Nuove elezioni Regione Lazio

 

Mostra rif. normativi

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08575
Atto n. 4-08575

Pubblicato il 30 ottobre 2012, nella seduta n. 825

LANNUTTI , PEDICA – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’interno. -

Premesso che:

il 28 settembre 2012, con decreto sottoscritto dal Presidente del Consiglio regionale, è stato sciolto il Consiglio regionale del Lazio;

da allora tale organo è in carica solo per l’esame di atti dovuti, urgenti e indifferibili e per garantire l’ordinaria amministrazione fino al momento del voto;

a tutt’oggi, ad oltre un mese dallo scioglimento, non si conosce la data di svolgimento delle consultazioni per le elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione;

considerato che:

il comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale n. 108 del 1968, come modificato dall’articolo 5, comma 1, della legge regionale 13 gennaio 2005, n. 2, stabilisce che “Nei casi di scioglimento del Consiglio regionale, previsti dall’articolo 19, comma 4, dello Statuto, si procede all’indizione delle nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione entro tre mesi”;

il richiamato articolo 19, comma 4, dello statuto della Regione, di cui alla legge statutaria n. 1 del 2004, indica due distinti casi di scioglimento del Consiglio: a) a seguito di mozione di sfiducia (art. 43); b) a seguito di dimissioni volontarie, rimozione, decadenza, impedimento permanente o morte del Presidente della Regione (art. 44);

la mancata differenziazione, nella legge elettorale regionale, della causa di scioglimento ha ingenerato diverse valutazioni circa i termini per l’indizione delle nuove elezioni. Infatti, mentre è largamente condiviso che, quando lo scioglimento avviene per sfiducia politica, il termine di tre mesi per l’indizione delle elezioni debba essere considerato perentorio, non lo è altrettanto quando le cause incidono sulla persona del Presidente. In questo caso, tuttavia, dovrebbe ritenersi valido il principio dell’immediata ricostituzione delle istituzioni regionali, principio che la stessa legge regionale si preoccupa di assicurare consentendo l’effettuazione delle elezioni addirittura “a decorrere dalla quarta domenica precedente il compimento del quinquennio” (art. 3, comma 1, della legge regionale n. 108 del 1968, come modificato dall’art. 5, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2005);

ciò nondimeno, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero” il 6 ottobre 2012, la Presidente uscente della Regione, Polverini, ha dichiarato l’impossibilità di andare a votare entro il mese di dicembre 2012 poiché “ci sono aspetti organizzativi ed economici da valutare” e che andare alle urne così presto è “complicato” perché “questa non è una piccola Regione in cui si può organizzare tutto tanto rapidamente”;

secondo una successiva dichiarazione raccolta dall’agenzia “Italpress” l’8 ottobre 2012, per la presidente Polverini «”ci sono questioni burocratiche, amministrative ed economiche da approfondire”. (…) “Andare alle urne costa 30 milioni e, se votassimo da soli, quei soldi li dovremmo tirare fuori noi: ma serve un bilancio tecnico visto che la copertura per questa spesa non c’è”»;

considerato altresì che:

in base al bilancio annuale del Consiglio regionale del Lazio, le spese necessarie al mantenimento del solo organo legislativo sono pari a circa 346.000 euro al giorno, equivalenti a 10,3 milioni di euro al mese;

secondo stime riprese anche dagli organi di stampa (tra gli altri, il “Corriere della sera” del 10 ottobre e “la Repubblica” edizione di Roma del 26 ottobre), in caso di svolgimento delle elezioni nel mese di febbraio 2013 il costo complessivo per l’erario dell’attuale compagine consiliare salirebbe di ulteriori 41 milioni di euro rispetto a quanto speso fino ad oggi, che diventerebbero 54 milioni di euro se le elezioni si svolgessero il 21 aprile 2013;

ai costi di una Giunta e di un Consiglio che restano in carica nonostante non abbiano di fatto alcun compito da svolgere ed all’inutile prolungamento dell’ordinaria amministrazione in una Regione come il Lazio vanno poi aggiunti i ben più pesanti oneri economici derivanti da un prolungato blocco di ogni iniziativa e decisione ragionevole persino nei delicatissimi settori che attengono alle attività economico-sociali, tanto da far ritenere che nel caso di rinvio del voto oltre la data del 28 dicembre 2012 il “lucro cessante” sarebbe ben maggiore del pur gravissimo “danno emergente”;

se, come afferma la Presidente uscente, da una parte lo svolgimento delle elezioni nella primavera del 2013 comporterebbe un risparmio per la Regione Lazio di 30 milioni di euro, d’altra parte il costo per il mantenimento per vari mesi di un Consiglio ormai inattivo sarebbe pari ad almeno doppio;

valutato inoltre che:

le misure adottate dal Governo al fine di razionalizzare la spesa pubblica e, da ultimo, il decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante “Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012″, finalizzato a favorire la trasparenza e la riduzione dei costi degli apparati politici regionali, nell’obiettivo di assicurare negli enti territoriali una gestione amministrativa e contabile efficiente, trasparente e rispettosa della legalità, impongono un’immediata indizione delle elezioni nella Regione Lazio per far sì che organi regionali dotati di piena legittimità democratica possano adottare le misure conseguenti a porre un freno immediato a sprechi ed usi impropri delle finanze pubbliche a livello locale;

in particolare, dette misure, che in gran parte saranno attuabili nella Regione Lazio solo dopo le nuove elezioni regionali, rendono necessario effettuare quanto prima le elezioni regionali per permettere il completamento del disegno riformatore del Governo;

a questo proposito il comma 3 dell’articolo 2 del citato decreto-legge stabilisce che le disposizioni relative al contenimento dei costi della politica nelle Regioni “si applicano anche alle Regioni nelle quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente della regione abbia presentato le dimissioni ovvero si debbano svolgere le consultazioni elettorali entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”;

considerato infine che:

il 10 ottobre 2012 il Ministro dell’interno Cancellieri, in risposta ad un’interrogazione presentata alla Camera dei deputati (3-02521), in ordine alla necessità che “le elezioni del nuovo consiglio della regione Lazio e del presidente della regione avvengano entro e non oltre il 28 dicembre 2012″, ha espressamente dichiarato che la “sollecitazione sottende un’interpretazione della norma regionale, articolo 5 della legge regionale n. 2 del 2005, secondo la quale il termine di tre mesi ivi indicato con riferimento all’indizione delle elezioni sia in realtà da riferirsi allo svolgimento delle consultazioni elettorali. Siffatta interpretazione potrebbe trovare conforto in una sentenza della Corte costituzionale, la n. 196 del 2003, che ebbe ad esprimersi in tal senso per l’analogo caso della legge regionale dell’Abruzzo”. Anche l’Avvocatura generale dello Stato, ha proseguito il Ministro, “nell’esprimere un parere tecnico al riguardo, ha dato evidenza all’esistenza di questo precedente giurisprudenziale. In effetti l’interpretazione si basa sull’osservazione secondo cui l’interesse pubblico generale richieda che non trascorra un lasso troppo lungo di tempo tra l’intervenuto scioglimento dell’assise regionale e il rinnovo delle cariche elettive”;

il Ministro ha inoltre auspicato “che una decisione così importante [come quella della data delle elezioni regionali in Lazio] possa maturare ed essere adottata dal presidente regionale uscente, che ne ha la piena ed esclusiva competenza, nell’ambito di un sereno e pacato confronto, alieno da ogni forma di strumentalizzazione e che tenga conto di tutti gli interessi che caratterizzano la vicenda”;

in definitiva, il mancato svolgimento delle elezioni entro il termine di tre mesi dalla data di scioglimento dell’assemblea legislativa regionale avrebbe come esito non solo l’irragionevole prolungamento di una situazione di patologica carenza istituzionale, ma inciderebbe negativamente sulla legittima rappresentatività degli organi regionali e quindi sul regolare e pieno funzionamento degli stessi, ad opinione dell’interrogante configurando per ciò stesso una manifesta lesione dell’interesse pubblico generale ed un obiettivo e rilevante danno per l’erario,

si chiede di sapere:

quali opportune iniziative di competenza, sulla base delle circostanze e dei dati segnalati, intenda assumere il Governo al fine di evitare che da un ingiustificato rinvio dello svolgimento del voto per l’elezione del Consiglio regionale del Lazio oltre la data del 28 dicembre 2012 possa derivare un danno all’erario;

quali misure di competenza voglia intraprendere al fine di sollecitare il Presidente della Regione a fissare immediatamente la data delle elezioni che dovranno svolgersi entro dicembre 2012, così ripristinando quelle regole democratiche che a giudizio dell’interrogante la stessa ha cercato in ogni modo di ostacolare.

Senza categoria

Leave a Reply