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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08937
Atto n. 4-08937

Pubblicato il 16 gennaio 2013, nella seduta n. 860

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione. -

Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) risulta in uscita il capo di gabinetto Guido Stazi e al suo posto il presidente Cardani ha insediato Annalisa D’Orazio, bocconiana doc e advisor di Sorgenia, del gruppo De Benedetti. La D’Orazio era già stata nell’Autorità negli anni passati, come assistente dell’ex presidente Enzo Cheli;

il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, stabilisce che le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai principi di adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento;

l’Agcom per la nomina del nuovo Segretario generale, in coerenza con tali principi, ha invitato a presentare manifestazioni di interesse alla nomina, segnalate attraverso l’invio di curriculum vitae, in cui siano evidenziate le esperienze maturate;

con il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, sono stati ridotti i costi degli apparati pubblici, in particolare è stato ridotto il numero dei componenti delle autorità indipendenti e i relativi compensi, riducendo, nel caso di specie, da 8 a 4 il numero dei commissari dell’Agcom;

il sistema di finanziamento dell’Autorità è basato sulle leggi n. 481 del 1995 e n. 266 del 2005 che prevedono che il finanziamento dell’Autorità sia a carico dei soggetti regolati, in coerenza con la politica di contenimento della spesa pubblica;

con la delibera n. 650/11/CONS, recante “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2012″, Agcom ha fissato la percentuale di calcolo della contribuzione nella misura del 2 per mille e cioè a livello massimo consentito dalla pertinente legislazione nazionale;

il contributo versato dagli operatori incide direttamente sui prezzi dei servizi offerti dagli operatori stessi e pagati dai consumatori;

avverso il contributo dovuto dagli operatori, in particolare alle modalità applicative ed all’elevato livello dello stesso, sono stati promossi ricorsi giurisdizionali innanzi al Tar del Lazio e, in tale ambito, il giudice amministrativo ha sottoposto, in via pregiudiziale, un quesito interpretativo alla Corte di giustizia dell’Unione europea al fine di chiarire la coerenza del contributo imposto agli operatori con le pertinenti direttive europee;

a giudizio dell’interrogante in tempo di spending review, e soprattutto con le restrizioni “da lacrime e sangue” che stanno ponendo in serie difficoltà le fasce deboli della popolazione italiana, le spese e i costi dell’Autorità suonano come un autentico schiaffo in pieno viso agli italiani;

considerato che a giudizio dell’interrogante:

non si comprendono i motivi per i quali sia stato attribuito l’incarico di capo di gabinetto a Annalisa D’Orazio, mentre sarebbe stato preferibile ricorrere a criteri di selezione improntati alla massima trasparenza ed efficienza, così come peraltro indicato dalle norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;

è criticabile che non siano state prese in considerazione candidature interne che avrebbero garantito un adeguato livello di professionalità e consentito, allo stesso tempo, di contenere i costi di funzionamento dell’Autorità, in linea con le puntuali e stringenti direttive governative di spending review,

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di far sì che la disciplina di rigore finanziario rivolta alla pubblica amministrazione si estenda anche alle autorità indipendenti, al fine di porre un freno a quello che costituisce sperpero di denaro pubblico, quando, di contro, aziende e le altre amministrazioni pubbliche tagliano e licenziano per far quadrare i conti.

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