Intervento in Aula al Senato sulla Legge di Stabiltà

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 856 del 19/12/2012

Discussione congiunta dei disegni di legge:

(3585) Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

(3584) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) (ore 15,09)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, signori del Governo, siamo chiamati all’ultimo atto del Governo Monti sulla legge di stabilità e sul bilancio ma, a tredici mesi dal suo insediamento, è giusto e doveroso tracciare un bilancio del Governo tecnico, non su basi di contrapposizione ideologica, ma nel merito.

Presidenza del vice presidente NANIA (ore 16,37)

(Segue LANNUTTI). Dico subito che personalmente apprezzo la riconquistata credibilità internazionale dell’Italia, diventata lo zimbello del mondo all’ultimo vertice del G20, il 3 novembre 2011; ma le misure e le politiche economiche adottate per far uscire il Paese dalla crisi sono state a senso unico, a danno di lavoratori, famiglie, piccole e medie imprese, pensionati, per avvantaggiare quei convitati di pietra, ben rappresentati nell’Esecutivo, che non si sono distinti per lungimiranza e capacità di dare soluzione ai drammi del Paese ma, al contrario, li hanno aggravati.

L’ultimo capolavoro: il Ministro dello sviluppo economico ha rimandato a babbo morto l’asta sulle frequenze e, invece di creare occasioni di lavoro, sviluppa disoccupazione e falcidia posti di lavoro. Mi riferisco ai bandi regionali per l’assegnazione delle frequenze agli operatori di TV locali: televisioni storiche, con oltre vent’anni di operatività, sono fatte fuori da bandi di gara su misura, gestiti da tale Sambuco, sodale del piquattrista Bisignani; bandi accusati già in precedenza di scarsa trasparenza; bandi farsa, con la finalità di avvantaggiare amici degli amici ed escludere altri, mettendo in mezzo a una strada centinaia di giornalisti e operatori TV.

Vi siete distinti, signori del Governo, per essere stati al servizio di cricche, faccendieri e piquattristi di complemento, per fare carta straccia dei diritti e della legalità. Anche questo testo è manchevole da questo punto di vista. Stiamo discutendo non si sa bene che cosa, perché ancora non c’è il maxiemendamento. Di cosa discutiamo? Comunque, per quel che è dato sapere, all’interno ci sono emendamenti fatti ad uso e misura della CONSOB di Vegas, l’uomo dalle porte girevoli, che ha stabilizzato i suoi compari e i suoi compagni di merende.

Con riferimento all’emendamento Caputi, proprio oggi – do la notizia – la Procura della Repubblica di Milano ha condannato i banchieri per i derivati che erano stati appioppati (l’Adusbef era parte civile): ebbene, la Procura ha sconfessato le tesi di questo Vegas, questo uomo dalle porte girevoli che, essendo asservito ai banchieri, sostiene che le tesi probabilistiche non debbano sussistere nel momento in cui si sottoscrive un contratto di derivati.

Signori del Governo, già nel provvedimento Salva-Italia, o Salva-banche se preferite, avevate imposto l’obbligo di apertura di conto corrente ai vecchi per farli cadere nelle grinfie dei banchieri che hanno strozzato il Paese e che hanno deteriorato le condizioni creditizie, di quei banchieri che rifiutano perfino di dare un mutuo ai giovani con fior di garanzie dei genitori garanti (- 47 per cento erogazione dei mutui) o revocano i fidi, con un preavviso di 24 ore ad aziende e famiglie stremate dalla crisi che non appartengano al “sistema Ligresti” (2,5 miliardi di buco). Alla povera gente non vengono dati nemmeno 10.000 euro!

Mentre corrono prezzi e tariffe, con un gravame di ben 2.200 euro a famiglia su base annua, cresce il disagio sociale, con un incremento dei pignoramenti ed esecuzioni immobiliari del 22,8 per cento (negli ultimi anni una città di 100.000 abitanti è sparita, cancellata dalla faccia della terra), a fronte del 5,2 per cento nel 2011. Con retribuzioni ferme, perdita del potere di acquisto e pressione fiscale arrivata ai limiti della decenza, voi impiegate i 24 miliardi di euro di tributo IMU per salvare banche in crisi o per il fondo salva Stati (+ 50 miliardi). Le signore banche, che nel 2011 avevano registrato perdite per 23,1 miliardi di euro, hanno ritrovato gli utili, che nel biennio 2012-2013 saranno di 10,5 miliardi di euro, grazie alle provvidenze governative ed all’omessa vigilanza di Bankitalia, collusa con banche, fondazioni bancarie ed il fondo strategico della Cassa depositi e prestiti in un gigantesco conflitto di interessi tra controllati e controllori, che in un Paese normale dovrebbe far attivare urgenti indagini penali di qualche Procura della Repubblica per i rischi che corrono i risparmi postali (300 miliardi di sudore dei vecchi, dei cittadini) nelle avventure finanziarie ed industriali.

Gli ultimi dati pubblicati dalla BCE nel bollettino dicembre 2012, a pagina 42, “Moneta e banche”, sui tassi applicati nei Paesi dell’area euro, registrano una media del 4,88 per cento per i mutui in Italia, contro il 3,49 per cento dell’area euro, con un differenziale di ben 139 punti base, mentre per il credito al consumo c’è un differenziale di ben 188 punti base. Questo significa che un italiano deve spendere 864 euro in più l’anno per un muto trentennale di 100.000 euro, quindi quasi 26.000 euro alla fine dell’ammortamento. Questo è il capolavoro del Governo dei banchieri!

Lo scippo con destrezza dalle tasche di milioni di famiglie e di consumatori, aggravato negli ultimi 13 mesi, produce una riduzione forzosa dei consumi che impedisce la ripresa economica e getta il Paese nella disperazione per il credito negato o revocato e per la persecuzione fiscale a danno dei contribuenti onesti.

Il resoconto di 13 mesi fallimentari è racchiuso in questi dati: il PIL scenderà quest’anno del 2,8 per cento; gli investimenti lordi del 12,7 per cento; la spesa per i consumi delle famiglie del 10,8 per cento; la domanda del 7,5 per cento; le esportazioni di beni e servizi del 3,1 per cento; le importazioni del 15,3 per cento; la bilancia dei pagamenti avrà un saldo negativo. Anche l’avanzo primario, che misura la differenza tra entrate e uscite prima di aggiungere al conto gli interessi sul debito, seppur migliorato, è del 2,4 per cento contro il 2,9 per cento preventivato dal Governo e nel 2013 sarà del 2,6 per cento del PIL rispetto al 3,6 per cento.

La fuga di capitali verso l’estero, nonostante la curva attraente dei rendimenti sui decennali superiori al 4 per cento netto, smentisce la favola della rinnovata fiducia degli investitori internazionali al solito e sobrio Monti. I titoli italiani in mano ad investitori esteri sono scesi infatti dai 796,85 miliardi del 2010 ai 721,7 del 2011, per arrivare ai 676,5 di settembre 2012 (-120 miliardi dal 2010), mentre i titoli detenuti dai nostri istituti finanziari sono saliti dai 541 miliardi del 2010 ai 698 del settembre 2012, quelli della Banca d’Italia da 66 miliardi a 99 miliardi e quelli in mani di altri residenti da 145 a 197 miliardi.

L’oppressione fiscale ce la vogliamo mettere? Il 58 per cento delle imprese non riesce ad adempiere ai doveri fiscali con il fisco. Per non parlare del debito pubblico. Ma come, dovevate ridurlo e invece lo avete aumentato ad oltre 2.000 miliardi, al ritmo di 12,2 miliardi al mese!

Il tanto deprecato Berlusconi lo aveva aumentato a 6,6 miliardi al mese e Prodi, nel biennio 2006-2008, ad un ritmo di 3,7 miliardi di euro al mese. Questi sono i dati.

Oltre al capolavoro degli esodati e alla proroga offerta al collezionista di poltrone Mastrapasqua, che con 60 milioni di pubblicità si paga il silenzio complice dell’informazione sulle sue malefatte, il Governo ha rafforzato l’idrovora con la nuova IRI, con il Fondo strategico e la Cassa depositi e prestiti; dopo che gli avete regalato 3 miliardi di euro con la conversione delle azioni da privilegiate ad ordinarie, adesso – l’ultimo capolavoro – il 4,5 per cento di Generali in mano a Bankitalia andrà al Fondo strategico.

Questo è un Governo permeato da lobby che non hanno a cuore gli interessi generali e che stanga i consumatori. Quando afferma che le banche italiane sono più virtuose, dimentica altri dati, come quello relativo al costo di un conto corrente in Italia (295,66 euro rispetto ai 114 euro nella media europea) o ai tassi sui mutui, che sono più alti.

E poi non si fa nulla per la povera gente. Ringrazio il senatore Legnini e gli altri relatori che hanno fatto di tutto per abbellire una manovra in realtà indigesta, perché per uscire dalla crisi, oltre a regole e sanzioni, ci vogliono pensieri lunghi, statistiche che possano combattere i populismi con il buon governo.

Una domanda sorge spontanea, come diceva un mio amico in passato: la BCE ha offerto 274 miliardi di euro per prestiti triennali al tasso dell’1 per cento, ma sapete che, quando le banche non riusciranno a restituire questi soldi, si creerà una nuova crisi? Non lo diciamo solo noi dell’Adusbef, lo hanno detto anche il Fondo monetario e la Banca mondiale. Lo ha affermato Kaushik Basu, capo economista della Banca mondiale, il quale ha detto che ci sarà un botto nell’economia globale nel 2014 e 2015, perché le misure della BCE hanno fatto guadagnare tempo ma non risolvono i problemi alla radice. Nello scenario migliore, la crescita economica dell’eurozona segnerà una stagnazione fino al 2015, prima di riprendersi.

La Cassa depositi e prestiti ha ricevuto un finanziamento di 20 miliardi all’1 per cento per accompagnare le piccole e medie imprese. Ma a chi li ha dati questi soldi? Non mi risulta che abbia accompagnato le piccole e medie imprese.

Ricordo inoltre che i prodotti derivati, arrivati ad un trilione di miliardi di dollari, oltre 16 volte il PIL mondiale, pari a 65.000 miliardi di dollari, sono stati la causa principale della crisi sistemica che ha intossicato le economie del mondo e distrutto 40 milioni di posti di lavoro. Ora si vuole fare una Tobin tax all’amatriciana, il cui limite massimo è stato aumentato a 200 euro sui derivati, e si getta fumo negli occhi prevedendo di tassare anche le negoziazioni ad alta frequenza (HFT), quelle che immettono milioni di ordini contemporaneamente, ma poi ci si dimentica che le banche europee hanno in pancia 6 .000 miliardi di derivati e continuano a comportarsi come enormi hedge fund, come la Banca centrale europea, dove la compravendita di opzioni, CDS, index, derivati prevale sulla mera attività bancaria tradizionale, fatta di intermediazione creditizia, con una leva finanziaria pari a 28,2 volte il patrimonio netto, mentre prima del fallimento della Lehman Brothers era di 27,9 volte.

È in atto nel mondo globalizzato una guerra silenziosa tra coloro che vogliono cambiare, per restituire un futuro ai giovani, che con Occupy Wall Street si battono contro la finanza spregiudicata, il denaro dal nulla, il saccheggio sistematico del futuro ipotecato da «banksters» senza scrupoli ed i grandi banchieri, che vogliono difendere con lo status quo i loro privilegi ed assetti istituzionali che addossano ai popoli le responsabilità e il salvataggio delle banche troppo grandi per fallire.

Uno dei più fulgidi esempi di questo scontro è dato dalla discesa in campo del senatore Monti. Ma come, non doveva restare super partes? Il suo mandato non doveva essere super partes? La carica di senatore a vita non gli era stata conferita per rimanere super partes? Invece di essere portatore degli interessi generali e del bene comune, valori che per i banchieri non esistono, ubbidisce agli ordini di Goldman Sachs, di Bilderberg e della grande finanza internazionale, che non si rassegna al ripristino della democrazia tramite libere elezioni nell’Italia commissariata.

Per uscire dalla crisi prodotta dall’avidità dei banchieri senza scrupoli, occorrono regole ferree contro il potere enorme assunto dai tecnocrati e dalle élite a spese dei popoli la cui sovranità è stata confiscata. Occorre una netta separazione tra banche di affari e banche commerciali, analoga a quella prevista dal Glass-Steagall Act, ideato da Roosvelt per risolvere la crisi del 1929. Occorre l’istituzione di un tribunale internazionale analogo a quello che giudica i crimini di guerra che, invece di impiccare i banchieri nelle pubbliche piazze, come proposto dall’economista americano Nouriel Roubini (siamo contro la pena di morte), li sottoponga ad un giusto processo per crimini economici contro l’umanità, facendogli fare compagnia a Madoff: centocinquant’anni di galera. Occorre impedire che tecnocrati, burocrati e ottimati, che hanno succhiato il sangue ai popoli europei dissanguati, possano continuare ad arricchirsi con l’azzardo morale, rompendo le diffuse complicità con oligarchie, tecnocrazie e cleptocrazie europee ed internazionali.

Signor Presidente, mi lasci concludere questo mio ultimo discorso in Aula nella XVI legislatura, non avendo ancora deciso se ricandidarmi e con chi; per quel che mi riguarda, continuerò le mie battaglie, dentro o fuori quest’Aula, contro le élite, a fianco dei ragazzi di Occupy Wall Street e di tutti quelli che si battono contro l’1 per cento delle persone, mentre il 99 per cento subisce la finanza: quei professori economisti che vanno a braccetto anche in quest’Aula. È necessario restituire un futuro rubato ai giovani oppressi e dignità ad una classe politica screditata e vilipesa, che non è fatta solo di “Batman” e di Maruccio, ma di tanti colleghi onesti e capaci, con il senso dello Stato e delle istituzioni (a differenza del Governo di Goldman Sachs), per riaffermare il primato delle politica sulla finanza di carta, sui banchieri, sulle oligarchie finanziarie, che non possono continuare a decidere sui destini del mondo, dopo aver scippato la sovranità che nelle democrazie appartiene ai popoli.

Signor Presidente, continuerò a battermi contro la finanza che ha intossicato i popoli e continua a dettare ai Governi ed ai commissari di turno delle Cancellerie europee e delle troike l’agenda delle loro convenienze e dei loro profitti, per restituire dignità alla buona politica, che deve mettere in campo alte sfide per la sovranità, che nelle democrazie, lo dice anche la Costituzione, appartiene ai popoli. (Applausi dei senatori De Toni, Alicata e Sarro).

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