Rapporti dell’ex ambasciatore italiano a Panama, Placido Vigo, ora Capo della Segreteria particolare del Ministro degli affari esteri, e il faccendiere Valter Lavitola
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07904
Atto n. 4-07904
Pubblicato il 10 luglio 2012, nella seduta n. 761
LANNUTTI – Al Ministro degli affari esteri. -
Premesso che:
l’interrogante ha presentato un’interpellanza (2-00448) sui rapporti dell’allora ambasciatore italiano a Panama, Placido Vigo, ora Capo della Segreteria particolare del Ministro degli affari esteri, e il faccendiere Valter Lavitola;
il Sottosegretario di Stato De Mistura ha risposto all’interpellanza spiegando la vicenda in chiave di rapporti “esclusivamente di tipo professionale” tra l’ambasciatore Vigo e Lavitola (si veda la conclusione della risposta resa nella seduta n. 731 del 24 maggio 2012);
la risposta del sottosegretario De Mistura pone, a giudizio dell’interrogante, una ulteriore serie di perplessità sul ruolo svolto dall’allora Capo missione a Panama, anche alla luce di alcuni approfondimenti al riguardo;
risulta all’interrogante che:
sul merito di alcuni punti sollevati sulle capacità professionali e i risultati conseguiti dall’ambasciatore Vigo nei suoi precedenti incarichi, bisogna dire che Vigo ha lasciato, alla cessazione dell’incarico ricoperto a Buenos Aires, un Consolato generale inefficiente, con numerosissime disfunzioni nella gestione delle pratiche consolari e con oltre 50.000 pratiche di cittadinanza inevase;
l’acquisto e la ristrutturazione della nuova sede ricordata dal Sottosegretario (tra l’altro abbandonando all’incuria buona parte dello storico palazzo di prestigio, regalato allo Stato italiano da un illustre connazionale oltre 80 anni fa e dove aveva sede fino ad allora il Consolato) non compensa certo la gestione di Vigo, ricordata come una delle più carenti della storia della sede;
in quegli anni i cittadini italiani sono stati costretti a terribili file (addirittura dal venerdì per il lunedì) per cercare di entrare nel Consolato generale, organizzato con un sistema che contingentava gli accessi e premiava soltanto clientelismo e corruzione;
al riguardo un filmato su “Youtube” illustra le incresciose situazioni che accadevano alla porta dell’Ufficio consolare;
una gestione inadeguata che permise l’ascesa del Presidente della Camera di commercio e del locale Comites, Luigi Pallaro. Un periodo in cui indiscrezioni rivelano presunti brogli per favorire l’elezione di Pallaro, con la scelta mirata, da parte dell’Ambasciata e del Consolato generale, di un operatore postale per la stampa, distribuzione e raccolta dei voti, tale Oscar Andreani, legato allo stesso Pallaro;
le pratiche consolari, oltre a dare origine a situazioni non consone ad un Ufficio consolare di un Paese di primo livello, hanno comportato il proliferare di agenzie dedite alla intermediazione e falsificazione della cittadinanze italiane scoperte e denunciate alla giustizia soltanto dopo la partenza di Vigo da Buenos Aires;
uno dei principali esponenti di collettività legati a Vigo durante la sua permanenza in Argentina sarebbe stato il conterraneo siciliano Carmelo Pintabona, presidente della Federazione delle associazioni siciliane (FESISUR), che, in occasione del commiato di Vigo, avrebbe organizzato una grande festa di saluto distribuendo una maglietta con il simbolo della Regione Siciliana e la scritta “Vigo Fans Club”;
come si apprende dall’articolo pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 12 maggio 2012 Carmelo Pintabona avrebbe effettuato numerosi viaggi a Panama dopo la partenza di Vigo per incontrarsi con l’ex Console generale e in tali viaggi avrebbe conosciuto Valter Lavitola. Sarebbe stato proprio Carmelo Pintabona l’uomo incaricato da Lavitola, durante la sua latitanza, di chiedere al Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore (infruttuosamente) 5 milioni di euro quale regalo ad un amico in difficoltà. Risulta da un articolo pubblicato su “Rai.it” il 9 maggio 2012 che un altro argentino sarebbe stato l’uomo di riferimento dei rapporti intrattenuti da Finmeccanica a Panama, Gustavo Franchella, diventato amministratore della Società Agafia (costituita dalla fidanzata di Lavitola, Karen de Gracia), riconducibile a Lavitola e a cui sarebbero stati affidati contratti di promozione commerciale del 10 per cento del valore delle commesse di Finmeccanica a Panama (ossia 25 milioni di dollari) sottoscritti una settimana prima della firma delle commesse stesse. Franchella sarebbe socio di un’altra azienda panamenese, la IBT, con Rogelio Oruna Aguilar, panamense, che, come si legge su “La Repubblica” del 17 aprile 2012, avrebbe ottenuto a Panama commesse poco trasparenti dall’amministrazione Martinelli e sarebbe attualmente sotto indagine. È proprio la fidanzata dominicana di Oruna che ottiene nel 2010 un visto dall’Ambasciata a Panama per viaggiare in Europa nonostante il difetto di alcuni requisiti necessari per la procedibilità della domanda;
sembrerebbe, da indiscrezioni, che Vigo, grazie ad un intervento di Lavitola, avrebbe ottenuto, dopo la visita del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Berlusconi a Panama nel giugno 2010, assicurazioni per essere nominato Capo del personale del Ministero degli affari esteri in vista del suo imminente rientro a Roma, ma, per opposizione della alta dirigenza della Farnesina, Vigo non avrebbe ottenuto l’incarico promesso e sarebbe stato nominato Vice Capo del cerimoniale;
ad oggi Vigo si ripresenta, per lo stesso incarico mancato, con l’attuale ministro Terzi;
durante la gestione di Vigo a Panama, a differenza di quanto riferito dal sottosegretario De Mistura, si ottenne soltanto la commessa a Impregilo, consorziata al 48 per cento con la spagnola Sacyr Villahermosa, relativa all’ampliamento del canale di Panama. La commessa valeva 3,22 milioni di dollari in totale e quindi non risulterebbe che a Panama, grazie alla azione di Vigo, le imprese italiane abbiano partecipato al piano di investimenti pubblici per oltre 3,22 miliardi di dollari, oltre ai 2,36 dell’ampliamento del canale, non avendo, le aziende italiane, ottenuto alcuna altra significativa commessa in quel periodo oltre a quella dell’ampliamento del canale, ottenuta per la cifra totale di 2,36 miliardi di euro (ossia 3,22 miliardi di dollari al cambio attuale) e conseguita, secondo molti osservatori, soltanto grazie ad un prezzo scontato (oltre un miliardo di dollari in meno della concorrenza) che sta creando adesso non pochi problemi all’impresa italiana;
il viaggio del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore a Panama, nel giugno del 2010, non sarebbe riuscito assolutamente nel risultato prioritario assegnato alla missione, ossia ottenere dal Governo Martinelli l’affidamento della commessa per la costruzione della metropolitana di Panama al Consorzio italiano Astaldi, Ghella, Ferrovie dello Stato; il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, molto rammaricato per la mancanza di trasparenza con cui si era svolto l’affidamento, avrebbe rinunciato, in seguito, a finanziare, come promesso, un ospedale pediatrico nella città di Veraguas (provincia di origine della familgia Martinelli), creando di conseguenza non poche difficoltà per i rapporti diplomatici tra i due Paesi, avendo per lungo tempo il Governo panamense reclamato l’adempimento della promessa annunciata pubblicamente dal Presidente del Consiglio;
limitatissimo merito sarebbe da ascrivere a Vigo riguardo alle visite bilaterali effettuate nel periodo di permanenza nello Stato centroamericano, visto che lo stesso presidente Martinelli in più occasioni ha pubblicamente affermato che tali visite sarebbero state favorite da Lavitola, definito come assolutamente strumentale ai rapporti bilaterali tra i due paesi. Visite ed incontri bilaterali che oggi, a seguito di una disamina delle vicende, sempre più risultano essere stati di interesse soltanto per Lavitola in vista della sottoscrizione del noto Memorandum e della seguente sottoscrizione di tre contratti da parte delle Aziende del gruppo Finmecccanica con i competenti organismi panamensi, nonché dell’assegnazione di una provvigione del 10 per cento del valore delle commesse ad una società a lui riferibile;
lo svolgimento della vicenda porta a desumere quale possa essere stata la funzione di Vigo nel negoziato e quanto sia stata determinante la sua parte come schermo degli interessi di Lavitola a Panama;
quanto al (fallito) negoziato per l’affidamento della costruzione di carceri modulari con trattativa diretta all’impresa italiana Svemark in base al Memorandum, risulta alquanto peculiare che, come affermato da uno degli attori della vicenda, sarebbe stato l’ambasciatore Vigo a sollecitare l’azienda a rivolgersi a Lavitola per consentire la conclusione del contratto;
a giudizio dell’interrogante un ambasciatore dello Stato italiano non può mai invitare, o anche soltanto consigliare o suggerire, ad una azienda di rivolgersi ad un faccendiere per concludere un contratto,
si chiede di sapere:
quali siano le ragioni che hanno indotto il Ministro in indirizzo a promuovere a Capo della Segreteria Placido Vigo, che sembrerebbe essere persona di fiducia di Lavitola, l’ex direttore de “L’Avanti”, destinatario di un mandato di cattura emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli per reati gravissimi;
se il Ministro in indirizzo ritenga che quanto premesso, al di là degli aspetti e comportamenti di rilievo penali che sicuramente la magistratura si preoccuperà di approfondire, conferma quanto meno l’inopportunità che Vigo continui a svolgere una funzione così delicata, come quella attualmente ricoperta, di stretto collaboratore del titolare del Ministero degli affari esteri e sicuramente l’inadeguatezza a ricoprire il posto di Capo del personale del medesimo Ministero;
quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di accertare se i fatti esposti in premessa, anche a seguito degli ulteriori dettagli e delle descrizioni di circostanze riportate, corrispondano al vero, e, in caso affermativo, se non intenda revocare la fiducia a tale collaboratore la cui presenza, a giudizio dell’interrogante, non rende onore al Gabinetto.
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