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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Onorevoli Senatori. – Il presente provvedimento
nasce in seguito alla necessita` di
colmare un vuoto legislativo del nostro ordinamento,
al fine di costringere la Banca
d’Italia a restituire allo Stato italiano quanto
incassato a titolo di «diritto di signoraggio»,
cioe` di differenza tra i costi di produzione
della carta moneta e il suo valore nominale;
e quindi, in base a quanto ha stabilito con
una recente sentenza il giudice di pace di
Lecce Cosimo Rochira, cinque miliardi di
euro per il periodo compreso tra il 1996 e
il 2003. Si dispone altresı` che tale cifra
venga destinata ad alimentare un Fondo di
cittadinanza, finalizzato a indennizzare i risparmiatori
vittime dei crack finanziari.
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Norme in materia di limitazione all’utilizzo degli strumenti finanziari
derivati da parte degli enti locali nonche´ di garanzia della loro trasparenza
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LANNUTTI , PEDICA , CARLINO , MASCITELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
banca Re Mida, una banca off-shore che opera tra Somalia, Dubai, Spagna e Italia, offre ai propri clienti un rendimento annuo del 10 per cento sui depositi a zero spese con carte di credito e conti correnti anonimi, garantendo un'assoluta riservatezza senza nessuna ritenuta fiscale né scambio di dati con organismi ufficiali;
l'istituto di credito, che si definisce una "entità esente dalla supervisione di Organismi ufficiali", nasce nel 2006 con sede operativa ufficiale a Dubai, nella zona franca dell'aeroporto degli Emirati Arabi Uniti, con sede legale in Somalia, ed è regolato dal diritto bancario somalo;
sul sito Internet della citata banca non risultano intestatari, ma solo un generico "Panama" in tutti i campi richiesti nelle identificazioni e lo stesso istituto non risulta nell'elenco delle istituzioni finanziarie autorizzate, né in quello delle società presenti nella free zone a Dubai;
dal sito ufficiale della banca stessa si evince che la banca Re Mida è collegata con il gruppo finanziario Re Mida, una specie di conglomerato con sede a Barcellona, nel cui gruppo rientrano, alcune società controllate di real estate, un fondo d'investimento, una società di servizi chiamata Royal Fin Service;
secondo quanto riferito da una responsabile commerciale di banca Re Mida in un articolo di "Milano Finanza" del 12 luglio 2008, le due entità (banca e gruppo) non avrebbero niente a che fare l'una con l'altra, anche se l'indirizzo del gruppo a Dubai è lo stesso della banca;
la banca Re Mida sta muovendo i suoi passi anche in Italia e, secondo quanto riportato dal citato articolo, per conto dell'istituto opererebbe un certo Roberto Caltagirone, titolare in Spagna della Royal Fin Service e Presidente del gruppo. Secondo documenti ufficiali spagnoli, la Royal Fin, che, dall'ultimo bilancio disponibile, ha chiuso il 2006 con 40.000 euro di utile, ha avuto diverse multe per 24.000 euro (su 144.000 euro di capitale sociale) per mancati pagamenti della previdenza sociale;...
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LANNUTTI , PEDICA , CARLINO , MASCITELLI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e della giustizia. -
Premesso che:
dai verbali dell'inchiesta sullo scandalo di banca Italease condotta dai pubblici minsteri milanesi Roberto Pellicano e Giulia Perrotti e dalla Guardia di finanza di Milano sulla presunta associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita dell'ex amministratore delegato, Massimo Faenza, risulterebbe che una parte delle somme sottratte alla citata banca sia stata distribuita a favore di alcuni esponenti del mondo dell'informazione in cambio di elogi per il banchiere imputato;
la notizia riportata il 7 luglio 2008 dal quotidiano "Milano Finanza" prende spunto dagli ultimi interrogatori di Pino Arbia, ex responsabile delle relazioni esterne della banca Italease, accusato insieme all'ex amministratore delegato Massimo Faenza e ad altre nove persone;
alla domanda del pubblico ministero Pellicano sulle "spese" per i giornalisti, Arbia si è avvalso della facoltà di non rispondere, sostenendo che si tratta "semplicemente di una questione di natura civilistica sull'entità del danno che intendo risarcire alla banca". Dal momento però che è lo stesso Arbia a collocare il tema fra le "questioni di natura civilistica sull'entità del danno" che intende risarcire alla banca, si potrebbe trattare di spese che hanno procurato un danno alla banca stessa;
le indagini della Procura di Milano sul caso di banca Italease e i prodotti derivati speculativi venduti alla clientela sono ormai chiuse, mentre rimane ancora da chiarire la sottrazione di oltre 30 milioni di euro dalle casse della banca su cui la magistratura continua ad indagare, anche relativamente alle presunte somme di danaro distribuite a giornalisti professionisti,
si chiede di sapere:...
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LANNUTTI , BELISARIO , GIAMBRONE , ASTORE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , RUSSO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
l’azione collettiva risarcitoria (class action) regolata dall’art. 140-bis del Codice del consumo, che entrerà in vigore il 29 giugno 2008, riguarda il diritto al risarcimento del danno ed alla restituzione di somme spettanti a singoli consumatori o utenti che abbiano subito dei soprusi da parte di grandi aziende, in particolare di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali;
l'azione collettiva, più nota come class action dal nome che ha assunto negli Stati Uniti, dove è nata e funziona dagli anni Sessanta, è lo strumento migliore con cui i semplici cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione;
la prevista data del 1° luglio 2008 rischia di saltare per le "pressioni" delle associazioni degli industriali, dell’Associazione bancaria italiana (ABI), dell'Associazione nazionale imprese assicuratrici (ANIA) e di altri potentati economici, che già si sono opposti all’introduzione di uno strumento di grande civiltà giuridica a tutela dei cittadini consumatori, volte a ritardare l'attuazione della legge nel nostro ordinamento;
secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, il Governo avrebbe allo studio modifiche alla suddetta legge per renderla inefficace per il passato, espungendo così i risarcimenti collettivi contro i soggetti che hanno adottato gravissime condotte truffaldine a danno dei risparmiatori, da Cirio a Parmalat ai bond argentini, prevedendo anche uno slittamento al prossimo anno;
a giudizio degli interroganti, l’intervento di proroga e quello di modifica di una legge prossima all' entrata in vigore, suonerebbero come un gravissimo tradimento alle attese di milioni di cittadini destinatari di comportamenti fraudolenti, ma anche per le imprese che attuano le più corrette regole del mercato,
si chiede di sapere:
se corrisponda al vero che il Governo intende prorogare l’entrata in vigore della suddetta disposizione di legge che regola la class action nonostante le ripetute promesse ai cittadini di offrire loro maggiori tutele;
se corrisponda al vero che le industrie, le banche e le assicurazioni...
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LANNUTTI , BELISARIO , ASTORE , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , GIAMBRONE , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA , RUSSO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
in un articolo del settimanale “l’Espresso” pubblicato il 9 febbraio 2008 è stato denunciato lo scandalo riferito alla Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob), autorità di vigilanza presieduta da Lamberto Cardia senior, in relazione alle super pagate consulenze di Cardia junior, ossia dell'avvocato Marco Cardia, figlio del Presidente della Consob, in riferimento alla decisione sugli assetti societari in capo a Giampiero Fiorani (ex numero uno della Banca Popolare di Lodi, rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Milano per gravi reati societari dei “furbetti del quartierino”) e Salvatore Ligresti (patron di fondiaria-Sai, Premafin, ecc.);
in un Paese normale, quando importanti quotidiani nazionali, come "La Repubblica", o settimanali, come "L’Espresso", pubblicano articoli - senza che, peraltro, giunga una smentita da parte degli interessati - con i quali si riferisce in merito alla vicenda che vede l’avv. Marco Cardia, super-consulente della Banca popolare di Lodi con 220.000 euro l’anno, professionista di fiducia dell’Immobiliare Lombarda, la società quotata in borsa e controllata da Ligresti, che potrebbe diventare oggetto di un’Offerta pubblica d'acquisto per consentire allo stesso Ligresti di avere il controllo totale della società, ci si attenderebbe quanto meno, una presa di posizione da parte delle Istutuzioni;
in un Paese normale, dove era già lampante l’incompatibilità della carica assegnata all’avv. Marco Cardia visto il rapporto di parentela che lo lega al Presidente della stessa autorità, diventa ancora più scandalosa, come ricostruisce “l’Espresso”, la designazione dell’avv. Marco Cardia nel Comitato dell’Immobiliare Lombarda, la quale vigila sull'organizzazione societaria in base al decreto legislativo n. 231 del 2001 (responsabilità penale delle aziende)...
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LANNUTTI , BELISARIO , ASTORE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , GIAMBRONE , LI GOTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA , RUSSO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
secondo un approfondito studio commissionato dalla Slc-Cgil (Sindacato lavoratori della comunicazione) ad un gruppo di analisti ed esperti di prim’ordine (coordinati dal consulente finanziario Sergio Cusani),che hanno analizzato i bilanci Rai dal 2002 al 2006, l'azienda spende il 64% dei ricavi per acquistare fiction e varietà,nonostante abbia 11.436 dipendenti fissi (più 1.872 contratti a tempo determinato), nonché 43.000 collaboratori;
la Rai non può fare a meno degli "appalti esterni", quasi non avesse energie e talenti all'altezza dei propri compiti. Se si tolgono i telegiornali e qualche programma di informazione (come "Report" o "La Storia siamo noi"), tutto ciò che si vede su Rai 1, Rai 2 e Rai 3, dalla mattina a notte fonda, è confezionato all'esterno;
scrive Giuseppe Sarcina sul "Corriere Economia" del 12 maggio 2008, a pagina 2, un articolo che si riporta integralmente: «Cuochi, pacchi, nonni, piste da pattinaggio, ballerini sotto le stelle, seggiole e divani. Tutto, o quasi: le fiction, i varietà della prima serata, i talk show, i documentari. Nel bilancio 2006 su un totale di ricavi pari a 3.111 milioni di euro, 1.516 sono stati stanziati per "l'acquisto di beni e servizi esterni", cui vanno aggiunti 580 milioni di euro di investimenti per comprare diritti televisivi. Totale: 2.096 milioni di euro spesi fuori casa, a fronte di 979 milioni di euro versati al personale interno. Il consuntivo del quinquennio 2002-2006 (...) mostra che per ogni 100 euro che entrano nelle casse aziendali, 64,4 vanno ad alimentare una "mezza Rai" che negli anni si è sviluppata lontana dagli studi di Saxa Rubra o di via Teulada. Queste risorse si trasformano negli incassi delle società di produzione, tra le quali spiccano Endemol (che fa capo a un pool di azionisti guidato da Mediaset), Magnolia (De Agostini) e la Ballandi Entertainment. La Rai, l'azienda del servizio pubblico, la "compagnia di bandiera" della tv italiana, può andare avanti così?
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Sono 400 mila gli stranieri presenti attualmente in Veneto, pari al 10% della popolazione della Regione. E' quanto rileva il Rapporto annuale 2008 sull'immigrazione straniera in Veneto curato dall'Osservatorio Regionale Immigrazione. In base ai dati ufficiali, a fine 2006 gli stranieri iscritti all'anagrafe nella Regione hanno superato quota 350 mila, con un aumento di circa 30 mila immigrati rispetto all'anno precedente. Una dinamica in forte crescita che ha visto altre 32 mila iscrizioni nel periodo gennaio-agosto 2007 e una stima di ulteriori 15 mila presenti non residenti (stagionali/domestici) che portano le presenze straniere attuali a circa 400 mila.
Dalla fotografia scatta dal Rapporto si conferma la tendenza all'europeizzazione dell'immigrazione e la crescita della componente femminile che è ormai quasi pari a quella maschile. L'assessore regionale ai flussi migratori, Oscar De Bona, ha sottolineato però "che i processi in atto e le nazionalità disponibili sono destinati a modificarsi, in quanto ci sono Paesi (come la Romania o la Polonia) che hanno manifestato l'esigenza di frenare l'esodo per carenze interne di manodopera".
Il Rapporto propone approfondimenti su questioni rilevanti quali l'occupazione e il lavoro, il disagio abitativo, l'integrazione scolastica e sociale, le badanti e l'assistenza familiare. Per quanto riguarda la casa, l'assessore De Bona ha fatto presente che la Regione sta lavorando ad un progetto di "housing sociale" con la creazione di un fondo immobiliare etico per rendere disponibili alloggi calmierati per le fasce deboli della popolazione residente in Veneto, quindi anche per gli immigrati.
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settembre 2010
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05/09/2010 @ 9.51.04
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