Grppo Gepin spa – scorporo ramo di azienda

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07944
Atto n. 4-07944

Pubblicato il 12 luglio 2012, nella seduta n. 764

LANNUTTI , PARDI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

gli interroganti hanno presentato un’interrogazione (4-07029), che ad oggi non ha ricevuto risposta, relativamente alla vicenda Getek ed in particolare alle malefatte finanziarie, fiscali e occupazionali di detto soggetto industriale, nonché ai pesanti problemi che hanno dovuto subire i lavoratori di Getek a Napoli e a Roma, privati delle loro commesse e che non ricevono più incarichi dalla “nuova” società Gepin;

Getek Ict Srl, con sede a Roma via Benedetto Croce, è un’azienda del gruppo Gepin, che nasce a fine anni ’70 ad opera di Gianclaudio Zavaroni il quale, dapprima con alcuni soci, poi da solo, costruisce man mano una realtà industriale di centinaia di dipendenti con più sedi in Italia, orientata alla fornitura di servizi e consulenze software. Dopo la sua morte nel 2001, per un tragico incidente, prende le redini dell’azienda suo figlio Enzo Zavaroni. Le aziende principali del gruppo sono: 1) Kenobi, che è la capogruppo e disbriga i servizi amministrativi e svolge il ruolo di procacciatore di affari per le aziende operative, con pochissimi dipendenti (negli anni da 4 a 6); 2) Gepin generale per l’informatica, azienda storica del gruppo con sede principale a Roma, che è soprattutto operativa nel software, definita per brevità Gepin GPI SpA; 3) Gepin Engineering, nasce a Napoli per seguire le commesse in Telecom/Telesoft e successivamente spostatosi anche a Roma con una filiale nella capitale, la cui consistenza del personale e del volume di attività è analoga a quella di Gepin GPI; 4) Fingepin, nata con l’idea di una finanziaria interna (anche se in effetti il ruolo di holding è sempre stato mantenuto da Kenobi), che fornisce servizi di consulenza software, rimane con pochissimi dipendenti fino alla liquidazione avvenuta nel 2007; 5) Datitalia Processing, società di servizi software attiva a Napoli a beneficio del Banco di Napoli, dismessa dal nuovo proprietario Sanpaolo di Torino, acquisita da Gepin Engineering nel 2002 e incorporata nel 2003 in Gepin Engineering, dalla cui fusione risulterà la Gepin Datitalia. Fin dal suo primo apparire nel gruppo il soggetto Datitalia/Gepin Datitalia è stato impressionante teatro di massicce e frequenti espulsioni di personale attraverso ripetute procedure di mobilità/cassa integrazione straordinaria. Si parla di un’azienda che negli ultimi quattro anni ha dimezzato il numero dei suoi dipendenti (da 1.000 a poco più di 500). Un’azienda che nel corso dell’ultimo decennio ha cambiato tanti nomi e ragioni sociali, ha creato e disfatto aziende controllate, si è fusa, incorporata, poi sfusa e scorporata, ha portato i capitali in una azienda fittizia con sede nelle Azzorre, noto paradiso fiscale, ed è accusata di aver sottratto al fisco italiano la bellezza di 70 milioni di euro, in un groviglio di fatti e misfatti perpetrati ai danni dei lavoratori, del fisco e della società civile;

il gruppo Gepin ha subito un’evoluzione societaria tra il 2002 ed il 2010 per trasferire quote societarie ed effettuare manovre societarie che agli interroganti appaiono fraudolente, che hanno portato all’impressionante debito tributario di quasi 74 milioni di euro addossato alla Getek;

considerato che:

recentemente il presidente del consiglio di amministrazione della Gepin SpA ha comunicato che a breve verrà operato un altro scorporo di azienda;

a riguardo le organizzazioni sindacali hanno ricevuto una lettera che porta all’oggetto: conferimento del ramo d’azienda addetto alla produzione di software e consulenza specialistica per la pubblica amministrazione alla Gepin PA Srl, ai sensi dell’art. 2464 del codice civile;

nella richiamata lettera, per quanto risulta agli interroganti, si comunica che, ai sensi dell’art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, è stata avviata la procedura di conferimento del ramo d’azienda addetto alla produzione di software per la pubblica amministrazione (software development PA) alla Gepin PA. Srl (società conferitaria), ai sensi dell’art. 2464 del codice civile; si informa altresì che, quanto ai tempi e modi dell’operazione, l’11 giugno 2012 il consiglio di amministrazione della Gepin SpA ha deliberato la costituzione della Gepin PA Srl (società unipersonale) ed il successivo conferimento alla stessa del ramo d’azienda addetto alla produzione di software per la pubblica amministrazione, ai sensi dell’art. 2464 del codice civile; previa relazione giurata di un revisore legale o di una società di revisione legali iscritti nell’apposito registro. Gli effetti del conferimento, limitatamente al subentro della società conferitaria nei rapporti di lavoro dipendente, sarebbero decorsi dal 1° settembre 2012. Quanto allo scopo del conferimento, si asserisce che l’operazione ha lo scopo di valorizzare le competenze e le esperienze della Gepin SpA nel settore della pubblica amministrazione, nonché di razionalizzare la struttura organizzativa, contenendo i costi della produzione. Le vicende degli ultimi anni hanno messo in evidenza le differenze organizzative ed operative delle due diverse “anime” della società (clientele pubblica e clientele private), che, se gestite adeguatamente possono favorire il processo di miglioramento in corso e, quindi, creare valore. Tali differenze, ad esempio, riguardano le attivittà di acquisizione delle commesse, mediante offerta da una parte e gara dall’altra, le procedure di collaudo, le garanzie post operam, le certificazioni professionali, i tempi di pagamento, i divieti delle anticipazioni o di cessione di crediti, che riguardano solo la pubblica amministrazione, le alleanze con altri operatori, pressoché assenti nel caso di clientele private e quasi sempre necessarie nell’altro caso. Quanto alle conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori, il conferimento, di per sé, non comporta conseguenze giuridiche, economiche e sociali per il personale coinvolto, ossia per i lavoratori impiegati stabilmente nelle attività di produzione di software per la pubblica amministrazione (software development PA). Quanto alle misure previste nei confronti dei lavoratori, non ne sono previste di particolari nei confronti del personale coinvolto, il cui rapporto di lavoro sarebbe proseguito con la società conferitaria senza soluzione di continuità, ai sensi dell’art. 2112 del codice civile. La società conferitaria non è iscritta ad alcuna Associazione di categoria, come la Gepin SpA, e, per la definizione dei trattamenti minimi, avrebbe fatto riferimento al contralto collettivo nazionale di lavoro del lavoratori addetti all’industria metalmeccanica (Federmeccanica Confindustria). Quanto all’andamento del mercato, si afferma che il mercato nazionale dell’information technology (IT) nel 2011 ha continuato a “perdere terreno” ed ha subito una contrazione del 4,1 per cento del volume d’affari, da 18,4 a 17,6 milioni di euro, dopo la flessione dell’1,4 per cento dell’anno precedente. Autorevoli analisti economici prevedono che la flessione perdurerà nei prossimi mesi e che solo nel 2013 dovrebbe invertirsi della tendenza, anche in virtù dell’auspicata ripresa economica nazionale. Dall’analisi degli ultimi dati congiunturali si evince che in questo momento le medie e grandi imprese dell’IT manifestano uno stato di sofferenza sull’andamento di fatturati (in peggioramento per il 25 per cento delle medie rispetto al 14 per cento rilevato ad aprile, per il 7 per cento delle grandi rispetto al 5 per cento di aprile) e del portafoglio ordini. Nell’attesa dell’auspicata inversione di tendenza, le imprese che operano sul mercato dell’IT avrebbero dovuto dotarsi di strutture sempre più efficienti e flessibili, e, anche mediante opportune alleanze, ridurre i costi di produzione, al fine di accrescere la loro competitiva;

i lavoratori temono, con questa nuova operazione annunciata, il ripetersi del fallimento della Getek. Ancora una volta una quantità di attività e commesse saranno trasferite in un nuovo soggetto, mentre l’attuale società sarà probabilmente lasciata in una deriva occupazionale, debitoria e di tasse non pagate;

i lavoratori non ritengono che l’interesse alle commesse della pubblica amministrazione abbia altro fine se non quello di delimitare un perimetro iniziale per giustificare un nuovo ramo d’azienda, nel quale “fatalmente” confluiranno tutte le attività remunerative. Probabilmente, una volta completata l’operazione, si procederà a rinominare anche la nuova azienda, magari recuperando lo storico marchio “Gepin generale per l’informatica”; a riguardo c’è un congruo gruppo di consulenti “arruolati” dopo l’ultima mobilità;

ad oggi i lavoratori sono ancora in attesa di ricevere la metà dello stipendio di maggio e di percepire i relativi buoni pasto, i colleghi ex Altran (acquisiti da un anno) e soprattutto i dipendenti in mobilità sono ancora in attesa delle loro competenze (trattamento di fine rapporto, ferie, mancato preavviso, eccetera) e, per il momento, si sono visti proporre solo un vago accordo di rateizzazione;

il rischio che paventano i dipendenti è che l’esigibilità delle competenze venga pregiudicata da un fallimento dell’azienda debitrice,

si chiede di sapere:

alla luce di quanto esposto in premessa e di quanto sollevato nel precedente atto di sindacato ispettivo (4-07029) relativamente agli intrecci societari praticati dal gruppo Gepin, se il Governo sia a conoscenza di un intervento delle autorità vigilanti a riguardo;

quali risultino essere i motivi per cui sono ancora una volta i lavoratori a pagare di tasca loro la dissennata conduzione imprudente del gruppo il quale ha deciso di istituire un nuovo soggetto che parte ripulito dai debiti lasciati in eredità alla vecchia società, la quale rischia la deriva, debiti a loro volta generati dalla malagestione di amministratori incapaci e strapagati, che sembrano esentati da ogni responsabilità;

quali iniziative concrete intenda porre in essere al fine di ottenere il pagamento per tutti i lavoratori di tutte le spettanze arretrate;

quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di salvaguardare i diritti dei lavoratori, ancora oggi calpestati dalla società in questione a causa di gestioni scellerate che hanno l’unico scopo di perseguire l’interesse dei vertici a danno dei dipendenti, affinché si prospetti una diversa strategia industriale per il gruppo Gepin con un concreto piano che assicuri la salvaguardia dell’occupazione e della produzione.


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