Stipendi dirigenti Atac

 

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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08078
Atto n. 4-08078

Pubblicato il 1 agosto 2012, nella seduta n. 782

LANNUTTI – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

dal 25 maggio 2012 il Comune di Roma e l’Atac hanno deciso l’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, addirittura con una settimana di anticipo rispetto ai tempi già stabiliti: mai vista tanta solerzia e tanta puntualità nelle corse di bus e metro;

e così, in un colpo solo, i biglietti giornalieri sono aumentati del 50 per cento, passando da uno ad 1,50 euro, rincarati gli abbonamenti mensili e annuali, ordinari e per gli studenti, con una manovra per far cassa che ha tagliato i pur lievi benefici per anziani lavoratori e studenti;

a fronte di questa “stangata”, che assesta un duro colpo a tutti coloro che per scelta o per necessità hanno deciso di utilizzare il mezzo pubblico per i loro spostamenti, nelle casse dell’Atac entreranno un po’ di soldi in più, ma non è chiaro come verranno investiti;

a fronte di tali aumenti, la qualità del servizio continua a peggiorare come si evince quotidianamente dalle lamentele e dai disservizi patiti dagli utenti vessati e maltrattati dei servizi pubblici dei trasporti romani;

nessun treno o bus nuovi sono stati messi in servizio, ma mezzi fatiscenti, né si è provveduto ad alcun ammodernamento delle stazioni, alcun aumento della frequenza delle corse, ma a giudizio dell’interrogante si è preferito privilegiare solo “buchi neri” per tentare di coprire il rosso di bilancio, nuove assunzioni clientelari, una scandalosa parentopoli con manager dell’Atac tra i più pagati d’Italia;

mentre migliaia di utenti prendono gli autobus per andare al lavoro, persone spesso adirate alle fermate a causa dei ritardi cronici, della soppressione delle corse, a volte dell’arroganza dei conducenti, con mezzi sporchi e fatiscenti. Sui social network vengono pubblicati gli elenchi seguenti degli stipendi dei dirigenti di Atac: Gioacchino Gabbuti, Direttore generale di Atac patrimonio: 585.000 euro; Antonio Cassano, Direttore generale: 353.321 euro; Antonio Abbate, Direzione centrale affari legali e societari acquisti e servizi generali: 325.000 euro; Pietro Spirito, Direzione centrale operazioni: 300.000 euro; Carlo Tosti, Amministratore delegato: 282.750 euro; Emanuele Ludovisi, Direzione centrale strategia: 275.000 euro; Maria Grazia Russo, Direzione acquisti e contratti: 241.678 euro; Roberto Cinquegrani, Direzione superficie: 240.000 euro; Alfonso Cassino, Responsabile direzione tecnica: 240.000 euro; Gianluca Ponzio, Servizio relazioni industriali: 240.000 euro; Gian Francesco Regard, Direzione affari legali: 240.000 euro; Angelo Emidio Cursi, Direzione acquisti: 240.000 euro; Riccardo Di Luzio, Direzione centrale risorse umane e risorse industriali: 240.000 euro; Patrizio Cristofari, Area mantenimento aree civili e impianti: 240.000 euro; Francesca Roma Zadotti, Direzione conformità e rischio: 240.000 euro; Luca Masciola, Direzione integrazione processi aziendali, Ufficio dell’amministratore delegato, Direzione partecipazioni: 230.000 euro; Carlo Parmeggiani, Direttore relazioni esterne: 228.000 euro; Roberto Grappelli: 220.000 euro; Giovanni B. Nicastro, Direzione metro-ferrovia: 204.000 euro; Franco Middei, Direzione acquisti, contratti e servizi generali: 200.000 euro; Gianluca Lucisano, security manager: 188.528 euro; Fabrizio Frustaci, Struttura vendite: 180.000 euro; Pierluigi Pelargonio, Direzione tutela, vigilanza e sicurezza: 180.000 euro; Francesco Salvi, ragioniere generale: 175.587 euro; Cynthia Orlandi, direzione marketing: 171.878 euro; Mario Marinelli, Direzione amministrazione del personale e costo del lavoro: 170.000 euro; Mauro Lombardo, Direzione ufficio acquisti: 170.000 euro; Gianfranco Rossi, Direzione officine: 162.810 euro; Manolo Cipolla, Capo degli acquisti in economia: 162.500 euro; Mario Di Massa, responsabile progetti EU: 150.000 euro; Raffaele Santulli, capo della divisione tecnica: 150.000 euro; Maurizio Brauzzi, responsabile architetture e infrastrutture IT e telefoniche: 150.000 euro; Vincenzo Pesce, Direzione centrale amministrazione finanza e controllo: 150.000 euro; Giorgio Sgarbazzini, Responsabile sistemi: 150.000 euro; Maurizio Milan: 145.408 euro; Giampiero Bellomo, Area pianificazione e controllo: 145.000 euro; Vincenzo Saccà, Direzione customer care: 144.000 euro; Massimo Davenia, Direzione relazioni istituzionali: 143.750 euro; Vittorio Sebastiani, Responsabile area ingegneria: 141.181 euro; Stefano Guadalupi, Direzione pianificazione e contratti di servizio: 139.202 euro; Carlo Alberto Scoppola, Direzione servizi ingegneria del trasporto: 137.538 euro; Mario Macaluso, Area impianti: 137.134 euro; Alberto Cortesi, building manager: 132.000 euro; Emilio Cera, Struttura sosta ed impianti di rete: 130.423 euro; Giorgio Giacomini, Direzione amministrativa e finanziaria: 130.000 euro; Giuseppe Noia: 130.000 euro; Massimo Trasocchin: 129.963 euro; Maurizio Sgroi: 128.711 euro; Roberto Lionichino: 128.525 euro; Emanuele Rinaldi: 125.000 euro; Arturo Barbato: 123.000 euro; Stefania Fois: 120.000 euro; Giuseppe Renato Croce: 120.000 euro; Salvatore D’Aliberti: 120.000 euro; Claudio Scilletta: 118.328 euro; Roberto Semi: 113.445 euro; Massimo Branchino: 113.101 euro; Mario Minati: 113.062 euro; Francesco Attri: 112.035 euro; Alberto Vinci: 111.325 euro; Renato D’Amico: 111.586 euro; Pietro Menicucci: 110.000 euro; Guido Molese: 110.000 euro; Francesco Bonaventura Pica: 108.925 euro; Luigi Tazza: 105.911 euro; Marco Sforza: 105.828 euro; Stefania Chiodetti: 105.168 euro; Osvaldo Zannoni: 104.825 euro; Sauro Salvati: 103.189 euro; Saverio Lopes: 102.911 euro; Enrico Bonanno: 102.761 euro; Roberta Pileri: 100.507 euro; Edoardo De Michelis: 100.000 euro; Riccardo Pederzani: 99.432 euro; Vitantonia Brancaccio: 98.875 euro; Stefano Pisani: 94.825 euro; Antonella Longo: 94.625 euro; Claudio Massa: 94.248 euro; Sandro Ceccarelli: 92.922 euro; Marco Mazzotti: 92.911 euro; Roberto D’Ecclesia: 87.911 euro; Francesco Colica: 87.911 euro; Roberta Carnevale: 87.911 euro; Alessandro Cafarelli: 87.911 euro; Giovanni Ferraro: 87.911 euro; Sabrina Bianco: 87.911 euro; Carlo Barrella: 87.304 euro; Gianluigi Di Lorenzo: 85.400 euro; Vincenzo Patanella: 85.290 euro; Antonio Mancini: 80.000 euro,

si chiede di sapere:

se il Governo, che ha varato una manovra di spending review per tagliare ed armonizzare i costi eccessivi e gli elevati guadagni dei dirigenti, sia al corrente di stipendi a giudizio dell’interrogante scandalosi pagati all’Atac di Roma;

se non abbia il dovere di intervenire con iniziative di competenza al fine di armonizzare gli elevatissimi costi della dirigenza Atac, equiparandola ad altre società di trasporto locale più efficienti e meno dispendiose;

quali misure urgenti intenda adottare per garantire una qualità accettabile nel trasporto pubblico erogato in regime di monopolio dall’Atac a Roma, esercitando quei poteri a tutela dei cittadini ed utenti vessati riguardo ad un’amministrazione che a giudizio dell’interrogante ha prosperato e si è arricchita sulla pelle degli abbonati e dei consumatori.

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