Continua la truffa Italia Programmi.net a danno dei consumatori

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08001
Atto n. 4-08001

Pubblicato il 19 luglio 2012, nella seduta n. 773

LANNUTTI – Ai Ministri dell’interno, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della giustizia. -

Premesso che:

l’interrogante ha presentato un precedente atto di sindacato ispettivo (4-06197), che ad oggi non ha ricevuto risposta, per sollevare il caso di numerosi cittadini che vengono truffati attraverso il sito web di “Italia programmi”;

continuano a giungere all’interrogante numerose segnalazioni di cittadini che vengono minacciati con solleciti di pagamento da parte di Italia programmi;

da molto tempo Italia programmi inoltra fatture da pagare a centinaia di persone, senza che esse abbiano mai usufruito di alcun tipo di servizio, e tanto meno abbiano sottoscritto alcun contratto che prevedeva il pagamento di fatture in cambio di prodotti forniti da questa azienda;

è pervenuta all’interrogante la testimonianza di un cittadino vessato dall’azienda che da svariati giorni continua a ricevere e-mail dall’azienda che gli richiede il pagamento di 110,50 euro senza specificare nella fattura il tipo di servizi di cui avrebbe usufruito. Il cittadino ha ignorato tali e-mail convinto di non avere mai avuto a che fare con questa azienda, fino a quando ha ricevuto la comunicazione dove si dice che se non avesse pagato entro il 27 luglio 2012 avrebbero avviato procedure per attuare decreti ingiuntivi di pagamento, gli avrebbero raddoppiato il prezzo, e lo avrebbero iscritto nel registro dei protesti, con la conseguente perdita della solvibilità. Nella lettera è menzionato l’indirizzo dell’avvocato che sta curando la vicenda (Salvatore Marcello), mentre non è menzionato alcun numero di telefono per chiedere informazioni, né dell’avvocato né della stessa azienda. Quando ha provato a contattare tale avvocato mediante il numero 1240 della Telecom l’operatore gli ha risposto che non esistono studi legali a quell’indirizzo;

considerato che:

le persone che si sono rivolte all’Autorità garante della concorrenza e del mercato sono state ben 25.000, un fenomeno vasto e caratterizzato da elementi ben precisi: il trucco è stato scoperto nell’estate 2011, quando ci si è accorti che molti utenti accedevano al sito nella speranza di scaricare file e programmi, con la promessa della completa gratuità, salvo poi accorgersi di vedersi addebitato un abbonamento di ben 96 euro, nonostante non fosse stato sottoscritto alcun contratto. Le pressioni psicologiche, le minacce e le richieste sono state a dir poco riprovevoli, tanto più che la Estesa Limited è stata capace addirittura di inviare le e-mail di sollecito anche a chi non si era mai registrato, configurando un reato penale;

Il “Journal” il 23 marzo 2012 scrive «La truffa di Italia-programmi.net è stata smascherata da tempo, eppure i consumatori sono ancora in balia di richieste di pagamento. Una truffa conosciuta e bloccata e una multa salata dell’Antitrust: sono questi i due elementi principali del caso Italia-programmi.net, il sito di download che ha richiesto e continua a richiedere a moltissime persone delle somme di denaro per degli abbonamenti mai effettuati. Il problema sta proprio nel fatto che la società che gestisce il sito stesso, la Estesa Limited, prosegue a minacciare tanti cittadini ignari, cercando di puntare sul fattore psicologico e inventando fantomatici ricorsi a tribunali o recuperi crediti. Allora, ci si può chiedere subito: perché il portale non viene oscurato? In fondo, la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha usato questa misura per Private Outlet, che cosa si aspetta ancora per Italia-programmi? WebNews, canale telematico di Html.it, ha provato a chiederlo alla stessa authority. La spiegazione di questo immobilismo sta tutta nella evoluzione del caso. In effetti, le vicende di Private Outlet e Italia-programmi sono sostanzialmente simili, con delle truffe ben congegnate, ma la differenza consiste proprio nel modo in cui stanno ancora continuando a svolgersi i fatti. Secondo l’Antitrust, attualmente il sito di download è in regola e presenta tutti gli avvisi che sono stati richiesti, quindi il sito non può essere considerato il responsabile delle ultime truffe, le quali avvengono tramite la posta classica. In pratica, l’Agcm non può intervenire sul web e sull’oscuramento, in quanto non di sua competenza, ma soprattutto la sede all’estero della Estesa Limited (alle Seychelles per la precisione) prevede che vi siano delle rogatorie internazionali. Insomma, per quanto si vogliano tranquillizzare i consumatori coinvolti, questo caso fa ancora troppo rumore e il fatto che non si intervenga può far pensare soltanto alle troppe difficoltà che nascerebbero, oppure, ma non si vuole essere cattivi, alla volontà di lavarsene le mani»;

scrive ancora il “Journal” il 18 luglio: «Il caso Italia-programmi è uno di quelli di cui si conosce l’inizio, ma purtroppo ancora non la fine: il silenzio degli ultimi mesi aveva fatto ben sperare, dopo una serie infinita di segnalazioni, reclami e truffe, ma chi pensa che il raggiro sia finito per sempre si sbaglia di grosso. In effetti, questo portale è davvero camaleontico e, dopo aver modificato il proprio dominio, ha continuato tranquillamente a minacciare molti consumatori con i soliti solleciti di pagamento. Le richieste sono sempre le stesse, vale a dire il versamento immediato di novantasei euro per aver sottoscritto un fantomatico contratto per il download di alcuni file. Le ultime segnalazioni sono giunte direttamente al Centro Europeo Consumatori di Bolzano, il quale ha reso nota la nuova fase di questa truffa. In pratica, il sollecito viene richiesto da un avvocato di oltre cento anni che però è defunto, una situazione davvero bizzarra e tetra. Insomma, Italia-programmi continua a scherzare con il fuoco, in quanto ha già dovuto pagare una multa di 1,5 milioni di euro per le sue pratiche scorrette, evidentemente è capace di campare solo con questi espedienti. Dunque, l’attenzione va mantenuta alta quando si riceve un messaggio di posta elettronica, anche se in questo caso bisognerebbe sentire lontano un miglio la puzza di bruciato. Possibile che sappiano solamente terrorizzare gli ignari consumatori? Ci sono altri dettagli in questi nuovi solleciti che vale la pena menzionare: anzitutto, i pagamenti sono richiesti per saldare l’onorario di questo avvocato morto da tempo, mentre la sede legale si è trasferita dalle Seychelles a Cipro, con tanto di conto corrente nuovo di zecca. Il consiglio è quello di non lasciarsi prendere dal panico: il nuovo dominio è cambiato, ora si ha a che fare con Italia-programmi.org: lo stesso Cec bolzanino è pronto a fornire tutti i chiarimenti del caso, ovviamente non bisogna pagare nulla ai truffatori»;

sempre lo stesso quotidiano il 24 febbraio 2012 scrive: «La Polizia Postale si sta occupando del caso, ma si limita soltanto a ricordare che nulla va pagato: peccato che multe e indagini non sono servite a nulla, segno che andava e va fatto qualcosa di più per interrompere quello che sta succedendo ancora, come anche il Journal è testimone ogni giorno con diverse segnalazioni di persone preoccupate»;

considerato che:

l’interrogante si chiede come sia possibile la truffa praticata da Italia programmi a danno dei consumatori continui, con pesanti vessazioni per gli utenti;

le autorità competenti hanno l’obbligo di trattare la vicenda in termini penali e non soltanto contrattuali, visto che questo raggiro non è una semplice pratica commerciale scorretta,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di ottenere il sequestro del dominio web e l’oscuramento del sito relativo, che continua a terrorizzare i consumatori;

quali misure urgenti intenda adottare per evitare che un sito web delle Seychelles, giocando sul fatto che diversi programmi sono gratuitamente scaricabili, continui a carpire in maniera ingannevole i dati degli utenti e poi a inviare loro e-mail continue e minacciose intimando pagamenti per presunti abbonamenti che gli stessi avrebbero sottoscritto;

quali iniziative, nelle opportune sedi di competenza, intenda adottare affinché la società Estesa Limited sia posta in condizione di non arrecare più danni ai consumatori, cessando ogni attività diretta ad accaparrarsi degli abbonati in maniera fraudolenta;

se ritenga opportuno intraprendere le necessarie iniziative affinché la società Estesa Limited sia obbligata al rimborso per coloro che, in buona fede, hanno già versato i 96 euro che la stessa aveva loro chiesto con il descritto metodo, oggi riconosciuto commercialmente scorretto;

quali iniziative intenda intraprendere al fine di tutelare gli utenti da siti web che applicano pratiche commerciali ingannevoli e scorrette continuando ad essere veicolo di frodi, truffe, abusi ed appropriazioni indebite a danno dei consumatori e dei cittadini.

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