Polizze dormienti

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08048
Atto n. 4-08048

Pubblicato il 27 luglio 2012, nella seduta n. 778

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

continuano ad arrivare all’interrogante numerosissime segnalazioni di cittadini che lamentano di aver perduto il rimborso della polizza essendo trascorsi due anni dal decesso del parente contraente, i cui risparmi sono stati incamerati dallo Stato senza diritto di riscatto;

da ultimo il caso di una pensionata che, a causa di quanto disposto dal decreto-legge n. 134 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 166 del 2008, si è vista sottrarre l’unica forma previdenziale che le era rimasta, dopo anni di sacrifici e onesto lavoro, ossia le polizze stipulate con le assicurazioni Generali dal marito deceduto nel 2009;

nel caso di specie gli eredi tengono a precisare che da parte di Generali hanno ricevuto solo nel febbraio 2011, in occasione dell’invio dell’estratto conto, un foglio dove si fa riferimento al citato decreto-legge n. 134 del 2008, cioè con ben due anni di ritardo dall’entrata in vigore della normativa e già oltre i termini di prescrizione;

l’interrogante ha presentato tre interrogazioni, che ad oggi non hanno ricevuto risposta, per sollevare il problema relativo al grave danno che stanno subendo i cittadini interessati dalla normativa (atti 4-01806, 4-02910, 4-08024);

considerato che:

il decreto-legge n. 134 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 166 del 2008, ha previsto un allungamento dei tempi per la prescrizione delle polizze vita, da uno a due anni, imponendo contestualmente che, a prescrizione avvenuta, gli indennizzi confluissero all’interno dei rapporti dormienti e non fossero più a disposizione delle compagnie;

con tale normativa i cosiddetti depositi dormienti vanno ad alimentare il Fondo di garanzia per le vittime di frodi finanziarie istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze;

a giudizio dell’interrogante tale normativa perpetua il problema di iniquità di trattamento tra i conti dormienti e le cosiddette polizze dormienti e quello relativo alla possibilità di risveglio dei primi e non delle seconde; invece, un ragionamento diverso deve essere fatto per le polizze vita (sottoscritte ante riforma normativa) in cui la compagnia assicuratrice rinunci a sollevare la prescrizione (prima annuale e ora biennale);

in particolare, le compagnie INA e Poste Vita hanno a suo tempo rinunciato all’applicazione della prescrizione allora annuale a favore di quella decennale, ad esempio nel contratto di Poste Vita si precisa, in merito alla prescrizione, che Poste Vita SpA rinuncia a tale diritto (prescrizione di due anni) e corrisponde il capitale in caso di morte, purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni (termine della prescrizione ordinaria di cui all’art 2946 del codice civile che stabilisce 10 anni di prescrizione per i casi di eredità);

in tal caso dunque, caratteristica propria di dette polizze, in altre parole elemento essenziale del contratto, perché rientrante sia nella sua causa che nel suo oggetto, è quella della rinuncia alla prescrizione per i successivi 10 anni dall’evento: in tale ipotesi, la polizza avrà efficacia, piena e contrattuale per tale termine, a maggior ragione in relazione alla circostanza temporale che la sottoscrizione è avvenuta prima della riforma sui conti dormienti;

la normativa prevista dal decreto-legge n. 134 del 2008 stride con il codice civile (art. 480) laddove è previsto che “il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni”, e il relativo termine di accettazione decorre dal giorno dell’apertura della successione che, ai sensi dell’art. 456 del codice civile, si apre al momento della morte del de cuius,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere al fine di promuovere l’introduzione di una disposizione interpretativa di quanto stabilito dal citato decreto-legge al fine di salvaguardare i cittadini che in buona fede incorrono nel termine di prescrizione perché non adeguatamente informati;

se al Governo risulti, per quanto di competenza, che la banca abbia provveduto ad informare a tempo debito gli interessati delle modifiche normative relative al trattamento della polizza assicurativa, nel pieno rispetto delle regole di trasparenza;

se, alla luce dei numerosi cittadini privati dei propri risparmi a causa di quanto disposto dal decreto-legge n. 134 del 2008, non intenda assumere le iniziative necessarie al fine di organizzare una campagna pubblicitaria continuativa, su tutte le reti pubbliche, di chiara informazione sui termini di prescrizione stabiliti dalla normativa vigente;

a quanto ammonti, ad oggi, la consistenza del fondo vittime delle frodi finanziarie, quale sia stato l’utilizzo fatto finora di queste somme e se non si consideri un vero e proprio esproprio l’accaparramento delle polizze vita che costituisce un danno grave per migliaia di assicurati e dei loro eredi;

quali iniziative urgenti di competenza il Governo intenda assumere al fine di sanare la situazione creatasi con la conversione del decreto-legge n. 134 del 2008, promuovendo l’introduzione di una disciplina organica tra questa norma e la disciplina generale codicistica in tema di successione che permetta ai beneficiari delle polizze assicurative, che non si sono attivati entro i termini di prescrizione (due anni), di incassare quanto loro dovuto;

se non intenda adottare le opportune iniziative al fine di risolvere le problematiche connesse alla devoluzione al Fondo delle risorse derivanti dalle polizze assicurative, attivandosi affinché sia eliminata la discrasia tra il termine a partire dal quale si considerano dormienti i depositi bancari (10 anni) e quello (2 anni), più breve, oltre il quale sono qualificate come dormienti le polizze assicurative;

quali iniziative intenda assumere per sanare una palese ingiustizia a danno di quegli assicurati che si sono sacrificati per accumulare risparmi affinché i titolari di polizze vita vengano informati della futura devoluzione del capitale al Fondo e sia data loro la possibilità di far rinascere la polizza entro un certo periodo, come accade per i conti correnti e i libretti di deposito;

se non intenda, infine, provvedere perché gli aventi diritto possano reclamare i capitali già devoluti (o in procinto di esserlo) al Fondo del Ministero dell’economia e delle finanze.

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