Project bond -sconto fiscale

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00521
Atto n. 2-00521

Pubblicato il 13 settembre 2012, nella seduta n. 794

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

i project bond sono emissioni obbligazionarie finalizzate alla realizzazione di un progetto i cui rimborsi dipendono dai flussi finanziari che il progetto stesso è in grado di garantire. È uno strumento adatto a coinvolgere capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali, data la riluttanza degli investitori istituzionali a finanziare infrastrutture senza un rafforzamento del merito di credito dei titoli ad esse collegati. Perciò la Commissione europea e la Bei (Banca europea degli investimenti) hanno messo a punto un modello di intervento congiunto basato non su un’unica garanzia, ma sul tranching, in modo da dividere il prestito in più tranches e con diversi gradi di rischio, con la stessa Bei che, facendosi carico della parte più rischiosa, offre la possibilità di aumentare il rating della tranche destinata agli investitori istituzionali e abbassare il costo del bond. Se l’obiettivo è attivare meccanismi rapidi per spingere la crescita dell’economia, i project bond non sembrano lo strumento più adatto almeno per due motivi: sono collegati ad opere pubbliche che richiedono molti anni per essere realizzate; il mercato ha bisogno di tempo per familiarizzare con un nuovo strumento di investimento. Inoltre, occorre considerare che l’eventuale declassamento della Bei da parte delle agenzie di rating potrebbe vanificare in parte il vantaggio di questo schema di condivisione del rischio. Ma l’uso sconsiderato dei project bond potrebbe perfino portare lo Stato a garantire i finanziamenti tramite emissione di nuovo debito pubblico, assicurando ai privati che partecipano ai progetti gli esclusivi profitti rivenienti dalle opere pubbliche;

è quanto ipotizza Giorgio Meletti, in un articolo pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 13 settembre 2012: «Il primo affare con il nuovo sistema è l’autostrada Orte-Mestre, detta anche Nuova Romea: 400 chilometri, 10 miliardi di costo, promossa da una lobby trasversale (…). Già, mentre si festeggia lo sblocco del fondo Salva Stati, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, innesca con animo sollevato la nuova bomba di debito pubblico a scoppio ritardato: una cinquantina di miliardi, stando alle sue rivendicazioni. Già quest’estate è arrivato il project bond: dietro l’inglesorum si nasconde il vecchio sistema di un debito apparentemente privato ma garantito dallo Stato. Adesso l’ultima novità è lo sconto fiscale per le grandi infrastrutture. Il privato che costruirà un’autostrada, un ospedale o che altro, per un valore di almeno 500 milioni, avrà diritto a un credito d’imposta fino al 50 per cento del valore dell’opera, cioè a pagare meno tasse per 250 milioni. Secondo il governo si tratta di incoraggiare i privati a investire in quelle irrinunciabili opere pubbliche che lo Stato non è più in grado di finanziare. A dispetto del governatore Ignazio Visco, che chiede di investire in piccole opere di manutenzione per far ripartire l’economia, Passera e Ciaccia vogliono fare solo quelle grandi e talvolta inutili. E allora avanti con i trucchi contabili, gli stessi che hanno portato l’alta velocità ferroviaria, nata con le stesse premesse (“tutto a carico dei privati”), a pesare per 90 miliardi sullo Stato: circa il 5 per cento del debito pubblico. Per far maturare altro debito a carico dei suoi e nostri figli, Passera può contare sul lavoro del suo vice per le Infrastrutture, Mario Ciaccia, che era con lui a Banca Intesa. Si occupava di costruire fantasiosi progetti detti project-financing, che servono appunto a fare grandi opere in cemento armato fingendo che siano finanziate dai privati. Il meccanismo teorico è questo: costruisco l’autostrada con soldi miei o che prendo in prestito, lo Stato me la dà in concessione per un certo numero di anni, durante i quali, incassando i pedaggi, ripago i debiti. Peccato che in tutti i contratti di questo tipo – sempre segreti – c’è la clausola che garantisce il privato: se il traffico sarà minore del previsto ed egli non sarà in grado di rimborsare le banche, sarà lo Stato a metterci una pezza. Ancora più evidente si manifesta l’imbroglio sulle linee ferroviarie, per esempio la nuova Napoli-Bari. Siccome non c’è abbastanza traffico per ripagarla in termini di mercato, si pensa all’innovativo contratto di disponibilità: il rischio di mercato del privato consisterà nel fare un contratto con le Fs, che si obbligheranno a pagare per qualche decina d’anni un affitto a cifra fissa di quella linea ferroviaria. Che significa un debito a valere sui prossimi decenni. Esempio ancora più chiaro. La nuova sede del comune di Bologna è stata fatta in project-financing: qualcuno l’ha costruita e il comune si è impegnato a pagargli un affitto di 9,5 milioni all’anno per 28 anni. L’opera è costata 70 milioni, il comune apparentemente non ha investito un euro, il patto di stabilità è rispettato, ma di fatto al contribuente è stato accollato un debito di oltre 250 milioni che non figura in nessun bilancio. In questo quadro lo sconto fiscale è un regalo ulteriore ai costruttori e alle banche. Curiosamente la bozza di decreto che circola dice che ne ha diritto solo chi riesce a dimostrare che il suo piano finanziario non sta in piedi. Così, anziché dare cifre di traffico fantasiose come quelle inventate per dire che il Ponte sullo Stretto era un affare, i costruttori e le banche diranno che l’opera è in perdita, giusto nella misura dello sconto fiscale massimo previsto, in modo da prenderselo tutto. Secondo il decreto, infatti, se ne avrà diritto proprio “nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico finanziario”»;

considerato che:

all’interpellante risulta che su alcune linee ferroviarie, ad esempio sulla nuova Napoli-Bari, dove, non essendoci abbastanza traffico per ripagarla in termini di mercato, si pensa di ricorrere all’innovativo contratto di disponibilità, con il rischio di mercato del privato consistente nel fare un contratto con Ferrovie dello Stato, che si obbligherà a pagare per qualche decina di anni un affitto a cifra fissa di quella linea ferroviaria, con debito analogo a valere sui prossimi decenni;

analogamente, per quanto a conoscenza dell’interpellante, anche il project financing per la sede del Comune di Bologna sembra essere stato progettato in modo di affidare la costruzione ai privati, ai quali il Comune si è impegnato a pagare un affitto di 9,5 milioni di euro all’anno per 28 anni e che l’opera è costata 70 milioni di euro, su cui il Comune non ha investito un euro, addossando ai contribuenti l’accollo di un debito di oltre 250 milioni che non figura in alcun bilancio,

si chiede di sapere:

se risponda al vero che il Vice Ministro dello sviluppo economico Mario Ciaccia, già alto dirigente di banca Intesa, si occupava di favorire progetti denominati project financing, che servono alla realizzazione di grandi opere in cemento armato, apparentemente finanziate dai privati;

se risulti rispondente al vero che per costruire grandi e ad avviso dell’interpellante inutili opere in passato si sia fatto ricorso ad alcuni trucchi contabili, che appaiono analoghi all’alta velocità ferroviaria, nata con le premesse che tutto sarebbe stato a carico dei privati; in realtà il ricorso a tali sistemi ha prodotto un debito di circa 90 miliardi di euro sullo Stato, pari ad oltre il 5 per cento del debito pubblico italiano;

se risulti rispondente al vero che il Ministro in indirizzo si avvalga del Vice Ministro delle infrastrutture per realizzare infrastrutture con finanziamenti presi in prestito dalle banche, con la riserva che lo Stato le darà in concessione per un certo numero di anni, durante i quali i concessionari potranno ripagare i debiti, ma con una clausola segreta a garanzia del privato per la quale se, ad esempio, il traffico sarà minore del previsto e il privato non sarà in grado di rimborsare le banche, ne risponderà lo Stato; ciò secondo un sistema che, a giudizio dell’interpellante, farà maturare un ulteriore debito a carico delle future generazione;

se risulti rispondente al vero che siano perfino previsti benefici fiscali come ulteriori agevolazioni a banche e costruttori, nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico-finanziario, e che la bozza di decreto prevede che abbia diritto a tali benefici soltanto chi riesce a dimostrare che il suo piano finanziario non è in equilibrio, così da dare la possibilità a costruttori e banche di definire l’opera in perdita, giusto nella misura dello sconto fiscale massimo previsto, in modo da ottenerlo completamente;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare per ridurre il debito pubblico, invece di aumentarlo di ulteriori 50 miliardi di euro con project financing a misura di banchieri e costruttori, in progetti che garantiscono profitti ai privati ed ulteriori oneri all’intera collettività.

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