Maire Tecnimont

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08764
Atto n. 4-08764

Pubblicato il 27 novembre 2012, nella seduta n. 843

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

si apprende dalla stampa che non si arresta la flessione di Maire Tecnimont, che ormai rischia apertamente un test del minimo storico;

il management della Maire Tecnimont, oltre ad aver fatto perdere il 90 per cento dei risparmi agli azionisti, avrebbe avuto comportamenti omertosi e contraddittori nella gestione dei conti e nei bilanci della società;

il titolo, da maggio 2011, ha effettuato degli sbalzi illogici, e con operazioni short fatte dalla medesima dirigenza. Alcune perdite sarebbero state elevate senza un minimo di dettaglio; in particolare durante l’anno, dopo aver detto che erano state ripianate, sarebbe poi stato registrato il loro aumento, senza che ne fossero date comunicazioni periodiche agli azionisti;

il presidente della Maire Tecnimont è il dottor Fabrizio Di Amato che detiene il 65 per cento del pacchetto azionario; un’altra società, che ha il 4 per cento circa, risulta formata dal suo amico Giovanni Malagò;

la Maire Tecnimont fino ad aprile 2011 capitalizzava circa 300 milioni di euro ed aveva un valore in borsa che oscillava fra 3,20 e 3,70 euro;

a maggio, poco prima che uscissero i dati di bilancio, il titolo ebbe un crollo del 40 per cento circa, poi, dopo l’uscita dei dati, la discesa continuò fino ad arrivare a circa 1,20;

recentemente hanno fatto una conferenza nella quale, a quanto risulta all’interrogante in fretta e furia, hanno fatto presente che fatti imprevedibili hanno obbligato la società a fare degli accantonamenti e perciò, come già da un anno qualcuno suggeriva, sarà opportuno disporre un aumento di capitale;

è del 15 novembre 2012 la notizia, riportata ad esempio da “Economia web”, secondo la quale «Il gruppo Maire Tecnimont ha varato un piano di riorganizzazione finanziaria con riscadenziamento del debito e aumento di capitale dopo conti ancora pesanti: nei primi sei mesi dell’anno la perdita è stata di 157 milioni (in peggioramento del 15% rispetto allo stesso periodo 2011), con ricavi in calo del 18% a quota 1.661 milioni. La posizione finanziaria netta è negativa per 117 milioni»;

un aumento di capitale farà ulteriormente diluire il valore del titolo, chiedendo poi ulteriori soldi agli azionisti;

a conferma di ciò la notizia riportata da “Teleborsa” il 16 novembre: «L’ufficializzazione dell’aumento di capitale e la ristrutturazione del debito, annunciate ieri, continuano a pesare sul titolo Maire Tecnimont. Le azioni, infatti, al momento in asta di volatilità mostrano un ribasso teorico dell’11,81% a 0,3899 euro»;

si legge a questo proposito su “soldionline”, in un articolo apparso il 19 novembre: «Gli esperti di Mediobanca hanno deciso di abbassare da “neutrale” a “underperform” (farà peggio del mercato) la loro raccomandazione su Maire Tecnimont, la cui valutazione viene tagliata da 0,98 a 0,25 euro per tenere conto anche dell’aumento di capitale recentemente annunciato. Per gli analisti di Piazzetta Cuccia la situazione della società è “drammaticamente peggiorata”»;

risulta all’interrogante che dopo 10 giorni ancora non è stato precisato come sarà strutturato questo aumento di capitale, e non hanno parlato nemmeno di un misterioso nuovo socio strategico. Nel frattempo, la situazione è ulteriormente peggiorata per i piccoli azionisti e risparmiatori ingannati dalle false notizie, o meglio dalle mancate notizie da parte del management, e così sotto silenzio stanno dando, a giudizio dell’interrogante, la possibilità al dottor Di Amato e Malagò di fare degli ulteriori artifizi con le banche complici;

considerato che a fine febbraio 2012, quando già tutti sapevano in quali acque navigava la società, Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno erogato un finanziamento a breve a 18 mesi revolving di 150 milioni di euro,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere affinché non siano i risparmiatori a pagare personalmente per la leggerezza ed il mancato senso di responsabilità di coloro che possono aver condotto gestioni scellerate del gruppo, a cui numerosi cittadini hanno dato fiducia con i loro investimenti credendo nella robustezza della società;

quali azioni intenda porre in atto, nell’ambito delle proprie competenze, per garantire il rispetto e la verifica costante della correttezza, trasparenza, compiutezza e tempestività delle comunicazioni delle società al mercato;

se sia a conoscenza di interventi delle autorità competenti alla vigilanza e quali siano stati i risultati;

se non ritenga necessario farsi promotore di iniziative legislative, tese a definire meglio le responsabilità delle autorità di controllo in ordine alla gestione delle controllate, al fine di garantire l’efficienza e la trasparenza dei mercati, che a giudizio dell’interrogante la Consob troppo spesso non è stata in grado di assicurare;

quali risultino essere le garanzie fornite dalla Maire Tecnimont, una società da anni in perdita, a Unicredit e Intesa Sanpaolo per ottenere il finanziamento descritto proprio in questo periodo di totale credit crunch, in cui le banche da una parte non erogano crediti alle piccole medie imprese e ai cittadini, mentre dall’altra finanziano una società che avrebbe circa 300 milioni di deficit, con una posizione finanziaria netta negativa, e con Mediobanca che sostiene che la stessa avrebbe bisogno di un aumento di capitale.

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