Equitalia recapita cartelle pazze agli aquilani

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08096
Atto n. 4-08096

Pubblicato il 2 agosto 2012, nella seduta n. 785

LANNUTTI , MASCITELLI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

agli interroganti risulta che nei territori colpiti dal sisma dell’aprile 2009, L’Aquila e provincia, i contribuenti stiano ricevendo cartelle “pazze” da Equitalia;

si legge in un articolo pubblicato su “Il Centro – L’Aquila” del 1° agosto 2012: «È caos sulle cartelle “pazze” che Equitalia sta inviando ai contribuenti aquilani. Sono oltre 80mila, frutto di un vuoto normativo “enorme”, come denunciano i commercialisti, nella legge di Stabilità 2012 sulla restituzione delle tasse sospese ai terremotati per due anni dopo il sisma. Un salasso dietro l’angolo, su cui commercialisti e tributaristi lanciano l’allarme. “Se non si chiarisce la norma, qui sarà un disastro”, dice il commercialista Luigi Fabiani. Un problema che riguarda tutti i cittadini (lavoratori autonomi o dipendenti, pensionati e imprenditori), che hanno in sospeso un po’ di tutto: dall’Ici alla Tarsu, dalle contravvenzioni stradali ai contributi non pagati all’Inps e all’Inail. Insomma, tasse in senso lato. Le cartelle esattoriali ammontano, in alcuni casi, a decine di migliaia di euro. Così, è capitato che un lavoratore autonomo aquilano – caso che citiamo a titolo di esempio – abbia ricevuto dall’ente riscossore Equitalia una cartella relativa a una somma da pagare di 19mila euro. “Per consentire il rientro dell’emergenza del sisma”, si legge sinteticamente nella cartella, “la ripresa della riscossione avviene senza applicazione di sanzioni e interessi, in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2012. L’ammontare dovuto per ciascun tributo, contributo o carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, è ridotto al 40%”. Salvo poi, due righe più sotto, aggiungere: “La invitiamo a non effettuare, al momento, alcun pagamento”, in attesa di chiarimenti su come fare. Quella cartella è stata notificata il 12 gennaio scorso ed è scaduta il 13 marzo (60 giorni dopo). Dunque è diventata titolo esecutivo. Altro aspetto inquietante è la velocità con cui crescono gli interessi, al ritmo del 10% circa (contro il 2,5-3% applicato dalle banche). Dopo aver detto di non pagare, Equitalia dà al contribuente le istruzioni di pagamento, e avvisa: allo scattare del 61° giorno, la somma da pagare è di 19769,69 euro: quasi mille in più, in un colpo solo. “C’è un vuoto normativo da parte dello Stato”, denuncia Fabiani, che condivide questo problema con i commercialisti aquilani, “vuoto che sta nella norma sulla restituzione delle tasse sospese, che non dice su quali tributi può essere applicata la riduzione del 40% (e a partire da quale data) e su quali no”. Non si tratta di non voler pagare. “Ma qualcuno si prenda la briga di spiegarci come fare”, dice. La cartella presa ad esempio, infatti, ingloba per legge anche “un debito del 2006, quando il sisma non c’era ancora stato, e che non dovrebbe godere della riduzione”, spiega Fabiani. Ma, alla lettera, la legge dice che “ciascun carico iscritto a ruolo è ridotto al 40% anche relativamente ad anni precedenti”. “In questa confusione nessuno si preoccupa di dire cosa si deve pagare e cosa no”, conclude il professionista. “Intanto, spiccacallari (in dialetto aquilano gli esattori delle tasse, ndr) si preparano a pignorare auto e case ai contribuenti che aspettano che Stato ed enti creditori battano un colpo”»;

considerato che:

alla fine del 2011, il Governo Berlusconi concesse dunque alle popolazioni terremotate de L’Aquila di restituire le imposte non pagate con una riduzione del 60 per cento dell’importo totale in 120 rate e per 10 anni, a partire dal gennaio 2012. Come afferma il commercialista Fabiani nell’articolo citato: «”Solo che dimenticò di spiegare quali tributi dovevano godere della riduzione e quali no. Un vuoto normativo che ha generato una “confusione totale”»;

pertanto allo scadere dei 60 giorni di tempo per pagare o per fare un ricorso, scatta la sanzione. Insomma: da una parte, i terremotati ottengono un diritto (la riduzione delle tasse) e, dall’altra, subiscono una riscossione coattiva, che elimina quel diritto;

le persone e le imprese che hanno già ricevuto queste cartelle ora rischiano di vedersi pignorato ogni bene,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

come intenda intervenire al fine di sanare la grave situazione venutasi a creare ai danni dei contribuenti colpiti dal terremoto che si sono visti recapitare da parte di Equitalia cartelle “pazze” con sanzioni ingiuste;

se ritenga corretto il comportamento di Equitalia che nella cartella invita i contribuenti a non effettuare, al momento, alcun pagamento, in attesa di chiarimenti su come fare, e, dall’altra, allo scadere del sessantunesimo giorno applica sanzioni e conteggia interessi spropositati;

se non ritenga doveroso promuovere iniziative normative, nei limiti delle risorse disponibili, per prevedere la possibilità che la sospensione di termini di cui in premessa possa essere prolungata almeno fino a tutta la durata dello stato di emergenza nonché che la ripresa della riscossione dei tributi e dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria non versati per effetto delle disposizioni previste dal provvedimento in esame avvenga senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori.

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