Maeccanismo Europeo di Stabilità (ESM)

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00492
Atto n. 2-00492

Pubblicato il 26 giugno 2012, nella seduta n. 751

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze, degli affari esteri e per gli affari europei. -

Premesso che:

è in corso di esame in Parlamento il disegno di legge di ratifica del Trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (ESM) che servirà – almeno nelle intenzioni – a salvare gli Stati dell’Unione sull’orlo del default. È un organismo intergovernativo e sovranazionale e sarà gestito da persone che godranno di immunità da qualsiasi giurisdizione. Scrive Francesco Filini sul giornale on line “il Vostro Quotidiano” del 24 giugno 2012: “Esm, più che un ombrello col quale ripararsi, una nuova dittatura europea”;

si legge infatti: «Fra poche settimane il Parlamento Italiano sarà chiamato a ratificare la modifica all’art. 136 del trattato sul funzionamento della UE che istituirà l’ESM (MES la sigla italiana), il “Meccanismo Europeo di Stabilità” che servirà – almeno così viene dichiarato – a salvare gli stati dell’Unione sull’orlo del default. L’ultima creatura uscita dalla fabbrica dell’€urocrazia finanziaria andrà a sostituire i fondi “salva stati” (leggi banche) EFSF e EFSM, concepiti negli anni in cui la finanza internazionale pensava che solo Portogallo e Irlanda erano i paesi sull’orlo del precipizio. (…) Il Trattato ESM prevede la creazione di un organismo intergovernativo e sovranazionale con sede in Lussemburgo, al quale gli Stati affideranno la gestione di un fondo iniziale di circa 700-750 miliardi per aiutare i membri UE in difficoltà finanziaria. (…) Quest’organismo sarà gestito da persone che godranno di immunità da qualsiasi giurisdizione e i documenti che l’ESM produrrà saranno inviolabili e inaccessibili a chiunque: nell’Europa ex-democratica si istituisce un organismo sovranazionale che gestirà la politica economica dei membri che aderiscono al trattato. Nessuna trasparenza, nessuna garanzia e nessun controllo: tutti i poteri all’ESM»;

si legge ancora che «gli Stati “azionisti” dovranno versare la rispettiva quota all’organismo», per dare la possibilità ad un Paese in crisi o sull’orlo del default di rivolgersi all’ESM, il quale «provvederà ad erogare la somma necessaria a scongiurare» il fallimento, «ovviamente sotto forma di prestito ad interesse. Ovvero l’organismo sovranazionale presterà ad interesse i soldi degli stati agli stati stessi. (…) Quando uno stato chiederà al MES un prestito questo assumerà il controllo della sua politica economica imponendo scelte finalizzate a garantire la “stabilità”, una parola tanto rasserenante sempre più in voga nel linguaggio delle elite europee». Ma la “stabilità” non riguarderà l’economia, ma esclusivamente la «finanza: le scelte che il MES imporrà agli stati ex-sovrani non saranno altro che misure di “macelleria sociale”, privatizzazioni e tassazioni orizzontali necessarie a garantire la solvibilità di uno stato. L’Italia, ratificando il trattato, si obbligherà a versare ben 125 MLD nei prossimi cinque anni. Soldi che l’Italia non ha. Quindi? Non c’è alcun problema, le banche sono state inventate apposta: ci indebiteremo oltremisura per versare soldi su un fondo che ce li ripresterà dettandoci quali misure di politica economica dobbiamo adottare. (…) Il nome che l’eurocrazia ha voluto dare a questo nuovo mostro giuridico è davvero appropriato, la parola “meccanismo” ci fa intendere che le scelte di politica economica che ESM imporrà agli stati saranno semplicemente il risultato di un freddo calcolo matematico, privo di qualsiasi contenuto umano: se la sanità diverrà un costo insostenibile bisognerà privatizzarla, chi non potrà permettersela… tanto peggio per lui! Nell’Europa trasformata in un ammasso di ingranaggi finanziari mossi dal pensiero unico del profitto (delle elite bancarie, obviously), chi non produce non ha diritto ad esistere. Nel modello di società imposto dal nuovo ordine mondiale, tutto viene misurato in funzione del costo e del profitto. Persino le malattie o la disabilità saranno piaghe da estirpare perché rappresentano un costo, una remissione. L’ESM è il trattato che mette nero su bianco la dittatura finanziaria sui popoli europei. (…) Il trattato doveva essere ratificato entro la fine del 2013 ma la finanza, visto il precipitare della crisi, ha chiesto e ottenuto che venga ratificato entro Luglio 2012. Il nostro Parlamento ha già in calendario il provvedimento (…). Eppure nessuno osa parlarne. Esattamente come per Maastricht e Lisbona, i due trattati che hanno cambiato radicalmente l’assetto politico-istituzionale, anche per la legge che istituisce l’organismo di stabilità il silenzio è d’ordinanza. La misura della tragedia europea sta nel constatare che la maggior parte dei politici non sa minimamente cosa sia l’ESM, e quei pochi che lo sanno pensano che sia addirittura un’opportunità per mettere in riparo l’Italia dalla crisi. Nell’indifferenza, nell’ignoranza e nel silenzio di gente messa a rappresentare – dietro lauto compenso – il popolo italiano nelle istituzioni, è possibile ascoltare i rintocchi delle campane a morto che celebrano il funerale di secolari lotte all’insegna dei diritti e della democrazia. Benvenuti nell’era della dittatura finanziaria»;

considerato che:

a giudizio dell’interpellante, il trattato sul MES rappresenta un’innovazione, un esempio di come sia possibile creare strumenti potenti e pericolosi senza chiamarli con il loro nome, sfumandoli o camuffandoli, e vendendoli sempre in termini positivi ed ingannevoli, e in tal senso tutta la comunicazione istituzionale riguardante il MES, chiamato ipocritamente fondo salva Stati, rappresenta un inganno. L’hanno “venduto” chiamandolo salva Stati, lo stanno “rifilando” con una scaltrezza e superbia degna delle peggiori dittature;

si legge sul web, ad esempio all’interno di un post pubblicato sul blog del “Movimento 5 stelle” di Beppe Grillo: “Il trattato ESM prevede che gli stati che intendano ricevere un prestito dall’organizzazione debbano pagare un tasso di interesse il cui limite non è stato nemmeno definito. L’obiettivo della stabilità finanziaria della zona euro non può essere raggiunto affidando il fondo “salva-stati” ad una istituzione finanziaria che intende lucrare sui disagi economici e finanziari dei paesi in difficoltà, visto che si tratta di tutelare le economie nazionali contro la finanza speculativa, indiscussa protagonista della crisi”;

“Wall Street Italia” pubblica il 2 aprile 2012 un articolo, in cui si legge, tra l’altro: «Per comprendere la pericolosità dell’ESM, basta semplicemente osservare ciò che è accaduto in Grecia. La Troika ha concesso i piani di salvataggio in cambio di una serie di richieste che per Atene si sono tradotti in cessione di sovranità. Si pensi alle condizioni imposte in materia di tagli alla spesa, ai dipendenti pubblici e alle pensioni. In tal senso, la politica nazionale diventa oggetto di contrattazione finanziaria. Membro, socio, parte contraente o creditore, sono i nuovi ruoli con cui si intende misurare il potere di una nazione sul proprio territorio. Strappare i panni istituzionali ad uno Stato per costringerlo a confrontarsi nella giungla dei mercati finanziari in qualità di grande debitore, dove chi detta legge è chi possiede più denaro, significa indirizzare la Costituzione verso una umiliante sottomissione a quelle folli logiche speculative che appaiono come l’immagine, sempre meno sfocata, dell’anticamera di una pericolosissima dittatura economica»;

in merito all’operatività, nell’articolo pubblicato il 10 febbraio 2012 sul blog “Tempesta perfetta” intitolato “Il MES sarà una potente banca sovranazionale” Piero Valerio precisa che «Se a questo aggiungiamo che il trattato prevede anche la possibilità di attivare il MES per fornire prestiti e assistenza finanziaria alle banche private dei paesi membri (“ricorrendo a prestiti con l’obiettivo specifico di ricapitalizzare le istituzioni finanziarie dello stesso paese membro”, articolo 15), allora la prospettiva cambia radicalmente, perché le banche europee (soprattutto francesi e tedesche, Credit Agricole, Societe Generale, Deutsche Bank, Commerzank), sono quelle che hanno un maggiore rapporto di indebitamento rispetto ai parametri patrimoniali previsti dagli accordi di Basilea 3 (…) Quindi il rischio che il MES possa attivarsi per fare operazioni di ricapitalizzazione e salvataggio straordinario delle banche private, richiedendo il versamento anticipato delle quote, aumenta considerevolmente»: a quanto risulta all’interpellante, esattamente quanto annunciato e sollecitato di recente dal presidente della Banca centrale europea Draghi, sollecitando a fare in fretta (per il bene delle banche ovviamente);

considerato che, a quanto risulta all’interpellante:

cercando di collegare alcune circostanze, si potrebbe riassumere quanto segue;

le istituzioni e gli operatori del sistema finanziario continuano a svolgere in modo disinvolto la loro funzione creditizia e a sviluppare oltre ogni limite una attività di speculazione a giudizio dell’interpellante criminosa e “finanza creativa”, provocando o contribuendo a creare le periodiche e fantomatiche crisi di sistema dietro le quali c’è spesso il dissesto di molti istituti e un’incalcolabile quantità di titoli tossici, senza che le autorità di vigilanza oppongano resistenza o cerchino di contrastare (o quantomeno arginare) il dilagante fenomeno: questo è un problema gigantesco che richiederebbe la massima determinazione e impegno delle autorità per arginarlo, ridimensionarlo ed eliminarlo, come hanno cercato di fare negli Stati Uniti, invece l’Unione europea e la Banca centrale europea non fanno nulla;

nel quadro del progetto di dominio globale nell’area europea, con l’obiettivo di graduale svuotamento del ruolo e dei poteri degli Stati e delle democrazie, viene istituita l’Unione europea, creato l’euro affidandolo in gestione esclusiva ad un’unica banca emittente (Banca centrale europea), nella cui mission c’è il controllo dell’inflazione, obiettivo prioritario sempre preminente rispetto ad altre variabili macroeconomiche (livello di occupazione, domanda aggregata, investimenti pubblici) e il finanziamento del sistema bancario;

i progetti di investimento azzardati e la spregiudicata attività speculativa portano molte grandi banche in una situazione di insostenibile esposizione finanziaria, che i mercati azionari puniscono impietosamente mentre le autorità competenti si guardano bene dall’eccepire (per loro si tratta sempre di crisi di sistema), ma diversamente da quanto avviene per le aziende sofferenti di altri settori economici, le banche (in Europa) non falliscono e ricevono sempre (o quasi) sostegno attraverso la Banca centrale che interviene generosamente con consistenti iniezioni di denaro pubblico (sottratto ad altra utile destinazione economica) e invocando di tanto in tanto la necessità di ricapitalizzare il patrimonio (capitale proprio) per ripristinare la solidità;

ed ecco quindi che, per assicurare un efficace ed agevole sostegno alle banche, all’articolo 15 del Trattato, viene istituzionalizzata l’assistenza finanziaria per la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie dei Paesi membri, e in base al comma 1, il Consiglio dei governatori può decidere di concedere assistenza finanziaria ad uno Stato membro mediante la ricapitalizzazione delle sue istituzioni finanziarie, cioè la possibilità che i capitali destinati allo Stato vengano assegnati (in prevalenza) alla banche per la loro ricapitalizzazione;

insomma, appare evidente come una delle funzioni prioritarie dell’ESM, anche impiegando i soldi sottratti alla collettività, è quello di dare assistenza alle banche, o attraverso le banche, affinché non subiscano troppe sofferenze (men che meno il fallimento), nonostante non sempre paghino il conto per i danni provocati, e anzi (paradossalmente) i loro dirigenti ed esperti, alla faccia della crisi e dell’austerità, accumulano premi e guadagni vertiginosi senza che qualcuno esprima alcun rilievo, continuando incontrastati (e incoraggiati) ad imperversare nel sistema;

la nuova Autorità a cui gli Stati dell’area euro dovranno trasferire risorse illimitate (si parte con 700 miliardi di euro) risponde alle logiche proprie di una SpA; una SpA in cui chi conferisce più capitale comanda; che potrà dominare gli Stati dell’area euro, di cui avrà il controllo della politica economica nazionale; con una delega in bianco per gestire le ricchezze di un Paese; che ha il potere di chiamare gli Stati a rispondere ma che a sua volta non potrà essere chiamata a rispondere da alcuna istituzione; su cui nessuna legge nazionale avrà effetto, e verso cui nessun Governo attuale e futuro potrà agire; in cui nessun membro o dipendente di questa struttura sarà eletto dal popolo, né sarà responsabile nei suoi confronti; i cui organi, funzionari, dipendenti, beni, disponibilità e proprietà godono della totale immunità ed inviolabilità da ogni forma di giurisdizione; i cui affari godono della totale esenzione da qualsiasi imposizione fiscale; da utilizzare come strumento di conquista e sottomissione;

analizzando il testo del Trattato, è possibile apprezzare l’abilità (e astuzia) usata dal redattore nella scelta lessicale effettuata, facendo abbondante uso di termini adatti a descrivere ed evocare (in modo piuttosto sottile) l’idea e percezione positiva e benefica della “nascente istituzione”, ed evitando totalmente l’impiego della parola “banca” per indicare il MES; infatti si trova 15 volte il vocabolo “meccanismo”, 24 volte la parola “sostegno”, 32 volte “condizioni” (che graveranno sulla collettività), 40 volte il termine “stabilità” (non nuovo ma sempre molto rassicurante), 54 volte la definizione “assistenza finanziaria” (il volto altruista e assistenziale) contro le 7 volte del termine “finanziamento” (meno gradevole al pubblico) e zero volte la parola banca (riferita al MES). A giudizio dell’interpellante, quest’ennesima istituzione finanziaria internazionale, che configura una nuova banca europea sovranazionale e permanente, assimilabile ad una società per azioni, sostituirà i compiti svolti dal Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) e dal meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (EFSM);

proprio gli oligarchi, che hanno prodotto la crisi in combutta con banche di affari ed agenzie di rating e fondi speculativi, avranno poteri enormi superiori a quelli dei Governi, democraticamente eletti, come si legge ancora nell’articolo di Piero Valerio, specie nel capitolo “Immunità e Privilegi”;

si legge infatti: «I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative (…). I beni, le disponibilità e le proprietà del MES sono esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e moratorie di ogni genere. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti sono inviolabili. I locali del MES sono inviolabili. Il MES è esente da obblighi di autorizzazione o di licenza applicabili agli enti creditizi, ai prestatori di servizi di investimento o ad altre entità soggette ad autorizzazione o licenza o regolamentate secondo la legislazione applicabile in ciascuno dei suoi membri. I membri o gli ex membri del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione e il personale che lavora, o ha lavorato, per o in rapporto con il MES sono tenuti a non rivelare le informazioni protette dal segreto professionale (…). Essi sono tenuti, anche dopo la cessazione delle loro funzioni, a non divulgare informazioni che per loro natura sono protette dal segreto professionale (il segreto professionale va bene per un operatore finanziario che lavora per i privati, ma non per chi lavora per un ente pubblico e statale). Nell’interesse del MES, i governatori, gli amministratori, il direttore generale e gli altri membri del personale godono dell’immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni e godono dell’inviolabilità per tutti gli atti scritti e documenti ufficiali redatti. (…) Nell’ambito delle sue attività istituzionali, il MES, i suoi attivi, le sue entrate, i suoi beni nonché le operazioni e transazioni autorizzate dal presente trattato sono esenti da qualsiasi imposta diretta. I membri del MES adottano, se del caso, le opportune disposizioni per condonare o rimborsare l’importo delle imposte indirette (a loro totale discrezione decidono se pagare o meno le tasse). I beni importati dal MES necessari all’assolvimento delle sue funzioni istituzionali sono esenti da ogni dazio e imposta all’importazione e da ogni divieto e restrizione all’importazione. Il personale del MES è soggetto all’applicazione di un’imposta interna sugli stipendi, salari e sugli emolumenti corrisposti dal MES, che sono quindi esenti dall’imposta nazionale sul reddito. Nessuna imposta di qualsivoglia natura è applicata a chiunque detenga le obbligazioni o i titoli emessi dal MES, compresi i relativi interessi o dividendi. Il consiglio dei governatori decide su qualsiasi controversia tra il MES e i suoi paesi membri, o tra i membri del MES, in relazione all’interpretazione e all’applicazione del presente trattato, compresa qualsiasi controversia sulla compatibilità delle decisioni adottate dal MES con il presente trattato. Se un paese membro del MES contesta la decisione del consiglio dei governatori, la controversia è sottoposta alla Corte di giustizia dell’Unione europea. La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea è vincolante per le parti in causa, che adottano le necessarie misure per conformarvisi entro il periodo stabilito dalla Corte», annullando di fatto la giurisdizione e lo stato di diritto nazionale;

insomma, una super banca sotto mentite spoglie, un meccanismo per il sostegno, la stabilità e l’assistenza finanziaria dei Paesi bisognosi alle condizioni delle banche, e dunque ecco il fondo salva Stati e salva banche,

si chiede di sapere:

se risulti al Governo che questa ennesima istituzione finanziaria internazionale, che configura una nuova banca europea sovranazionale e permanente, assimilabile ad una società per azioni, sostituirà i compiti svolti dal Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) e dal meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (EFSM), non con la finalità di salvare gli Stati sovrani in crisi, ma per offrire un lasciapassare a tecnocrati, banchieri ed oligarchi, che dopo aver prodotto la crisi in combutta con banche di affari, agenzie di rating e fondi speculativi, avranno poteri enormi superiori a quelli dei Governi, democraticamente eletti;

se risponda al vero che i beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, godano dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, non possano essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative, a differenza delle abitazioni in cui vivono i normali cittadini, che oltre a pagare le tasse, possono vederle espropriate in qualsiasi momento;

se sia vero che i beni, le disponibilità e le proprietà del MES siano esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e moratorie di ogni genere, i cui archivi e documenti appartenenti, come i locali, siano soggetti all’inviolabilità;

se risponda al vero che il MES sia esente da obblighi di autorizzazione o di licenza applicabili agli enti creditizi, ai prestatori di servizi di investimento o ad altre entità soggette ad autorizzazione o licenza o regolamentate secondo la legislazione applicabile in ciascuno dei suoi membri e che i governatori, gli amministratori, il direttore generale e gli altri membri del personale godano dell’immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni e godano dell’inviolabilità per tutti gli atti scritti e documenti ufficiali redatti;

se sia vero che gli attivi, le entrate, i beni nonché le operazioni e transazioni autorizzate dal presente trattato siano esenti da qualsiasi imposta diretta, decidendo a loro totale discrezione se pagare o meno le tasse, essendo i beni esenti da ogni dazio e imposta all’importazione e da ogni divieto e restrizione all’importazione;

se sia vero che alcuna imposta di qualsivoglia natura possa essere applicata a chiunque detenga le obbligazioni o i titoli emessi dal MES, compresi i relativi interessi o dividendi e che il consiglio dei governatori decida su qualsiasi controversia tra il MES e i suoi Paesi membri, o tra i membri del MES, in relazione all’interpretazione e all’applicazione del Trattato, compresa qualsiasi controversia sulla compatibilità delle decisioni adottate dal MES con trattato la cui decisione, se contestata, può essere sottoposta alla Corte di giustizia dell’Unione europea, con la cancellazione della giurisdizione e dello Stato di diritto nazionale;

se il Governo, che sottoporrà all’approvazione del Parlamento il Trattato, non abbia il dovere di informare i cittadini in merito alla cessione di sovranità all’ESM, evitando che siano solo le banche a beneficiare di queste decisioni;

quali iniziative il Governo intenda assumere per evitare il rischio della partecipazione “occulta” della criminalità organizzata ai grandi piani di finanziamento dell’ESM, informando compiutamente in quale modo la inviolabilità dei documenti possa incidere positivamente nel raggiungimento di tali obiettivi e se la segretezza non sia la peggiore nemica della trasparenza degli atti, che i cittadini europei hanno diritto di conoscere;

quali misure urgenti di propria competenza intenda attivare per evitare che le oligarchie finanziarie e le tecnocrazie possano creare “mostri giuridici” volti a tutelare se stesse e le burocrazie, legiferando contro i diritti dei popoli sovrani ed i consumatori, sempre più presi nel vortice di una crisi sistemica, prodotta da banche di affari, fondi speculativi ed agenzie di rating, i cui costi sono stati addossati ai cittadini.

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