Rassegna stampa

FISCAL COMPACT: ITALIA APPROVA, LA GERMANIA BOCCIA

FISCAL COMPACT: ITALIA APPROVA, LA GERMANIA BOCCIA

(AGENPARL) – Roma, 06 mar – Il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) denominato ‘mostro di LochMes’ che costa all’Italia 125,4 miliardi di euro in 5 anni e la camicia di forza del Fiscal Compact, entrambi imposti dalle tecnocrazie europee e dalla Germania, rappresentano in una fase di recessione e di grave e prolungata crisi economica, il suicidio politico delle nazioni per le forti restrizioni a spesa pubblica, austerità e rigore di bilancio col conseguente blocco al volano dello sviluppo. Il parlamento italiano come richiesto dal Governo Monti, ha approvato la scorsa estate quasi all’unanimità, il diktat europeo imposto dalla Germania, che oggi registra un arresto, uno schiaffo in pieno viso alle devastanti politiche europee di Angela Merkel : “Deutscher Bundesrat stoppt Fiskalpakt”.

ll Bundesrat tedesco infatti, la Camera dei Laender, ha bloccato il Fiscal Compact, tramite il voto dell’opposizione rosso-verde, che detiene la maggioranza. Le regioni chiedono di ridiscutere il provvedimento voluto da Angela Merkel; in Commissione di mediazione, le due Camere saranno costrette a trovare un accordo. In cambio dell’austerità e del definitivo soffocamento delle politiche economiche imposte dal Fiscal Compact, i Laender vogliono ottenere maggiori fondi fra il 2014 e il 2019. L’ossessiva politica del rigore perde un tassello decisivo: fino alle prossime elezioni, la Germania non entrerà nel Fiscal Compact, a differenza dell’Italia, che ha approvato senza fiatare l’imposizione delle cancellerie europee, Germania in primis, ad un rigore di bilancio incompatibile con la recessione economica e con la prolungata crisi sistemica, che impedisce la ripresa ed uccide i consumi. Se non si ridiscutono in Europa gli impegni assunti con Mes e Fiscal Compact, che non potranno essere onorati nonostante le politiche economiche di rigore imposte ai cittadini, oltre a non superare la crisi, si continua a gettare benzina sul fuoco delle proteste che covano sotto la cenere, civilmente raccolte in Italia alle scorse elezioni dal M5S, vere e proprie rivolte sociali degli onesti, contro le tecnocrazie e le cleptocrazie europee, che hanno ucciso stato sociale, tenore di vita, potere di acquisto ed umiliato la dignità stessa delle famiglie e dei consumatori. Lo afferma in una nota il senatore Elio Lannutti (Presidente Adusbef

Intervista del 10 gennaio 2013 ad Affari Italiani.it

Lannutti ad Affaritaliani.it “Non mi ricandido a senatore”

Giovedì, 10 gennaio 2013 – 13:59:00

di Marco Scotti
Parla lentamente, scandendo le parole con tono pacato. Per questo, quando Elio Lannutti si esprime, le sue affermazioni sembrano pietre appuntite. Abruzzese, classe 1948, ricopre la carica di presidente dell’Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi) dal 1987. Ha due libri pronti ad uscire che, a quanto promette, non risparmieranno niente e nessuno.

Senatore, ma è vero che non si ricandida?
Verissimo! D’altronde, la classe politica non si basa sulla meritocrazia, e quindi questa ragione mi ha indotto a non accogliere nessuna proposta di ricandidarmi. Ritengo che sia più dignitoso uscire dalla politica anche perché uno come me, che per trent’anni ha difeso i diritti, non può sopportare di vergognarsi dicendo che fa il senatore. Ormai i politici sono accomunati ai ladri. Non sono neanche riusciti a fare la riforma della legge elettorale – condizione, oltretutto, necessaria per una mia nuova candidatura. Ho in uscita due libri: il primo, “Cleptocrazia – Vite rubate” dove faccio i nomi e i cognomi di tutti coloro che hanno rubato il futuro ai giovani, a partire da Draghi, da Monti e da tutti i cleptocrati che naturalmente hanno prodotto la crisi, creato denaro dal nulla e sono anche riusciti a commissariare l’Italia tramite Monti. Il secondo, “Sedicesima legislatura – Diario di un senatore da strada”, racconta cinque anni di politica. A partire dal 28 febbraio del 2008, quando ricevetti una telefonata da Mario Draghi che voleva incontrarmi perché avevo appena consegnato le bozze del libro “La repubblica delle banche”, dove compariva un capitolo dedicato al “Super Mario de’ noantri”. E ci ricordiamo tutti che giudizio diede Cossiga su Draghi (“un vile affarista”, ndr)…

Passiamo al suo “vero lavoro”: la tutela del consumatore. In questo momento in Italia abbiamo una situazione che definire drammatica sarebbe quasi un eufemismo…
In questi due anni che mi separano dal congresso per l’elezione del presidente di Adusbef (dicembre 2014) continuerò  a fare studi e le pulci alle banche. Ho appena reso noto uno studio che riguarda gli istituti di credito italiani che taglieggiano le famiglie con i fondi della Bce. Francoforte, d’altronde, ha inondato le banche: non è Monti che ha fatto calare lo spread, ma i prestiti della Bce. Gli istituti di credito si sono aggiudicati 274 miliardi di euro a tassi dell’1% d’interesse, nelle due aste LTRO (Long Term Refinancing Operation) di dicembre 2011 e febbraio 2012. Ma le banche, invece che assecondare la ripresa dell’economia o dare un finanziamento a qualche giovane che ne ha sicuramente bisogno, visto che al momento i veri ammortizzatori sociali sono le famiglie e la loro capacità di risparmio, hanno comperato i titoli di stato che sono passati da 209 miliardi di euro a 340 miliardi di euro (un incremento di oltre il 60%). Questo significa che con un tasso dell’1% di interesse richiesto dalla Bce, si acquistano btp che hanno un rendimento medio del 4,37% e quindi ci ricavano 12 miliardi di euro in tre anni senza fare nulla. Le banche non hanno pensato di aiutare i giovani ad accendere un mutuo: pensi che oggi, per avere un prestito di 100.000 euro trentennale, si deve corrispondere agli istituti di credito un pizzo di 26.000 euro. Hanno strangolato le imprese, togliendo loro l’affidamento con un preavviso di 24 ore. Il debito pubblico durante i 13 mesi di governo Monti è aumentato di 1705 euro a persona: dovevano diminuire l’indebitamento, ma siamo arrivati a 2014 miliardi (+102 miliardi). E hanno deciso che l’Imu sulla prima casa (3,9 miliardi) deve essere impiegato per salvare il Monte dei Paschi di Siena. La politica è sputtanata ed è piena di rubagalline: un Batman, che è accusato di aver rubato 1,3 milioni di euro, che cosa è rispetto al Monte dei Paschi di Siena che ha pagato Antonveneta 3 miliardi di euro più del dovuto? O rispetto a un Ligresti, che ha prodotto un buco di 2,5 miliardi e che aveva tutti a libro paga: dal figlio dell’ex presidente dell’Isvap Giannina al figlio dell’ex capo della Consob Cardia, per non parlare di tutta la classe politica, con Tabacci – il nuovo che avanza da trent’anni – in testa. Una classe politica che ha rubato il futuro alle nuove generazioni.

A questo punto le chiedo un commento da ormai ex-senatore: al di là di chi vincerà le elezioni, l’Italia come guarda al futuro?
Con grande amarezza, sarà necessario fare tanti sacrifici per riparare i danni di questa cleptocrazia, che ha prodotto il debito e ha pensato unicamente al suo tornaconto. Ho condotto una personalissima battaglia non solo contro questa classe politica, ma anche contro soggetti terzi che hanno lucrato sulla sofferenza: è il caso delle agenzie di rating, che abbiamo provveduto a denunciare, ma anche contro Agenzia Debiti, i predoni degli indebitati che sono stati arrestati, dopo avermi offerto dei soldi tramite un senatore. Oltretutto al Senato sarà molto difficile avere governabilità, si profila una situazione analoga a quella del governo Prodi.

Nel frattempo, la finanza continua ad avere il predominio sulla politica
Noi ci ricordiamo la crisi del 1929, quando Roosevelt fece approvare il Glass-Steagall Act (una legge per realizzare una maggiore sicurezza e un uso più efficace degli asset delle banche, per aumentare il controllo interbancario, per prevenire operazioni di tipo speculativo, ndr) e una serie di riforme e di regole. Oggi mi viene da ridere: il super Mario de’ noantri presenta la nuova banconota da 5 euro, rafforzando l’egemonia tedesca (visto che i nuovi 5 euro sono chiaramente un omaggio a Berlino), ma si guarda bene dal sopprimere la banconota da 500 euro che è fatta ad uso e consumo dei riciclatori di denaro sporco. Lo sa che dentro un pacchetto di sigarette, arrotolati, ci entrano 50.000 euro? Noi abbiamo incassato 24 miliardi di euro di Imu: 4 li abbiamo dati a Mps, gli altri venti al fondo salva stati, l’Esm che io ho ribattezzato Mostro di Lochness. La politica ha gravissime responsabilità. Perché quando si delegano funzioni che sono nelle democrazie dei governi a nuovi dittatori come Mario Draghi o Barroso, che non sono democraticamente eletti da nessuno, si scende per una brutta china. O si riacquisisce la sovranità della politica, oppure andremo sempre peggio.

Sì, però il Glass-Steagall Act venne abrogato: un altro segnale della protervia della finanza?
L’Act fu abrogato da pressioni di quelle banche d’affari che in un primo momento avevano sostenuto Obama e adesso gli hanno tolto l’appoggio. Il presidente, al tempo dell’abrogazione, era un democratico come Clinton. Quando si viene catturati dagli affari, dai derivati, dai meccanismi ad alta frequenza (HFT) che alterano il corretto svolgimento delle borse e dei mercati, non c’è più futuro. Pensi che Lloyd Blankfein, capo di Goldman Sachs, poco prima del baratro fiscale ha anticipato a sé e agli alti dirigenti le stock option e i bonus per evitare di pagare troppe tasse. A una riunione del Fmi, i politici furono accusati (parlando della crisi greca) di pagare pensioni e stato sociale senza poterselo più permettere: era necessario, dicevano, delegare molto più ai privati. Io intervenni, affermando che noi eravamo responsabili di aver delegato loro funzioni e che per uscire dalla crisi si sarebbe dovuto istituire un tribunale analogo a quello dell’Aja per crimini economici contro l’umanità e far fare a loro, quelli che non hanno vigilato, 150 anni di galera.

Abbiamo un esempio di gestione pubblica con Alitalia: la sua impressione?
Il mio giudizio è stato molto severo soprattutto sul ministro che ho ribattezzato Passerà. Tra lui e la Fornero non so chi sia stato peggio. Passera si è affidato a faccendieri e uomini della P4. Invece che fare il bando per la tv, ha fatto bandi per togliere televisioni private che avevano 25 anni di storia. Già allora (lo ribattezzai Corradino l’Aviatore per sua moglie, che era capo delle relazioni esterne di Toto) io denunciai che il salvataggio di Alitalia sarebbe costato 3 miliardi di euro alla fiscalità generale. Anche altri ministri hanno deluso: come Grilli, ad esempio, che ultimamente è sparito dopo una serie di interrogazioni che ho fatto contro di lui relative ai debiti della moglie e alla famosa casa. La situazione grave è che è sempre il consumatore che deve pagare le avventure economiche dei capitani coraggiosi. A Fiumicino, per esempio, abbiamo varato una manovra che costa 8,5 euro in più a biglietto per chi atterra o decolla dallo scalo romano. Mentre i ricavi per i privati saranno di 13 miliardi di euro, cui va aggiunta la speculazione dell’agro romano. Questa è l’Italia, ma io non mi arrendo: in questi due anni daremo del filo da torcere a questi poteri. I poteri alla Profumo, che ha costretto un imprenditore come il titolare della Divania di Bari ad acquistare derivati per poter avere rinnovato il fido. Non si illudano: per me stare al Senato è stata una camicia di forza, ora riprenderò la mia battaglia con ulteriore vigore.