Accordo Italia-Stati Uniti

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08280
Atto n. 4-08280

Pubblicato il 26 settembre 2012, nella seduta n. 802

LANNUTTI – Ai Ministri dell’interno e dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

nel 2009 è stato firmato l’Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Stati Uniti d’America in materia di cooperazione di polizia nella prevenzione e lotta alle forme gravi di criminalità;

dell’accordo si sono occupati sia “Il Dossier” – rubrica video dell’agenzia di stampa Agenparl – del 21 settembre 2012 sia un lancio della stessa agenzia, dal titolo “Italia-Usa: un accordo anti-terrorismo da 10 mln di euro”, pubblicato il 24 settembre 2012;

il disegno di legge di ratifica dell’accordo è stato varato dal Consiglio dei ministri solo il 25 maggio 2012;

considerato che:

l’accordo prevede la possibilità di interrogare automaticamente gli apparati elettronici dei due rispettivi Paesi per quanto riguarda sia le tracce del dna sia le impronte digitali, mettendo in comunicazione le due banche dati e rendendo più rapidi i tempi delle indagini;

si legge nel citato lancio d’agenzia che “L’accordo costa oltre 10 milioni di euro per le casse pubbliche italiane. La maggior parte dei quali serviranno per l’adeguamento delle infrastrutture hardware e l’aggiornamento del sistema automatizzato per identificare le impronte, nome in codice Afis, fornito dall’americana Hewlett Packard. Purtroppo, si nota nell’appendice dell’accordo, il collegamento con gli Stati Uniti non può essere effettuato sulla rete europea Testa – già funzionante per un sistema di condivisione europeo, l’Eurodac”;

l’affidamento ad Hewlett Packard del sistema automatizzato per identificare le impronte non risulta essere stato deciso tramite gara d’appalto, cosa che avrebbe potuto far risparmiare ingenti somme di denaro;

il coinvolgimento della rete europea ‘Testa’ e del sistema ‘Eurodac’, già funzionante per la condivisione in ambito europeo delle banche dati delle impronte digitali, avrebbe altresì potuto comportare ingenti risparmi al progetto,

si chiede di sapere:

se quanto esposto corrisponda al vero;

quali criteri siano stati seguiti nello scegliere Hewlett Packard per la fornitura del sistema;

quali siano le cause tecniche della non compatibilità del sistema in oggetto con la rete europea “Testa”, già funzionante per un simile sistema di condivisione di impronte digitali, denominato “Eurodac”.

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