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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
INDAGINE CONOSCITIVA SUI DISEGNI DI LEGGE DI ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 119 DELLA COSTITUZIONE IN MATERIA DI FEDERALISMO FISCALE
Audizione dell'ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani),
dell'UPI (Unione delle Province d'Italia ), dell'UNCEM (Unione
nazionale Comuni, Comunità, Enti montani), della Lega delle
autonomie locali, della Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome e della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative
delle Regioni e delle Province autonome
Audizione della CONSOB – Commissione Nazionale per le Societa` e la Borsa
Interviene il dottor Lamberto Cardia, presidente della CONSOB – Commissione Nazionale per le Societa` e la Borsa, accompagnato dal dottor Antonio Rosati, direttore generale, dall’avvocato Michele Maccarone, dal dottor Claudio Salini, funzionari generali e dal dottor Riccardo Carriero.
LANNUTTI (IdV). "Signor Presidente, vorrei rivolgere al presidente Cardia solo poche domande molto semplici. Sorvolo sulle questioni inerenti la trasparenza, la correttezza e su quelle di ordine etico, pur richiamate nella sua relazione in questa sede. La pedante ricostruzione degli andamenti degli indici di borsa e dei comparti, durata piu` di un’ora, puo` anche essere interessante per gli investitori, ma e` noto che a noi dell’Italia dei Valori interessa piu` comprendere quanti siano i risparmiatori coinvolti, quanti hanno titoli e bond Lehman Brothers, quanti hanno polizze index linked con sottostanti titoli Lehman ed affini. Queste sono le problematiche che riguardano la povera gente, chi si e` sudato il risparmio e si ritrova, per la seconda volta dopo cinque anni, in una situazione simile a quella dei casi Cirio e Parmalat: ricordiamo infatti che si sta celebrando il processo per il crack da 14 miliardi in cui il pubblico ministero ha ricostruito un’omessa vigilanza da parte delle autorita` di controllo.
Tra l’altro…"
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DIVIETO DI ASSUNZIONE DI PARTECIPAZIONI DI CONTROLLO DI ENTI O IMPRESE DI STATI NON ADERENTI ALL’UNIONE EUROPEA O ALL'ASSOCIAZIONE EUROPEA DI LIBERO SCAMBIO-EFTA, NELLE IMPRESE OPERANTI IN SETTORI STRATEGICI DELL’ECONOMIA NAZIONALE
"Onorevoli senatori, con il presente disegno di legge si intende disciplinare, nei confronti dei fondi sovrani gestiti da Stati non aderenti all’Unione Europea o all'Associazione europea di libero scambio (EFTA), il divieto di assumere partecipazioni rilevanti o di controllo nei settori o nelle imprese operanti in settori strategici dell’economia nazionale. Si stabilisce pertanto che la soglia massima della quota di capitale posseduta dai fondi sovrani in aziende italiane "strategiche" non può superare il 20 per cento del capitale totale. A tal fine si provvede, quindi, ad integrare l'articolo 25 della legge n.287 del 1990 (cd. Legge Antitrust) la quale, "per ragioni essenziali di economia generale", assegna al Governo il potere di vietare le operazioni di concentrazione, nel caso in cui a dette operazioni di acquisizione partecipino enti o imprese di Stati che non tutelano l'indipendenza degli enti o delle imprese con norme di effetto equivalente a quello italiano, o applicano disposizioni discriminatorie.
Il regime di apertura agli investimenti stranieri costituisce uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo economico del nostro Paese. La stessa Unione europea garantisce la libertà di insediamento delle imprese e la libera circolazione dei capitali. Pertanto, la nuova norma, solo in casi specifici e sempre nel rispetto del principio della proporzionalità, offre al Ministero dell’economia e delle finanze uno strumento di controllo sugli investimenti che potrebbero porre problemi sotto il profilo della sicurezza nazionale. Nessun muro vuole essere eretto per bloccare del tutto gli investimenti dei fondi sovrani in Italia, ma piuttosto si vuole almeno porre un limite alle acquisizioni di questi investitori, anche per allinearsi alle normative Europee, ed adottare così meccanismi di difesa più efficaci rispetto a quelli attualmente vigenti, nel caso di scalate ostili alle imprese nazionali che rivestono un ruolo strategico...."
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" Colleghi Senatori ! - Recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato i gravi rischi per la salute derivanti dall'uso di imballaggi e contenitori di plastica per alimenti o, bevande. Il materiale plastico utilizzato in tali oggetti contiene, infatti, sostanze organiche come il cloruro di polivinile e altre sostanze quali i bifenili policlorati, i ftalati eccetera, suscettibili di arrecare gravi danni alla salute dei consumatori. Infatti, come le ricerche condotte dall'Istituto oncologico di Bologna hanno potuto dimostrare sin dal 1971, il monocloruro di vinile è una sostanza cancerogena, suscettibile quindi di favorire l'insorgenza di patologie tumorali nei soggetti che con essa vengono a contatto. Inoltre, l'uso del materiale plastico in contenitori o imballaggi di cibi o bevande determina il rilascio di ftalati in conseguenza del contatto della plastica con grassi - animali o vegetali - o con sostanze alcoliche contenuti negli alimenti o bevande posti all'interno dei suddetti imballaggi.
Gli ftalati così rilasciati e trasmessi al consumatore si concentrano nel tessuto adiposo, attraverso un processo noto come «bioaccumulo». Tale processo ha ripercussioni di assoluta gravità sul sistema immunitario e riproduttivo dei soggetti, e in particolare di coloro che, come i bambini o gli ammalati, versano in condizioni di salute particolarmente vulnerabili. Gli effetti pregiudizievoli di tale processo di bioaccumulo e dello stesso rilascio degli ftalati nell'organismo umano sono, inoltre, aggravati dalla concentrazione dei suddetti composti chimici, che è direttamente proporzionale alle temperature raggiunte dalla sostanza alimentare contenuta negli imballaggi in questione. La maggiore concentrazione di tali sostanze nocive, rilasciate nell'organismo umano dalla plastica, determina quindi il rischio di accelerare i processi legati allo sviluppo puberale, nonché l'insorgenza di patologie tumorali. È pertanto evidente come sia assolutamente necessario tutelare i consumatori da tali gravi pericoli per la salute, proteggendo in particolare i soggetti quali bambini o ammalati che, per le condizioni in cui versano, sono maggiormente esposti ai rischi connessi all'uso della plastica in imballaggi o contenitori di alimenti.
Inoltre, è importante sottolineare come l'uso della plastica, soprattutto, ma non solo, nel settore alimentare, determini gravi rischi per la salute ambientale, con particolare riferimento alla fase dello smaltimento dei rifiuti e alla possibilità per la plastica di subire un processo di integrale biodegradazione. Da quanto sin qui considerato..."
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"Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge si intende apportare una modifica all’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che disciplina gli oneri detraibili dal reddito complessivo, al fine di ricomprendere
tra le spese da portare in detrazione, quelle
sostenute per l’esecuzione di piccoli lavori
di manutenzione e riparazione, effettuati da prestatori d’opera (e cioe` artigiani e liberi professionisti, quali ad esempio idraulici, elettricisti, falegnami, tappezzieri, eccetera) presso l’unita` immobiliare adibita ad abitazione principale del contribuente."
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LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico. -
Premesso che:
con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, è stata prorogata al 1° gennaio 2009 l'entrata in vigore della normativa che introduce nell'ordinamento giuridico italiano la class action, azione collettiva risarcitoria, con la giustificazione di estenderla alla pubblica amministrazione;
la class action è lo strumento migliore con cui i semplici cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione dell'attore;
il Governo avrebbe allo studio modifiche alla suddetta legge per renderla inefficace per i fatti posti in essere anteriormente all'entrata in vigore della stessa legge, espungendo così i risarcimenti collettivi contro i soggetti che hanno adottato gravissime condotte truffaldine a danno dei risparmiatori;
l’intervento di proroga e quello di modifica della suddetta legge suonano come un gravissimo tradimento alle attese di milioni di risparmiatori già tartassati dalle reiterate malefatte del sistema bancario italiano, quali:
1) l’anatocismo, praticato per oltre mezzo secolo, ossia la ricapitalizzazione trimestrale degli interessi vietata dall'art.1283, norma di carattere imperativo, del codice civile, facendo ricorso ad usi, abusi e soprusi bancari, censurati da numerose sentenze di Cassazione e, da ultimo, dalla sentenza della Suprema Corte, Sezioni Unite n. 21095 del 4 novembre 2004;
2) il risparmio tradito, ossia il saccheggio del risparmio delle famiglie italiane (che ha interessato un milione di risparmiatori italiani) mal consigliate da operatori finanziari in cui avevano piena fiducia, tramite il collocamento di bond argentini, Parmalat, Cirio per un controvalore di 50 miliardi di euro, ad un milione di risparmiatori frodati;
3) la mancata applicazione del cosiddetto "decreto Bersani" (decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248) sull’obbligo delle banche di aumentare i tassi simmetricamente quando la BCE aumenta il costo del denaro. Variazione mai adottata dalle banche che, anzi, si sono sempre limitate ad adeguare velocemente i tassi passivi per la clientela affidata, trascurando e praticamente azzerando i tassi di remunerazione dei depositi;
4) i prodotti derivati, strumenti finanziari che le banche hanno proposto in questi anni a piccoli imprenditori ed enti locali, con il fine apparente di fornire loro una copertura dal caro-tassi, ma con l'effetto concreto di portarli a indebitarsi per milioni di euro;
5) la commissione di massimo scoperto, dichiarata nulla da una sentenza della Corte di cassazione, ossia la percentuale che la banca applica sul massimo saldo negativo registrato durante il trimestre, anche se nel trimestre il cliente affidato è andato in “rosso” per un solo giorno...
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"Colleghi Senatori! I consumatori chiedono ormai da anni chiarezza ed informazione, in particolare nella materia alimentare, assai delicata e strettamente correlata alla salute umana.Essi vogliono poter scegliere liberamente e consapevolmente i prodotti che finiscono quotidianamente sulle loro tavole.Invero, le cattive pratiche produttive e commerciali, complici un’inadeguata legislazione e controlli assai carenti, se non addirittura inesistenti, non mettono il cittadino nelle condizioni di poter esercitare liberamente le proprie scelte e difendere così il proprio, fondamentale, diritto alla salute.Particolare allarme desta, poi, l’utilizzo, ormai massiccio, di sostanze chimiche quali additivi per cibi e bevande destinate all’alimentazione umana.
Nonostante la loro inutilità per l’alimentazione umana, nonché, per alcuni di essi, la certa e/o presunta cancerogenicità, l’impiego di tali additivi è ammesso e regolato dalla normativa comunitaria (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE), secondo cui, “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente”.L’utilizzo di alcuni additivi, siano essi coloranti, addensanti, conservanti, esaltatori di sapidità, etc, non scevro da rischi per la salute umana (neoplasie, malattie dell’apparato respiratorio, etc) , è quindi giustificato, per lo più, da mere finalità commerciali."
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LANNUTTI , DE TONI , GIAMBRONE , MASCITELLI , PEDICA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e trasporti e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
la società Compagnia aerea italiana (Cai S.p.A.), presieduta dall'imprenditore Roberto Colaninno e diretta dall'amministratore delegato ingegner Rocco Sabelli, si propone di subentrare nella parte attiva della compagnia di bandiera nazionale Alitalia, posta in amministrazione straordinaria, previa separazione delle passività che verrebbero poste in capo allo Stato mediante la creazione di apposita bad company;
l'ingegner Colaninno si è avvalso della collaborazione del manager Sabelli sia in Telecom che in Piaggio, nonché nella società IMMSI attraverso la quale l'imprenditore mantovano è entrato a far parte della cordata di investitori, individuata dall'advisor bancario Intesa San Paolo, al fine di rilevare, mediante la costituzione di una nuova società ad hoc (newco) la sostanza utile di Alitalia SpA in conclamata crisi industriale e finanziaria;
secondo quanto si apprende da fonti di stampa, quasi due anni fa il dottor Sabelli, lasciato l'ufficio di amministratore delegato della Piaggio, ha rilevato il controllo di Dataservice, una azienda romana di information technology quotata in Borsa ma in difficoltà finanziarie, la cui ristrutturazione è stata curata da Banca Intesa, che ha anche assunto una partecipazione azionaria nella società attraverso Imi Investimenti. Nel febbraio 2008, Banca Intesa avrebbe ceduto alla società guidata da Sabelli una propria controllata, la "Universo servizi", nel quadro delle operazioni volte al rilancio di Dataservice. Sempre secondo l'articolo di stampa in questione, all'esito di tale operazione la Dataservice dell'ingegner Sabelli risulterebbe ancora in debito verso Banca Intesa per 12,7 milioni di euro,
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LANNUTTI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
Crif S.p.A. (Centrale di rischio finanziario), è una banca dati privata gestore di Eurisc, un sistema di informazioni creditizie di tipo positivo e negativo che raccoglie al suo interno i dati forniti direttamente dagli Enti finanziatori partecipanti, oltre 440 istituti bancari e finanziari;
i dati Crif o Eurisc sono utilizzati da tutto il sistema creditizio per la valutazione delle pratiche di finanziamento, compresi i mutui per l´acquisto di immobili;
nella banca dati Crif circa l’85 per cento dei dati inseriti si riferiscono a persone che pagano regolarmente ed onorano il loro debito, mentre il restante 15 per cento si riferisce a quelli che vengono bollati come “cattivi pagatori”;
nelle banche dati delle centrali di rischio figurano non solo quanti non hanno onorato il proprio debito, ma anche coloro i quali, per un disguido commerciale o altra causa, non abbiano pagato anche solo parte del proprio debito. Rientrano in tale ambito anche un paio di bollette di utenze quali acqua, gas, luce o telefono. Il nominativo rimane registrato come "cattivo pagatore" anche se l'utente, successivamente alla scadenza, abbia posto rimedio al ritardo saldando l’importo dovuto;
il Garante per la protezione dei dati personali, nel 2005, ha varato un nuovo "Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti", sottoscritto dalle associazioni rappresentative del settore con la collaborazione delle associazioni dei consumatori;
tra i servizi offerti dalla Crif rientra la vendita alle aziende di un "abbonamento" su informazioni commerciali, denominato "CRIBIS";
nei rapporti di informazione commerciali di CRIBIS che vengono richiesti e letti da aziende non intermediari finanziari, figura anche un report antifrode, che si effettua con visure nelle liste elettorali comunali per verificare l'effettiva coincidenza della residenza del cliente con quella indicata nel documento personale di identità...
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LANNUTTI - Al Ministro degli affari esteri. -
Premesso che:
all’aeroporto internazionale di Nizza, la pratica del “palpeggio manuale anche nelle parti intime” sui corpi dei viaggiatori, è una prassi di controllo consolidata alla quale tutti devono sottoporsi, sia i cittadini dei Paesi aderenti al Trattato di Schengen (i non stranieri) che gli altri, pena il mancato imbarco;
in data 27 luglio 2008, al varco dell'aeroporto internazionale di Nizza, l’interrogante veniva sottoposto, insieme ad altri cittadini provenienti dallo spazio Schengen, ai suddetti controlli di ingresso e, nonostante le ripetute proteste, l’esibizione dei passaporti ed il conseguente intervento della polizia francese, non vi era alcuna possibilità di prendere l'aereo, senza sottoporsi al consueto “palpeggio anche nelle parti intime”;
gli addetti alla polizia aeroportuale hanno affermato che le disposizioni del governo francese non prevedono alcuna deroga neppure per i cittadini in possesso di un passaporto diplomatico o di un passaporto di servizio, come deputati, senatori, consiglieri regionali ed altre cariche dello Stato rispetto alla tecnica invasiva del “palpeggio”;
la lotta al terrorismo è una priorità di tutti i Paesi, specie quelli che applicano la Convenzione di Amsterdam, per evitare che malintenzionati possano infiltrarsi con armi ed altri apparati offensivi, all’interno degli aeroporti per espletare forme di pirateria aerea;
in tutti gli aeroporti sono in funzione complessi meccanismi di prevenzione, dove la vigilanza, spesso privata, ha lo scopo di evitare che possano essere introdotti strumenti offensivi, quali armi o altri apparati atti a minacciare la sicurezza dei viaggiatori;
negli aeroporti italiani, efficienti servizi di vigilanza, coadiuvati da metal detector ed altri sofisticati strumenti, effettuano uno screening accurato sui bagagli e sui passeggeri, evitando che possano passare anche i più piccoli contenitori di liquidi. Solo nel caso di ripetuti segnali rossi del metal detector, gli addetti alla vigilanza provvedono a verificare, mediante la tecnica del metal detector manuale passato attorno ai passeggeri ed in alcuni casi del “palpeggio”, la presenza di eventuali armi o altri strumenti offensivi, nascosti tra o negli indumenti;
considerato che...
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05/09/2010 @ 10.18.57
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