Sportelli bancari-accesso disabili

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08035
Atto n. 4-08035

Pubblicato il 26 luglio 2012, nella seduta n. 777

LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

quattro sportelli su cinque presso le banche, in Italia, sono sbarrati ai disabili, cioè non sono dotati di meccanismi di accesso interni ed esterni, nonostante lo Stato Italiano e le Regioni abbiano introdotto da oltre vent’anni norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche;

l’indagine condotta dall’Associazione Bancaria Italiana relativa all’accessibilità delle strutture bancarie per le persone che necessitano di particolare assistenza ha riportato che il 94 per cento degli istituti rispondenti, che rappresenta il 60 per cento degli sportelli presenti sul territorio sta sviluppando progetti per migliorare l’accessibilità ai servizi da parte dei soggetti disabili; circa il 98 per cento degli istituti (pari al 58 per cento degli sportelli) sta sviluppando progetti specifici per l’accessibilità dei servizi bancomat;

numerose sono le segnalazione di disabili che lamentano di doversi scontrare quotidianamente con le reali difficoltà della società, fra queste le barriere architettoniche che, insieme ad altri ostacoli, negano loro qualsiasi forma di vita indipendente e di inclusione sociale;

ci sono addirittura banche appena ristrutturate che hanno installato i bancomat ad una altezza tale per cui un portatore di handicap non riesce a fare le proprie operazioni, senza l’aiuto di un’altra persona;

considerato che:

oggi, rispetto al tema dell’accessibilità e del benessere ambientale, si registra una generale e accresciuta sensibilità, ma occorre investire ancora molto, anche sul versante culturale, non solo per recuperare il ritardo che si è registrato nel Paese (sono più di quarant’anni che si parla di accessibilità e barriere architettoniche), ma soprattutto per cogliere e valorizzare le nuove domande che scaturiscono da una maggiore attenzione e sensibilità alla qualità della vita e alla vivibilità dell’ambiente;

tuttavia occorre rimarcare come tale compito, derivato da esplicite e vincolanti disposizioni normative a livello sia nazionale che regionale, resti ancora molto lontano dalla sensibilità diffusa di amministratori, tecnici, progettisti e cittadini. Non solo, si assiste spesso a nuove realizzazioni ancora prive delle minimali caratteristiche di accessibilità;

il concetto di accessibilità diffusa, basata sulla considerazione che rendere accessibili spazi e strutture pubbliche non vuol dire solamente abbattere le barriere architettoniche che impediscono l’accesso ai disabili, ma più estesamente significa migliorare la fruibilità di tali spazi per chiunque, è ancora oggi così lontano dalla cultura progettuale nel Paese,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti quanti e quali siano, ad oggi, gli sportelli bancari e bancomat che permettono realmente l’accesso senza difficoltà a tutti i cittadini, inclusi i disabili;

se risulti con quali tempi gli istituti bancari intendono adottare le opportune iniziative volte a migliorare l’accesso in banca da parte della clientela diversamente deambulante;

se il Governo non ritenga urgente intervenire al fine di indurre le banche ad adeguarsi, senza aspettare altro tempo, alla normativa vigente provvedendo alla rimozione delle barriere architettoniche per favorire una migliore qualità di vita ai portatori di handicap;

quali iniziative normative intenda adottare al fine di garantire città meno discriminanti, costituite da cittadini consapevoli di una presenza, largamente rappresentata, di disabili, soggetti anziani, donne e bambini, tutti e tutte portatori di differenti disabilità ma con pari diritti, proponendo la reciprocità del rispetto come base del rapporto umano.

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