Lavoratori IDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata)

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03180
Atto n. 3-03180 (con carattere d’urgenza)

Pubblicato il 27 novembre 2012, nella seduta n. 844

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

la situazione della sanità nel Lazio, dopo la gestione della Presidente della Regione Renata Polverini, a giudizio dell’interrogante disastrosa, è arrivata a livelli insostenibili. Si legge in un lancio dell’AdnKronos del 26 novembre 2012: «”Un pressante appello per denunciare la palese violazione del diritto costituzionale alla tutela della salute dei cittadini che si sta per configurare nella Regione Lazio”. Lo rivolgono alle autorità nazionali e locali le Rappresentanze sindacali confederali di categoria, le Organizzazioni sindacali di categoria del personale del Servizio sanitario regionale pubblico e privato accreditato, le Associazioni datoriali dell’ospedalità privata e classificata e dell’ambulatorialità, le Associazioni di rappresentanza dei cittadini, le Rappresentanze industriali di settore. “Per la prima volta, superando differenze e diffidenze storiche”, tutte le voci che sottoscrivono l’appello “si sono unite per denunciare l’imminente collasso della sanità regionale, per proporre appello alle istituzioni ed alle forze politiche, per aprire una stagione di lotta civile, alta per contenuti sociali, determinata a difendere con ogni mezzo i valori della salute e del lavoro, così come affermato nei giorni scorsi dal capo dello Stato”. “Dopo anni di interventi comunque inefficaci, perché privi di un disegno di riassetto razionale – si legge nell’appello – il Sistema sanitario regionale, in tutte le sue componenti sia pubbliche che private, è al collasso ed i Livelli essenziali di assistenza sono a rischio. Oggi, per un non meglio specificato e definito obiettivo di rientro dal debito, sono stati già attuati nel comparto della sanità privata e classificata, e si predispongono nuovi e pesanti ‘tagli lineari’ sia in area pubblica che privata, e contestuali vere e proprie dismissioni di parti del sistema, invano denunciati da più parti, che non risaneranno la sanità, ma la porteranno al definitivo collasso”. “Per le gravi ragioni esposte nel presente appello, e per richiedere una immediata inversione di marcia alla Regione, compresa la proroga dei rapporti di lavoro precario, le rappresentanze, che lo hanno condiviso e proposto, annunciano una conferenza stampa per il 28 novembre alle ore 12.00 presso Enpam – Via Torino, 38 in cui saranno esposte le ragioni della Vertenza per la tutela della Salute dei cittadini laziali, e promuovono un sit-in presso il Palazzo della Regione in Via Rosa R. Garibaldi l’11 dicembre, ed un calendario di mobilitazioni volte ad impedire che l’oscuro e drammatico disegno di tagli e distruzione possa concretizzarsi in palese dispregio dei diritti costituzionali”»;

esistono situazioni di lavoratori che non ricevono lo stipendio da molti mesi, come raccontato dal quotidiano “Il Messaggero” del 18 novembre: «Ancora proteste all’ospedale Idi di Roma. I 1.500 lavoratori dell’Idi, del San Carlo di Nancy e Villa Paola, per la sesta domenica consecutiva sono saliti sul tetto delle strutture per ottenere gli stipendi, bloccati da agosto. “Oggi non siamo a Vicolo del Conte perché ci sono i colleghi sul tetto e non possiamo lasciarli soli”, ha riferito il segretario Ugl Sanità di Roma e Lazio, Antonio Cuozzo. “Da mesi continuiamo a tenere alta l’attenzione su una brutta vicenda – prosegue il sindacalista – nata da una cattiva gestione di un importante patrimonio economico e sanitario e non smetteremo di restare al fianco dei 1.500 lavoratori diretti e dei 300 dell’indotto”. “Siamo qui in rappresentanza di tutti i dipendenti del gruppo Idi Sanità. Non abbandoneremo questo presidio di protesta fino a quando non verranno rese disponibili le somme di denaro che attualmente risultano bloccate e dato seguito al pagamento immediato di tutti gli stipendi arretrati”, si legge nella lettera indirizzata al presidente del gruppo Idi Sanità Vincenzo Boncoraglio dai lavoratori sul tetto dell’istituto di via dei Monti di Creta. I lavoratori chiedono tra le altre cose un “intervento tempestivo del commissario per la Sanità della Regione Lazio Enrico Bondi, affinché venga aperto un tavolo di trattativa alla presenza del Ministero della Sanità e del Lavoro. “Siamo tutti rappresentanti sindacali. È la terza notte che dormiamo sul tetto – spiega uno di loro – e ora siamo in sei. Dai nostri colleghi ci arriva tanta solidarietà, ma fino ad ora dalle istituzioni e dalla proprietà un silenzio assordante”. Uno striscione esposto dai manifestanti recita: “Pronti a tutto”. Anche le due commissioni di inchiesta parlamentari della sanità si stanno occupando della vicenda. Ieri il prefetto Pecoraro si è impegnato per sbloccare sette milioni di euro fermi alla Asl Rm E, per il pagamento degli stipendi dei lavoratori Idi. Su questo i sindacati avevano espresso soddisfazione ma solo parziale, perché i sette milioni non sono ancora sufficienti per 1.500 lavoratori senza retribuzione da tre mesi»;

si legge su “Il Mondo” del 26 novembre 2012: «Questa mattina, alle ore 12, il Consiglio del Municipio 18 Roma Aurelio si riunisce in seduta straordinaria per discutere della situazione dei lavoratori dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) e dell’ospedale San Carlo di Nancy. Entrambe le strutture sanitarie si trovano nel territorio del Municipio 18. La seduta del Consiglio vuole testimoniare ”l’attenzione e la vicinanza dell’istituzione locale alla grave situazione dei lavoratori delle strutture che da oltre tre mesi non percepiscono lo stipendio”. L’iniziativa, concordata con le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori, segue altre manifestazioni di solidarietà che il Municipio 18 ha espresso nelle settimane passate, come il sit in organizzato martedì 20 novembre e la partecipazione del presidente Giannini al corteo del 26 ottobre scorso. Il Consiglio si riunirà alle ore 12 presso la sede del Municipio 18, in via Aurelia 470. ”I lavoratori dell’IDI-San Carlo – dichiara il presidente del Municipio 18 Daniele Giannini – vanno sostenuti in questo momento cruciale per il loro futuro. Lo abbiamo promesso ai rappresentanti sindacali e continueremo a farlo fino ad una conclusione positiva della vicenda. I Consiglieri e la Giunta del Municipio 18 daranno dimostrazione di solidarietà a chi ha reso le due strutture sanitarie un fiore all’occhiello della sanità italiana; un motivo di vanto e una risorsa economica e sociale per i nostri quartieri». Per far fronte alla gravissima situazione di collasso, nei mesi scorsi il Governo ha nominato commissario straordinario Enrico Bondi, il presunto risanatore che nella gestione della Parmalat staccò una parcella da 32 milioni di euro e, dopo aver “risanato” l’azienda di Collecchio, invece di difenderla, ha consentito la cessione ai francesi di Lactalis, compreso un Tesoretto di 1,2 miliardi di euro accumulato nel bilancio;

considerato che a parere dell’interrogante la situazione è anche aggravata dalla scelta della presidente Polverini di non determinare la data delle elezioni regionali,

si chiede di sapere:

quali misure urgenti il Governo ed il commissario straordinario Bondi abbiano messo in atto per intervenire sulla disastrata gestione della sanità nel Lazio, messa in ginocchio già da tempo, alla quale a giudizio dell’interrogante è stato dato il colpo di grazia definitivo dal Presidente della Regione Lazio Polverini, e per tutelare così i diritti e la dignità dei lavoratori e degli utenti dei servizi sanitari;

quale risulti essere la situazione dell’ospedale Idi di Roma, con 1.500 lavoratori dell’Idi, del San Carlo di Nancy e di Villa Paola, che per la sesta domenica consecutiva sono saliti sul tetto delle strutture per ottenere il pagamento degli stipendi, bloccati da agosto;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare per offrire sostegno ai 1.500 lavoratori dell’Idi, del San Carlo di Nancy e di Villa Paola, alcuni dei quali minacciano gesti estremi per richiamare l’attenzione sulla loro situazione.

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