Società di revisione-Partiti politici

 

Mostra rif. normativi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07813
Atto n. 4-07813

Pubblicato il 27 giugno 2012, nella seduta n. 753

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

le cronache recenti hanno portato all’attenzione del pubblico lo scandalo dell’utilizzo improprio, da parte dei tesorieri di alcuni partiti politici, dei fondi ad essi rivenienti dai rimborsi elettorali;

come ormai di pubblico dominio, sembra che il tesoriere di un partito politico non più esistente come tale abbia distratto ingenti somme, nonostante i bilanci del partito non più esistente fossero sorvegliati da ben tre revisori, tecnici “indipendenti” operanti nel campo della professione contabile, uno dei quali docente presso una Università, così come sembrerebbe che il tesoriere di altro partito, noto anche per aver stigmatizzato l’asserita disonestà della Capitale, abbia distratto anch’egli somme ingenti dal bilancio del partito, senza che nessuno, come si sostiene, se ne fosse avveduto prima dell’avvio di un’indagine da parte della Magistratura;

in una emananda regolamentazione della materia si è adombrata la possibilità di attribuire la certificazione dei bilanci dei partiti politici alle società di revisione contabile, piuttosto che alla Corte dei conti, che avrebbe tutte le competenze e l’indispensabile terzietà ed autorevolezza per farlo, appare legittimo il dubbio che si intenda proporre un rimedio che rischia di essere peggiore del male;

se è vero che in troppi casi le società di revisione hanno clamorosamente fallito, non avendo assolto appieno ai compiti istituzionali ad esse attribuiti dalla legge, e se è vero che sono gravate da una mole di richieste risarcitorie talmente ingente da metterne a rischio addirittura la sopravvivenza, la posta in gioco è talmente alta che è ragionevole pensare che il tentativo di introdurre la limitazione della loro responsabilità patrimoniale, naufragato una volta, possa pervenire ad un esito positivo;

ed allora, al di là di ogni valutazione di merito quanto alla qualificazione della conclamata fallibilità dei revisori, affidare ad essi il potere riveniente dal guardare in profondità nei bilanci dei partiti politici potrebbe teoricamente dar loro un’arma potentissima per ottenere come contropartita, da quella parte del potere politico, quella tanto desiderata limitazione della responsabilità patrimoniale, che, a giudizio dell’interrogante, potrebbe rappresentare un salvacondotto per irregolarità passate ed un viatico per irregolarità future,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che, per preservare la residua credibilità della sovranità del Parlamento presso i cittadini elettori, che si va riducendo verso livelli allarmanti, la via giusta da percorrere sia la sottrazione della competenza relativa alla certificazione dei bilanci dei partiti politici alle società di revisione, attribuendola alla Corte dei conti che, ai suoi più alti livelli, si è dichiarata disponibile rivendicando la competenza;

quali iniziative di competenza, anche di natura normativa, intenda assumere al fine di prevedere maggiori controlli nella gestione dei fondi pubblici anche ampliando i poteri della Corte dei conti, affinché questi non siano limitati ad un mero controllo di formalità.

Senza categoria

Leave a Reply