Inps-Mastrapasqua-Corte dei Conti

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00559
Atto n. 2-00559

Pubblicato il 20 dicembre 2012, nella seduta n. 857

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

la Corte dei conti, secondo quanto si apprende dalla stampa (si veda “scip2pregio.it”), ha bocciato la gestione dell’Inps di Antonio Mastrapasqua. La sezione di controllo sugli enti della Corte dei conti, approvando con la delibera n. 91 del 5 novembre 2012 la relazione del magistrato Antonio Ferrara sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria 2011 dell’Istituto, boccia l’Inps di Mastrapasqua sulla gestione del patrimonio immobiliare. Il valore del patrimonio immobiliare rispetto al 2010 è rimasto pressoché invariato (1,8 miliardi di euro);

sul sito citato si legge: «In via di estrema sintesi può ribadirsi che dopo il sostanziale fallimento di Scip 2 e dopo il riacquisto nel 2009 dei restanti immobili cartolarizzati da parte dell’Istituto, l’attività di valorizzazione e dismissione, sia per l’intervento di disposizioni che hanno mutato strategie e adempimenti, sia per i vincoli normativi connessi alle unità ex cartolarizzate che ha inciso pesantemente anche sul livello dei rendimenti (…). Risulta in particolare interrotto il percorso, avviato nel 2010, di costituzione di uno o più fondi immobiliari ad apporto privato – tra l’altro condizionato alle attività di ricognizione e valutazione, ancora in corso, affidate alle Agenzie del Territorio e del Demanio – mirato anche alla unificazione dei rapporti frazionati tra diversi soggetti esterni per i servizi di gestione. Tra le principali questioni di fondo – anche sul piano normativo e in gran parte irrisolte – permangono: la certezza sull’obiettivo prioritario finale della dismissione, rispetto a quello, solo secondario e transitorio, della valorizzazione; la scelta dello strumento della valorizzazione, in via diretta o mediante fondi di investimento (quest’ultima confermata per l’INPS dal D.L. n. 95 convertito dalla Legge n. 135 del 2012); la revisione dei vincoli normativi sugli immobili cartolarizzati per agevolarne la vendita. In ragione delle difficoltà sottolineate dall’Istituto hanno subito una ulteriore contrazione le vendite, ridotte a 11 unità residenziali (per un controvalore di 1,2 mln di euro) e 27 commerciali (5,8 mln), rispetto alle quasi 400 unità complessivamente dismesse nel 2010 e 570 nel 2009. La gestione ordinaria del patrimonio da reddito continua a registrare perdite: gli importi, stabilizzati intorno ai 10 mln di euro nel biennio 2008/2009, salgono a oltre 55 mln nel 2010 e scendono a 33,7 mln nel 2011, con aumento sensibile e costante nel biennio 2010/2011 delle spese di “conduzione, ammortamenti e costi diversi”. Dopo i ripetuti solleciti in sede di controllo, sul rispetto delle norme sui contratti e dei criteri di trasparenza e concorrenza, è cessato l’anomala concessione di proroghe per circa un biennio dei contratti scaduti per la gestione degli immobili: le procedure di gara, pervenute alla aggiudicazione nel mese di giugno 2012, risultano peraltro in contestazione”. La Corte dei Conti ha criticato anche le troppe consulenze esterne (Kpmg) affidate dall’Istituto e ha invitato il Governo (…) a “correggere le eccessive concentrazioni di potere nel vertice monocratico”»,

si chiede di sapere:

se dopo la bocciatura della Corte dei conti il Governo non ritenga doveroso promuovere la revoca degli incarichi ad Antonio Mastrapasqua, che, a parere dell’interrogante, oltre a gestire l’Inps con criteri dubbi, mette a repentaglio la stabilità dell’Istituto anche sperperando ben 60 milioni di euro in pubblicità e propaganda, per effettuare un controllo ferreo sull’informazione;

se, come evidenziato dalle condivisibili critiche della Corte dei conti, le troppe e clientelari consulenze esterne, già stigmatizzate dall’interrogante in precedenti atti di sindacato ispettivo, come l’affidamento in appalto alla Kpmg di funzioni delicate, compreso il trattamento di dati sensibili, a giudizio del Governo non mettano a rischio la privacy di lavoratori e pensionati iscritti all’Inps;

se, atteso il pesante rilievo della Corte sulla necessità di correggere le eccessive concentrazioni di potere nel vertice monocratico dell’Inps, non debba provvedere con urgenza a promuovere la decadenza di Mastrapasqua dalla carica e dall’esercizio delle funzioni.

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