Prof. Luigi Frati- sperperi e sprechi dell’ospedale di Roma Umberto I

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08940
Atto n. 4-08940

Pubblicato il 16 gennaio 2013, nella seduta n. 860

LANNUTTI – Al Ministro della salute. -

Premesso che:

gli sperperi e gli sprechi dell’ospedale di Roma “Umberto I”, continuano a far discutere, alla stessa stregua della parentopoli del magnifico rettore professor Luigi Frati;

in un articolo pubblicato su “la Repubblica”, in cronaca di Roma, del 10 marzo 2012, dal titolo «Lavori all’Umberto I, “beffa da 4,5 milioni”» e sottotitolato “Il dossier: opere di ordinaria amministrazione affidate con procedura d’urgenza ed eseguite più volte. Dalle tinteggiature al rifacimento di aiuole e stanze. Gli atti in Procura e alla Corte dei conti”, Marino Bisso e Carlo Picozza descrivono gli sprechi e gli sperperi;

si legge: «All’Umberto I, 4,5 milioni per lavori ordinari eseguiti (“anche due volte”) senza gara d’appalto e con “procedura d’urgenza”. Ecco “gli sprechi” del policlinico in un esposto dossier della Cisal. Tra la cinquantina di padiglioni dell’Umberto I sono stati “investiti” in due anni quattro milioni e mezzo per lavori di ordinaria amministrazione eseguiti qua e là, “anche due volte”, con la “procedura della somma urgenza”. Senza gare pubbliche d’appalto, le opere sono state affidate direttamente alle imprese, quasi sempre le stesse. E ora sul tavolo dei magistrati, della Procura e della Corte dei conti, è arrivato un esposto dossier: 600 pagine con 150 delibere per cantieri da poche decine di migliaia di euro ciascuno che danno però un totale milionario. Dalla “tinteggiatura delle pareti” alla “installazione di videocitofoni”, alla “pulizia di cortine, finestre e corrimano”: il sindacato Cisal Università ha passato in rassegna “tutte le opere di manutenzione ordinaria”, spiega il segretario nazionale, Giuseppe Polinari, “spacciate per lavori indifferibili”. “Tra i padiglioni IV, V, VI e VII”, argomenta, “due delibere firmate in novembre dal direttore Antonio Capparelli, attingono 48mila euro tondi dalle casse dell’ospedale per fare e disfare lo stesso lavoro”. Quale? “La realizzazione delle bordature agli alberi con cubetti di tufo che poi sono stati divelti e sostituiti con altri di basalto”. E non sono gli unici atti per lavori fatti, disfatti e rifatti: “Altre due delibere per la stessa opera, l’eliminazione delle infiltrazioni di acqua nel terrazzo della prima Clinica medica”, ancora Polinari, “sono costati 25mila 200 euro”. E per ciascuna “tela di Penelope” è stata chiamata la stessa impresa. Polinari, prima di portare gli atti ai magistrati (le delibere sono state firmate anche dal precedente direttore, Ubaldo Montaguti) si è incontrato con il manager chiedendo la revoca dei provvedimenti “urgenti”. “Capparelli si è detto d’accordo”, racconta il sindacalista, “e il 7 febbraio, ha firmato la sospensione degli atti per verificarne la legittimità”. “Sono necessari”, si legge, infatti, nella delibera, “chiarimenti per completare l’istruttoria”. Ma, tempo due giorni e, con un’altra delibera, Capparelli annulla la sospensione. Perché? “Per l’emergenza rappresentata dal sequestro delle gallerie ipogee”, è scritto nell’atto, “e per l’ordinanza del sindaco relativa alle condizioni meteorologiche”. “Ma questa motivazione”, afferma Polinari, “non ha nulla a che fare con i lavori eseguiti prima del sequestro e prima della nevicata”. Scrive Polinari: “Il ricorso alla procedura d’urgenza con affidamento dei lavori sempre alle stesse ditte, non appare legittimo”. E adombra un “comportamento colpevole del management”. Un management che, con il direttore generale, quello amministrativo e quello sanitario (che con il primo hanno firmato le delibere), chiamato più volte e avvertito con email e sms, non ha risposto né per un’intervista né per una dichiarazione. I lavori eseguiti con urgenza, di urgente sembrano avere ben poco: “Impianto di illuminazione nei corridoi del palazzo centrale (della direzione; ndrr): 14mila 160 euro”; “Impianto di condizionamento per i nuovi locali dell’archivio radiologico del Dea: 23mila 400 euro” (ma perché in quei locali, se “nuovi”, c’era bisogno di condizionatori?); “Riqualificazione e messa a norma della stanza del professor A.: 4mila e 20 euro”; e con un’altra delibera da 6mila 600 euro, allo stesso prof viene “demolito e realizzato il bagno”. E tra i lavori “urgenti e indifferibili”, ecco gli “impianti di irrigazione”, “i lucernai, le tende e i bastoni doccia”, “i marciapiedi”, “la bonifica dell’impianto di illuminazione”, “il ripristino di intonaci e la tinteggiatura”, “la pulizia di cortine, finestre e corrimano”. E c’è anche “il ripristino di tratti del condotto fognario”: ma non l’avrebbe dovuto realizzare l’impresa che, con venti milioni, ha ristrutturato le gallerie ipogee?»;

considerato che in un esposto inviato alla Corte dei conti del 18 dicembre 2012, il signor Giuseppe Polinari, coordinatore della Cisal-Università, stigmatizza la delibera del rettore che nomina il dottor Domenico Alessio direttore generale del policlinico Umberto I,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti se il ricorso alla procedura d’urgenza, con affidamento dei lavori sempre alle stesse ditte, non possa configurare comportamento colpevole del management ed uno spreco di pubbliche risorse;

se ritenga che i 5,5 milioni di euro per i lavori ordinari eseguiti anche due volte e senza la prevista gara d’appalto con procedura d’urgenza possano configurare, come denunciato dal dossier della Cisal, sprechi del policlinico, con sospette procedure affidate direttamente alle imprese, quasi sempre le stesse con 150 delibere per lavori vari;

se risulti se la nomina del dottor Domenico Alessio, con decorrenza 30 agosto 2012 per la durata di 5 anni, da parte del rettore dell’Università di Roma “La Sapienza”, invece che della Regione, non costituisca un abuso in atti di ufficio con conseguente illegittimità tali da prefigurare un danno erariale da parte del dottor Luigi Frati;

se il Governo ritenga che la nomina del dottor Alessio sia stata effettuata per esclusive ragioni clientelari e di copertura della mala gestio del policlinico, e se i limiti di età, previsti dalle leggi regionali, siano stati travalicati;

quali misure urgenti intenda attivare per evitare che le nomine clientelari, gli sperperi e gli sprechi nella sanità, gli appalti pilotati e senza procedure di pubblica evidenza, che hanno ricadute sulla qualità dei servizi erogati all’utenza, pessimi e molto penalizzanti per gli ammalati, possano continuare ad essere messi in atto.

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