Sentenza Consiglio di Stato- LCN

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08244
Atto n. 4-08244

Pubblicato il 20 settembre 2012, nella seduta n. 799

LANNUTTI – Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

il Consiglio di Stato ha deciso con le sentenze del 31 agosto 2012, con le quali si conferma l’annullamento, già deciso dal TAR, della delibera 366/10/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che il regolamento sull’LCN va rifatto. Si legge su “Millecanali.it” del 10 settembre 2012: «Pertanto, per effetto delle citate sentenze, il Regolamento dell’Agcom non è più in vigore. I motivi dell’annullamento sono riconducibili alla violazione, da parte dell’Agcom, dell’art. 11, comma 1, del Codice delle Comunicazioni Elettroniche che prevede il termine di trenta giorni per la consultazione degli interessati e non di 15 giorni come aveva concesso l’Agcom per la consultazione pubblica. Il Consiglio di Stato, al fine di limitare le conseguenze di tale decisione, che porterebbe il sistema televisivo ad una situazione di assoluta confusione, ha raccomandato che, in attesa dell’emanazione di una nuova delibera di regolamentazione, “l’Agcom medio tempore adotti, con l’urgenza del caso, ogni misura transitoria utile allo scopo di consentire l’ordinata fruizione della programmazione televisiva da parte degli utenti e degli operatori del settore”. Le sentenze del Consiglio di Stato sono quattro, in una di queste si ritiene che le numerazioni 8 e 9 debbano essere attribuite (in conformità alle abitudini e alle preferenze degli utenti nella sintonizzazione dei canali) a canali generalisti nazionali (e non musicali); in un’altra si dispone che l’assegnazione dei numeri 7, 8 e 9 ad emittenti nazionali generaliste ex analogiche non sia legittimo. È stato pure ritenuto illegittimo il criterio di assegnazione delle numerazioni alle singole emittenti in base alle graduatorie Corecom. Su questo ultimo aspetto, quello relativo all’adozione di un criterio di assegnazione delle numerazioni alle tv locali, il compito dell’Agcom non sarà certo facile. I dati Auditel sulla pre-sintonizzazione sono fermi al 2005 e stabilire le abitudini e le preferenze di ascolto, che per essere tali devono necessariamente avere una base storica, prendendo come riferimento i recenti dati di ascolto del digitale terrestre può essere fuorviante rispetto alle posizioni ex analogiche. L’Agcom ha infatti provveduto predisponendo in via d’urgenza un provvedimento che proroga l’attuale Piano di numerazione automatica dei canali (LCN) fino all’adozione del nuovo Piano. Quest’ultimo sarà emanato entro 180 giorni a decorrere dall’avvio della consultazione pubblica tra i soggetti interessati. La consultazione pubblica sarà avviata entro i primi giorni di ottobre e sarà affiancata da una nuova indagine conoscitiva sulle abitudini e le propensioni degli utenti, come richiesto dal Consiglio di Stato»;

si legge su “IlGiornale.it” del 2 settembre 2012: «L’emittente di Murdoch contestava l’assegnazione ai suoi canali in chiaro, Cielo e Cielo 2, di posizioni sul telecomando lontane da quelle delle reti “generaliste” di prima fascia, e accusava l’Agcom di comportamenti discriminatori. Una prima sentenza del Tar del Lazio aveva dato già parzialmente ragione a Sky, ed era stata impugnata dall’autority e da alcune delle emittenti che Sky puntava a sloggiare dalla top ten della numerazione. Con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, la filosofia del piano di numerazione (il cosiddetto Lcn) viene ritenuta accettabile: Sky non è stata discriminata, in quanto essendo i canali Cielo “nativi digitali”, essendo nati cioè dopo l’avvento del digitale terrestre, non possono vantare gli stessi diritti dei vecchi canali analogici. (…) il piano Lcn viene comunque annullato per motivi, per così dire, di procedura: la sua approvazione è avvenuta per via d’urgenza, senza concedere alle reti interessate i tempi previsti dalla legge per fare valere le proprie ragioni. Quello che rischia di aprirsi, insomma, è un periodo di caos sui telecomandi degli italiani. A Cielo il piano assegnava i canali 26 e 131, mentre nel suo ricorso Sky chiedeva che le venissero attribuiti canali dello stesso “blocco” delle reti Rai e Mediaset, e comunque non oltre le posizioni 10 e 11. Secondo la sentenza emessa dalla terza sezione del Consiglio di Stato (presidente Lignani, estensore Spiezia) si tratta di una pretesa non fondata. Per assegnare i canali, infatti, l’Agcom doveva tenere conto di una serie di criteri, a partire dalla “garanzia di semplicità d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali” e dal “rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali ed alle emittenti locali”, certificati da un sondaggio Demoskopea. E tra le abitudini degli italiani non possono essere certo ricompresi canali nati nel 2009, dopo l’inizio del passaggio al digitale»;

considerato che:

il canale 8 del LCN è attualmente occupato dalla seconda rete di TIMedia, MTV, che da tempo è diventata quasi del tutto “generalista”. Nel suo palinsesto, infatti, la musica è un aspetto abbastanza marginale, mentre i programmi ospitano telegiornali (o meglio rassegne di notizie) di ottima qualità, sitcom e programmi di intrattenimento tipici della tv generalista. Il suo posto nelle tv musicali è stato preso da “MTV Music” che, giustamente, è collocata al canale n. 67 del LCN;

“Finanza online” scrive: «La gara per La7, l’emittente televisiva che Telecom Italia Media ha deciso di mettere in vendita, entra nel vivo visto che il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il prossimo 24 settembre. Dopo il gran clamore sollevato dall’interesse (non smentito) da parte di Mediaset, oggi circola il nome dei grandi rivali del Biscione, ovvero Sky di Rubert Murdoch. Il gruppo del magnate australiano sarebbe interessato sia alle frequenze televisive sia a La7 e Mtv»;

a giudizio dell’interrogante c’è da augurarsi che tutto questo non porti ad uno smantellamento dell’informazione di quella offerta dalla terza emittente in Italia, ovvero “La7″: una voce da sempre ritenuta affidabile ed obiettiva all’interno del complesso panorama della comunicazione e dell’informazione nel Paese;

la sentenza del Consiglio di Stato su LCN, se applicata dall’Autorità e dal Ministero, a giudizio dell’interrogante, rischia di penalizzare pesantemente, anche abbassandone il prezzo ai fini della sua messa in vendita, La7 e di ledere in qualche forma la pluralità dell’informazione nonché di ridurre lo spazio informativo a disposizione degli utenti,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di vigilare sulla prossima consultazione pubblica indetta relativamente all’adozione del nuovo regolamento, affinché venga considerato un sistema per stilare le graduatorie e assegnare nuovi numeri che possa garantire il pluralismo del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della concorrenza;

se, per quanto riguarda la pretesa del monopolista satellitare di ottenere il n. 9 del LCN per il suo canale digitale Cielo, il Ministro in indirizzo intenda adottare le opportune iniziative di competenza in ordine alla firma del codice di autoregolamentazione Tv-Minori, che Sky ancora disconosce, pur essendo entrata numerose volte nel mirino del Comitato media e minori del Ministero.

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