finanziari;

in un quadro come questo, che in questo periodo di crisi è frequentissimo, ovvero dinanzi all’impossibilità di far fronte alle spese ordinarie, le richieste di pagamento da parte di Equitalia costituiscono la definitiva rovina. A giudizio dell’interrogante lo Stato dovrebbe aiutare le aziende a superare le difficoltà, per esempio dilazionando o posticipando il pagamento delle tasse. Dovrebbe essere nell’interesse dello Stato aiutare la loro sopravvivenza, visto che, se chiudono, perdono definitivamente gettito fiscale (e posti di lavoro), ma invece accade l’esatto opposto;

anche senza arrivare al suicidio, sono centinaia di migliaia i cittadini che non vivono tranquilli, perché non riescono a far fronte alle cifre richieste da Equitalia, che agisce a giudizio dell’interrogante con metodi assimilabili all’usura. Equitalia pretende soldi anche da chi non li ha, e, come se non averceli fosse una colpa, punisce i malcapitati di turno con penali e tassi di interessi assurdi, tali da raddoppiare l’importo dovuto in breve termine. Bastano cifre modeste per far scattare il fermo amministrativo dell’automobile del debitore, rendendo così impossibile, in alcuni casi, persino recarsi al lavoro. A causa di queste vessazioni, moltissime persone cadono nel tunnel della depressione,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero quanto riportato dalla stampa;

se il Governo non ritenga che avere la disponibilità di dati pubblici, circa la solvibilità dei debitori, non rappresenti un evidente vantaggio per una società privata come la NPL, e quali iniziative in tal caso intenda adottare;

se non ritenga opportuno intraprendere le iniziative finalizzate a verificare quanti siano gli immobili acquistati dalla NPL;

quali iniziative intenda assumere al fine di dirimere ogni possibile conflitto di interessi nella persona della presidente Panzeri;

se non ritenga urgente e necessario intervenire al fine di rivedere il sistema di riscossione dei tributi per garantire ai contribuenti una maggiore equità fiscale, visto che a quanto risulta all’interrogante ad oggi si applicano due pesi e due misure quando si tratta di non disturbare i soliti “raccomandati” a svantaggio degli utenti.

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