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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 24/09/2008 @ 17:57:31, in Atto di Sindacato Ispettivo, linkato 695 volte)
LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che: con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, è stata prorogata al 1° gennaio 2009 l'entrata in vigore della normativa che introduce nell'ordinamento giuridico italiano la class action, azione collettiva risarcitoria, con la giustificazione di estenderla alla pubblica amministrazione; la class action è lo strumento migliore con cui i semplici cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione dell'attore; il Governo avrebbe allo studio modifiche alla suddetta legge per renderla inefficace per i fatti posti in essere anteriormente all'entrata in vigore della stessa legge, espungendo così i risarcimenti collettivi contro i soggetti che hanno adottato gravissime condotte truffaldine a danno dei risparmiatori; l’intervento di proroga e quello di modifica della suddetta legge suonano come un gravissimo tradimento alle attese di milioni di risparmiatori già tartassati dalle reiterate malefatte del sistema bancario italiano, quali: 1) l’anatocismo, praticato per oltre mezzo secolo, ossia la ricapitalizzazione trimestrale degli interessi vietata dall'art.1283, norma di carattere imperativo, del codice civile, facendo ricorso ad usi, abusi e soprusi bancari, censurati da numerose sentenze di Cassazione e, da ultimo, dalla sentenza della Suprema Corte, Sezioni Unite n. 21095 del 4 novembre 2004; 2) il risparmio tradito, ossia il saccheggio del risparmio delle famiglie italiane (che ha interessato un milione di risparmiatori italiani) mal consigliate da operatori finanziari in cui avevano piena fiducia, tramite il collocamento di bond argentini, Parmalat, Cirio per un controvalore di 50 miliardi di euro, ad un milione di risparmiatori frodati; 3) la mancata applicazione del cosiddetto "decreto Bersani" (decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248) sull’obbligo delle banche di aumentare i tassi simmetricamente quando la BCE aumenta il costo del denaro. Variazione mai adottata dalle banche che, anzi, si sono sempre limitate ad adeguare velocemente i tassi passivi per la clientela affidata, trascurando e praticamente azzerando i tassi di remunerazione dei depositi; 4) i prodotti derivati, strumenti finanziari che le banche hanno proposto in questi anni a piccoli imprenditori ed enti locali, con il fine apparente di fornire loro una copertura dal caro-tassi, ma con l'effetto concreto di portarli a indebitarsi per milioni di euro; 5) la commissione di massimo scoperto, dichiarata nulla da una sentenza della Corte di cassazione, ossia la percentuale che la banca applica sul massimo saldo negativo registrato durante il trimestre, anche se nel trimestre il cliente affidato è andato in “rosso” per un solo giorno...

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"Colleghi Senatori! I consumatori chiedono ormai da anni chiarezza ed informazione, in particolare nella materia alimentare, assai delicata e strettamente correlata alla salute umana.Essi vogliono poter scegliere liberamente e consapevolmente i prodotti che finiscono quotidianamente sulle loro tavole.Invero, le cattive pratiche produttive e commerciali, complici un’inadeguata legislazione e controlli assai carenti, se non addirittura inesistenti, non mettono il cittadino nelle condizioni di poter esercitare liberamente le proprie scelte e difendere così il proprio, fondamentale, diritto alla salute.Particolare allarme desta, poi, l’utilizzo, ormai massiccio, di sostanze chimiche quali additivi per cibi e bevande destinate all’alimentazione umana. Nonostante la loro inutilità per l’alimentazione umana, nonché, per alcuni di essi, la certa e/o presunta cancerogenicità, l’impiego di tali additivi è ammesso e regolato dalla normativa comunitaria (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE), secondo cui, “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente”.L’utilizzo di alcuni additivi, siano essi coloranti, addensanti, conservanti, esaltatori di sapidità, etc, non scevro da rischi per la salute umana (neoplasie, malattie dell’apparato respiratorio, etc) , è quindi giustificato, per lo più, da mere finalità commerciali."

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Di Admin (del 17/09/2008 @ 17:49:07, in Atto di Sindacato Ispettivo, linkato 374 volte)
LANNUTTI , DE TONI , GIAMBRONE , MASCITELLI , PEDICA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e trasporti e dello sviluppo economico. - Premesso che: la società Compagnia aerea italiana (Cai S.p.A.), presieduta dall'imprenditore Roberto Colaninno e diretta dall'amministratore delegato ingegner Rocco Sabelli, si propone di subentrare nella parte attiva della compagnia di bandiera nazionale Alitalia, posta in amministrazione straordinaria, previa separazione delle passività che verrebbero poste in capo allo Stato mediante la creazione di apposita bad company; l'ingegner Colaninno si è avvalso della collaborazione del manager Sabelli sia in Telecom che in Piaggio, nonché nella società IMMSI attraverso la quale l'imprenditore mantovano è entrato a far parte della cordata di investitori, individuata dall'advisor bancario Intesa San Paolo, al fine di rilevare, mediante la costituzione di una nuova società ad hoc (newco) la sostanza utile di Alitalia SpA in conclamata crisi industriale e finanziaria; secondo quanto si apprende da fonti di stampa, quasi due anni fa il dottor Sabelli, lasciato l'ufficio di amministratore delegato della Piaggio, ha rilevato il controllo di Dataservice, una azienda romana di information technology quotata in Borsa ma in difficoltà finanziarie, la cui ristrutturazione è stata curata da Banca Intesa, che ha anche assunto una partecipazione azionaria nella società attraverso Imi Investimenti. Nel febbraio 2008, Banca Intesa avrebbe ceduto alla società guidata da Sabelli una propria controllata, la "Universo servizi", nel quadro delle operazioni volte al rilancio di Dataservice. Sempre secondo l'articolo di stampa in questione, all'esito di tale operazione la Dataservice dell'ingegner Sabelli risulterebbe ancora in debito verso Banca Intesa per 12,7 milioni di euro,

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