Presidente Formigoni

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07588
Atto n. 4-07588

Pubblicato il 30 maggio 2012, nella seduta n. 733

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e dell’interno. -

Premesso che:

si legge sul sito “Politica 24″: «La posizione del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si complica sempre di più dopo che il consulente Pierangelo Daccò, che è in carcere dal 15 novembre scorso, ha rivelato alcuni importanti particolari del suo rapporto di amicizia con il Governatore lombardo e con il commercialista Alberto Perego. Uno scambio milionario di soldi tra Fomigoni, Perego e Daccò sul quale la magistratura sta cercando di far luce. Daccò ha rivelato ai pm di aver pagato, quasi sempre senza rimborsi, a Formigoni e a Perego vacanze lussuose ai Caraibi e in Costa Azzurra su aerei privati e sullo yacht Ad Maiora. Per 4 mesi nel 2007 il consulente ha concesso in esclusiva a Perego e Formigoni un altro yacht, Ojala»;

scrive Sara Monaci per “Il Sole 24-ore”: «All’indomani delle accuse di un passaggio di denaro poco chiaro dal suo conto a quello di Alberto Perego per l’acquisto di una villa in Sardegna, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni passa al contrattacco. “Ho potuto accumulare risparmi per un milione e ho prestato denaro ad un amico che ha problemi di salute”, ha spiegato ieri sera su La7. E durante tutta la giornata ha minacciato di querelare giornali e giornalisti: “È ora di mettere fine alle speculazioni contro di me, ho già dato mandato allo studio legale Stivala di agire giudizialmente a tutela della mia reputazione contro quegli organi di informazione che hanno minato l’onorabilità mia e del consesso regionale. Inoltre è stato violato il segreto istruttorio e bancario”. E se le indagini proseguissero e, mettiamo il caso, un avviso di garanzia arrivasse anche a lui, il governatore della Lombardia? “Non vedo perché dovrei dimettermi, ci sono presidenti di Regioni e sindaci che hanno più di un avviso di garanzia e giustamente non si dimettono, perché è un atto a tutela dell’indagato per vedere se ha commesso o no un reato”. Per ora il governatore della Lombardia ricorda che a suo carico “non c’è nulla di penale”. Eppure la tensione per gli scandali giornalistici e le inchieste giudiziarie salgono anche dentro il Pirellone. Le prime indiscrezioni comparse sui giornali riguardavano le vacanze alle Antille di Formigoni – insieme all’amico Perego e al suo storico collaboratore politico Mauro Villa -, per tre Capodanni ospite nello yacht di Pierangelo Daccò, il lobbista delle cliniche sanitarie Maugeri e San Raffaele, in custodia cautelare in carcere con l’accusa di aver distratto a suo vantaggio fondi pubblici regionali. Ora si è passati però a materiale più scivoloso dal punto di vista delle indagini. Da due giorni si parla di un acquisto di una villa da 13 vani in Costa Smeralda, effettuata da Perego, per una cifra complessiva di quasi 3 milioni, di cui circa 1,5 milioni finanziati tramite mutuo bancario. Il resto, più di un milione, sarebbe stato invece anticipato in contanti da Perego grazie a un prestito fatto da Formigoni. Dietro alla società che ha venduto la villa comparirebbe, infine, di nuovo il nome di Daccò. Su questa vicenda si sarebbe acceso il faro degli inquirenti. Ieri, in un’intervista al Corriere della Sera, l’ex memor domini Bruno Vergani parla proprio dell’amicizia tra Formigoni e Perego. “La fiducia era assoluta”, dice, e precisa che Perego “ha sicuramente fatto da prestanome per l’operazione della villa in Sardegna comprata a buon prezzo. Perego (commercialista, ndr) era suo contabile”. Intanto rimane in carcere Costantino Passerino, ex direttore amministrativo della Maugeri, arrestato il 13 aprile scorso per aver partecipato alla distrazione di denaro pubblico e aver creato fondi neri all’estero. Nei giorni scorsi il gip Vincenzo Tutinelli ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali di Passerino. L’ex direttore ha spiegato ai pm che la fondazione aveva un occhio di riguardo per Daccò in quanto “uomo importante di Cl e per i suoi rapporti con il presidente della Regione Lombardia”»;

si legge su “il Fatto Quotidiano” del 28 maggio 2012: «Anche l’acquisto della villa in Sardegna, secondo il “Corriere della Sera”, è oggetto di accertamento da parte degli investigatori, perché per immobili di quel genere nella stessa zona “si stimano prezzi ben maggiori e persino doppi”. Formigoni e Perego, tra l’altro, sono stato ospiti di quella stessa dimora anche prima dell’acquisto. Le carte mostrano inoltre numerosi versamenti da Formigoni a Perego, tra il 2005 e il 2009, ciascuno per decine di migliaia di euro, per un totale di circa 350mila»;

in un precedente atto di sindacato ispettivo, ad oggi senza risposta, l’interrogante evidenziava i giri d’affari poco trasparenti di due uomini legati a Comunione e Liberazione (Cl), Piero Daccò e Antonio Simone, nonché al governatore della Lombardia (e ciellino) Roberto Formigoni (4-07361);

considerato che a giudizio dell’interrogante:

è stridente che il Presidente della Regione Lombardia, che dichiara redditi per poco meno di 100.000 euro netti annui, abbia potuto “prestare” alcuni milioni di euro;

alla luce del susseguirsi di coinvolgimenti del Governatore della Regione lombarda, che si fanno sempre più intricati a causa anche delle ombre sui consistenti passaggi di denaro oggetto di indagini della magistratura, occorre valutare se sia legittima la permanenza in carica dello stesso,

si chiede di sapere:

quali siano le informazioni in possesso del Governo sui fatti esposti in premessa;

se in particolare il Governo sia a conoscenza della provenienza delle somme di denaro con le quali Daccò avrebbe sostenuto spese collegabili al Governatore lombardo, tenuto conto che questo sistema è avvantaggiato anche dalla legge della Regione Lombardia n. 34 del 2007, cosiddetta legge Daccò, che avrebbe contribuito ad alimentare un sistema, come quello oggetto dell’inchiesta della magistratura, fatto di amicizie ad alti livelli e commistione interessata di politici, banchieri, imprenditori, accomunati dalla stessa appartenenza, quella alla lobby di Cl;

quali misure urgenti intenda attivare per stroncare i fenomeni di corruzione e se non ritenga opportuno agevolare, per quanto di competenza, l’iter di approvazione del disegno di legge sulla corruzione (Atto Camera 4434).

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