Aeroporti di Roma sospende Fast Track

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08938
Atto n. 4-08938

Pubblicato il 16 gennaio 2013, nella seduta n. 860

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

si apprende dalla stampa che il servizio di imbarco veloce Fast track di Alitalia da Roma Fiumicino a Milano Linate è stato sospeso;

si legge infatti in un articolo del 10 gennaio 2013 pubblicato da “Tendenzamercati”: «Continuano i disservizi per i passeggeri Alitalia. Ieri Aeroporti di Roma ha comunicato, infatti, che è stata costretta a limitare alcuni servizi resi ad Alitalia, tra i quali il Fast Track per Milano, perché la compagnia, nonostante le numerose sollecitazioni di ADR, risulta essere ancora economicamente inadempiente a valle di specifici accordi in essere tra le due aziende. Il Fast Track è un nuovo sistema a lettura ottica delle carte di imbarco è stato sperimentato per la prima volta in Italia all’aeroporto di Fiumicino, nel Terminal 3 dedicato ai voli internazionali: consente un imbarco rapido in quanto il viaggiatore non deve fare altro che posare la carta di imbarco (oppure il palmare su cui è registrato il biglietto elettronico con il codice a barre) sull’apposito lettore ottico, e il sistema verifica automaticamente i dati del passeggero e quelli del biglietto aereo. Gli stessi dati vengono poi registrati su un software. L’intera operazione evita il normale riscontro del documento di riconoscimento con quello della carta di imbarco, mentre restano in vigore da parte degli addetti alla sicurezza tutte le operazioni di controllo sulla persona e sui bagagli a mano. Così Alitalia e AdR si rendono competitivi al treno. Peccato però che oggi il servizio è compromesso e a pagarne le conseguenze sono sempre i passeggeri. L’Ad di Alitalia Andrea Ragnetti ha affidato la sua replica a Corriere.it: “Sono esterrefatto ed amareggiato da questa dichiarazione di Adr. Aeroporti di Roma, nonostante la recente firma di un accordo di programma che ci vede obbligati a pagare cifre elevatissime, continua a offrire un servizio al di sotto dello standard qualitativo che i nostri passeggeri meritano, e uno spettacolo di degrado ingiustificabile»;

considerato che:

come denunciato in una precedente interrogazione (4-08916), Alitalia è di nuovo sull’orlo del baratro e avrà bisogno di un ulteriore salvataggio nonostante i 3 miliardi di euro ricevuti durante il Governo Berlusconi, visto che la compagnia di bandiera registra un disavanzo medio pari a 630.000 euro al giorno e ha a disposizione soltanto 300 milioni di euro;

si legge a riguardo su un articolo dello stesso giorno pubblicato su “Inaviation” che la limitazione dei servizi di Alitalia «arriva in un momento delicato (con gli interessi per l’acquisizione di Etihad e Air France paventati dai media italiani ed europei) a pochi giorni dalla scadenza del vincolo di lock-up per gli azionisti Alitalia, che potranno cedere le proprie quote nel Vettore italiano a partire dal prossimo 12 gennaio»;

l’amministratore delegato Ragnetti «ha ribadito come il vincolo vero e proprio scadrà in realtà tra nove mesi, precisamente a ottobre, quando verrà meno il diritto di prelazione dei soci e non sarà più necessario il benestare del Cda Alitalia per andare avanti nelle cessioni di quote. A fine dicembre (…) era arrivato il via libera del Governo al contratto di programma ADR-ENAC. Lo sblocco del programma segna il via libera al piano definitivo di sviluppo 2012-2044, un piano di espansione da oltre 12 miliardi di euro presentato in estate dai vertici dello scalo romano di Fiumicino ed elaborato con il contributo del socio internazionale Changi dell’aeroporto di Singapore»,

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare al fine di rendere il trasporto aereo più efficiente per evitare che i passeggeri siano oggetto di una continua sopraffazione, a causa de numerosi disservizi, che dissolve di fatto la stessa ratio del trasporto aereo;

quale sia la situazione economica della compagnia di bandiera e quali iniziative di competenza intenda assumere per garantire un futuro alla compagnia Alitalia;

se al Governo risulti quali siano state le scelte strategiche che hanno portato la compagnia, dopo 4 anni dal salvataggio, a bruciare due terzi del capitale;

se non intenda adottare le opportune misure al fine di aprire un’inchiesta per portare alla luce quegli enti o persone fisiche che abbiano tratto vantaggio nella vicenda relativa al salvataggio della compagnia area italiana.

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