Chiusura ufficio postale di Canale, frazione di Orvieto

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08895
Atto n. 4-08895

Pubblicato il 19 dicembre 2012, nella seduta n. 856

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa (si veda, ad esempio, “Corrieredell’Umbria.it” del 9 dicembre 2012) che Poste Italiane SpA ha stabilito la chiusura dell’ufficio postale di Canale, frazione di Orvieto;

risulta all’interrogante che il sindaco Antonio Concina avrebbe fatto, tramite propri canali, un’accorata richiesta all’azienda per scongiurare la soppressione dell’ufficio postale in questione;

considerato che:

oggi gli uffici postali rappresentano ormai l’unico servizio pubblico rimasto nei luoghi marginali, interni e disagiati, particolarmente necessario alle fasce più deboli e anziane della popolazione;

Poste Italiane, con la sua reiterata politica di tagli, riduzioni e soppressioni, non sembra ormai più in grado di mantenere i principi di universalità del servizio postale, sanciti dalle direttive europee e finanziati dello Stato;

a giudizio dell’interrogante sarebbe da rivedere complessivamente il ruolo di assoluto monopolio rivestito oggi da Poste Italiane;

recentemente Orvieto è stata oggetto di una pesante alluvione che ha comportato esondazioni e frane in tutta l’Umbria, specie nel versante occidentale. Precipitazioni record che hanno messo in ginocchio parte della regione e che non si manifestavano così intense da 50 anni;

numerosi sono stati gli sfollati nell’orvietano e in altri luoghi della regione. Decine di famiglie non hanno potuto far rientro in casa,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che la decisione di Poste Italiane comporti un pesante disagio ai tanti cittadini che saranno costretti a spostarsi in macchina e percorrere chilometri, magari a volte anche su strade non sicure, per raggiungere il più vicino ufficio postale, con la conseguenza inevitabile di un sovraffollamento degli uffici già esistenti che di certo non spiccano per efficienza;

quali iniziative di competenza intenda assumere per promuovere, da parte di Poste Italiane, la revisione della decisione di chiudere l’ufficio di Canale al fine di non penalizzare i residenti interessati, lasciandoli isolati, e dando così un segnale di solidarietà in questo momento tragico post alluvione, in cui i segni della calamità sono ancora vivissimi nel territorio orvietano;

se non ritenga urgente e doveroso, in un momento di crisi come quello che sta attraversando il Paese, con manovre “lacrime e sangue” che costeranno 2.103 euro all’anno a famiglia, con imposte, tasse e ulteriori oneri tributari a carico delle famiglie, destinati ad aumentare, intraprendere le opportune misure al fine di procedere ad un taglio della spesa pubblica, a partire dagli sprechi e dalle spese inutili, garantendo comunque i servizi pubblici essenziali.

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