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FISCAL COMPACT: ITALIA APPROVA, LA GERMANIA BOCCIA

FISCAL COMPACT: ITALIA APPROVA, LA GERMANIA BOCCIA

(AGENPARL) – Roma, 06 mar – Il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) denominato ‘mostro di LochMes’ che costa all’Italia 125,4 miliardi di euro in 5 anni e la camicia di forza del Fiscal Compact, entrambi imposti dalle tecnocrazie europee e dalla Germania, rappresentano in una fase di recessione e di grave e prolungata crisi economica, il suicidio politico delle nazioni per le forti restrizioni a spesa pubblica, austerità e rigore di bilancio col conseguente blocco al volano dello sviluppo. Il parlamento italiano come richiesto dal Governo Monti, ha approvato la scorsa estate quasi all’unanimità, il diktat europeo imposto dalla Germania, che oggi registra un arresto, uno schiaffo in pieno viso alle devastanti politiche europee di Angela Merkel : “Deutscher Bundesrat stoppt Fiskalpakt”.

ll Bundesrat tedesco infatti, la Camera dei Laender, ha bloccato il Fiscal Compact, tramite il voto dell’opposizione rosso-verde, che detiene la maggioranza. Le regioni chiedono di ridiscutere il provvedimento voluto da Angela Merkel; in Commissione di mediazione, le due Camere saranno costrette a trovare un accordo. In cambio dell’austerità e del definitivo soffocamento delle politiche economiche imposte dal Fiscal Compact, i Laender vogliono ottenere maggiori fondi fra il 2014 e il 2019. L’ossessiva politica del rigore perde un tassello decisivo: fino alle prossime elezioni, la Germania non entrerà nel Fiscal Compact, a differenza dell’Italia, che ha approvato senza fiatare l’imposizione delle cancellerie europee, Germania in primis, ad un rigore di bilancio incompatibile con la recessione economica e con la prolungata crisi sistemica, che impedisce la ripresa ed uccide i consumi. Se non si ridiscutono in Europa gli impegni assunti con Mes e Fiscal Compact, che non potranno essere onorati nonostante le politiche economiche di rigore imposte ai cittadini, oltre a non superare la crisi, si continua a gettare benzina sul fuoco delle proteste che covano sotto la cenere, civilmente raccolte in Italia alle scorse elezioni dal M5S, vere e proprie rivolte sociali degli onesti, contro le tecnocrazie e le cleptocrazie europee, che hanno ucciso stato sociale, tenore di vita, potere di acquisto ed umiliato la dignità stessa delle famiglie e dei consumatori. Lo afferma in una nota il senatore Elio Lannutti (Presidente Adusbef

Intervento Elio Lannutti appello per voto utile

Elio Lannutti-presidente Adusbef- Roma-Piazza San Giovanni,22 febbraio 2013

Cari amici, Caro Beppe, ci conosciamo da tanti anni ed abbiamo fatto qualche battaglia insieme per la difesa dei diritti dei consumatori, dei poveri cristi e della legalità. Dalle assemblee della Stet in Via Bertola ai tempi di Biagio Agnes e Ernesto Pascale, alle più recenti della Telecom per l’azione di responsabilità contro Tronchetti Provera “il tronchetto dell’infelicità”, alle banche.

Il crack del Monte dei Paschi, la più antica banca  è il più grave scandalo nella storia della Repubblica, 15,4 miliardi di euro spariti, distrutti in pochi anni, all’insaputa del triangolo mafioso Consob,Abi, Bankitalia. Chi doveva controllare come Consob e Bankitalia, andava a braccetto coi controllati  e molti oggi fanno finta di non aver mai conosciuto il “compagno”, Mussari”.

E’ un caso di criminalità – ha detto Draghi- dimenticando di aggiungere che sono complici i banchieri centrali, quelli che non hanno fatto nulla per impedire la crisi sistemica, in concorso con le agenzie di rating e banche di affari,  le cupole delle mafiomassonerie di Bilderberg e Goldman Sachs gli autentici  criminali seriali. E’ per me un grande onore, dalla piazza storica di San Giovanni a Roma, la stessa che dette addio a Enrico Berlinguer nel 1984, precursore di Mani Pulite e della questione morale, fare l’appello all’unico voto utile in queste elezioni, quello che sarà dato a te, caro Beppe ed ai ragazzi del movimento Cinque Stelle.

Abbiamo fatto tutti e due i capelli bianchi, ne abbiamo viste di tutti i colori, abbiamo combattuto tante battaglie, alcune vinte, molte perdute in difesa dei diritti e della legalità, abbiamo maturato l’età della pensione, potremmo benissimo ritirarci a vita privata, starcene a casa, fare gli indifferenti.

Ero tentato di ritirarmi, dopo aver fatto mille battaglie dure e solitarie in cinque anni di Senato, contro cricche, faccendieri, ladri, lestofanti e combriccole di potere annidate fin dentro le istituzioni: Finmeccanica, la tela di ragno dei Rasputin di Palazzo Chigi, i piquattristi di complemento  dentro i ministeri, i derivati truffa, il sistema gelatinoso di Anemone e Balducci, il sistema bancario che  finanzia con miliardi di euro i propri amici e compari come Ligresti, Zunino Zaleski e negano un mutuo, dopo aver fatto l’esame del sangue con richiesta di garanzie, ipoteca, fidejussione, reddito, a ragazzi che vogliono acquistare la casa, o piccoli imprenditori, artigiani  che non vogliono licenziare i propri dipendenti  con il senso dell’onore, costretti a darsi fuoco davanti le agenzie fiscali.

Abbiamo denunciato in questi anni il sistema di corruzione e di tangenti che sta affiorando, ricordato che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non sulla dittatura degli spread, che la sovranità appartiene al Popolo, non ai banchieri, ai tecnocrati ed agli oligarchi i quali, per l’incapacità di una visione politica hanno trasferito il potere democratico ai «mercanti del tempio», imponendo i Governi degli illuminati.

Abbiamo cercato di contrastare il Fiscal Compact, una camicia di forza che aggrava la crisi; il mostro di LochMes (Meccanismo  Europeo di Stabilità), un pericoloso strumento che costa all’Italia 125,4 miliardi di euro, creato dall’oligarchia e cleptocrazia bancaria per salvare se stessa e la propria avidità, lo scudo fiscale criminale, il riciclaggio del denaro sporco, lo Ior, San Marino, i derivati truffa ed il denaro dal nulla, i collezionisti di poltrone come Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps con 25 incarichi.

Caro Beppe, non potevo fare l’indifferente mentre l’Italia andava a picco, ma essere presente, partecipare come un soldato al vento di cambiamento  che soffia da questa piazza, lo stesso vento di pulizia e moralità che nel 1984 generò lo storico sorpasso del PCI, dovuto all’effetto Berlinguer.

Sono certo che la rabbia degli onesti, milioni di onesti che non si rassegnano allo sfascio di un paese portato alla disperazione da questi stessi partiti che fanno finta di essere nuovi, sempre gli stessi uomini, che sotto mentite spoglie cambiano casacca, saprà  liberare il paese dai corruttori, sconfiggere un sistema di potere che ha accumulato un debito di 2.000 miliardi di euro, indagare su cleptocrazie, tecnocrazie, oligarchie e sepolcri imbiancati,  come Bankitalia, Consob, Isvap, che hanno rubato il futuro ai giovani.

Grazie a tutti e ricordatevi di andare al voto domenica e lunedì scegliendo l’unico voto utile, quello dato al Movimento Cinque Stelle  per cambiare questo Paese.

Risposta di Beppe Grillo:

Grazie purtroppo dato il casino non ci siamo potuti incontrare ma ti rinnovo la mia stima perché sei un grande combattente  a presto un abbraccio b

Intervista del 10 gennaio 2013 ad Affari Italiani.it

Lannutti ad Affaritaliani.it “Non mi ricandido a senatore”

Giovedì, 10 gennaio 2013 – 13:59:00

di Marco Scotti
Parla lentamente, scandendo le parole con tono pacato. Per questo, quando Elio Lannutti si esprime, le sue affermazioni sembrano pietre appuntite. Abruzzese, classe 1948, ricopre la carica di presidente dell’Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi) dal 1987. Ha due libri pronti ad uscire che, a quanto promette, non risparmieranno niente e nessuno.

Senatore, ma è vero che non si ricandida?
Verissimo! D’altronde, la classe politica non si basa sulla meritocrazia, e quindi questa ragione mi ha indotto a non accogliere nessuna proposta di ricandidarmi. Ritengo che sia più dignitoso uscire dalla politica anche perché uno come me, che per trent’anni ha difeso i diritti, non può sopportare di vergognarsi dicendo che fa il senatore. Ormai i politici sono accomunati ai ladri. Non sono neanche riusciti a fare la riforma della legge elettorale – condizione, oltretutto, necessaria per una mia nuova candidatura. Ho in uscita due libri: il primo, “Cleptocrazia – Vite rubate” dove faccio i nomi e i cognomi di tutti coloro che hanno rubato il futuro ai giovani, a partire da Draghi, da Monti e da tutti i cleptocrati che naturalmente hanno prodotto la crisi, creato denaro dal nulla e sono anche riusciti a commissariare l’Italia tramite Monti. Il secondo, “Sedicesima legislatura – Diario di un senatore da strada”, racconta cinque anni di politica. A partire dal 28 febbraio del 2008, quando ricevetti una telefonata da Mario Draghi che voleva incontrarmi perché avevo appena consegnato le bozze del libro “La repubblica delle banche”, dove compariva un capitolo dedicato al “Super Mario de’ noantri”. E ci ricordiamo tutti che giudizio diede Cossiga su Draghi (“un vile affarista”, ndr)…

Passiamo al suo “vero lavoro”: la tutela del consumatore. In questo momento in Italia abbiamo una situazione che definire drammatica sarebbe quasi un eufemismo…
In questi due anni che mi separano dal congresso per l’elezione del presidente di Adusbef (dicembre 2014) continuerò  a fare studi e le pulci alle banche. Ho appena reso noto uno studio che riguarda gli istituti di credito italiani che taglieggiano le famiglie con i fondi della Bce. Francoforte, d’altronde, ha inondato le banche: non è Monti che ha fatto calare lo spread, ma i prestiti della Bce. Gli istituti di credito si sono aggiudicati 274 miliardi di euro a tassi dell’1% d’interesse, nelle due aste LTRO (Long Term Refinancing Operation) di dicembre 2011 e febbraio 2012. Ma le banche, invece che assecondare la ripresa dell’economia o dare un finanziamento a qualche giovane che ne ha sicuramente bisogno, visto che al momento i veri ammortizzatori sociali sono le famiglie e la loro capacità di risparmio, hanno comperato i titoli di stato che sono passati da 209 miliardi di euro a 340 miliardi di euro (un incremento di oltre il 60%). Questo significa che con un tasso dell’1% di interesse richiesto dalla Bce, si acquistano btp che hanno un rendimento medio del 4,37% e quindi ci ricavano 12 miliardi di euro in tre anni senza fare nulla. Le banche non hanno pensato di aiutare i giovani ad accendere un mutuo: pensi che oggi, per avere un prestito di 100.000 euro trentennale, si deve corrispondere agli istituti di credito un pizzo di 26.000 euro. Hanno strangolato le imprese, togliendo loro l’affidamento con un preavviso di 24 ore. Il debito pubblico durante i 13 mesi di governo Monti è aumentato di 1705 euro a persona: dovevano diminuire l’indebitamento, ma siamo arrivati a 2014 miliardi (+102 miliardi). E hanno deciso che l’Imu sulla prima casa (3,9 miliardi) deve essere impiegato per salvare il Monte dei Paschi di Siena. La politica è sputtanata ed è piena di rubagalline: un Batman, che è accusato di aver rubato 1,3 milioni di euro, che cosa è rispetto al Monte dei Paschi di Siena che ha pagato Antonveneta 3 miliardi di euro più del dovuto? O rispetto a un Ligresti, che ha prodotto un buco di 2,5 miliardi e che aveva tutti a libro paga: dal figlio dell’ex presidente dell’Isvap Giannina al figlio dell’ex capo della Consob Cardia, per non parlare di tutta la classe politica, con Tabacci – il nuovo che avanza da trent’anni – in testa. Una classe politica che ha rubato il futuro alle nuove generazioni.

A questo punto le chiedo un commento da ormai ex-senatore: al di là di chi vincerà le elezioni, l’Italia come guarda al futuro?
Con grande amarezza, sarà necessario fare tanti sacrifici per riparare i danni di questa cleptocrazia, che ha prodotto il debito e ha pensato unicamente al suo tornaconto. Ho condotto una personalissima battaglia non solo contro questa classe politica, ma anche contro soggetti terzi che hanno lucrato sulla sofferenza: è il caso delle agenzie di rating, che abbiamo provveduto a denunciare, ma anche contro Agenzia Debiti, i predoni degli indebitati che sono stati arrestati, dopo avermi offerto dei soldi tramite un senatore. Oltretutto al Senato sarà molto difficile avere governabilità, si profila una situazione analoga a quella del governo Prodi.

Nel frattempo, la finanza continua ad avere il predominio sulla politica
Noi ci ricordiamo la crisi del 1929, quando Roosevelt fece approvare il Glass-Steagall Act (una legge per realizzare una maggiore sicurezza e un uso più efficace degli asset delle banche, per aumentare il controllo interbancario, per prevenire operazioni di tipo speculativo, ndr) e una serie di riforme e di regole. Oggi mi viene da ridere: il super Mario de’ noantri presenta la nuova banconota da 5 euro, rafforzando l’egemonia tedesca (visto che i nuovi 5 euro sono chiaramente un omaggio a Berlino), ma si guarda bene dal sopprimere la banconota da 500 euro che è fatta ad uso e consumo dei riciclatori di denaro sporco. Lo sa che dentro un pacchetto di sigarette, arrotolati, ci entrano 50.000 euro? Noi abbiamo incassato 24 miliardi di euro di Imu: 4 li abbiamo dati a Mps, gli altri venti al fondo salva stati, l’Esm che io ho ribattezzato Mostro di Lochness. La politica ha gravissime responsabilità. Perché quando si delegano funzioni che sono nelle democrazie dei governi a nuovi dittatori come Mario Draghi o Barroso, che non sono democraticamente eletti da nessuno, si scende per una brutta china. O si riacquisisce la sovranità della politica, oppure andremo sempre peggio.

Sì, però il Glass-Steagall Act venne abrogato: un altro segnale della protervia della finanza?
L’Act fu abrogato da pressioni di quelle banche d’affari che in un primo momento avevano sostenuto Obama e adesso gli hanno tolto l’appoggio. Il presidente, al tempo dell’abrogazione, era un democratico come Clinton. Quando si viene catturati dagli affari, dai derivati, dai meccanismi ad alta frequenza (HFT) che alterano il corretto svolgimento delle borse e dei mercati, non c’è più futuro. Pensi che Lloyd Blankfein, capo di Goldman Sachs, poco prima del baratro fiscale ha anticipato a sé e agli alti dirigenti le stock option e i bonus per evitare di pagare troppe tasse. A una riunione del Fmi, i politici furono accusati (parlando della crisi greca) di pagare pensioni e stato sociale senza poterselo più permettere: era necessario, dicevano, delegare molto più ai privati. Io intervenni, affermando che noi eravamo responsabili di aver delegato loro funzioni e che per uscire dalla crisi si sarebbe dovuto istituire un tribunale analogo a quello dell’Aja per crimini economici contro l’umanità e far fare a loro, quelli che non hanno vigilato, 150 anni di galera.

Abbiamo un esempio di gestione pubblica con Alitalia: la sua impressione?
Il mio giudizio è stato molto severo soprattutto sul ministro che ho ribattezzato Passerà. Tra lui e la Fornero non so chi sia stato peggio. Passera si è affidato a faccendieri e uomini della P4. Invece che fare il bando per la tv, ha fatto bandi per togliere televisioni private che avevano 25 anni di storia. Già allora (lo ribattezzai Corradino l’Aviatore per sua moglie, che era capo delle relazioni esterne di Toto) io denunciai che il salvataggio di Alitalia sarebbe costato 3 miliardi di euro alla fiscalità generale. Anche altri ministri hanno deluso: come Grilli, ad esempio, che ultimamente è sparito dopo una serie di interrogazioni che ho fatto contro di lui relative ai debiti della moglie e alla famosa casa. La situazione grave è che è sempre il consumatore che deve pagare le avventure economiche dei capitani coraggiosi. A Fiumicino, per esempio, abbiamo varato una manovra che costa 8,5 euro in più a biglietto per chi atterra o decolla dallo scalo romano. Mentre i ricavi per i privati saranno di 13 miliardi di euro, cui va aggiunta la speculazione dell’agro romano. Questa è l’Italia, ma io non mi arrendo: in questi due anni daremo del filo da torcere a questi poteri. I poteri alla Profumo, che ha costretto un imprenditore come il titolare della Divania di Bari ad acquistare derivati per poter avere rinnovato il fido. Non si illudano: per me stare al Senato è stata una camicia di forza, ora riprenderò la mia battaglia con ulteriore vigore.

Intervento in Aula al Senato sulla Legge di Stabiltà

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 856 del 19/12/2012

Discussione congiunta dei disegni di legge:

(3585) Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

(3584) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) (ore 15,09)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, signori del Governo, siamo chiamati all’ultimo atto del Governo Monti sulla legge di stabilità e sul bilancio ma, a tredici mesi dal suo insediamento, è giusto e doveroso tracciare un bilancio del Governo tecnico, non su basi di contrapposizione ideologica, ma nel merito.

Presidenza del vice presidente NANIA (ore 16,37)

(Segue LANNUTTI). Dico subito che personalmente apprezzo la riconquistata credibilità internazionale dell’Italia, diventata lo zimbello del mondo all’ultimo vertice del G20, il 3 novembre 2011; ma le misure e le politiche economiche adottate per far uscire il Paese dalla crisi sono state a senso unico, a danno di lavoratori, famiglie, piccole e medie imprese, pensionati, per avvantaggiare quei convitati di pietra, ben rappresentati nell’Esecutivo, che non si sono distinti per lungimiranza e capacità di dare soluzione ai drammi del Paese ma, al contrario, li hanno aggravati.

L’ultimo capolavoro: il Ministro dello sviluppo economico ha rimandato a babbo morto l’asta sulle frequenze e, invece di creare occasioni di lavoro, sviluppa disoccupazione e falcidia posti di lavoro. Mi riferisco ai bandi regionali per l’assegnazione delle frequenze agli operatori di TV locali: televisioni storiche, con oltre vent’anni di operatività, sono fatte fuori da bandi di gara su misura, gestiti da tale Sambuco, sodale del piquattrista Bisignani; bandi accusati già in precedenza di scarsa trasparenza; bandi farsa, con la finalità di avvantaggiare amici degli amici ed escludere altri, mettendo in mezzo a una strada centinaia di giornalisti e operatori TV.

Vi siete distinti, signori del Governo, per essere stati al servizio di cricche, faccendieri e piquattristi di complemento, per fare carta straccia dei diritti e della legalità. Anche questo testo è manchevole da questo punto di vista. Stiamo discutendo non si sa bene che cosa, perché ancora non c’è il maxiemendamento. Di cosa discutiamo? Comunque, per quel che è dato sapere, all’interno ci sono emendamenti fatti ad uso e misura della CONSOB di Vegas, l’uomo dalle porte girevoli, che ha stabilizzato i suoi compari e i suoi compagni di merende.

Con riferimento all’emendamento Caputi, proprio oggi – do la notizia – la Procura della Repubblica di Milano ha condannato i banchieri per i derivati che erano stati appioppati (l’Adusbef era parte civile): ebbene, la Procura ha sconfessato le tesi di questo Vegas, questo uomo dalle porte girevoli che, essendo asservito ai banchieri, sostiene che le tesi probabilistiche non debbano sussistere nel momento in cui si sottoscrive un contratto di derivati.

Signori del Governo, già nel provvedimento Salva-Italia, o Salva-banche se preferite, avevate imposto l’obbligo di apertura di conto corrente ai vecchi per farli cadere nelle grinfie dei banchieri che hanno strozzato il Paese e che hanno deteriorato le condizioni creditizie, di quei banchieri che rifiutano perfino di dare un mutuo ai giovani con fior di garanzie dei genitori garanti (- 47 per cento erogazione dei mutui) o revocano i fidi, con un preavviso di 24 ore ad aziende e famiglie stremate dalla crisi che non appartengano al “sistema Ligresti” (2,5 miliardi di buco). Alla povera gente non vengono dati nemmeno 10.000 euro!

Mentre corrono prezzi e tariffe, con un gravame di ben 2.200 euro a famiglia su base annua, cresce il disagio sociale, con un incremento dei pignoramenti ed esecuzioni immobiliari del 22,8 per cento (negli ultimi anni una città di 100.000 abitanti è sparita, cancellata dalla faccia della terra), a fronte del 5,2 per cento nel 2011. Con retribuzioni ferme, perdita del potere di acquisto e pressione fiscale arrivata ai limiti della decenza, voi impiegate i 24 miliardi di euro di tributo IMU per salvare banche in crisi o per il fondo salva Stati (+ 50 miliardi). Le signore banche, che nel 2011 avevano registrato perdite per 23,1 miliardi di euro, hanno ritrovato gli utili, che nel biennio 2012-2013 saranno di 10,5 miliardi di euro, grazie alle provvidenze governative ed all’omessa vigilanza di Bankitalia, collusa con banche, fondazioni bancarie ed il fondo strategico della Cassa depositi e prestiti in un gigantesco conflitto di interessi tra controllati e controllori, che in un Paese normale dovrebbe far attivare urgenti indagini penali di qualche Procura della Repubblica per i rischi che corrono i risparmi postali (300 miliardi di sudore dei vecchi, dei cittadini) nelle avventure finanziarie ed industriali.

Gli ultimi dati pubblicati dalla BCE nel bollettino dicembre 2012, a pagina 42, “Moneta e banche”, sui tassi applicati nei Paesi dell’area euro, registrano una media del 4,88 per cento per i mutui in Italia, contro il 3,49 per cento dell’area euro, con un differenziale di ben 139 punti base, mentre per il credito al consumo c’è un differenziale di ben 188 punti base. Questo significa che un italiano deve spendere 864 euro in più l’anno per un muto trentennale di 100.000 euro, quindi quasi 26.000 euro alla fine dell’ammortamento. Questo è il capolavoro del Governo dei banchieri!

Lo scippo con destrezza dalle tasche di milioni di famiglie e di consumatori, aggravato negli ultimi 13 mesi, produce una riduzione forzosa dei consumi che impedisce la ripresa economica e getta il Paese nella disperazione per il credito negato o revocato e per la persecuzione fiscale a danno dei contribuenti onesti.

Il resoconto di 13 mesi fallimentari è racchiuso in questi dati: il PIL scenderà quest’anno del 2,8 per cento; gli investimenti lordi del 12,7 per cento; la spesa per i consumi delle famiglie del 10,8 per cento; la domanda del 7,5 per cento; le esportazioni di beni e servizi del 3,1 per cento; le importazioni del 15,3 per cento; la bilancia dei pagamenti avrà un saldo negativo. Anche l’avanzo primario, che misura la differenza tra entrate e uscite prima di aggiungere al conto gli interessi sul debito, seppur migliorato, è del 2,4 per cento contro il 2,9 per cento preventivato dal Governo e nel 2013 sarà del 2,6 per cento del PIL rispetto al 3,6 per cento.

La fuga di capitali verso l’estero, nonostante la curva attraente dei rendimenti sui decennali superiori al 4 per cento netto, smentisce la favola della rinnovata fiducia degli investitori internazionali al solito e sobrio Monti. I titoli italiani in mano ad investitori esteri sono scesi infatti dai 796,85 miliardi del 2010 ai 721,7 del 2011, per arrivare ai 676,5 di settembre 2012 (-120 miliardi dal 2010), mentre i titoli detenuti dai nostri istituti finanziari sono saliti dai 541 miliardi del 2010 ai 698 del settembre 2012, quelli della Banca d’Italia da 66 miliardi a 99 miliardi e quelli in mani di altri residenti da 145 a 197 miliardi.

L’oppressione fiscale ce la vogliamo mettere? Il 58 per cento delle imprese non riesce ad adempiere ai doveri fiscali con il fisco. Per non parlare del debito pubblico. Ma come, dovevate ridurlo e invece lo avete aumentato ad oltre 2.000 miliardi, al ritmo di 12,2 miliardi al mese!

Il tanto deprecato Berlusconi lo aveva aumentato a 6,6 miliardi al mese e Prodi, nel biennio 2006‑2008, ad un ritmo di 3,7 miliardi di euro al mese. Questi sono i dati.

Oltre al capolavoro degli esodati e alla proroga offerta al collezionista di poltrone Mastrapasqua, che con 60 milioni di pubblicità si paga il silenzio complice dell’informazione sulle sue malefatte, il Governo ha rafforzato l’idrovora con la nuova IRI, con il Fondo strategico e la Cassa depositi e prestiti; dopo che gli avete regalato 3 miliardi di euro con la conversione delle azioni da privilegiate ad ordinarie, adesso – l’ultimo capolavoro – il 4,5 per cento di Generali in mano a Bankitalia andrà al Fondo strategico.

Questo è un Governo permeato da lobby che non hanno a cuore gli interessi generali e che stanga i consumatori. Quando afferma che le banche italiane sono più virtuose, dimentica altri dati, come quello relativo al costo di un conto corrente in Italia (295,66 euro rispetto ai 114 euro nella media europea) o ai tassi sui mutui, che sono più alti.

E poi non si fa nulla per la povera gente. Ringrazio il senatore Legnini e gli altri relatori che hanno fatto di tutto per abbellire una manovra in realtà indigesta, perché per uscire dalla crisi, oltre a regole e sanzioni, ci vogliono pensieri lunghi, statistiche che possano combattere i populismi con il buon governo.

Una domanda sorge spontanea, come diceva un mio amico in passato: la BCE ha offerto 274 miliardi di euro per prestiti triennali al tasso dell’1 per cento, ma sapete che, quando le banche non riusciranno a restituire questi soldi, si creerà una nuova crisi? Non lo diciamo solo noi dell’Adusbef, lo hanno detto anche il Fondo monetario e la Banca mondiale. Lo ha affermato Kaushik Basu, capo economista della Banca mondiale, il quale ha detto che ci sarà un botto nell’economia globale nel 2014 e 2015, perché le misure della BCE hanno fatto guadagnare tempo ma non risolvono i problemi alla radice. Nello scenario migliore, la crescita economica dell’eurozona segnerà una stagnazione fino al 2015, prima di riprendersi.

La Cassa depositi e prestiti ha ricevuto un finanziamento di 20 miliardi all’1 per cento per accompagnare le piccole e medie imprese. Ma a chi li ha dati questi soldi? Non mi risulta che abbia accompagnato le piccole e medie imprese.

Ricordo inoltre che i prodotti derivati, arrivati ad un trilione di miliardi di dollari, oltre 16 volte il PIL mondiale, pari a 65.000 miliardi di dollari, sono stati la causa principale della crisi sistemica che ha intossicato le economie del mondo e distrutto 40 milioni di posti di lavoro. Ora si vuole fare una Tobin tax all’amatriciana, il cui limite massimo è stato aumentato a 200 euro sui derivati, e si getta fumo negli occhi prevedendo di tassare anche le negoziazioni ad alta frequenza (HFT), quelle che immettono milioni di ordini contemporaneamente, ma poi ci si dimentica che le banche europee hanno in pancia 6 .000 miliardi di derivati e continuano a comportarsi come enormi hedge fund, come la Banca centrale europea, dove la compravendita di opzioni, CDS, index, derivati prevale sulla mera attività bancaria tradizionale, fatta di intermediazione creditizia, con una leva finanziaria pari a 28,2 volte il patrimonio netto, mentre prima del fallimento della Lehman Brothers era di 27,9 volte.

È in atto nel mondo globalizzato una guerra silenziosa tra coloro che vogliono cambiare, per restituire un futuro ai giovani, che con Occupy Wall Street si battono contro la finanza spregiudicata, il denaro dal nulla, il saccheggio sistematico del futuro ipotecato da «banksters» senza scrupoli ed i grandi banchieri, che vogliono difendere con lo status quo i loro privilegi ed assetti istituzionali che addossano ai popoli le responsabilità e il salvataggio delle banche troppo grandi per fallire.

Uno dei più fulgidi esempi di questo scontro è dato dalla discesa in campo del senatore Monti. Ma come, non doveva restare super partes? Il suo mandato non doveva essere super partes? La carica di senatore a vita non gli era stata conferita per rimanere super partes? Invece di essere portatore degli interessi generali e del bene comune, valori che per i banchieri non esistono, ubbidisce agli ordini di Goldman Sachs, di Bilderberg e della grande finanza internazionale, che non si rassegna al ripristino della democrazia tramite libere elezioni nell’Italia commissariata.

Per uscire dalla crisi prodotta dall’avidità dei banchieri senza scrupoli, occorrono regole ferree contro il potere enorme assunto dai tecnocrati e dalle élite a spese dei popoli la cui sovranità è stata confiscata. Occorre una netta separazione tra banche di affari e banche commerciali, analoga a quella prevista dal Glass-Steagall Act, ideato da Roosvelt per risolvere la crisi del 1929. Occorre l’istituzione di un tribunale internazionale analogo a quello che giudica i crimini di guerra che, invece di impiccare i banchieri nelle pubbliche piazze, come proposto dall’economista americano Nouriel Roubini (siamo contro la pena di morte), li sottoponga ad un giusto processo per crimini economici contro l’umanità, facendogli fare compagnia a Madoff: centocinquant’anni di galera. Occorre impedire che tecnocrati, burocrati e ottimati, che hanno succhiato il sangue ai popoli europei dissanguati, possano continuare ad arricchirsi con l’azzardo morale, rompendo le diffuse complicità con oligarchie, tecnocrazie e cleptocrazie europee ed internazionali.

Signor Presidente, mi lasci concludere questo mio ultimo discorso in Aula nella XVI legislatura, non avendo ancora deciso se ricandidarmi e con chi; per quel che mi riguarda, continuerò le mie battaglie, dentro o fuori quest’Aula, contro le élite, a fianco dei ragazzi di Occupy Wall Street e di tutti quelli che si battono contro l’1 per cento delle persone, mentre il 99 per cento subisce la finanza: quei professori economisti che vanno a braccetto anche in quest’Aula. È necessario restituire un futuro rubato ai giovani oppressi e dignità ad una classe politica screditata e vilipesa, che non è fatta solo di “Batman” e di Maruccio, ma di tanti colleghi onesti e capaci, con il senso dello Stato e delle istituzioni (a differenza del Governo di Goldman Sachs), per riaffermare il primato delle politica sulla finanza di carta, sui banchieri, sulle oligarchie finanziarie, che non possono continuare a decidere sui destini del mondo, dopo aver scippato la sovranità che nelle democrazie appartiene ai popoli.

Signor Presidente, continuerò a battermi contro la finanza che ha intossicato i popoli e continua a dettare ai Governi ed ai commissari di turno delle Cancellerie europee e delle troike l’agenda delle loro convenienze e dei loro profitti, per restituire dignità alla buona politica, che deve mettere in campo alte sfide per la sovranità, che nelle democrazie, lo dice anche la Costituzione, appartiene ai popoli. (Applausi dei senatori De Toni, Alicata e Sarro).

Intervento Aula su Riforme costituzionali

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 772 del 19/07/2012
Seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale:

(24) PETERLINI. - Modifica agli articoli 55 e 57 e abrogazione dell’articolo 58 della Costituzione in materia di composizione del Senato della Repubblica e di elettorato attivo e passivo

(216) COSSIGA. - Revisione della Costituzione

(873) PINZGER e THALER AUSSERHOFER. - Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione in materia di forma di governo

(894) D’ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l’elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

(1086) CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo

(1114) PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all’articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali

(1218) MALAN. - Revisione dell’ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri

(1548) BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all’articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale

(1589) FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l’elettorato attivo e passivo per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

(1590) CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l’elezione del Presidente della Repubblica e il Governo

(1761) MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica

(2319) BIANCO ed altri. - Modifica dell’articolo 58 della Costituzione, in materia di abbassamento dell’età anagrafica per l’elettorato attivo e passivo del Senato della Repubblica

(2784) POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5.000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale

(2875) OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l’elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l’elettorato passivo per la Camera dei deputati

(2941) Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l’istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo

(3183) FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province

(3204) CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l’istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo

(3210) RAMPONI ed altri. - Modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di presenza delle donne nel Parlamento

(3252) CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, non essendo un giurista, come è a tutti noto, noto, non sono intervenuto finora come tanti illustri colleghi nel dibattito sulle riforme costituzionali. Il Senato è impegnato da più giorni e senza relatore in una sorta di commedia degli inganni, per una riforma costituzionale che tutti sappiamo non potrà mai entrare in vigore prima del 2018 (semmai dovesse entrare in vigore).

Ciò mentre fuori dal Palazzo il Paese brucia, non solo per la dittatura degli spread (che oscillano attorno a 500 punti, nonostante le manovre “lacrime e sangue” degli ultimi 18 mesi, del valore di 330 miliardi di euro), ma anche per il trasferimento volontario di sovranità e senza partecipazione popolare a quel nostro mostro giuridico denominato Meccanismo europeo di stabilità (MES), acutamente definito “mostro di Loch Mes”.

Signor Presidente, colleghi, oggi, in prima pagina, non sul mio giornale, ma sul «Secolo d’Italia» si legge il titolo: «110 miliardi» di euro (quelli che dobbiamo conferire a questo mostro giuridico), «Dove li prendiamo?». Oggi approveranno alla Camera questo nuovo trattato, però ci sono tanti dubbi, anche sul salvataggio dell’euro; è in pericolo la sopravvivenza dell’euro. E si domanda Elena Polidori, nell’articolo su «la Repubblica» relativamente ai provvedimenti necessari, di questo trasferimento di sovranità e di soldi a questo mostro giuridico, peggio della Banca centrale europea, quale uso verrà fatto: lo decideranno lorsignori. E questo fondo MES deve poter ricapitalizzare direttamente le banche. Di questo si tratta, signor Presidente.

Fuori dal Palazzo le famiglie soffrono una delle crisi economiche – sistemiche più gravi dal 1929, dalla grande depressione; crisi iniziata il 7 luglio 2007 con lo scoppio dei subprime.

PRESIDENTE. Senatore Lannutti, lei mi perdonerà, ma deve attenersi al tema, perché subisco anche le pressioni degli altri colleghi. In ogni occasione e su ogni argomento parliamo sempre di questo. Quindi la pregherei – se può – di concludere rapidamente.

LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, concludo e la ringrazio anche del richiamo, l’accetto volentieri, perché il tema è anche quello di ciò che sta fuori dal Palazzo, non solo quello che avviene qui dentro, con tutto il rispetto. Esodati, costo 9 miliardi: noi siamo qua dentro, dibattiamo di riforme che non entreranno in vigore, e fuori la gente soffre. E lo dico proprio a lei, signor Presidente, che a tali questioni è molto sensibile.

Termino il mio intervento facendo presente che, con tutto il rispetto per l’Aula e per i colleghi, soprattutto negli ultimi otto-nove mesi, forse perché siamo stati commissariati dalla dittatura degli spread e dei mercati, secondo me non stiamo offrendo all’attenzione della pubblica opinione un dibattito all’altezza dei tempi e di una situazione grave, della cui gravità forse non tutti hanno autentica percezione.

Signor Presidente, mentre facciamo questi dibattiti nelle Aule chiuse, non meravigliamoci poi se fuori dal Palazzo, con la grande difficoltà e sottovalutazione della crisi, un comico come Beppe Grillo riesce ad essere più credibile della politica e delle istituzioni. (Applausi del senatore Peterlini).

Intervento Aula su Manipolazione Euribor

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 769 del 18/07/2012

Per lo svolgimento di un’interpellanza e di interrogazioni

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, nel giorno in cui è stata pubblicata la deposizione del presidente della Banca centrale europea Draghi, acquisita agli atti del pubblico ministero di Trani Michele Ruggiero, che sta indagando sulle agenzie di rating, giudicate inaffidabili, piene di conflitti d’interesse e che continuano a sfornare rating criminali, con danni di 120 miliardi di euro quantificati dalla Corte dei conti, chiedo risposta ad alcune interrogazioni (l’ultima delle quali è la 3-02969) riguardanti lo scandalo Libor, tasso di interesse utilizzato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per tanti contratti di mutui alle famiglie, e la manipolazione dell’Euribor, tasso utilizzato in Italia e in Europa, oggetto di gravissima manipolazione per arricchire un cartello di banche a spese di milioni di mutuatari e di prenditori di prestiti bancari.

Libor ed Euribor sono stati sistematicamente manipolati, e di tale manipolazione erano al corrente sia la Banca d’Inghilterra sia la FED. Migliaia di italiani che hanno sottoscritto mutui a tasso variabile per acquistare una casa conoscono sulla propria pelle cosa significa pagare una rata agganciata all’Euribor, che nel 2008 era arrivato fino al 5 per cento; si pagava l’Euribor del 5 per cento, più il tasso concordato con la banca, che poteva essere il 3 o il 4 per cento, per un totale quindi del 7-8 per cento. È stato calcolato che sulla platea dei mutuatari italiani tale manipolazione, quella dell’1 per cento, abbia comportato oneri maggiori per almeno 3 miliardi di euro.

Anche su questo scandalo, insieme agli altri scandali, Adusbef e Federconsumatori hanno depositato esposti penali ad alcune procure. «Meno male che c’è un giudice a Trani», titolava qualche giorno fa un importante giornale d’opinione, riferendosi al magistrato che ha aperto un’indagine penale per accertare i danni inferti ai consumatori e alle famiglie.

Chiedo quindi, signora Presidente, perché, a differenza dell’Italia, dove li abbiamo al Governo, in tutto il mondo i banchieri sono sotto processo. Ieri, ad esempio, a Washington è stata una giornata epocale, in cui il Senato americano ha messo sotto torchio con un fuoco di fila di domande il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, per lo scandalo della manipolazione del Libor e quindi anche per quello dell’Euribor. Sono sotto processo per i derivati avariati le grandi banche Goldman Sachs e J.P. Morgan, che emettono denaro dal nulla.

Signora Presidente, noi stiamo approvando un decreto in cui offriamo 3,9 miliardi di euro al Monte dei Paschi di Siena del signor «Profumo di derivati», rinviato a giudizio per frode fiscale ai danni dello Stato. Almeno il Governo venga a rispondere sulla manipolazione dell’Euribor, che ha danneggiato milioni di famiglie. (Applausi dal Gruppo PdL).

Intervento Alua su provvedimento Vigili del Fuoco

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 767 del 17/07/2012
Seguito della discussione dei disegni di legge:

(3365) Conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2012, n. 79, recante misure urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini, per assicurare la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altre strutture dell’Amministrazione dell’interno, nonché in materia di fondo nazionale per il servizio civile

(410) COSTA. - Riconoscimento dello stato di Forza di polizia e delega al Governo per la riforma del rapporto di lavoro e per la riforma del servizio volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

(1644) MASCITELLI ed altri. - Disposizioni in materia di stabilizzazione dei vigili del fuoco volontari discontinui

Sull’emendamento 5.0.100 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, non facendo parte, come dice il presidente Azzollini, dei “bilancisti”, resto un po’ stupefatto dalle decisioni della Commissione bilancio che, a volte senza neanche documentare con precisione le scoperture, pone veti dichiarando che “non si può fare” ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. (Commenti del senatore Azzollini). Lo abbiamo visto su mille questioni, però quando abbiamo rifinanziato, addirittura in un provvedimento che non c’entrava nulla, le banche con 24,7 miliardi di euro allora non c’era scopertura. In quei casi le coperture si trovano immediatamente.

Essendo firmatario, insieme ad altri colleghi del Gruppo, dell’emendamento 5.0.100, insisto sulla proposta, anche perché le dichiarazioni del sottosegretario Polillo non convincono. Ci troviamo di fronte ad un sistema, di fronte ad uno Stato biscazziere che quest’anno disporrà di 80-90 miliardi di euro, però quando si devono trovare i soldi per aiutare i consumatori e le famiglie non riusciamo a fare nulla.

Concludo, signora Presidente, ricordando un altro aspetto. Quello attuale è il Governo tecnico, il Governo che ha detto che avrebbe diminuito. Abbiamo approvato l’ESM: la Corte costituzionale tedesca ha detto che ci sono dei problemi, noi però siamo stati i primi della classe.

Voglio ricordare che, secondo i dati della Banca d’Italia pubblicati ieri, il debito pubblico ammonta a 1.966,303 miliardi di euro; nonostante la cura del Governo monti è aumentato di 61,443 miliardi di euro dall’insediamento, con un ritmo di 10 miliardi di euro al mese che ha polverizzato i record dei precedenti Governi (con il Governo Prodi cresceva al ritmo di 3,919 miliardi di euro al mese e con quello Berlusconi di 6,181 miliardi di euro al mese). Secondo i dati dell’ISTAT, inoltre, risultano otto milioni di nuovi poveri. Continuate ad aiutare le banche mentre la gente è disperata e non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese! (Applausi dal Gruppo IdV).

Adnkronos: IL SENATORE LANNUTTI IN AULA CONTRO FISCAL COMPACT E CLEPTOCRAZIE EUROPEE

CRISI: LANNUTTI, BANCHIERI A PROCESSO PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA’

IL SENATORE IDV IN AULA CONTRO FISCAL COMPACT E ‘CLEPTOCRAZIE EUROPEE’

Roma, 12 lug. (Adnkronos) – Tre minuti o poco piu’. Tanti sono bastati a Elio Lannutti per prendere la parola in dissenso dal voto di astensione dell’Idv al Senato sul Fiscal compact. Una requisitoria

contro l’”avidita’” dei banchieri e contro il “potere enorme assunto  dai tecnocrati e dalle elites” a tutte spese dei popoli che i governanti non riescono a portare “ad approdi sicuri”. Un intervento che e’ stato interrotto in piu’ punti dai brusii

di protesta di altri senatori (tranne la Lega che lo ha applaudito in alcuni passaggi), soprattutto quando Lannutti, fondatore e presidente dell’associazione dei consumatori Adusbef, ha preso di mira i signori delle banche, con una proposta sui generis.: “Invece di un trattato sul fiscal compact -ha detto- bisognerebbe istituire un tribunale internazionale analogo a quello che giudica i crimini di guerra e invece di impiccare i banchieri nelle pubbliche piazze bisognerebbe

processarli per crimini economici contro l’umanita’” E quindi, annuncio di voto contro il Fiscal compact, “camicia di forza” che “invece di assicurare la stabilita’ dell’Europa garantira’ dorate poltrone a tecnocrati, burocrati e ottimati che, come novelli principi di Valacchia, continueranno a succhiare il sangue ai popoli europei gia’ dissanguati… Per non essere complice delle cleptocrazie europee”. ha concluso Lannutti.

Intervento in Aula su Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 764 del 12/07/2012

 

Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:

(3240) Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), con Allegati, fatto a Bruxelles il 2 febbraio 2012

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, accolgo certamente la richiesta del collega Rizzi.

Mi consenta una breve dichiarazione di voto sull’ordine del giorno in esame, perché noi riteniamo di svuotare l’oceano con un piccolo cucchiaio: 700 miliardi di euro, mentre abbiamo di fronte 700.000 miliardi di euro di prodotti derivati.

Ogni giorno ci sono scandali bancari, crack, che hanno coinvolto addirittura il Parlamento inglese e la City di Londra. Qualche giorno fa il Governatore della Banca d’Inghilterra è stato messo sotto accusa per la finanza speculativa e ciò è avvenuto nella disattenzione totale, nel conformismo anche di quest’Aula. Me ne dispiaccio.

Ritengo quindi di dover lasciare agli atti almeno una dichiarazione su quella che viene rappresentata come una cessione di sovranità a qualcosa che ci vergogniamo di chiamare “banca” e che quindi definiamo meccanismo. Ma cos’è un meccanismo? Io che sono avanzato negli anni ricordo quando non c’erano i robot, la grande finanza, gli HFT (Hight-Frequency-Trading), meccanismi ad alta frequenza che ogni giorno su piattaforme opache intermediano miliardi e miliardi di euro dal nulla. Me lo ricordo, giocavamo con dei meccanismi. E ora, in Europa, vogliamo risolvere la crisi con i meccanismi, con massimo 700 miliardi di euro su 700.000 miliardi!

Ringrazio il relatore, senatore Dini, che almeno ha condiviso la prima parte dell’ordine del giorno, la descrizione puntuale degli effetti della crisi sistemica. Ovviamente non può condividere il dispositivo. Lo ringrazio comunque e con lui ringrazio il Governo e il Sottosegretario, ma, signora Presidente, chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Lannutti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, nei tre minuti che mi spettano, voglio ricordare che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non sulla dittatura degli spread. La sovranità appartiene al Popolo, non ai banchieri, ai tecnocrati ed agli oligarchi i quali, per l’incapacità di una visione politica e per la carenza di statisti, sostituiti da imbonitori e piazzisti, hanno trasferito il potere democratico ai «mercanti del tempio», imponendo i Governi degli illuminati.

Annuncio dunque il mio voto contro questo meccanismo, spacciato per fondo salva-Stati, quale potente e pericoloso strumento, ideato dall’oligarchia e dalla cleptocrazia bancaria per salvare se stessa e la propria avidità. È un mostro giuridico, peggiore della BCE, dotato di poteri enormi ed ampie immunità, senza alcuna responsabilità, per sottrarre agli Stati la residua sovranità.

Festeggeranno i tecnocrati, gli oligarchi e le mafiomassonerie di Bilderberg e Goldman Sachs, che hanno prodotto la crisi – miliardi di denaro dal nulla – in combutta con banche di affari, agenzie di rating, fondi speculativi e la complicità di banchieri centrali, criminali seriali: avranno poteri enormi superiori a quelli dei Governi democraticamente eletti.

Non è accettabile che queste oligarchie finanziarie possano creare «mostri giuridici». Nei giorni in cui Roubini, professore di economia, ha auspicato di vedere impiccati i banchieri nelle pubbliche piazze, la mia coscienza di uomo libero mi impone di votare contro un meccanismo di usura legalizzata, che continuerà a succhiare il sangue ai popoli, ipotecando il futuro dei giovani e che non risolverà affatto la crisi sistemica, con una dotazione di 700 miliardi di euro contro 700.000 miliardi di derivati, ma la aggraverà.

Mi auguro di sbagliare, ma per questo voterò contro il provvedimento in esame.

Intervento in Aula su Trattato sulla Stabilità (fiscal compact)

Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 764 del 12/07/2012

Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:

(3239) Ratifica ed esecuzione del Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governancenell’Unione economica e monetaria tra il Regno del Belgio, la Repubblica di Bulgaria, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l’Irlanda, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, l’Ungheria, Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica di Polonia, la Repubblica portoghese, la Romania, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia e il Regno di Svezia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 2 marzo 2012

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, è dal 7 luglio 2007, data dello scoppio della bolla dei subprime, e di una crisi sistemica provocata dall’avidità dei banchieri e dal potere enorme assunto da tecnocrati e dalle élites, che stiamo ballando sulle tempeste finanziarie senza bussola, con governi sempre più incapaci di tracciare rotte in grado di portare i popoli ad approdi sicuri.

Se in una fase di crescita la disciplina di bilancio è doverosa, si illude chi ritiene di poter uscire dalle tempeste globali perfette con le camicie di forza. Perché il fiscal compact, in una fase di grave recessione e distruzione di 30 milioni di posti di lavoro, è controproducente, come dimostrato empiricamente dal New Deal e dalle politiche rooseveltiane che riuscirono a domare la crisi del ’29 con una maggiore spesa pubblica.

Banchieri avidi, nulla cambierà a meno di sanzioni penali. Nel 2013 tempesta globale perfetta e banchieri avidi impiccati nelle strade: non lo dico io, ma lo ha detto Nouriel Roubini, professore di economia a New York. Il 2013 sarà un altro anno peggiore del 2008, con la possibilità di una tempesta globale perfetta: crollo dell’Eurozona, recessione negli USA, guerra in Medio Oriente, crollo della crescita in Cina e nei mercati emergenti. (Commenti dai banchi del PD e del PDL).

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

LANNUTTI (IdV). Comprendo che ci siano anche servitori di alcuni padroni che sono i banchieri, ma il rispetto per chi parla penso che sia doveroso, come io rispetto gli altri.

Invece di un trattato sul fiscal compact bisognerebbe istituire un tribunale internazionale analogo a quello che giudica i crimini di guerra e invece di impiccare i banchieri nelle pubbliche piazze bisognerebbe processarli per crimini economici contro l’umanità. (Applausi dal Gruppo LNP).

Per ciò e chiudo, signora Presidente, voterò contro la camicia di forza che, analogamente all’ESM, un meccanismo, invece di assicurare la stabilità dell’Europa garantirà dorate poltrone a tecnocrati, burocrati e ottimati che, come novelli principi di Valacchia, continueranno a succhiare il sangue ai popoli europei già dissanguati…

PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Lannutti.

LANNUTTI (IdV). …per non essere complice…

PRESIDENTE. Collega, lei disponeva di tre minuti, che ho controllato.

LANNUTTI (IdV). Presidente, mi hanno disturbato.

PRESIDENTE. No, lei non è stato interrotto da nessuno. La prego di concludere.

LANNUTTI (IdV). …per non essere complice delle cleptocrazie europee. (Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni).

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