Roma- Pullman turistici in città

 

Mostra rif. normativi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08113
Atto n. 4-08113

Pubblicato il 7 agosto 2012, nella seduta n. 787

LANNUTTI – Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per la coesione territoriale. -

Premesso che:

sono numerose le proteste relative alla congestione del traffico nella capitale causata dai numerosi pullman turistici che la invadono, senza distinzione di quartiere;

scrive “la Repubblica” il 2 giugno 2012 in un articolo intitolato “Bus turistici, città sotto assedio”: «La lentezza è quella delle tartarughe, ma la stazza è di un bisonte. Transitano a passo d’uomo lungo le strade della città, intasano il traffico, si incastrano nei vicoli. E poi sostano più del consentito negli spazi autorizzati costringendo gli altri mezzi al parcheggio selvaggio. Cassa di risonanza del caos provocato ogni giorno dai bus turistici è quel piano pullman varato nell’aprile 2010 dalla giunta Alemanno. Presentato come panacea di tutti i mali, in realtà non ha fatto altro che contribuire all’assedio dei torpedoni in ogni zona della città. Perché se è vero che le regole ci sono, la realtà è che non vengono fatte rispettare. Il risultato è che dal centro alla periferia non c’è area di Roma immune dalla sosta selvaggia dei pullman. “L’emergenza è sotto gli occhi di tutti e dimostra chiaramente il flop di un piano pullman che si è dimostrato inefficace” denuncia Antonella De Giusti, presidente del municipio XVII. Proprio nell’area attorno al Vaticano la situazione è tra le più critiche. “Via della Conciliazione vive costantemente l’assedio dei pullman, con gravi pericoli per i pedoni” sottolinea il minisindaco De Giusti»;

in un altro articolo dello stesso quotidiano, pubblicato il 14 ottobre 2011, si legge che: «”I bus turistici? Non dovrebbero proprio entrare all’interno delle mura aureliane – concorda Viviana Piccirilli Di Capua, dell’Associazione abitanti centro storico -. Occorre “chiudere le porte” a quei bestioni. I Municipi I, XVII e XVIII non dovrebbero mai essere invasi, ma soprattutto i pullman turistici non dovrebbero poter circolare nei giorni dei cortei e delle manifestazioni aggiungendo caos al caos”. Ormai sono dei transatlantici su quattro ruote: andare verso una mobilità sostenibile significa – ribadisce Di Capua – anche fermarli fuori della città storica. E chi si lamenta che così si nuoce all’economia della città per via del turismo, dovrebbe pensare che l’economia passa anche per la tutela dell’ambiente”. Ma i titolari dei torpedoni non ci stanno»;

sempre su “la Repubblica”, in articolo pubblicato il 23 giugno 2011, si legge: «”Un fallimento”. Non usano troppi giri di parole gli agenti della polizia municipale per definire il piano pullman del Campidoglio, un provvedimento che nelle intenzioni della giunta Alemanno avrebbe dovuto mettere ordine nel caos dei pullman turistici. In realtà, il j’accuse del sindacato Ospol traccia un quadro ben diverso della situazione, sottolineando l’inutilità del piano. “Scoppiata l’estate – si legge in una lettera dell’Ospol – è già scoppiato anche il piano bus e tutto il centro storico e le aree intorno al Vaticano sono territori assediati dai pullman turistici che, a fronte dell’acquisto di un titolo di accesso ai check-point sono autorizzati a fermarsi, senza incorrere in sanzioni, nei pressi degli alberghi, dei ristoranti, dei musei e dei monumenti per permettere la salita e la discesa dei passeggeri”. In pratica, in base a quanto previsto dal Comune, i torpedoni prima di entrare in città comprano un pass che permette l’ingresso in aree sensibili, come il I e il XVII municipio. In queste zone ci sono posteggi a tempo in cui l’assessorato alla Mobilità guidato da Antonello Aurigemma ha concesso una sosta breve (massimo 15 minuti) per la salita e la discesa dei turisti. Il problema è che spesso i vigili urbani, già impegnati su decine di fronti (dalla lotta all’abusivismo al traffico), difficilmente riescono a sanzionare i pullman che non rispettano le regole. “I vigili urbani ormai sono costretti a fare da “parcheggiatori” per i bus – attacca il sindacato Ospol – il traffico nel centro storico e attorno al Vaticano è costantemente congestionato dall’accavallarsi dell’arrivo contemporaneo dei bus, soprattutto in aree come il traforo di via Milano e via Marsala”. La richiesta che il sindacato dei caschi bianchi rivolge direttamente ad Alemanno è di “contingentare il numero giornaliero dei pullman turistici che entrano nel centro storico. Ora – dicono – c’è un rilascio indiscriminato di permessi ed è anche assolutamente necessario che il Campidoglio collochi in altri luoghi quei posteggi per i torpedoni che ora si trovano a ridosso dei monumenti e bloccano la circolazione”»;

l’attuale situazione della mobilità turistica della città di Roma è caratterizzata da una pluralità di percorsi che portano alla luce, più che un problema di accesso e di circolazione, un problema di fermata e di sosta dei pullman, oltre alla necessità di sviluppare e razionalizzare i servizi forniti dal settore turistico capitolino, senza portare nocumento alla quotidianità dei residenti;

considerato che da ultimo è arrivata la decisione dell’Assessorato alla mobilità del Comune di Roma di permettere ai pullman turistici di usare le corsie preferenziali. Si legge infatti, sempre su “la Repubblica”, in un articolo del 28 giugno 2012: “È l’ultima trovata dell’assessorato ai Trasporti: complicare la vita ad automobilisti e mezzi pubblici, già alle prese con ingorghi quotidiani, facilitando invece la circolazione dei pullman turistici. Se d’ora in avanti vedrete sfrecciare quei mastodonti a uno o due piani nelle corsie preferenziali, non vi allarmate: è tutto regolare. Autorizzati, con tanto di determina dirigenziale firmata l’11 giugno da Goffredo Camilli, capo del VII Dipartimento, a viaggiare su una serie di carreggiate riservate a bus e taxi in zone strategiche: esattamente in via Ostiense, via di Santa Maria in Cosmedin, Lungotevere Aventino (direzione piazza dell’Emporio), via dell’Amba Aradam (direzione piazza San Giovanni), via Catania, via Ban e via Morgagni, via Gregorio VII. L’ennesima forzatura alle regole e al buon senso firmata dal Campidoglio, che già ci aveva provato – senza successo – con i motorini. Non paghi di poter invadere con la loro stazza piazze storiche e lungoteveri, stazionando per ore nelle vicinanze dei principali monumenti senza che i vigili muovano un dito, i bestioni sputaturisti potranno ora intralciare il passaggio dei mezzi pubblici come se i tempi di percorrenza non fossero da corriera sudamericana e il traffico non esistesse. Tra l’altro, per dare via libera a questo incredibile provvedimento, il Dipartimento Mobilità e Trasporti non solo si è fatto confortare da una fantomatica sperimentazione avviata tra il 2009 e il 2010 (e però fatta passare, chissà perché, sotto silenzio) ma ha per di più ignorato ben due pareri negativi forniti dall’Atac. Consapevole dei suoi problemi, infatti, l’azienda di Via Prenestina si sarebbe detta fortemente contraria al salvacondotto per i granturismo. Ma l’assessore Antonello Aurigemma ha preferito fare orecchie da mercante. “Con l’amministrazione Alemanno del trasporto locale resta ben poco di pubblico: dopo la volontà del sindaco di affidare ad operatori privati la futura gestione della metro C, ora assistiamo all’apertura delle corsie preferenziali ai pullman turistici. Questa decisione finirà per danneggiare il servizio di superficie con una possibile riduzione della velocità commerciale e dei tempi di percorrenza per gli autobus di linea”, denuncia il consigliere Pd Massiliamo Valeriani, autore di un’interrogazione urgente “per sapere quali sono le motivazioni, dal punto di vista trasportistico, che hanno portato a questa decisione: sarebbe importante conoscere, inoltre, il parere di Atac e Roma Tpl sia per valutare possibili ricadute sulla qualità del servizio che un eventuale impatto negativo sulla sicurezza stradale”. È sconfortato, Valeriani: “La confusione e l’incapacità dell’amministrazione Alemanno non conosce limiti: negli ultimi quattro anni non è stato istituito un solo chilometro in più di corsia preferenziale e non si è investito sui corridoi della mobilità. Invece di promuovere e incentivare l’uso del trasporto pubblico, il sindaco favorisce gli operatori privati, continuando nell’opera di deregulation dell’accesso, del transito e della sosta dei bus turistici”,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di indurre l’amministrazione capitolina a rivedere il piano pullman, ponendo un freno al rilascio indiscriminato dei permessi e, di conseguenza, contingentando il numero giornaliero dei pullman turistici che entrano nel centro storico, così da regolare l’accesso, il transito e la sosta dei bus turistici compatibilmente con la fruibilità della mobilità della capitale;

se sia a conoscenza del fatto che il piano definisce le aree di fermata autorizzata per la salita e la discesa dei passeggeri dai bus turistici;

a quanto corrisponda l’accertamento di entrata per l’anno 2011 e quali siano i valori percentuali di attribuzione al Comune e alle società appaltatrici del servizio;

se corrisponda al vero che la maggior parte dei bus turistici non rispetta le regole del piano e i vigili urbani non riescono a sanzionarli;

se ritenga che con il fallimento del piano che avrebbe dovuto regolare l’accesso dei bus turistici nella città e con l’ultima decisione presa dall’Assessorato alla mobilità del Comune di Roma, di permettere ai pullman turistici di usare le corsie preferenziali, si avvantaggino solo gli operatori privati con grave danno per i cittadini;

se e quali iniziative intenda adottare per ripristinare condizioni di sicurezza ed eguaglianza tra i visitatori ed i residenti della città di Roma.

Senza categoria

Leave a Reply