L’Aquila-truffa case a molla

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08574
Atto n. 4-08574

Pubblicato il 30 ottobre 2012, nella seduta n. 825

LANNUTTI , MASCITELLI – Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

come si legge su un articolo pubblicato su “blitzquotidiano” il 30 ottobre 2012, «Le “molle” messe sotto le nuove case dell’Aquila rischiano di non funzionare. Ossia di non muoversi, in caso di terremoto, come dolci sospensioni per alleggerire l’impatto del sisma sulle nuove case costruite per gli sfollati del sisma 2009»;

scrivono Carlo Bonini e Giuseppe Caporale per “la Repubblica” nello stesso giorno: «Cade l’ennesima quinta del teatro di cartapesta costruito sulle macerie del terremoto dell’Aquila dalla macchina dei miracoli e del consenso di Guido Bertolaso. Almeno duecento degli isolatori sismici a pendolo montati sui pilastri che sostengono i 185 edifici del progetto “C. a. s. e.” (Complessi antisismici eco-compatibili) sono destinati a sbriciolarsi se mai la terra dovesse tornare a tremare come quel 6 aprile di tre anni fa. E quel che è peggio, nessuno è in grado di dire oggi – nemmeno la ditta che li ha prodotti e montati, la società “Alga” – quali strutture esattamente appoggino su quei pezzi fallati. Meglio, costruiti “in frode” alle specifiche che erano state indicate dal bando di gara per l’assegnazione dell’appalto. Una commessa da 7 milioni di euro che vide vincitrici la società Alga (4.900 gli isolatori forniti) e la Fip (2.400). Finanziata in parte dal Fondo europeo di solidarietà. Utile a trasformare una catastrofe in scintillante passerella per un assolo dell’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accompagnato da Bruno Vespa in una memorabile puntata di Porta a Porta, in cui vennero squadernate al Paese le meraviglie, tecnologiche e di comfort, di quelle che sarebbero state ribattezzate “le case a molla”, nuova dimora per 20 mila senzatetto»;

l’Alga era tra gli sponsor del centro di ricerca antisismica Eucentre di Pavia, diretto dal professor Gianmichele Calvi, fedele di Guido Bertolaso, che diresse il progetto “C.a.s.e.”;

Calvi fu condannato, il 22 ottobre 2012, come componente della Commissione nazionale Grandi rischi, e ora è indagato per frode con il proprietario dell’Alga Agostino Marioni;

considerato che a giudizio dell’interrogante:

non è comprensibile come non sia stata presa alcuna decisione relativamente alle responsabilità di Guido Bertolaso, a giudizio dell’interrogante notevoli, ex numero uno del Dipartimento della protezione civile, considerato che, oltre al filone principale sui sette imputati della commissione Grandi rischi, resta ancora aperto il filone d’indagine sullo stesso accusato di omicidio colposo, sempre dalla Procura della Repubblica de L’Aquila;

troppe volte a L’Aquila sono stati violati diritti fondamentali. Questo, a parere dell’interrogante, è successo sia negli ultimi decenni, quando palazzinari e tecnici compiacenti delle autorità locali hanno costruito e autorizzato edifici, compresi grandi edifici pubblici come la casa dello studente, in spregio delle norme antisismiche in una delle zone più sismiche d’Europa, che tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2009, quando alla legittima e umanissima ansia di una popolazione stremata da quattro mesi di scosse si è risposto con una comunicazione che l’interrogante ritiene essere stata improvvisata, imprecisa e scientificamente infondata;

considerato che un scossa di magnitudo 3,6 è stata registrata nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 2012, alle ore 2.52 con epicentro a Preturo, vicino a Coppito, uno dei paesi più colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009,

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere al fine di porre in essere le opportune verifiche per valutare la tenuta di ogni singola struttura ed individuare gli edifici che appoggiano sui materiali “fallati”, non idonei alla loro funzione di isolatori sismici;

quali misure intenda adottare al fine di garantire ai cittadini, che dopo più di tre anni dal sisma sono sempre in attesa di veder rinascere la città de L’Aquila, con il centro storico ancora ridotto in macerie, una ricostruzione che si basi su maggiori e tempestivi controlli evitando che ci si arricchisca sulla vita delle persone quando, come nel caso dell’Alga, si mira al risparmio a discapito della sicurezza degli edifici considerato che un’attenta vigilanza avrebbe permesso di accorgersi della disomogeneità dei materiali usati dalla stessa azienda, evidenziando l’utilizzo di materiali termoplastici non idonei;

se non ritenga necessario provvedere ad un’attenta verifica dell’utilizzazione dei fondi pubblici e della loro corretta destinazione e, di conseguenza, a darne conto con opportuna relazione.

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