Spending review-Legge Mancia

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08114
Atto n. 4-08114

Pubblicato il 7 agosto 2012, nella seduta n. 787

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

il comma 12-quater dell’articolo 23 della cosiddetta spending review, decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”, introdotto nel corso dell’esame del Senato, reca modifiche all’articolo 33, comma 1, della legge n. 183 del 2011 (legge di stabilità per il 2012), volte, da un lato, ad aumentare la dotazione del Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio per l’anno 2013 da 50 a 90 milioni di euro, e, dall’altro, a diminuire le risorse del Fondo per le esigenze urgenti ed indifferibili destinate per l’anno 2012 ad analoghe finalità di riequilibrio socio-economico e di sviluppo dei territori, che vengono ridotte da 100 a 70 milioni di euro;

in particolare, le modifiche all’articolo 33, comma 1, della legge n. 183 del 2001 sono volte a ridurre da 1.143 a 1.113 milioni il rifinanziamento disposto per l’anno 2012 dalla legge di stabilità al Fondo per le esigenze urgenti ed indifferibili, con riferimento specifico alla quota parte del Fondo destinata al finanziamento di interventi urgenti di riequilibrio socio-economico, ivi compresi interventi di messa in sicurezza dei territori, e allo sviluppo dei territori e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali, di cui all’articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge di stabilità per il 2011. Tale quota si riduce, pertanto, da 100 a 70 milioni di euro;

si ricorda che il Fondo per le esigenze urgenti ed indifferibili è stato istituito dal dall’articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge n. 5 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 33 del 2009, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (cap. 3071). L’articolo 33, comma 1, della legge n. 183 del 2011 ha rifinanziato il Fondo per l’anno 2012 nell’importo di 1.143 milioni per il 2012, prevedendone il riparto tra le finalità indicate nell’elenco 3 allegato alla legge medesima, con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri;

la norma ha, altresì, previsto che una quota pari a 100 milioni di euro sia specificamente destinata al finanziamento di interventi urgenti di riequilibrio socio-economico, ivi compresi interventi di messa in sicurezza dei territori, e allo sviluppo dei territori e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali, secondo quanto già previsto dall’articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge di stabilità per il 2011 (legge n. 220 del 2010). Alla ripartizione di tale quota è previsto che si provveda con modalità diverse rispetto a quanto previsto per il resto delle risorse del Fondo, e precisamente con decreto del Ministro dell’economia, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario;

si osserva che altre norme del provvedimento interessano il Fondo per le esigenze urgenti ed indifferibili, ed in particolare, il comma 18 dell’articolo 7, che definanzia il Fondo per l’anno 2012 di 39 milioni di euro, e il comma 8 dell’articolo 23, che rifinanzia il Fondo per l’anno 2013 di 658 milioni;

inoltre, le misure di modificazione introdotte sono volte ad aumentare da 50 a 90 milioni di euro per l’anno 2013 l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 13, comma 3-quater, del decreto-legge n. 112 del 2008, istitutiva del Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio (cosiddetta legge mancia);

tale articolo ha istituito, presso il Ministero dell’economia (cap. 7536), il Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio, dotandolo originariamente di 60 milioni di euro per il 2009 e di 30 milioni per ciascun anno del biennio 2010-2011, e destinando le relative risorse alla concessione di contributi statali per interventi realizzati dagli enti destinatari nei rispettivi territori, finalizzati al risanamento ed al recupero dell’ambiente e allo sviluppo economico dei territori stessi;

si ricorda che tale fondo è stato successivamente rifinanziato da una serie di disposizioni legislative. Per gli anni 2011 e 2012, il rifinanziamento delle finalità del Fondo è posto a valere sulle risorse del Fondo per le esigenze urgenti e indifferibili, nell’ambito del quale è stata prevista un’apposita riserva, come detto sopra;

alla ripartizione delle risorse e all’individuazione degli enti beneficiari del Fondo è previsto che si provveda con decreto del Ministro dell’economia, emanato in coerenza con un apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari;

il Fondo per interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico e allo sviluppo dei territori e alla promozione di attività sportive e culturali e sociali (istituita con la legge finanziaria del 2010) prevedeva lo stanziamento di 150 milioni di euro da dare ai partiti, 100 nel 2012 e 50 nel 2013. Pertanto per quanto risulta all’interrogante l’articolo in questione compie una sorta di “gioco di prestigio” riducendo di 30 milioni il fondo della legge mancia per il 2012 (cioè da 100 a 70 milioni), ma aumentando di 40 milioni quello per il 2013 (da 50 a 90 milioni). Una sorta di partita di giro da cui saltano fuori 10 milioni in più da spartire;

a giudizio dell’interrogante la cosiddetta legge mancia è uno strumento volto appositamente ad incoraggiare il clientelismo, con contributi a pioggia e mirati ai singoli destinatari che, ad oggi, rappresenta l’ennesima mancanza di rispetto per il “sacrificio” continuo richiesto al popolo italiano. L’impostazione “montiana” del rigore e del sacrificio sociale, cavallo di battaglia dei partiti che giustificano la delega in bianco lasciata nelle mani dell’attuale Governo tecnico, non coincide con il loro modus operandi;

è arrivata la stroncatura senza appello operata dalla Corte dei conti nei confronti della “legge mancia” per gli anni 2009-2011. La Corte pronuncia giudizi molto chiari e inappellabili, tacciando la legge di incostituzionalità e, soprattutto, sostenendo che le finalità del fondo sul quale ogni anno vengono concentrati i finanziamenti da ripartire sembrano fatte apposta per poter farvi rientrare qualunque cosa;

si legge sulla voce “Legge mancia” pubblicata sul sito Internet dell’enciclopedia “Treccani”: «Figlia di questi tempi (…) e di questi Governi, a far sorridere, forse, gli economisti, perché si riferisce a somme modeste, messe a paragone con l’entità del bilancio statale, è la legge mancia. Una leggina nel senso letterale del termine: davvero particolaristica e limitata, “il resto mancia”, “grazie!”. Mentre si stanno per chiudere i giochi della Finanziaria, deputati e senatori, improvvisamente memori del proprio elettorato territoriale di riferimento, cercano di far passare una mancia(ta) di finanziamenti per operine di ristrutturazione che riguardano il campanile della chiesa pievana danneggiato dalle piogge acide, le siepi deperite che cingono il giardino dove sorge lo stabile che ospita la pregiata associazione cittadina dei giocatori di canasta, la terrazza panoramica del Country Club “Vecchie glorie dei reality show”… Proponi che ti proponi, alla fine si ammonticchia una sommetta ragguardevole, agli occhi del comune mortale (548 milioni di euro nel 2004, per esempio): le ipotesi di finanziamenti da spargere per l’Italia dei cento(mila) campanili vengono raccolte e così prende forma il gruzzolo complessivo della mancia, che troverà adeguata collocazione nella legge apposita, recante, in realtà, denominazione ufficiale rigorosamente denotativa, del genere “interventi in materia di programmazione dello sviluppo economico e sociale territoriale”. Viene un po’ di tristezza a pensare che necessità locali di spesa, magari (chissà) giustificabili, debbano infilarsi di straforo in una leggina che trasforma in diritto un atto di carità pelosa – un pezzetto di campagna elettorale dell’onorevole-soccorrevole. (…) Legge che, su sollecitazione di singoli parlamentari, finanzia svariati interventi particolari e limitati, da realizzare sul territorio, venendo incontro in particolar modo alle richieste delle realtà amministrative locali più piccole. Elaborato dalla redazione di “Lingua italiana” del Portale Treccani»;

si legge in un articolo del 13 aprile 2012 pubblicato su “Il Sole-24 ore” che la legge mancia è stata «ideata da Tremonti nel 2003 per evitare l’assedio dei parlamentari alla finanziaria. Dalla fine del 2005 sono piovuti sui collegi dei parlamentari 500 milioni che in mille rivoli e per somme a volte anche di poche migliaia di euro, da qui l’epiteto di “mancia”, hanno finanziato di tutto, nella massima discrezionalità e con controlli minimi. Riapparsa come per incanto, dopo l’abolizione del Governo Prodi nel 2008 da Berlusconi per un importo di 265 milioni ripartito per altre necessità, tra il clientelare e l’amichevole, fino all’ultimo stratagemma, in forma di emendamento all’ultima legge di stabilità licenziata dall’ex maggioranza negli ultimi giorni del Governo Berlusconi, con cui si sono scovati altri 150 milioni per quest’anno e per il 2013»;

sempre dallo stesso articolo si apprende che si è finanziato di tutto con questa legge, dalla scuola della moglie dell’esponente di un partito della ex maggioranza (1.120.000 euro in due tranche, 800.000 e 320.000, nel 2010) all’aeroclub Olbia della costa Smeralda, che ha ricevuto 100.000 euro;

considerato che a giudizio dell’interrogante:

in un momento in cui la credibilità della politica è ai minimi storici, conservare una legge per distribuire favori nei territori, senza ricorrere ad un criterio oggettivo di urgenza e necessità, sia un atto politico molto grave, che dimostrerebbe una volta di più la mancanza di sensibilità nei confronti dei cittadini costretti a fare i conti con una crisi economica profonda;

la finalità di tale spostamento di fondi sembra essere quella di rimandare dal 2012 al 2013 la “spartizione” di denaro dei partiti, in un momento in cui le acque potrebbero essere più calme dal punto di vista finanziario e soprattutto politico,

si chiede di sapere:

quali iniziative intenda adottare il Governo al fine di dare seguito all’impegno assunto con l’ordine del giorno approvato alla Camera relativamente alla destinazione dei fondi della “legge mancia” per il 2012 e il 2013 alle zone terremotate dell’Emilia-Romagna e della provincia di Mantova e Rovigo;

quali iniziative intenda assumere al fine di opporsi, per quanto di propria competenza, a futuri interventi legislativi assimilabili alle cosiddette “leggi mancia”, ponendo fine ad un sistema opaco, che rischia di istituzionalizzare il clientelismo, già condannato dalla Corte dei conti.

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