Discarica provvisoria Monti dell’Ortaccio

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08275
Atto n. 4-08275

Pubblicato il 26 settembre 2012, nella seduta n. 802

LANNUTTI – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. -

Premesso che:

il Commissario straordinario Goffredo Sottile, in attesa del sito definitivo che Comune, Provincia e Regione devono individuare entro il 31 dicembre 2012 fuori dalla valle Galeria, ha scelto Monti dell’Ortaccio come sito provvisorio della nuova discarica di Roma, autorizzando la società Colari, che fa capo a Manlio Cerroni, a presentare il progetto per realizzare una discarica per il solo rifiuto trattato. Il progetto prevede un impianto di circa 23 ettari, un invaso di 4.800.000 metri cubi e la capacità di abbancare 4.320.000 tonnellate di rifiuti. A giudizio dell’interrogante tali dimensioni e la durata triennale proposta rendono piuttosto dubbio il concetto di provvisorietà;

come si legge sul blog del Movimento 5 stelle, che pubblica il documento approvato dai comitati civici di valle Galeria il 21 settembre 2012, aprire una nuova discarica a soli 700 metri da quella di Malagrotta danneggerebbe ulteriormente un territorio già fortemente inquinato che necessita di immediati interventi di bonifica e di riqualificazione. Inoltre, la sua localizzazione è all’interno di un tessuto urbano composto da 20.000 abitanti;

questi due motivi, che Sottile non sembra considerare degni di nota, hanno portato il precedente commissario Pecoraro a escludere il sito di Monti dell’Ortaccio;

i comitati sostengono ancora che questa discarica è una scelta inutilmente onerosa perché, se fosse veramente interrato solo rifiuto trattato, non servirebbe allestire un sito provvisorio ma basterebbe decidere subito il sito definitivo abilitato a smaltire questa tipologia di rifiuti;

la proposta della Colari che, disattendendo le indicazioni di Sottile, prevede di interrare anche rifiuti biodegradabili, a giudizio dei comitati civici diventerebbe una vera e propria presa in giro qualora si decidesse di non portare i rifiuti tal quali all’estero ma di interrarli a Monti dell’Ortaccio mascherati con un trattamento inadeguato;

in questo caso, la discarica proposta si configurerebbe come una vera e propria nuova Malagrotta, avvalorando ancor di più la sua incompatibilità con un territorio ad elevato rischio ambientale e sanitario come considerato dagli studi Ispra, Arpa e del Servizio sanitario regionale;

considerato che:

si legge ancora sul comunicato che la discarica prevista dal progetto Colari non è solo per rifiuti trattati. Nel progetto depositato si specifica che nella discarica insieme ai rifiuti prodotti dal trattamento di impianti saranno abbancate anche alcune tipologie di rifiuti urbani previsti nel codice CER 20 (rifiuti provenienti da giardini, parchi, strade, spiagge, corsi d’acqua, cimiteri, fosse settiche, fognature, eccetera). Quindi saranno interrati anche rifiuti biodegradabili rendendo la discarica proposta un impianto con potenzialità inquinanti. Per questo il progetto prevede le opere di ingegneria indispensabili per una discarica tradizionale (polder, pozzetti di raccolta del percolato e sistemi di captazione di biogas). Il progetto di una nuova discarica inquinante è inaccettabile anche in relazione alla procedura di infrazione europea per la discarica di Malagrotta a cui è sottoposta la Regione Lazio. Una nuova discarica è incompatibile con i rischi ambientali e sanitari del territorio. L’emergenza ambientale e sanitaria della valle Galeria è dovuta alla presenza di numerose attività inquinanti (discarica, raffineria, termovalorizzatore, gassificatore, cave, eccetera). L’incompatibilità della nuova discarica con il territorio della valle Galeria è affermato nella relazione tecnica svolta dagli ingegneri Moretti e Sorrentino per conto dell’ex Commissario Pecoraro. Tale relazione è contenuta negli atti della Commissione Parlamentare Bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Lazio approvati nella seduta del 3 luglio 2012 nei quali si riporta che l’area in cui è localizzato il sito Monti dell’Ortaccio “presenta un elevato livello di contaminazione e di inquinamento che di per sé costituisce fattore escludente non derogabile” e che il sito “risulta troppo vicino a frazioni e centri abitati significativi che ne determinano l’inidoneità”. Inoltre, gli atti della Commissione riportano la “Valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione residente nell’area di Malagrotta” svolta recentemente dal Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale e dall’Arpa Lazio nella quale si afferma che nella popolazione insediata a ridosso degli impianti i tumori ai polmoni e alla mammella e le patologie a carico degli apparati respiratori e cardiovascolari sono in eccesso e attribuibili all’inquinamento prodotto nei passati decenni dagli impianti industriali presenti nell’area. La relazione degli ingegneri Moretti e Sorrentino compresi tutti gli studi di ISPRA ed ARPA acquisiti in essa e la valutazione epidemiologica del Servizio Sanitario Regionale costituiscono una documentazione importante per considerare la Valle Galeria come un area soggetta ad una grave emergenza ambientale e sanitaria e pertanto non idonea ad accogliere una nuova discarica in quanto bisognosa di bonifica e di riqualificazione. Quindi, non si comprende perché il commissario Sottile senza il supporto di un nuovo studio abbia scelto il sito Monti dell’Ortaccio, nonostante che l’ex commissario Pecoraro con adeguata documentazione ne aveva escluso l’utilizzo;

si apprende dalla lettura dello stesso comunicato che la discarica è localizzata a ridosso di un tessuto urbano di 20.000 abitanti. Le distanze di frazioni e centri abitati dal perimetro del sito di Monti dell’Ortaccio sono: 430 metri da nucleo abitativo di ponte Malnome (abitanti insediati circa 300); 625 metri dal quartiere di piana del Sole dove è anche in corso di attuazione un piano di zona 167 (abitanti insediati e futuri circa 8.000); 660 metri dall’intervento urbanistico di edilizia residenziale pubblica e privata in corso di realizzazione (167 monte Stallonara e programma Pisana Ponte Galeria) che collegano gli insediamenti esistenti di San Cosimato e Spallette (residenti insediati e futuri circa 11.000); 840 metri da toponimo di Santa Cecilia (abitanti insediati circa 700); a ridosso del sito sono inoltre presenti importanti attività agricole. L’ampiezza e la complessità del contesto insediativo descritto e la sua eccessiva vicinanza al sito devono costituire un elemento ostativo alla realizzazione di una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio come del resto aveva già deciso l’ex commissario Pecoraro;

si apprende inoltre che il progetto Colari contiene gravi e inaccettabili lacune. Omette di affrontare problematiche decisive per una attenta valutazione sulla validità della scelta del sito; in particolare: la formazione del laghetto presente nel perimetro della discarica non è avvenuta, come scritto nel progetto Colari, per l’accumulo di acque piovane dovuto alla presenza nel sottosuolo di un ampio strato di argilla che non ne consente lo smaltimento. Il laghetto si è formato recentemente perché gli sbancamenti effettuati hanno intercettato l’acqua della sorgente sotterranea. Si tratta di una sorgente naturale canalizzata in una vecchia condotta romana che alimenta i fontanili presenti nel casale dell’azienda agricola Di Cosimo censito dalle carte dell’agro romano e distante circa 300 metri dal sito della discarica. L’acqua della sorgente viene utilizzata dall’azienda per l’abbeveramento del bestiame e l’irrigazione dei campi e degli orti. Inoltre, nel perimetro del sito è presente anche un secondo piccolo laghetto derivato sempre dalle acque della sorgente. Inoltre, il progetto presentato non fa riferimento agli ultimi studi e indagini di Ispra, dell’Arpa e del Servizio sanitario regionale riportati negli atti della Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, nella relazione approvata il 3 luglio 2012 (Doc. XXIII, n. 11). Questa documentazione è decisiva per effettuare una completa e attenta valutazione dello stato di emergenza ambientale e sanitaria della valle Galeria. Ancora, sui confini del sito, come evidenziato dalle paline di segnalazione dislocate sul territorio, corrono le condotte del metanodotto e dell’oleodotto. La normativa regionale sulla localizzazione delle discariche classifica questi impianti sensibili come importanti impedimenti. (fattori escludenti) per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di nuove discariche. Questa problematica, menzionata dal progetto in riferimento alla normativa regionale non è approfondita in modo adeguato in relazione all’effettiva vicinanza delle condotte;

considerato inoltre che, su un articolo pubblicato dal “Nuovo Paese Sera” il 24 settembre, alla fine della Conferenza dei servizi che si è tenuta lo stesso giorno il presidente del XV municipio, «Gianni Paris, con il verbale della riunione in mano, ha messo in evidenza che “i pareri negativi degli enti locali sono stati “trasformati” in richiesta di informazioni aggiuntive e consegna di osservazioni”» e «”Questo è stato un incontro preliminare di acquisizione dei documenti – tiene a precisare il responsabile unico del procedimento – prenderemo atto delle osservazioni e proveremo a integrare il progetto di Colari come richiesto”. Non c’è stata dunque una valutazione su Monti dell’Ortaccio oggi e per questo bisognerà attendere la prossima riunione»;

sempre dallo stesso articolo emerge che questo risultato lascia tutti i cittadini insoddisfatti,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di intervenire presso i vertici della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma al fine di scegliere subito il sito definitivo, stabilendo tempi rapidi per la sua attivazione, e di scongiurare al più presto la scelta di Monte dell’Ortaccio esprimendo parere negativo nella successiva riunione della Conferenza dei servizi;

se non intenda adottare le opportune iniziative di propria competenza affinché il Comune di Roma persegua gli obiettivi della raccolta differenziata, in particolare quella domiciliare, necessaria per il riuso dei materiali e l’utilizzo di tutti gli impianti autorizzati e realizzati e comunque portare il tal quale residuo all’estero fino a quando non sarà tutto differenziato;

quali iniziative intenda assumere al fine di prevenire ulteriori episodi di inquinamento ambientale garantendo la salute pubblica;

quali misure urgenti di propria competenza intenda attivare per prevenire i fenomeni di mortalità, che si verificano nelle adiacenze delle discariche cittadine in Italia.

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