Mozione INAIL

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00724
Atto n. 1-00724

Pubblicato il 29 novembre 2012, nella seduta n. 846

LANNUTTI , MUSI , MORRI , PASSONI , DEL VECCHIO , PIGNEDOLI , CASTRO , DE ECCHER , BEVILACQUA , VIESPOLI , SPEZIALI , CARLINO , NEROZZI , MASCITELLI , DE TONI

Il Senato,

premesso che:

l’articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153, stabilisce che gli enti pubblici che gestiscono forme di previdenza e di assistenza sociale sono tenuti a compilare annualmente il piano di impiego dei fondi disponibili, precisando le percentuali da dedicare alle diverse tipologie di investimento e prescrivendo che i piani di impiego siano presentati, entro 30 giorni dalla data di inizio dell’esercizio cui si riferiscono, al Ministero del lavoro e politiche sociali ed alle altre amministrazioni vigilanti, per le necessarie approvazioni;

l’articolo 40 della legge n. 119 del 1981 ha stabilito che non possono essere mantenute presso aziende di credito disponibilità a qualsiasi titolo per un importo superiore ad una data percentuale (inizialmente 12 per cento successivamente modificata al 3 per cento) delle entrate previste dal bilancio di competenza o superiori ad uno specifico tetto fissato con decreto ministeriale, con l’obbligo di versare le eccedenze in appositi conti correnti infruttiferi aperti presso le tesorerie dello Stato; successivamente la legge n. 720 del 1984 istitutiva della tesoreria unica ha confermato tale disposizione per tutti gli enti elencati nella tabella B, nella quale è inserito anche l’Inail;

il patrimonio mobiliare dell’Istituto ha evidenziato nel tempo una forte crescita nei valori nominali dei titoli per effetto della capitalizzazione dei proventi derivanti dalla gestione dinamica, con evidente eccedenza rispetto al plafond stabilito. In conseguenza di ciò il Ministero del lavoro con nota del 24 maggio 2004 ha contestato formalmente la possibilità per l’Istituto di possedere titoli oltre il plafond detenibile al di fuori della tesoreria, invitandolo ad avviare un piano di rientro graduale;

in adesione a tale invito, si è avviato il piano di rientro sulla scorta del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 4 agosto 2005, che ha autorizzato l’istituto a detenere presso le aziende di credito e Poste italiane SpA disponibilità per un importo complessivo non superiore a 260 milioni di euro, anche sotto forma di operazioni finanziarie, ed ha invitato l’ente, entro 6 mesi, ad adeguarsi al plafond attraverso lo smobilizzo dei valori mobiliari in eccedenza;

dal limite sono stati esclusi gli investimenti in titoli di Stato il cui importo complessivo in valore nominale di 684 milioni di euro, rilevato al 31 maggio 2005, avrebbe potuto subire variazioni solo previo accordo con il Ministero dell’economia;

alla luce di quanto sopra, si rappresenta che la liquidità presente sui conti correnti aperti presso la tesoreria centrale dello Stato al 15 ottobre 2012 è pari a 19.767.601.917 euro;

l’entità delle somme liquide detenute dall’Inail è stata più volte oggetto di rilievi critici da parte della Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, che da ultimo nel corso della seduta del 17 ottobre 2012 ha ravvisato la necessità di individuare soluzioni atte a ripensare la destinazione infruttifera delle stesse, attribuendo all’ente una parte di autonomia gestionale in materia di investimenti patrimoniali, al fine di incrementare sia l’attività di studio e prevenzione che la soglia di sicurezza delle riserve tecniche;

l’articolo 7 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, nel sopprimere Ispesl e Ipsema con l’attribuzione delle relative funzioni all’Inail, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi, ha creato le condizioni per l’istituzione di un unico polo della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo altresì di consolidare e centralizzare l’attività di studio e prevenzione,

impegna il Governo:

1) ad assumere iniziative, anche di carattere normativo, che, in coerenza con il disposto di cui all’articolo 55 della legge 9 marzo 1989, n. 88, secondo cui l’Inail «adempie alle funzioni attribuitegli con criteri di economicità e di imprenditorialità, (…) realizzando una gestione del patrimonio mobiliare ed immobiliare che assicuri un idoneo rendimento finanziario», prevedano lo svincolo di una quota delle somme dell’Inail depositate sui conti infruttiferi in tesoreria, attualmente pari a circa 19,8 miliardi di euro, anche al fine di valutare, sul versante prestazionale, la possibilità di utilizzare quota parte dei depositi infruttiferi per rideterminare gli importi delle prestazioni erogate dall’Istituto in termini di maggiore adeguatezza;

2) a definire degli indirizzi specifici per l’ente in materia di investimenti immobiliari e mobiliari che, nell’ambito della mission istituzionale, ne configurino ulteriormente l’azione anche in termini di utilità e crescita economica per il sistema Paese;

3) sul versante dei premi, a valutare la possibilità di procedere all’aggiornamento delle tariffe vigenti al fine di conseguire una riduzione degli oneri a carico dei datori di lavoro, esigenza tanto più sentita nell’attuale fase di crisi economica;

4) a preservare l’attività istituzionale dell’Inail, individuando nell’ambito delle generali politiche di riduzione della spesa per il comparto pubblico specifiche soluzioni atte a valorizzare in particolare l’attività di ricerca dell’Istituto, prevedendo altresì che siano mantenuti adeguati livelli di dotazione organica del personale, già nell’ultimo quadriennio oggetto di riduzioni per effetto di successive disposizioni legislative, anche al fine di evitare la necessità di procedere a ridimensionamenti dei servizi a disposizione degli utenti.

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