Cashpoint spa-raggiro consumatrice

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08894
Atto n. 4-08894

Pubblicato il 19 dicembre 2012, nella seduta n. 856

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -

Premesso che:

è giunta all’interrogante la segnalazione di un raggiro di cui sarebbe stata vittima una consumatrice;

in particolare la signora, in data 3 ottobre 2011, si sarebbe recata in una boutique di Roma, per l’acquisto di un abito. Al momento di saldare, le sarebbe stata proposta, senza alcuna informazione al riguardo, una modalità di pagamento che comportava la cessione irrevocabile e permanente del credito per tutti gli acquisti eventualmente effettuati presso l’esercente commerciale in favore della Cashpoint SpA;

ciò sarebbe avvenuto mediante sottoscrizione di un cedolino allegato allo scontrino fiscale. La consumatrice sarebbe stata informata solo successivamente dalla propria banca, Banca Popolare di Spoleto, di una richiesta di autorizzazione di addebito permanente in conto corrente da parte di CashPoint Srl (dunque, peraltro, una ragione sociale diversa rispetto a quella individuata dal cedolino allegato allo scontrino fiscale);

la signora avrebbe effettuato dei controlli dai quali sarebbe emerso che CashPoint Srl (dunque la società che aveva presentato la richiesta di pagamento alla banca) era stata cancellata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dall’elenco di cui all’art 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo n. 385 del 1999 (TUB) sin dal 5 agosto 2011 (e dunque ben tre mesi prima della sottoscrizione della cessione di credito in questione); pertanto, al momento in cui alla consumatrice era stata proposta la cessione, la CashPoint Srl non avrebbe potuto operare legittimamente sul mercato del credito, in quanto la stessa non risultava più iscritta nell’apposito elenco;

la Cashpoint SpA, interpellata sulla questione, non avrebbe mai fornito risposta;

a quel punto la signora avrebbe interpellato la Banca d’Italia inviando una nota in data 25 giugno 2012. Quest’ultima avrebbe omesso di rispondere a quanto richiesto, limitandosi a segnalare che, dal 1° novembre 2011 (e dunque successivamente a quanto accaduto ed oggetto di segnalazione), il servizio oggetto di esposto era erogato da Cofidis (a parere dell’interrogante non risulta chiara l’attinenza della risposta con la vicenda);

la Banca d’Italia, dunque, soggetto deputato alla vigilanza, informata dell’esercizio di attività abusiva da parte di una società cancellata dall’elenco in gestione alla stessa Banca d’Italia, avrebbe omesso non solo di fornire un qualsiasi chiarimento alla consumatrice, ma altresì di intraprendere qualunque indagine sulla vicenda, qualunque intervento volto a inibire, per il futuro, il perpetrarsi di simili episodi da parte della stessa società e qualunque segnalazione alle autorità giudiziarie per quanto di competenza;

considerato che l’art. 106 del TUB (“Albo degli intermediari finanziari”) sancisce: «1. L’esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma è riservato agli intermediari finanziari autorizzati, iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia. 2. Oltre alle attività di cui al comma 1 gli intermediari finanziari possono: a) emettere moneta elettronica e prestare servizi di pagamento a condizione che siano a ciò autorizzati ai sensi dell’articolo 114-quinquies, comma 4, e iscritti nel relativo albo, oppure prestare solo servizi di pagamento a condizione che siano a ciò autorizzati ai sensi dell’articolo 114-novies, comma 4, e iscritti nel relativo albo; (…) 3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, specifica il contenuto delle attività indicate nel comma 1, nonché in quali circostanze ricorra l’esercizio nei confronti del pubblico»;

considerato che, a giudizio dell’interrogante, sarebbe opportuno dare notorietà a come le autorità preposte alla vigilanza e al controllo intendono garantire i consumatori da pratiche di abusivo esercizio del credito,

si chiede di sapere;

se il Governo sia a conoscenza di un intervento della Banca d’Italia riguardo alla situazione descritta;

quali misure urgenti di propria competenza intenda attivare per porre fine a fenomeni di sciacallaggio che sfruttano la buona fede dei consumatori per trarre vantaggi e profitti.

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