Intervento in Aula su Spending Review
Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 736 del 05/06/2012
Discussione del disegno di legge:
(3284) Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, signori del Governo, discutiamo oggi della spending review, ossia della revisione della spesa, dell’analisi dei capitoli che possono essere tagliati per evitare sperperi e sprechi, nel momento in cui il totale del parco auto delle pubbliche amministrazioni ammonta a 64.524 vetture: un’auto di Stato ogni 937 abitanti.
A fronte di questi dati, un taglio di 248 vetture nel primo trimestre appare una goccia nel mare insufficiente a ridurre la spesa e gli sperperi, specie nella lunga lista delle scorte inutili a VIP e politici che utilizzano spesso le auto blu come status, impiegando, solo a Roma, 3.500 poliziotti ogni giorno nel servizio di scorta a personaggi che potrebbero farne a meno, per un valore di circa 100 milioni di euro. Di questo passo ci vorrà almeno un quarto di secolo per ridurre il numero delle auto blu e le scorte ed equiparare l’Italia a Paesi come la Germania che, pur avendo una popolazione maggiore, dispone di meno auto blu. Per non parlare della Gran Bretagna, che ha deciso di mandare tutti i suoi politici a lavorare con i mezzi pubblici, come i normali cittadini.
Questo strano Governo tecnico calato dall’alto, quindi privo della legittimazione popolare, ha bisogno di affidarsi ad affaristi spacciati per sedicenti tecnici, come il commissario straordinario per la spending review Bondi, che ha presentato nei giorni scorsi il cronoprogramma.
I numeri vengono dati in pasto ad un’opinione pubblica disillusa, che non tollera più la politica degli annunci, da un Governo che continua a viaggiare con le auto blu, mentre i normali cittadini viaggiano su mezzi pubblici di trasporto, la qualità dei cui servizi offerti peggiora a vista d’occhio. È il caso dei dati illustrati a reti unificate da un altro componente del comitato, il ministro Giarda, secondo il quale i tagli complessivi da applicare entro giugno (oggi è il 5 del mese) ammonterebbero a 4,5 miliardi di euro su una previsione di una riduzione di spesa di 100 miliardi.
I gravissimi e scandalosi sperperi, gli sprechi, uniti all’evasione fiscale (come ha ricordato anche oggi la Corte dei conti) alla corruzione, ai conflitti di interesse rappresentano le piaghe maggiori dell’Italia, la cui classe politica ha prodotto negli ultimi venti anni una grave recessione ipotecando il futuro dei giovani.
Il Governo tecnico, invece che attuare una rapida inversione di tendenza, si comporta come un Robin Hood alla rovescia: toglie ai poveri per dare ai ricchi, specie se burocrati, tecnocrati, illuminati, banchieri, esentati perfino dal pagamento dell’IMU.
Discutiamo della razionalizzazione della spesa, del taglio delle pensioni ai lavoratori a reddito fisso che hanno faticato 40 anni per ottenere 1.200-1.300 euro al mese, quando la signora Ministro del lavoro che non c’è ha nominato supercommissario INPS fino al 2014 tale Mastrapasqua, collezionista di poltrone, insieme alla moglie che ha altri incarichi, il quale ha garantito l’auto blu a due magistrati della Corte del conti che devono controllare i bilanci dell’INPS: Antonio Ferrara e Maria Teresa Ferraro.
Per tagliare sperperi e sprechi basta raccogliere le inchieste giornalistiche di Sergio Rizzo, di «Striscia la Notizia», delle «Iene» e, da ultimo, di Giancarlo Nuzzi, che in una puntata de «Gli Intoccabili», andata in onda recentemente su La7, nell’universo dei privilegiati d’Italia ha scandagliato i percorsi sotterranei dei soldi pubblici legati alle società partecipate da Regioni, Province e Comuni e i conseguenti sprechi, che ammontano a oltre 2 miliardi e mezzo di euro l’anno, a cui si aggiungono le risposte a logiche clientelari che contribuiscono ad ulteriori sperperi di fondi pubblici, mettendo in luce una logica politico-partitica.
In tale logica si innestano gli incarichi fiduciari e le consulenze esterne di alcuni Ministeri, che preferiscono attivare le peggiori pratiche di basso favoritismo invece di attingere a risorse interne, mortificate ed affatto utilizzate, per compiacere veri e propri padrinati, come nel caso del Ministero dello sviluppo economico, lo stesso che annovera tal Roberto Sambuco, sodale del “piquattrista” Bisignani (che ha recentemente patteggiato una condanna ad 1 anno e sette mesi di reclusione), come dirigente e addirittura come Mister prezzi. Nelle 34 pagine fitte di consulenze esterne (situazione al 4 aprile 2012) conferite tra il 2011-2012, dal Ministro dello sviluppo economico che io dico clientelare – quindi Ministro dello sviluppo clientelare – troviamo casi emblematici di familismo amorale e clientelismo spinto da parte di una classe di governo che mortifica il merito di tanti giovani anche più capaci e preparati dei prescelti. Nel lungo elenco – mi fa piacere che sia presente in Aula il Sottosegretario – troviamo: Giampaolo Arpesella, con un compenso di 80.000 euro annui per coordinare l’organizzazione di cerimonie ed eventi, Paolo Cattalozzi, con 85.500 euro l’anno per attività sistematica volta al coordinamento ed alla direzione delle attività dell’Ufficio di Gabinetto in condivisione con il capo di Gabinetto, sempre con affidamento fiduciario; Alfredo Cuzzoni, con 100.000 euro di compensi per approfondire e valutare non si sa bene che cosa; Alessandro Gagliardi, con 60.000 euro per collaborazione coordinata e continuativa con l’ufficio legislativo; e ancora, Micaela Ottomano, con l’incarico di analisi delle pratiche commerciali sleali per 70.000 euro; Mario Scino, con 85.000 euro per il coordinamento delle attività dell’Ufficio di Gabinetto. Ma quanto costano questi gabinetti?
E mentre fior di operatori dell’informazione vengono licenziati per effetto della crisi dei giornali, molti altri non trovano lavoro, di fronte al fatto di troppi giornalisti professionisti, relegati al ruolo di precari, sfruttati dagli editori, pagati 4-5 euro a pezzo, il Ministero dello sviluppo clientelare del dottor Passera affida un incarico fiduciario senza alcun concorso di pubblica evidenza al signor Stefano Porro, che tra il 1° novembre 2010 ed il 31 dicembre 2012 ha collezionato tre incarichi per un totale di 295.000 euro.
Perché non taglia questi sprechi, signor Ministro dello sviluppo clientelare? Perché non rimuove con effetto immediato una nullità, a suo tempo raccomandato da quella P4 che aveva gli uffici dentro Palazzo Chigi, che ha avuto l’incarico di Mister prezzi, il signor Sambuco ?
Per quale ragione, mentre il Paese soffre una delle più gravi crisi sistemiche, prodotta dall’avidità dei banchieri, con le banche che hanno ricevuto oltre 3.500 miliardi di euro di aiuti negli ultimi 4 anni, cifra superiore di 10 volte a quella stanziata per soccorrere gli Stati eccessivamente indebitati e che da sola sarebbe stata sufficiente a pagare i debiti pubblici di Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, si continuano a mantenere costosi apparati e a sfornare migliaia di consulenze, addirittura secretate per non far sapere alla pubblica opinione i torbidi intrecci tra politica ed affari, funzionali alle cricche di potere annidate nel Governo Monti?
Perché, di fronte ad alcuni dati sulle spese militari che riguardano l’Italia (la fonte è il SIPRI, l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace, che opera in Svezia dal 1966: 30 miliardi complessivi di spesa nel 2012; oltre 10 miliardi nei prossimi anni per 90 cacciabombardieri F-35; ben 1,4 miliardi per le missioni all’estero), non viene utilizzata alcuna revisione della spesa per gli armamenti, nel momento in cui vengono tagliate risorse per welfare, scuola, sanità, enti locali, famiglie, povera gente?
Poiché la revisione della spesa è una cosa troppo seria per essere affidata a coloro che si nutrono di sperperi, sprechi, status e privilegi di ogni sorta, ossia quei tecnocrati ed oligarchi che alimentano e gonfiano la spesa di 730 miliardi di euro l’anno per far funzionare la macchina, spesso parassitaria, dello Stato, temo che resterà molto poco – e mi auguro veramente di sbagliarmi – oltre la vostra propaganda. (Applausi dal Gruppo IdV).