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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
LANNUTTI , BELISARIO , GIAMBRONE , ASTORE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , RUSSO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
l’azione collettiva risarcitoria (class action) regolata dall’art. 140-bis del Codice del consumo, che entrerà in vigore il 29 giugno 2008, riguarda il diritto al risarcimento del danno ed alla restituzione di somme spettanti a singoli consumatori o utenti che abbiano subito dei soprusi da parte di grandi aziende, in particolare di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali;
l'azione collettiva, più nota come class action dal nome che ha assunto negli Stati Uniti, dove è nata e funziona dagli anni Sessanta, è lo strumento migliore con cui i semplici cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione;
la prevista data del 1° luglio 2008 rischia di saltare per le "pressioni" delle associazioni degli industriali, dell’Associazione bancaria italiana (ABI), dell'Associazione nazionale imprese assicuratrici (ANIA) e di altri potentati economici, che già si sono opposti all’introduzione di uno strumento di grande civiltà giuridica a tutela dei cittadini consumatori, volte a ritardare l'attuazione della legge nel nostro ordinamento;
secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, il Governo avrebbe allo studio modifiche alla suddetta legge per renderla inefficace per il passato, espungendo così i risarcimenti collettivi contro i soggetti che hanno adottato gravissime condotte truffaldine a danno dei risparmiatori, da Cirio a Parmalat ai bond argentini, prevedendo anche uno slittamento al prossimo anno;
a giudizio degli interroganti, l’intervento di proroga e quello di modifica di una legge prossima all' entrata in vigore, suonerebbero come un gravissimo tradimento alle attese di milioni di cittadini destinatari di comportamenti fraudolenti, ma anche per le imprese che attuano le più corrette regole del mercato,
si chiede di sapere:
se corrisponda al vero che il Governo intende prorogare l’entrata in vigore della suddetta disposizione di legge che regola la class action nonostante le ripetute promesse ai cittadini di offrire loro maggiori tutele;
se corrisponda al vero che le industrie, le banche e le assicurazioni...
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LANNUTTI , BELISARIO , ASTORE , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , GIAMBRONE , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA , RUSSO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
in un articolo del settimanale “l’Espresso” pubblicato il 9 febbraio 2008 è stato denunciato lo scandalo riferito alla Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob), autorità di vigilanza presieduta da Lamberto Cardia senior, in relazione alle super pagate consulenze di Cardia junior, ossia dell'avvocato Marco Cardia, figlio del Presidente della Consob, in riferimento alla decisione sugli assetti societari in capo a Giampiero Fiorani (ex numero uno della Banca Popolare di Lodi, rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Milano per gravi reati societari dei “furbetti del quartierino”) e Salvatore Ligresti (patron di fondiaria-Sai, Premafin, ecc.);
in un Paese normale, quando importanti quotidiani nazionali, come "La Repubblica", o settimanali, come "L’Espresso", pubblicano articoli - senza che, peraltro, giunga una smentita da parte degli interessati - con i quali si riferisce in merito alla vicenda che vede l’avv. Marco Cardia, super-consulente della Banca popolare di Lodi con 220.000 euro l’anno, professionista di fiducia dell’Immobiliare Lombarda, la società quotata in borsa e controllata da Ligresti, che potrebbe diventare oggetto di un’Offerta pubblica d'acquisto per consentire allo stesso Ligresti di avere il controllo totale della società, ci si attenderebbe quanto meno, una presa di posizione da parte delle Istutuzioni;
in un Paese normale, dove era già lampante l’incompatibilità della carica assegnata all’avv. Marco Cardia visto il rapporto di parentela che lo lega al Presidente della stessa autorità, diventa ancora più scandalosa, come ricostruisce “l’Espresso”, la designazione dell’avv. Marco Cardia nel Comitato dell’Immobiliare Lombarda, la quale vigila sull'organizzazione societaria in base al decreto legislativo n. 231 del 2001 (responsabilità penale delle aziende)...
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05/09/2010 @ 10.32.08
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