Cannistraro-dirigente Bankitalia
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07883
Atto n. 4-07883
Pubblicato il 5 luglio 2012, nella seduta n. 759
LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. -
Premesso che:
Cannistraro, dirigente della Banca d’Italia preposto alla vigilanza, è stato promosso a direttore della filiale di Bolzano nonostante le denunce che denotano commistioni con le banche vigilate;
il suo compito istituzionale è quello di controllare le banche vigilate nel rispetto delle norme, non quello di svolgere attività di consulenza e difesa delle banche vigilate redigendo, per conto delle stesse banche sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia, documenti riservati;
nonostante le ripetute denunce con interrogazioni parlamentari i vertici della Banca d’Italia tacciono. La Banca d’Italia non sembra aver promosso accertamenti e/o adottato provvedimenti nei confronti di dirigenti collusi con il sistema bancario al fine di restituire limpidezza e trasparenza a comportamenti censurabili;
a giudizio dell’interrogante tali comportamenti rappresentano una grave violazione del segreto e dei doveri di ufficio, che vietano espressamente di svolgere attività di consulenza a favore degli intermediari bancari sottoposti a vigilanza della Banca d’Italia, in palese conflitto di interessi, e che possono configurare finalità di vantaggio personale e patrimoniale a discapito delle attività istituzionali della Banca d’Italia;
questo comportamento favorisce e favorirà sempre la ormai instaurata prassi di rapporti collusivi tra vigilanti e vigilati (controllori e controllati) e i rapporti fiduciari descritti tra dirigenti bancari, che ottengono di “addomesticare” le ispezioni e vigilanti, configurano violazioni così evidenti da integrare i rischi con presunte utilità e tali da rendere opportuno l’avvio di un’urgente indagine patrimoniale che possa escludere tali vantaggi, per non compromettere la reputazione dell’istituzione Banca d’Italia;
centinaia sono i dirigenti della Banca d’Italia che, dopo aver rassegnato le dimissioni, vanno ad occupare posti nei consigli di amministrazione di intermediari bancari e finanziari per cui il controllore diventa dipendente del controllato, nei confronti del quale ha avuto sempre attenzioni particolari fino ad assicurarsene la stima e la fiducia, con buona pace dell’istituzione;
considerato che a giudizio dell’interrogante il responsabile della vigilanza nella sua veste di controllore deve essere super partes, non avere alcun rapporto fiduciario con i controllati, né tantomeno avere rapporti di conto corrente con il controllato altrimenti si ledono i principi di base della concorrenza bancaria e di lealtà all’istituzione Banca d’Italia a cui si è legati da rapporto di lavoro e fiduciari;
risulta all’interrogante che:
l’Istituzione sceglie la strada del silenzio pur di non coinvolgere l’immagine della Banca, sceglie la strada di pagare lauti trattamenti di trasferimento (200.000 euro) – rimuovere dall’incarico con premialità – purché non se ne parli più. Dopo queste premialità il dirigente coinvolto rassegna le dimissioni e passa al libro paga del controllato;
Cannistraro avrebbe aperto un conto corrente con 50.000 euro presso la Banca di Pompiano, a titolo di semplice correntista ovvero come segno di riconoscenza per i servigi resi come consulente;
il direttore Cannistraro avrebbe chiesto l’apertura di un conto corrente secretato presso la Banca di Pompiano e Franciacorta riferito alla suocera dove risulterebbero, nel maggio 2006, operazioni bancarie frazionate con versamenti effettuati per importi di 10.000 euro presso il Banco di Desio;
il controllore della vigilanza della Banca d’Italia di Brescia Cannistraro avrebbe presentato denuncia-querela alla Procura di Milano per conto della suocera e si sarebbe rivolto allo stesso legale avvocato Massimo Iolita, che risulta essere l’avvocato di riferimento della Banca Pompiano e Franciacorta;
al dirigente, in seguito al provvedimento anticrisi, sarebbe stato elargito un acconto di 19.143,76 euro per il suo trasferimento da Brescia a Bolzano. Trattasi di solo acconto per indennità pari al 50 per cento, il trasferimento contempla 200 diarie, 3 quote di indennità di sistemazione, trasloco masserizie, contributi viaggi, spese per congiunti, spese per albergo, alloggio di servizio, eccetera;
considerato infine che sarebbero auspicabili iniziative della Banca d’Italia al fine di accertare i fatti e verificare se vi siano eventuali collusioni di suoi dirigenti con il sistema bancario,
si chiede di sapere
se risulti corrispondente al vero che il direttore Cannistraro sia titolare di un conto corrente presso la Banca di Pompiano dove sarebbero stati versati 50.000 euro a titolo di riconoscenza per i servigi resi come consulente;
se risulti corrispondente al vero che Cannistraro abbia aperto per conto della suocera un conto corrente secretato presso una banca vigilata, Banco Desio, dove avrebbe operato versamenti per importi inferiori a 12.000 euro;
se a giudizio del Ministro in indirizzo non sia stata raggirata la normativa antiriciclaggio relativamente ai versamenti effettuati per importi di 10.000 euro presso il Banco di Desio;
quale sia la valutazione del Governo su quanto esposto in premessa e, in particolare, quali misure urgenti, nel rispetto dell’indipendenza e dell’autonomia della Banca d’Italia, il Governo intenda intraprendere per impedire che siano sempre i soliti a pagare i costi della crisi, mentre gli oligarchi possono continuare a godere di inusitati privilegi, senza essere mai chiamati ad assunzioni di responsabilità;
se il Governo non ritenga di promuovere l’adozione di disposizioni legislative coerenti perché anche le autorità indipendenti contribuiscano a sostenere i costi sociali della crisi economica, generata ad avviso dell’interrogante dall’avidità dei banchieri e da un’inadeguata attività di vigilanza, evitando che lavoratori e pensionati, oltre al danno, debbano subire perfino la beffa di prediche ed esortazioni al risparmio, da parte di coloro che non vogliono offrire soluzioni reali e concrete, contribuendo in prima persona alla difficile congiuntura economica.